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Ammazzato di botte in cella a 26 anni Il video choc che sconvolge il Belgio (video)

Pubblicato su da Grunf

Piange, si dispera, urla. Jonathan Jacob, 26 anni, è completamente nudo, in una cella angusta di Mortsel, in provincia di Anversa. Poi, sale sulla brandina sporca, si rifugia in un angolo attaccandosi a una parete mentre gli agenti, una decina, entrano in cella lanciando un razzo luminoso. In pochi secondi gli sono addosso in cinque o sei. Jacob scompare sotto il peso di manganellate e scudi degli agenti, casco in testa e equipaggiamento antisommossa. Alla fine, una macchia di sangue resta sulla parete, mentre gli uomini somministrano al giovane un'iniezione. Poi, quando tutto finisce, un medico entra in cella. Ma è troppo tardi: Jacob è morto. Era gennaio 2012, ma le immagini, raccapriccianti e violente, sono state mandate in onda per la prima volta solo ieri sul canale di lingua fiamminga «Vrt», durante un reportage del programma «Panorama». Un video choc, visibile online, che ha sconvolto il Paese.

AGGRESSIVO - Fermato per strada dalla polizia a Mortsel perchè sotto l'effetto di anfetamine, il giovane Jonathan Jacob, originario di Affligem, mostrava un comportamento aggressivo. Un parere medico aveva consigliato il ricovero dell'uomo in un ospedale psichiatrico, ma il direttore del nosocomio locale aveva rifiutato l'internamento. Così il giovane era stato condotto in cella, dove la polizia di Mortsel chiese «aiuto» all'equipe d'assistenza speciale della polizia di Anversa.

EMORRAGIA INTERNA - L'autopsia ha stabilito che la causa del decesso di Jacob è stata un'emorragia interna, provocata dalle percosse ricevute dai poliziotti. Un agente e il medico dell'ospedale psichiatrico sono stati rinviati a giudizio: il primo per le botte, il secondo per omissione colposa.

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