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SOTTOMESSI PER SEMPRE...:(

Pubblicato su da Ugo Pennati

SOTTOMESSI PER SEMPRE...:(

Lo Stivale assomiglia sempre più ad una portaerei nucleare a stelle e strisce. Gli alleati sono ospiti, anzi padroni, ma li manteniamo noi, nel senso che il conto in soldoni è a carico dell’ignaro contribuente, compreso l’inquinamento ed i pericoli atomici. Nel «2004 Statistical Compendium on Allied Contributions to the Common Defense» il rapporto ufficiale reso noto dal Dipartimento della difesa degli Stati Uniti, alla pagina «B-10» c’è la scheda che riguarda l’Italia in cui si legge che il contributo annuale alla «difesa comune» versato dall’Italia agli Usa per le «spese di stazionamento» delle forze armate americane è pari a 366 milioni di dollari.

Leggi tutto l'articolo "BASI USA PAGANO GLI ITALIANI"

http://www.informarexresistere.fr/2012/10/14/basi-usa-pagano-gli-italiani/

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A Mario,....ma hai finito la cocaina e ti sei buttato sugli acidi ?

Pubblicato su da Ugo Pennati

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Come lo stato Italiano uccide l'Antimafia

Pubblicato su da Ugo Pennati

Come lo stato Italiano uccide l'Antimafia

La DIA (Direzione Investigativa Antimafia), era il sogno di Giovanni Falcone ed è nata come organo investigativo speciale per affiancare i Magistrati impegnati nella lotta alla Mafia.

Come spiega un agente:

"Se si sono finalmente aperti gli occhi sugli intrecci tra mafia e politica nel Nord Italia, lo si deve alla nostra attività. L’operazione ‘Breakfast’, per esempio, che ha coinvolto alcuni elementi di spicco della Lega Nord. O la ‘Doma’, nella quale sono finiti colletti bianchi e politici nazionali, ‘vicini’ al clan dei Casalesi."

Per capire l'importanza della DIA, basta sapere che tra il 2009 e il primo semestre del 2011 ha sequestrato alle mafie, beni per 5,7 miliardi di euro e ne ha confiscati altri per 1,2 miliardi di euro, oltre ad aver giocato un ruolo fondamentale nelle inchieste sulla trattativa Stato-Mafia che sta svolgendo la Magistratura di Palermo.

"Ma forse è proprio per questo che siamo diventati scomodi”, aggiunge lo stesso agente, profondamente amareggiato perchè oggi qualcuno, la DIA sta cercando di smantellarla.

I tagli che lo Stato Italiano ha deciso di attuare nei confronti di questo ente infatti sono IMPRESSIONANTI. Dal 2001 ad oggi si è passati da 28 milioni di euro ad appena 9 milioni.

MENO DI UN TERZO.

Eppure questi uomini e queste donne, in silenzio, continuano il loro difficile lavoro.

E' di oggi la notizia che la DIA di Trapani ha colpito il "cerchio magico" di Matteo Messina Denaro, sequestrando beni, aziende e auto di lusso al cognato dell'ultimo "capo dei capi" di Cosa Nostra.

Insomma, sottopagati ed ostacolati anche (forse soprattutto) dalle istituzioni italiane, gli agenti della DIA continuano a mettere a rischio la propria vita perchè amano la loro terra. Mentre lo Stato carogna smantella l'antimafia voluta da Falcone e Borsellino, sostituendola con la solita retorica italiota che puzza di marcio.

Noi non abbiamo dubbi, noi stiamo con la DIA e con la Catturandi di Palermo. Noi stiamo con l' Antimafia dei fatti, non con la vuota retorica di Stato!

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SOLIDALE CON I LAVORATORI DELL'ILVA

Pubblicato su da Ugo Pennati

SOLIDALE CON I LAVORATORI DELL'ILVA

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S.T.O.P AI PRIVILEGI AI PARLAMENTARI

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Governanti assassini!

Pubblicato su da Ugo Pennati

Governanti assassini!

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La vera bestia è l'uomo :(

Pubblicato su da Ugo Pennati

La vera bestia è l'uomo :(

PRATICHE COMUNI DEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI

Le scrofe vivono all’interno di piccoli box collettivi con pavimento cementato. Con la gravidanza vengono inserite in gabbie metalliche dette di gestazione, larghe 60 centimetri, dove non hanno la possibilità di compiere alcun movimento, compreso quello di ruotare su sé stesse. Possono solo alzarsi per alimentarsi o giacere a terra. Rimarranno in queste gabbie per quattro mesi. Incapaci di muoversi, diventano pesantissime (è questo lo scopo naturalmente) e soggette a zoppia.

Pochi giorni prima del parto, vengono trasferite in speciali gabbie metalliche dette da parto, fasciate da una serie di tubi che permettono solo, ai piccoli, una volta nati, di potersi nutrire dalle mammelle. In queste gabbie le scrofe, dove sono impedite in qualsiasi movimento, trascorrono tre o quattro settimane, fino a quando i piccoli nati non vengono trasferiti in altri box. Dopodichè le scrofe possono essere reinserite nel ciclo di allevamento e rese nuovamente gravide una o due settimane più tardi.

Solo trent’anni fa una scrofa in allevamento intensivo era in grado di produrre 13 suinetti all’anno. Oggi si arriva a 22, in alcuni casi anche a 28. Dal punto di vista psicologico queste scrofe diventano “nevrotiche” (come le definiscono gli allevatori): mordono le sbarre dei box per ore, siedono in posizione simile a quella dei cani, ma con aria inebetita, mostrando tutti i segni del dolore per la perdita dei piccoli. Dopo 2 anni di questa vita, anch’esse finiscono al macello.

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