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VANZAGO (MI), INCENDIO ALL'OASI WWF: AVVERTIMENTO MAFIOSO

Pubblicato su da Grunf

OLTRE 700 QUINTALI DI PAGLIA ANDATI IN FUMO

Nel mirino, nella notte tra domenica e lunedì, l'oasi Wwf di Vanzago: 260 rotoballe sono state bruciate. L'ipotesi? Incendio doloso. Il rogo, avvenuto nel deposito vicino alla cascina Gabrina, ha trasformato in cenere oltre 700 quintali di paglia pronta per essere venduta. Ecco che si è scatenato l'inferno a due passi dal Centro recupero animali selvatici. I vigili del fuoco di Rho hanno impiegato circa dieci ore per spegnere le fiamme. Il direttore del bosco, Andrea Longo, attacca: "Ci sentiamo letteralmente accerchiati. A quanti dà fastidio un'area protetta alle porte di Milano? Sia ben chiaro – prosegue Longo – che continueremo a lavorare per garantire la conservazione e la fruizione dell'area protetta".

L'oasi del Wwf di via Tre Campane, a Vanzago, è finita nel mirino in varie circostanze, su cui stanno indagando i carabinieri. A dicembre alcune persone, dopo aver rubato dei soldi lasciati nel centro visite e distrutto la gabbia dei barbagianni, hanno portato via Maffy, la femmina di muflone "mascotte" del centro. E, ancora, il furto delle grondaie di rame di una struttura e ora l'incendio delle rotoballe, che ha disintegrato pure il tetto del capannone di stoccaggio.

Longo insiste: "Lo scorso dicembre il consiglio comunale di Pogliano Milanese - scrive il Corriere della Sera - ha approvato la delibera di adozione del Pgt che influenza la salvaguardia del Bosco Wwf, perché interessa terreni a ridosso del Centro. Inoltre, la Provincia di Milano, con ben due delibere diverse, non ha messo in atto tutte le misure di salvaguardia per una zona di protezione speciale come il Bosco Wwf», senza contare che «la Regione Lombardia ha avviato le procedure per l'ampliamento di una cava limitrofa al Wwf di Vanzago".

Il sindaco di Pogliano, Vincenzo Magistrelli, si difende: "Per il Pgt, che sarà approvato solo tra sei mesi, abbiamo fatto nostre gran parte delle osservazioni avanzate dal Wwf, osservando in pieno le prescrizioni della Provincia. Da parte nostra – continua il primo cittadino – non sono previste nuove edificazioni nella zona confinante il Bosco, ma solo il completamento di servizi per ciò che esiste già".

E Paola Brambilla, presidente del Wwf Lombardia, ha commentato: "Sospettiamo che dietro questo grave episodio ci siano mire speculative sulla zona, e un chiaro avvertimento di sapore mafioso contro il Wwf, che come ente gestore dell'oasi (che è sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale tutelato da direttive comunitarie) ha formulato pareri negativi e rigorosi contro molti pgt dei Comuni vicini, che hanno previsto ambiti di trasformazione a ridosso dell'oasi: ricordiamo che quest'isola incontaminata e protetta dal Wwf è adiacente all'area Expo 2015. Chiederemo un incontro al Procuratore per condividere questi nostri sospetti e le nostre preoccupazioni ed avere aiuto e tutela".

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USA, LA GATTA HOLLY TORNA A CASA DOPO 62 GIORNI E 305 CHILOMETRI

Pubblicato su da Grunf

RICONOSCIUTA DAL MICROCHIP. L'ESPERTA: "UN MIRACOLO"

Un gatto con uno straordinario senso dell'orientamento è riuscito a trovare la strada di casa dopo aver perso di vista i suoi proprietari in vacanza. Lo scorso novembre, i coniugi Jacob e Bonnie Richter hanno portato con loro la gattina di famiglia, Holly, per un viaggio al Daytona International Speedway, ad oltre 305 chilometri da West Palm Beach, in Florida, la città in cui abitano. Lo rivela la ABC.

Spaventata dai fuochi d'artificio sparati di notte sulla spiaggia, Holly è scappata dal camper dei Richter. Per giorni, i suoi proprietari si sono messi alla ricerca del micio. Hanno anche distribuito volantini con la sua foto e allertato gli enti locali, prima di tornare a casa sconvolti e senza Holly.

Ma 62 giorni dopo la fuga di Holly, Barb Mazzola ha trovato un gatto emaciato nel suo cortile a Palm Beach Gardens. Era proprio il micio perso dalla coppia a novembre. "Era così magro e con tutte le ossa deboli che riusciva a malapena a camminare", ha detto Mazzola. Che ha comprato un po' di cibo per gatti e ha portato la bestiola da un veterinario sabato scorso. Holly è stata riconosciuta grazie al suo microchip.

I Richters non credevano alle proprie orecchie quando hanno ricevuto la chiamata che li avvisava del ritrovamento di Holly, a poco più di un chilometro e mezzo da casa sua. "Questa bambina ha fatto un bel viaggio - ha detto Jacob Richter a WPBF-TV -. Siamo felicissimi: è di nuovo con noi".

"E' a dir poco un miracolo il fatto che Holly sia tornato indietro percorrendo oltre 305 chilometri", ha ammesso la veterinaria Marty Becker. Per poi spiegare: "Tutti gli animali hanno un senso dell'orientamento, ma è davvero insolito per i gatti trovare la strada di casa su lunghe distanze. Ha qualcosa di miracoloso questo episodio".

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SVOLTA A GARDALAND, NON PIU' SPETTACOLI CON I DELFINI NEL PARCO (ERA ORA!!)

Pubblicato su da Grunf

L'ULTIMO IL 6 GENNAIO, GLI ANIMALI "IN PENSIONE"

Stop agli spettacoli con i delfini a Gardaland. Il 6 gennaio scorso, riferisce il "Corriere del Veneto", Robin, Teide, Betty e Nau, i quattro mammiferi cresciuti all'ombra delle montagne russe, hanno fatto la loro ultima esibizione e in questi giorni è iniziato lo smantellamento della struttura che serviva per gli spettacoli.

"Prima ancora delle pressioni esterne - sottolinea il direttore del Parco Danilo Santi, riferendosi alle polemiche suscitate in passato dalla morte di alcuni esemplari - ha pesato il fatto che Merlin Entertainments, la società inglese proprietaria della struttura, ha nel suo Dna una politica di profondo rispetto per gli animali. La scelta di dire addio al delfinario ne è quindi una diretta conseguenza".

Il bene degli animali ha avuto la meglio sulle ragioni economiche. Gli show quotidiani con i delfini registravano infatti una media di 759mila spettatori a stagione, praticamente il tutto esaurito. Ora Robin e i suoi 'colleghi' potranno almeno riposare: l'ipotesi al vaglio è che siano trasferiti nell'acquario di Genova.

Il parco di Gardaland è stato a,uingo al centro delle polemiche per la detenzione dei delfini: nel 2000 la Procura di Verona apri' un'inchiesta sulle cause della morte di quattro animalideceduti misteriosamente nel giro di tre anni.

SVOLTA A GARDALAND, NON PIU' SPETTACOLI CON I DELFINI NEL PARCO (ERA ORA!!)

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BOTTICELLE, ALMENO 6 VETTURINI SU 40 LANCIANO I CAVALLI AL TROTTO

Pubblicato su da Grunf

L'UNICA ANDATURA CONSENTITA IN CITTÀ È IL PASSO

Almeno il 15 per cento dei vetturini delle botticelle non rispetta le regole, specialmente la più importante per il benessere dei cavalli: quella che indica il passo come l'unica andatura consentita ai cavalli in città. Il calcolo è presto fatto, come scrive "Repubblica", sulla base dei verbali trasmessi al Comune dalle Guardie zoofile dell'ENPA e dai dati che l'amministrazione capitolina ha fornito. Oggi sono in tutto quaranta le licenze rilasciate dal Comune di Roma per le botticelle, le tipiche carrozzelle della capitale. Erano quarantaquattro, ma tre sono scadute e il titolare della quarta è deceduto. Tra giugno e luglio gli operatori dell'Enpa hanno documentato e filmato sei casi di "trotto", nessuno riferibile alle licenze scadute: due dei postiglioni segnalati sono recidivi e rischiano una sospensione di sei mesi, gli altri ne rischiano una di tre.

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DANIMARCA, MAIALI VIVI SOTTO TIRO PER ADDESTRARE I SOLDATI INGLESI

Pubblicato su da Grunf

PETA: BARBARIE. LA DIFESA: ESSENZIALE PER I CHIRURGHI

Il ministero della Difesa britannico la definisce "una pratica necessaria". Si spara ai maiali per addestrare i medici militari. Ecco un corso di formazione medica molto discusso, chiamato "Operation Danish Bacon", suini vivi vengono feriti ad alcuni organi da tiratori scelti per simulare ciò che può succedere sul campo di battaglia ai soldati inglesi. E i dottori mettono gli animali sotto i ferri in loro. Le esercitazioni vengono svolte nelle strutture Nato di Jaegerspris, in Danimarca. Perché non in Inghilterra? A detta delle associazioni animaliste locali, in Inghilterra sarebbero illegali.

Secondo il ministero della Difesa, esercitarsi sparando ai maiali rappresenta il modo migliore per far sperimentare ai chirurghi dell'esercito "le sfide specifiche poste dalle lesioni del moderno conflitto armato". "Questo tipo di formazione offre una preziosa esperienza - rivela un portavoce del dicastero di Londra ripreso da ilfattoquotidiano.it - contribuendo a salvare molte vite". E ancora: organizzare le esercitazioni in territorio danese, senza repliche in Gran Bretagna, consentirebbe di "minimizzare il numero di animali utilizzati".

Ma il corso di formazione medica non piace a molti. In particolare, People for the ethical treatment of animals (Peta), che ha bollato gli esercizi come una barbarie. "La stragrande maggioranza degli alleati Nato del Regno Unito non spara, pugnala o smembra animali per le sue esercitazioni militari", attacca Mimi Bekhechi, direttrice di Peta Uk: "Questi esperimenti sarebbero illegali, se condotti nel Regno Unito".

Il "pig shooting", in realtà, è stato abbandonato nel 1998, quando l'opinione pubblica inglese ne è venuta a conoscenza. Ma presto la pratica è ricomincia, nel momento in cui l'esercito ha stabilito che non c'era "alcuna alternativa ugualmente efficace", e che era "del tutto appropriata, anzi, necessaria" per i chirurghi militari. Non solo: secondo la Difesa, queste esercitazioni sarebbero legali anche nel Regno Unito. "Si dovrebbe solo ottenere l'approvazione caso per caso dal ministero degli Interni", fanno sapere dal ministero.

Sta di fatto che nella base Nato in Danimarca decine di suini sono già stati utilizzati a questo scopo. Stando a quanto scrive il Mail on Sunday, gli animali avevano cerchi sul ventre per indicare ai cecchini (tre per ogni esercitazione) il punto preciso su cui sparare. Con l'accortezza - pensate - di ferirli e danneggiarne gli organi, ma non per ammazzarli.

Però, mentre i soldati britannici, dopo le cure, sarebbero salvi, i suini colpiti vengono abbattuti dopo circa due ore di agonia. "Una tortura immotivata", accusa Mimi Bekhechi. La proposta di Peta? Usare manichini al posto di animali vivi per l'addestramento della British Army. Ma la numero uno del gruppo animalista nel Regno Unito insiste: la decisione del ministero della Difesa di condurre in Danimarca questi esercizi "invasivi e crudeli" rappresenta una scelta "impossibile da giustificare sia a livello medico, che etico, che educativo".

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Lo stupratore massacrato dai compagni di cella

Pubblicato su da Ugo Pennati

SI E’ FATTO MALE DA SOLO - Red hot Russia ci racconta di uno stupro molto particolare avvenuto in una cella del carcere di Zelenograd, a quaranta chilometri da Mosca. Andrei Fateev, 45 anni, accusato di aver violentato cinque donne è stato ricoverato in ospedale e si trova in questo momento in coma con fratture al cranio ed i genitali bruciati. I suoi compagni di cella negano qualsiasi coinvolgimento e sostengono che l’uomo si sia fatto male a seguito di un banale incidente. Ovvero, è caduto dal letto facendosi male in testa. Mentre per quanto riguarda i genitali, questo è dovuto al prolungato contatto con il radiatore avvenuto a seguito della caduta.

AH E’ UNO STUPRATORE? - Quantomeno non è rovinato dalle scale. L’incidente è avvenuto lo scorso 31 dicembre, ma se ne è avuta notizia solo oggi, e rappresenta l’atto finale delle violenze perpetrate nei confronti dell’uomo ed iniziate quando i compagni di cella hanno saputo che era stato condannato per una serie di stupri. Si perché il quarantacinquenne, arrestato sei mesi fa per stupro e rapina ed in attesa del processo, era conosciuto in carcere solo per quest’ultimo reato.

IL MODUS OPERANDI - L’uomo aspettava le sue vittime nei pressi dei nightclub più in della zona a bordo della sua Bmw X5. Successivamente offriva alle donne ubriache un passaggio per accompagnarle a casa. Invece le portava in un posto sicuro dove abusava di loro dopo averle minacciate con la pistola. Ma questa storia non è mai arrivata all’orecchio degli altri detenuti. Invece, a causa di uno “spiffero”, si è saputo che violentava le donne, ed alle 5 di mattina del 31 dicembre è arrivata la “sentenza” del carcere.

NESSUNO HA VISTO NULLA - I dottori dell’ospedale numero 3 hanno spiegato di aver ricevuto il paziente in condizioni critiche con ferite alla testa, genitali bruciati e costole rotte ed a causa delle sue condizioni è stato operato d’urgenza. E sopratutto hanno confermato che non può essersi fatto male da solo. Il caso ovviamente è stato preso in consegna dalle autorità carcerarie ma secondo il direttore della prigione, Dimitri Konarev, è avvenuto l’esatto contrario: “non posso confermare che sia stato picchiato dai compagni di cella. Per quello che ne so potrebbe anche esseri auto-inflitto una punizione”. I compagni, interrogati dagli agenti, hanno spiegato che ero tutti addormentati e che nessuno ha sentito niente. Intanto le indagini continuano ma, specie in carcere, chi sbaglia paga, e nessuno ha visto nulla

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Skulls & Shit photo

Pubblicato su da Ugo Pennati

 Skulls & Shit photo

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Tri city bikers photo.

Pubblicato su da Ugo Pennati

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Pin UP Lambretta

Pubblicato su da Ugo Pennati

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Intascavano le pensioni dei defunti Scoperta maxi-truffa ai danni dell'Inps

Pubblicato su da Grunf

BOLOGNA - Usavano i nomi di persone defunte da anni e si fingevano loro eredi legittimi: così intascavano fraudolentemente ratei pensionistici per centinaia di migliaia di euro. A scoprire la maxitruffa informatica ai danni dell'Inps è stata la Squadra Mobile di Bologna, coadiuvata dalla Guardia di Finanza della Compagnia di Imola. Le indagini, avviate in ottobre e coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno portato all'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per il «capo» dell'organizzazione, un dipendente infedele addetto al pagamento delle pensioni; indagati altri quattro complici. Gli accertamenti patrimoniali delle Fiamme gialle hanno portato poi all'individuazione e al sequestro di beni mobili e immobili per circa un milione di euro tra case, terreni, macchine, fondi d'investimento e conti correnti bancari.

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