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Dopo lo stupro chiama la madre: insieme fanno arrestare i bruti

Pubblicato su da Grunf

Ha dato confidenza alle perone sbagliate e così è iniziata la sua nottata da incubo. Protagonista dell’ennesimo episodio di violenza sessuale è una studentessa di 22 anni che lo scorso 5 marzo è stata aggredita da un cittadino di origine etiopica del 1967. Tutto ha inizio in un locale di Ospitaletto dove la giovane è in compagnia di un amico.

Tra un aperitivo e l’altro la ragazza conosce e comincia a parlare con due altri avventori del bar: un giovane bresciano del 1993 e appunto l’uomo di origine africano che dopo un po’ si trasformerà nel suo aguzzino. La studentessa intorno alle 2 del mattino, una volta uscita dal locale, decide di appartarsi in un parco con l’etiope. All’uomo africano le prime effusioni non bastano, vorrebbe andare avanti, e quando la ragazza decide di andarsene l’aggredisce, violentandola. La 22enne prova a opporsi all’aggressione, morde due volte alle braccia l’uomo, ma alla fine viene sopraffatta e viene costretta a subire un violento rapporto sessuale completo.

Una volta rimasta sola la ragazza riesce a inviare un messaggio alla madre chiedendo aiuto ma nel frattempo l’etiope e il 20enne bresciano ( che durante la violenza ha fatto da palo) si sono già allontanati dal luogo della violenza. La madre della ragazza riesce lo stesso a avvertire i carabinieri che nel giro di pochi minuti individuano e fermano i due uomini protagonisti della violenza. Portata in ospedale i medici non hanno potuto far altro che confermare la violenza. Il 45 enne africano al momento si trova ancora in carcere mentre per il 20enne bresciano, che come detto non ha partecipato attivamente alla violenza, è stato scarcerato in attesa del processo.

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