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Catturato in hotel l'altro romeno evaso da carcere Varese

Pubblicato su da Grunf

E' finita in una stanza d'albergo di Lugano la fuga di Victor Serin Miclea, il 29enne romeno evaso dal carcere dei Miogni di Varese insieme a due connazionali, uno dei quali, il 23enne Marius George Bunoro, catturato a Melide, nelle vicinanze di Lugano nel pomeriggio dell'altro giorno e consegnato ieri alle autorita' italiane. La cattura e' avvenuta ieri sera quando la Polizia cantonale ticinese ha fatto irruzione nella camera della struttura alberghiera situata in centro citta'. Il giovane era solo e non ha opposto resistenza. Dagli accertamenti e' risultato che per l'utilizzo della camera erano registrate tre persone: la compagna di Daniel Parpalia (ancora uccel di bosco) e due minorenni che secondo gli investigatori sarebbero solo nomi di comodo per nascondere Parpalia e Miclea, quest'ultimo sara' interrogato in giornata dal Ministero pubblico di Lugano .

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Una notte da Elezioni (Video) :)

Pubblicato su da Ugo Pennati

vi è mai capitato di passare una notte di follie e non ricordare niente il giorno dopo? e se per sbaglio aveste sposato una spogliarellista? e se per sbaglio vi foste fatti un tatuaggio? e se per sbaglio foste andati a votare? YOLO!

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Facebook le rifiuta l'iscrizione solo perché ha 104 anni

Pubblicato su da Grunf

Avere 104 anni e non potersi iscrivere a Facebook per sopraggiunti limiti di età. È accaduto a un’arzilla vecchina canadese che, guidata da una sua nipote, si è avvicinata, nonostante la veneranda età, al mondo dei social network. Marguerite Joseph, questo il nome della nonnina canadese, per un po’ si è divertita a utilizzare il social network della nipote e poi, dopo aver capito il meccanismo, ha deciso di aprire una pagina tutta sua per postare frasi e immagini.

Al momento dell’iscrizione, la sorpresa: la signora Marguerite non ha potuto dichiarare la sua età. Per Facebook il 1908 era una data troppo lontana nel tempo e il social network non avrebbe accettato la sua richiesta di iscrizione. E allora, pur di cedere al magico mondo di Zuckeberg, la nonnina, ha deciso di mentire sull’età e di togliersi un po’ di anni. Ma a 104 anni non è più il caso di mentire sull’età, neanche per un’arzilla signora. E allora Marguerite ha deciso di far valere i propri diritti e con l’aiuto della nipote ha rivolto le sue lamentele direttamente a Mark Zuckerberg, fondatore del popolare social network.

La risposta dell’azienda di Palo Alto non ha tardato ad arrivare: «Abbiamo scoperto di recente un problema tecnico per cui alcuni utenti di Facebook potrebbero non essere in grado di immettere la propria data di nascita, se è anteriore al 1910 – ha spiegato un portavoce di Facebook – Stiamo lavorando per risolvere la questione».

La storia della nonnina canadese mostra come le nuove tecnologie siano oramai alla portata di tutti e come non siano solo più i bambini a dover mentire sull’età per potersi iscrivere al social network (l’età minima è di 13 anni)…

È proprio il caso di dire: non è mai troppo tardi per imparare e … per cambiare le regole del gioco!

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Vittime del bullismo da piccoli, ansiosi e depressi da adulti

Pubblicato su da Grunf

Derisi, vessati, spesso malmenati e quasi sempre senza motivo (ammesso che esistano motivi per cui comportamenti del genere siano "giustificabili") se non la "colpa" di essere più deboli, meno belli, con gli occhiali o troppo grassi o bassi; comunque non rispondenti ai canoni del "più forte", non accettati e magari troppo timidi per difendersi. Sono le vittime del bullismo e secondo uno studio della Duke University a Durham (Carolina del Nord), vivono un trauma che non se ne va via crescendo ma che li avvia a un futuro di adulti ansiosi, con disturbi depressivi, attacchi di panico e possibili intenzioni suicide.

LO STUDIO - È il risultato di uno studio svolto su 1.420 giovanissimi dai 9 ai 13 anni, e pubblicato sulla rivista JAMA Psychiatry. Basati su oltre 20 anni di dati raccolti, si tratta dei risultati più completi e definitivi oggi disponibili sulle conseguenze a lungo termine del bullismo: le "ferite", quelle non visibili, lasciano segni indelebili che il bambino si porta dentro anche da adulto. Gli esperti hanno seguito il campione monitorandone lo stato di salute ogni anno fino al raggiungimento dell'età adulta. I soggetti sono stati intervistati per raccogliere dati su eventuali atti di bullismo di cui fossero stati vittima. Il 26% di loro, maschi e femmine in uguale misura, ha dichiarato di aver subito qualche sopruso da coetanei e alcuni sono stati sia vittime sia perpetratori di atti di bullismo. Considerando tutti i fattori indipendenti (problemi in famiglia, stato socioeconomico del nucleo di appartenenza e altro) che potevano inficiare il dato, è emerso in modo conclusivo che le vittime di bullismo sono a maggior rischio di soffrire di svariati disturbi psichiatrici da adulti, dalla depressione all'ansia generalizzata, dagli attacchi di panico all'agorafobia. Alcuni hanno pensieri suicidi. Anche i bulli possono risentire a lungo termine del proprio comportamento e divenire adulti con disturbo antisociale o a loro volta depressi. «I danni psicologici del bullismo non vano via perché una persona cresce e non è più vittima dei bulli - rileva William Copeland del dipartimento di psichiatria e scienze del comportamento dell'ateneo Usa -. È qualcosa che resta con loro». Combattendo il bullismo, quindi, si potrebbe prevenire un'ampia serie di problemi individuali e sociali.

IN ITALIA - Per restare invece alla realtà del nostro Paese, si può citare una recente indagine nazionale della Società Italiana di Pediatria ("Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani"), secondo cui quasi la metà dei ragazzini (45,5%) ha assistito ad episodi di bullismo, oltre uno su tre (34,2%) li ha subiti personalmente o ha un amico che ne è stato vittima attraverso internet (Facebook, chat, YouTube). Mentre il bullismo nella sua forma classica spaventa meno - a dichiarare di aver assistito ad atti di bullismo è complessivamente il 54% del campione, contro il 61,5% registrato nel 2011 e il 75% del 2008 - cresce in modo preoccupante il cyberbullismo, ovvero persecuzioni, offese e molestie perpetrate in Rete, soprattutto attraverso i social network. Lo registra il 43% degli adolescenti, percentuale che sale al 62% tra i grandi utilizzatori del web. Il cyberbullismo può avere ripercussioni negative sulla vittima anche peggiori rispetto al bullismo tradizionale, perché la persecuzione mediatica non è circoscritta a un singolo ambiente (la scuola, la palestra) al di fuori del quale la vittima può avere un suo "riscatto", ma raggiunge tutti gli "ambienti di riferimento" dell'interessato, spiega Giovanni Corsello, presidente Sip.

CYBERBULLISMO - Non meno preoccupanti i dati di un'altra indagine sul cyberbullismo, "I ragazzi e il cyberbullismo" realizzata da Ipsos per Save the Children: secondo questa ricerca la vittima del cyberbullo è scelta perché "diversa", per il suo aspetto estetico (67%), per la timidezza (67%), per il suo supposto orientamento sessuale (56%), perché straniera (43%), per il suo abbigliamento non convenzionale (48%), per la bellezza femminile che "spicca" nel gruppo (42%), e persino perché disabile (31%). Tra gli atti di cyberbullismo più diffusi c'è il furto di e-mail, profili, o messaggi privati per poi renderli pubblici (48%), oppure sms/mms/e-mail aggressivi e minacciosi (52%), la creazione di gruppi "contro" su un social network per prendere di mira qualcuno (57%), la diffusione di foto e immagini denigratorie o intime senza il consenso della vittima (59%). Ma la modalità d'attacco preferita dai giovani cyberbulli è la persecuzione della vittima attraverso il suo profilo su un social network (61%). L'invasività del cyberbullismo e l'anonimato di cui può godere il "carnefice" rende il fenomeno ancora più pesante e traumatico per le giovani vittime.

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Centrale, disabile preso a calci durante un tentativo di rapina

Pubblicato su da Grunf

Un cinquantenne costretto su una sedia a rotelle è stato aggredito e preso a calci, mentre era a terra, da due rapinatori davanti alla stazione Centrale di Milano. L'uomo era fermo, da solo, ad aspettare l'orario del treno davanti alla stazione, quando è stato avvicinato da due italiani che aveva già notato, a suo dire due habituè della zona.

I due lo hanno fermato con una scusa, intimandogli poi di consegnare loro il denaro che aveva con sé. L'uomo ha rifiutato e i rapinatori hanno iniziato a strattonarlo, facendogli perdere l'equilibrio. La sedia a rotelle si è capovolta e l'uomo è finito a terra, dove i due aggressori lo hanno preso a calci.

Fortunatamente sono intervenuti alcuni passanti, che hanno impedito ai due di portare a termine la rapina. I rapinatori hanno rinunciato e si sono allontanati, dirigendosi all'interno della stazione. E' intervenuta una pattuglia ed è stato richiesto l'intervento del 118, ma dopo le prime cure sul posto la vittima ha rifiutato di essere portato in ospedale.

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Azione Greenpeace a Milano: guanto verde sul "Dito" di Cattelan (Video)

Pubblicato su da Grunf

Azione dimostrativa di Greenpeace, questa mattina, durante la Settimana della moda a Milano: un guanto verde, simbolo della campagna 'The Fashion Duel', ha rivestito la famosa scultura di Maurizio Cattelan, nota come 'Il Dito', in piazza Affari. Alla base della scultura è stato srotolato uno striscione con scritto: "La moda vende sogni ma così è un incubo per il Pianeta" per chiedere alle aziende che stanno presentando le loro nuove collezioni "di impegnarsi per raggiungere gli obiettivi Deforestazione Zero e Scarichi Zero nella propria produzione"

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Vendute in Francia tre carcasse al fenilbutazone

Pubblicato su da Grunf

Tre delle sei carcasse di cavallo spedite dalla Gran Bretagna in Francia, e contenenti tracce di fenilbutazone, sono state vendute sul mercato della carne e sono ''probabilmente'' entrate nella catena alimentare. Lo ha detto a Parigi un portavoce del ministero dell'Agricoltura.

Il fenilbutazione è una antiinfiammatorio nocivo per l'uomo, che si somministra in genere ai cavalli. Le carcasse equine, arrivate in gennaio, ''sono state trasformate'', ha aggiunto un portavoce, ricordando che l'allerta britannica è arrivata troppo tardi. I prodotti sospetti ancora in circolazione sono stati ritirati dal commercio, ma alcuni sono già stati probabilmente consumati, ha aggiunto il portavoce, sottolineando che il ''rischio per la salute è minimo''.

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Difesa: Pentagono sospende tutti voli F-35 per problemi al motore

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Il Pentagono ha sospeso nuovamente tutti i voli di collaudo del caccia multiruolo F-35 dopo aver rilevato un guasto al motore nel corso di un'ispezione di routine, svolta venerdi' nella base militare di Edwards in California.

Si tratta di una frattura in una delle pale della turbina del reattore, secondo quanto riferito la Difesa Usa che ha parlato di una ''sospensione cautelare''.

L'F-35, di cui l'Italia ne ha ordinato 90 esemplari, gia' il 16 gennaio scorso, nella loro variante B elaborata per il corpo dei Marine, erano stati messi a terra a causa di problemi alla valvola per il rifornimento in volo.

I responsabili del programma, realizzato da Lockheed Martin in collaborazione con le aziende dei Paesi che acquisteranno il jet, hanno fatto sapere di aver avviato una verifica con la societa' costruttrice del motore, la Pratt & Whitney.

(Noi come al solito andiamo a comprarci la M...A degli Americani)

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Grillo Tsunami Tour Roma P.zza San Giovanni 22 Febbraio 2013 800.000 in piazza!!!! - (Video)

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Liti tra Italiani e Albanesi all'esterno dei supermercati per un pezzo di cibo in più |

Pubblicato su da Grunf

NOVARA, 22 FEB – Sempre più liti e risse, all’esterno dei supermercati di Novara, tra persone in difficoltà, che ‘competono’ per un pezzo di cibo in più.

E’ quanto evidenziano i carabinieri di Novara, che si sono trovati a dover dirimere una lite negli scorsi giorni all’esterno di un supermercato cittadino.

Si tratta di risse all’esterno dei supermercati, che, tra le 19,30 e le 19,50, mettono a disposizione quel che avanza dei prodotti di rosticceria della giornata. L’ultimo episodio in un discount della città, dove è nata una lite tra italiani e albanesi. Uno accusava l’altro di aver preso di più.

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