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Blitz dei carabinieri di Monza: in manette politici e camorristi

Pubblicato su da Grunf

Arresti e perquisizioni in corso da parte dei carabinieri del gruppo di Monza che stanno eseguendo, in varie provincie della Lombardia e della Campania, un'ordinanza di misura cautelare nei confronti di 43 componenti un'associazione per delinquere finalizzata alla commissione di gravi delitti come rapine, estorsioni, usura, furti, ricettazione, riciclaggio, spaccio di banconote false, detenzione illecita di sostanze stupefacenti e di armi e di reati contro la pubblica amministrazione. A capo dell'organizzazione c'era Giuseppe Esposito dalle cui intercettazioni telefoniche emerge un quadro di completo controllo della camorra sull'area monzese. L'organizzazione aveva anche fissato un tariffario per i voti che andava dai 30 euro per il voto singolo ai 50 euro per quello di una famiglia.

Tra gli arrestati l'ex assessore all'Ambiente e al Patrimonio del Comune di Monza, Giovanni Antonicelli (Pdl) considerato dai pm contiguo all'organizzazione. Il gruppo criminale, con base a Monza, secondo l'inchiesta dalla Procura della Repubblica del capoluogo brianzolo, era in contatto con esponenti di clan camorristici del napoletano, in particolare i Gionta e i Mariano.

Due i fronti sui quali la magistratura di Monza, coordinata dal sostituto procuratore Salvatore Bellomo, ha concentrato le attenzioni nei confronti dell'ex assessore. Il primo è relativo alla manutenzione degli alloggi Aler, incarico affidato alla Pmg; il secondo riguarda la raccolta dei rifiuti nel capoluogo brianzolo, da anni affare della Sangalli.

Secondo gli investigatori, in cambio di voti a favore di Antonicelli le commesse sarebbero finite nelle mani di imprese riconducibili a personaggi legati alla camorra. In sostanza, per gli investigatori nella macchina amministrativa monzese, e più in generale brianzola, “a più livelli, si sarebbero riprodotti gli stessi schemi dei clan camorristici”.

A giugno, la guardia di finanza si era presentata in Comune per acquisire materiale proprio sugli appalti delle case popolari e della raccolta rifiuti. Un passo a cui si era arrivati dopo che i carabinieri di Monza avevano messo in relazione una serie di scenari anomali su tutto il territorio.

Agli atti dell'inchiesta c'è anche una telefonata tra Massimo Ponzoni, l'ex golden boy del Pdl e Antonino Brambilla (anche lui indagato per corruzione). Al telefono Ponzoni dice a Brambilla che Antonicelli è osteggiato da Paolo Romani (il plenipotenziario di Berlusconi a Monza) perché ha messo le mani sull'Aler, considerata un bacino importante di voti. Oltre all'assessore Antonicelli nell'inchiesta è coinvolto un ex consigliere comunale di Milano, Renzo Di Biase (Pdl) in carica tra il 2009 e il 2011 e che sarebbe stato favorito nelle elezioni, anche se i pm non escludono che lui stesso non ne fosse consapevole. Al momento Di Biase non è indagato.

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