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Chiama i carabinieri per un furto in discoteca, ma è lui l’autore del reato e viene arrestato „

Pubblicato su da Grunf

 

Chiama i carabinieri per un furto in discoteca, ma è lui l’autore del reato e viene arrestato
„Si tratta di un giovane marocchino che dopo aver rubato il telefono cellulare di una ragazza ha chiamato i militari denunciando di essere stato lui vittima del furto e di essere stato cacciato senza motivo dai buttafuori dell'Alter Ego. Le cose erano però andate diversamente“

 

Chiama i carabinieri per un furto in discoteca, ma è lui l’autore del reato e viene arrestato

Nella nottata tra sabato 17 e domenica 18 febbraio, presso la discoteca Alter Ego di Verona, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile sono intervenuti a seguito di una chiamata al 112, durante la quale una voce maschile aveva denunciato un furto appena avvenuto.

Il giovane che aveva contattato i militari, sosteneva infatti di esser stato derubato del suo cellulare dai buttafuori della discoteca, nel bel mezzo della serata, e di essere per giunta stato cacciato dal locale senza un'apparente giusta causa .

Accorsi sul posto, dopo alcune verifiche, i militari hanno invece potuto constatare come l’autore del furto fosse in realtà proprio il giovane marocchino, classe 2000, il quale poco prima aveva chiamato i carabinieri per dare l’allarme.

 

 

 

 

La vera vittima del furto era invece una giovane ragazza. Quest'ultima, dopo poco si era infatti resa conto di non aver più con sé il proprio telefonino. Immediatamente tratto in arresto, il giovane marocchino lunedì sarà processato per direttissima.


 

 

 

 

 

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Rubano alcolici per rivenderli ai ragazzi in centro: arrestato 27enne marocchino, fuggito il complice

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Un ladro è stato arrestato da un carabiniere libero dal servizio. Due uomini hanno rubato alcune lanterne dai tavolini di un ristorante di via Mameli ma sono stati visti da un carabiniere che si trovava con la moglie all’interno del locale. L’episodio è accaduto sabato sera. 
Il militare non ci ha pensato un attimo e si è lanciato all’inseguimento dei due riuscendo anche a bloccarli entrambi. Uno però è riuscito a divincolarsi e a fuggire, mentre l’altro,
un marocchino di 27 anni, è stato arrestato. Il giovane aveva addosso altri oggetti d’arredo rubati poco prima in un bar di piazzale San Bartolomeo. Inoltre, particolare piuttosto curioso, aveva con sé un carretto con le ruote in cui aveva nascosto 5 bottiglie di alcolici rubate poco prima al Conad della Ghiaia. Per razziare il supermercato i due extracomunitari si erano divisi i compiti: uno da fuori teneva aperta la porta d’ingresso e l’altro arraffava e usciva senza passare dalla cassa. I due, su cui i carabinieri stanno indagando per verificare se siano responsabili di altri furti, pare che rivendessero gli alcolici rubati ai ragazzi che al sabato fanno abitualmente la vasca in centro.

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Jerry Calà contro Laura Boldrini: "Gli emigranti italiani morivano in miniera"

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La presidente della Camera Laura Boldrini paragona i minatori italiani di Marcinelle agli immigrati di oggi, ma Jerry Calà non ci sta.

In occasione dell'anniversario della strage belga, dove morirono 262 minatori di cui 136 italiani, la Boldrini ha scritto su Twitter un post nel quale ha ricordato così quella tragedia: "Anniversario tragedia #Marcinelle ci ricorda quando i #migranti eravamo noi". Parole a cui Jerry Calà ha risposto con alcuni tweet al veleno: "Va bene tutto ma non permettetevi di paragonare i nostri emigrati. A loro non li ha aiutati nessuno a casa loro".

Jerry Calà non ci sta. Il popolare comico veronese ma di origini calabresi, dopo l'ennesima uscita della presidente della Camera in difesa dell'immigrazione fronteggiata dall'Italia nella sostanziale indifferenza dell'Unione europea, non ha resistito alla tentazione di partecipare alla polemica più accesa di questi ultimi tempi.

"A loro non li ha aiutati nessuno a casa loro. Lavoravano, mandavano a casa i soldi e poi, ma poi..., si facevano raggiungere e si integravano". Così recita uno dei primi cinquettii digitati sul suo profilo Twitter da Calà, che ha cominciato a discutere con i suoi fans sull'insostenibilità del confronto tra gli immigrati italiani di ieri e gli africani di oggi.

"Non paragoniamo nostri emigrati per piacere! Loro chiusi in baracche da cui uscivano solo per lavorare e rientravano per farsi da mangiare", scrive rabbioso Calà, che aggiunge: "Mio zio è morto in Belgio nelle miniere per mantenere la famiglia italiana. Mi permetto di parlare perché ne sono parente e in quegli anni ci sono stato. In Svizzera, in Belgio, in Germania. Ma che c... dite?!!!!", la sua replica piccata a un follower.

Infine un'ultima riflessione sui trattamenti "bestiali" a cui erano sottoposti i minatori italiani "importati" in Belgio dopo il patto, siglato nell'immediato dopoguerra, per avere quote di carbone in cambio della fornitura di manodopera: "Non facciamo paragoni assurdi per piacere! Gli emigranti italiani venivano trattati come animali da soma...pulitevi la bocca".

L'ennesimo capitolo di una discussione partita dall'ennesima frase discutibile pronunciata dalla presidente della Camera, sempre in prima linea quando si tratta di giustificare a spada tratta il dramma dell'immigrazione incontrollata.

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MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANA!!!

Pubblicato su da Grunf

Riceviamo e pubblichiamo

Oggi 18-02-18 penso di andare a passeggiare nel bosco...ho la mia panda van dell'allevamento, predisposta x cani...mi inoltro nella via per parcheggiare ed avviarmi a piedi ma sull'angolo c'è una persona di sesso femminile, di colore, che esercita la professione della meretrice ed è in atteggiamento ovvio, senza slip e sta espletando i suoi bisogni a margine strada dove passano macchine con famiglie a bordo. I miei cani abbaiano, lei mi insulta, mi sputa sulla macchina....scendo e lei inizia ad urlare ed a piangere dicendo che chiama i carabinieri xchè voglio ucciderla..ed è anche incinta.
Me ne vado a passeggiare, posso dare retta ad un'extracomunitaria forse anche non troppo sana che mi insulta a gran voce???? 
Torno dopo mezz'ora e vicino alla mia macchina ci sono i carabinieri che mi chiedono patente, assicurazione, libretto, descrizione dei fatti ma indubbiamente chiamati dalla meretrice mi dicono che mi chiameranno in caserma.....
Due mesi fa, forse qln lo ricorda trovai un sacco di carta grondante sangue nel bosco, chiamai i carabinieri che mi dissero..." cosa crede ci sia dentro"? forse un animale ma non lo so....bè decisero che non era necessario uscire perchè in base alla mia descrizione (e non sono un anatomo-patologo) non erano presenti resti umani.
MI VERGOGNO di essere italiana, di accogliere tutti questi disperati, di pagare le tasse, di vedere i carabinieri prima picchiati nelle manifestazioni e poi parteggianti per chi almeno esercita atti osceni in luogo pubblico (si perchè se fosse passata una famiglia con bambini, proprio quella del carabiniere magari, come la giustificavano?) 
QUINDI CARI LETTORI
da oggi mi darò da fare x vendere le mie proprietà ed andare a vivere all'estero dove almeno chi paga le tasse ha un minimo di considerazione, tanto anche VOTANDO SALVINI non credo si risolverà nulla.
L'ITALIA E' DEGLI EXTRACOMUNITARI, DEI TRUFFATORI E DEI LADRI!

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8 marzo: visite gratuite per le donne all'ospedale di Novara

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8 marzo: visite gratuite per le donne all'ospedale di Novara

Visite gratis per le donne all'ospedale di Novara il prossimo 8 marzo. Onda, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, in occasione della Festa della donna coinvolge infatti gli ospedali con i Bollini rosa, per offrire servizi gratuiti clinico-diagnostici e informativi alla popolazione femminile (consulenze e colloqui, esami strumentali, conferenze, info point e distribuzione di materiali informativi).

Anche l’azienda ospedaliero-universitaria "Maggiore della Carità", che ha ottenuto la certificazione "Bollini rosa" in qualità di ospedale che riserva particolare attenzione alle specifiche esigenze dell’utenza femminile, aderisce all’iniziativa. Grazie alla disponibilità della struttura Ostetricia e ginecologia, diretta dal professor Alfredo Ercoli, saranno offerte sei visite specialistiche e sei ecografie gratuite previa prenotazione obbligatoria (senza impegnativa del medico curante) al numero verde 800227717.

L’obiettivo di questa iniziativa è promuovere l’attenzione in ambito ginecologico in particolare verso i fibromi uterini che rappresentano una delle patologie ginecologiche benigne più diffuse, con una stima di circa 3 milioni di donne nel nostro Paese. In circa la metà dei casi i fibromi uterini sono asintomatici mentre per il restante 50% sono responsabili di manifestazioni anche importanti che incidono negativamente sulla qualità della vita delle donne.

 

 

 

 

I servizi offerti l’8 marzo 2018 sono consultabili sul sito www.bollinirosa.it con indicazioni su date, orari e modalità di prenotazione.


 

 

 

Potrebbe interessarti: http://www.novaratoday.it/cronaca/visite-gratis-donne-ospedale-novara.html
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Rifiuti nei boschi di Cossato, l’allarme di un lettore: “Una vera discarica abusiva”

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Riceviamo e pubblichiamo:  

“Vorrei segnalare la presenza di  quella che purtroppo è diventata una vera discarica abusiva nei pressi di Cossato. Frequentando le aree boschive del Biellese per via della passione per la mountain bike capita costantemente di incontrare luoghi dove vengono scaricati rifiuti di vario genere e quantità. Purtroppo ho notato un luogo che pare detenere un record. Inoltre quest'area viene completamente ignorata dal comune che ne è responsabile. Si tratta di una stradina sterrata che costeggia l'uscita della superstrada in direzione Castelletto Cervo. Segnalo la situazione, con la speranza che si possa spronare chi ha il potere di risolvere il problema a muoversi al più presto. Sottolineo che una buona porzione di rifiuti sembra scaricata di recente ma che l'area dove sono stati lasciati i televisori era cosi già 2 anni fa...”

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Pasticcio del Campidoglio sulle multe: manda cartelle di 15 anni fa ai morti

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In questa storia di “cartelle esattoriali” ci sono di mezzo anche i morti: quasi 7000. Intestatari di una valanga di multe che il Campidoglio ha chiesto di riscuotere, per poi fare, dopo anni e anni, dietrofront. Della serie: “ Fermi tutti non vanno più pagate, perché sono state già saldate”.

Tanta incredibile sciatteria potrebbe quasi far sorridere. Ma c’è da scommettere che quella minacciosa “ busta verde” recapitata nelle case dei romani più che strappare una risata deve aver mandato in bestia le persone. Un mare di persone. Lo sbaglio fatto dal Campidoglio infatti, come si diceva prima, ha coinvolto negli ultimi mesi quasi 7000 famiglie. Vedove, orfani, parenti di qualcuno che dal 2002 in poi aveva beccato un verbale dalla polizia municipale, ma che prima di andarsene per sempre da questo mondo era comunque riuscito a fare una capatina alla posta per compilare il bollettino.
 
Tutto comincia lo scorso settembre, quando l’amministrazione pentastellata chiede all’Agenzia “ Entrate - riscossione”, ovvero quella che fino a un po’ di tempo fa si chiamava Equitalia, di annullare un grandissimo lotto di cartelle. Multe già notificate e messe a ruolo.
Ci si accorge che qualcosa non torna perchè davanti agli sportelli della agenzia comincia un via vai di parenti a spiegare che « Sì, la “ buonanima” ha preso la multa 15 anni fa, ma l’aveva pagata. Ecco la ricevuta».
Un caso, due casi, tre casi... controllando meglio, ci si è accorge che le cartelle con verbali per infrazioni stradali - quindi doppia fila, mancanza del ticket per la fascia blu, posteggio davanti ai cassonetti, passaggi senza rispettare il rosso - erano tutte già saldate. E i contravventori se ne erano andati lassù in pace con la coscienza e con le casse del Campidoglio. Almeno così pensavano. Perché da Natale in poi i familiari del de cuius hanno cominciato a ricevere le notifiche. Con il conseguente
sturm und drang che capita ogni volta che arriva la notifica dentro casa. Che vuol dire cercare tutte le multe pagate, fare mente locale su dove possano essere finite.
Con la pazienza svanisce e la rabbia si fa più grande. “ Ma vatti a ricordare...”.
 
Protagonisti,
 
 a loro insaputa di questo pasticcio, anche gli impiegati dell’ex Equitalia che per il loro ruolo e per input del Campidoglio si sono trovati ad affrontare un lavoro enorme. Ore e ore davanti al computer per inviare le lettere di annullamento.
Gli impiegati dell’Agenzia delle entrate però, posso tirare un sospiro di sollievo: difficilmente il Comune spedirà quelle di scuse.

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A Napoli protesta centri sociali-Casapound. Di Stefano a Renzi e Boldrini: “Vi prenderemo per il cravattino in Parlamento”

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ROMA – “Dobbiamo iniziare a lottare da oggi, portare questo movimento politico in Parlamento a combattere a a lottare duramente”, diceSimone Di Stefano, leader di Casapound, parlando all’Hotel Ramada, a Napoli, parlando a un folto gruppo di sostenitori. Fuori, nei pressi della stazione Garibaldi, i manifestanti antifascisti dei centri sociali protestano contro l’iniziativa elettorale di Casapound. Di Stefano se la prende con la sinistra in Parlamento. “Quando questi vanno in giro a chiedere il voto ai lavoratori – dice- si prendono il voto e la prima cosa che fanno quando vanno al governo e’ lo ius soli. Hanno parlato per due anni di ius soli. Ma ora che arrivano le elezioni, in campagna elettorale la Boldrini e Renzi non ne parlano piu'”.

Di Stefano ancora rivolto a Renzi e Boldrini: “Quando voi prendete i voti degli italiani e poi andate in Parlamento a fare le cose contro gli italiani, senza avere mandato popolare perche’ nessun italiano vi vota per fare lo ius soli, ebbene dovete sapere che noi in parlamento faremo volare le sedie. Mi spiace che la Boldrini si spaventi e dica che non bisogna votarci perche’ bullizziamo i parlamentari. Ma si e’ vero noi andremo in giro per il parlamento e arriveremo da dietro, mentre alla buvette mangiate il tramezzino, dodici ragazzuoli, uomini e donne di Casapound, a prendervi per il cravattino e vi diremo ‘come vi permettete di fare le cose senza mandato popolare?’. Altrimenti prendessero i voti per fare lo ius soli. Ma i colpi di Stato bianchi con noi in Parlamento saranno impossibili”.

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Eccoli i manifestanti "democratici"

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Accertamenti fiscali: tre movimenti sicuri per non insospettire l’Agenzia delle Entrate

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Ci scrivono molti utenti che hanno ricevuto o temono di ricevere accertamenti fiscaliper sapere come fare ad evitarli o superarli senza sanzioni e conseguenze. Per rispondere partiamo da un quesito di base: con quale criterio l’Agenzia delle Entrate controlla i conti correnti? In altre parole: quali operazioni insospettiscono il Fisco? Ecco tre consigli per evitare di essere individuato come contribuente sospetto: uno riguarda i versamenti, uno i risparmi depositati e uno i bonifici.

Versamenti sul conto: come evitare controlli fiscali
 

Il primo consiglio è quello di evitare di versare sul proprio conto soldi di cui non è possibile dimostrare la provenienza. Non importa se sono stati i vostri genitori a donarvi in buonissima fede questi importi.

Bonifici: quali fanno scattare gli accertamenti del Fisco

Allo stesso modo si può essere portati a pensare che i bonifici che insospettiscono il Fisco siano solo quelli di alto importo e verso destinatari non imparentati. In realtà anche il passaggio di soldi tra familiari e parenti deve essere giustificabile.

Risparmi sul conto: chi non preleva ha altre entrate?

Il terzo e ultimo consiglio riguarda i prelievi. Molto spesso infatti i contribuenti fanno attenzione a giustificare i soldi in entrata o in uscita, cosa che, come appena visto, è sicuramente saggia.
Prelievi di importi medio-alti, soprattutto se ripetuti nel tempo, possono celare operazioni in nero e rappresentare quindi movimenti sospetti.
Ma attenzione perché anche la mancanza di transazioni sul conto può insospettire il Fisco. E’ lo strumento di controllo del 
Risparmiometro. Il ragionamento alla base è intuitivo: chi ha molti risparmi da parte e non ha bisogno di attingere ad essi per affrontare le spese della vita quotidiana, evidentemente può contare su altre entrate. La presunzione è che queste siano entrate da lavoro o affitto in nero. Spetta al contribuente soggetto ad accertamenti fiscali l’onere di dimostrare il contrario.

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