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"Se ospiti CasaPound nel tuo bar te lo distruggiamo"

Pubblicato su da Grunf

 

Paese che vai, corteo antifascista che trovi. E così, anche nella piccola Schio, nel Vicentino, la giornata di ieri è trascorsa all’insegna di una tensione annunciata.

In principio dalle minacce, anonime e spaventose, ricevute da Marco Gobbi, il titolare della caffetteria dove si sarebbe dovuto tenere un evento elettorale di CasaPound Italia.

“Se ospiti CasaPound nel tuo bar te lo distruggiamo”. Nella mattinata di ieri, sul profilo Facebook di Gobbi vengono recapitate le prime intimidazioni. L’esercente ha paura e dà forfait. “Gestisco un locale e se qualcuno intende organizzare un incontro pubblico non chiedo il suo colore politico”, ha spiegato a Il Gazzettino. Proprio nel suo bar si sono avvicendati già quattro gruppi politici e per l’inizio di marzo è atteso anche il Partito Democratico. Ieri toccava a CasaPound ma, all’ultimo, sono arrivate quelle minacce. “Ho segnalato immediatamente la cosa in questura a Vicenza e alla Digos - spiega - e assieme abbiamo concordato di annullare l’ospitalità a CasaPound. L’ho fatto per tutelare l’integrità dei miei clienti”.

I “fascisti del terzo millennio”, però, non si danno per vinti. “Non saranno di certo le minacce di chi si definisce paladino della democrazia e portatore di pace e che poi usa questi metodi a fermarci”, scrive Casapound annunciando che la serata si terrà comunque, fuori dalla caffetteria. Anche gli antagonisti di “Schio Antifascista” non si arrendono, e per rispondere “alle provocazioni dei neofascisti che vorrebbero tranquillamente attraversare le strade della nostra città” organizzano una “passeggiata antifascista”. Il corteo si snoda a poche centinaia di metri dal luogo in cui si trovano le “tartarughe frecciate”. I due gruppi si sfiorano, la città è militarizzata e gli ingredienti per innescare disordini ci sono tutti. La miccia, per questa volta, non si accende. Ma il collettivo rosso già rilancia: “Nei prossimi giorni lanceremo l’appuntamento per una grande assemblea pubblica per costruire una grande mobilitazione nelle giornate del 25 aprile”.

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