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Egitto, pena di morte confermata per 21 tifosi

Pubblicato su da Grunf

La corte d'appello egiziana ha confermato la pena di morte per 21 tifosi coinvolti negli scontri dell'anno scorso allo stadio di Port Said in cui rimasero uccise 74 persone. Altri cinque sono stati condannati all'ergastolo. Il tribunale ha inoltre condannato l'ex responsabile della sicurezza di Port Said, il generale Essam Samak, a 15 anni di carcere per le sue responsabilitá nei disordini che sfociarono nella strage allo stadio. Altri 10 imputati sono stati condannati a pene detentive di 15 anni. Altri 28 imputati a vario titolo sono stati invece prosciolti dai giudici. Sono invece stati assolti alcuni poliziotti e responsabili del club Port Said.

 

SI RIACCENDE LA VIOLENZA IN STRADA - Intanto, però, la situazione dell'ordine pubblico nella città del canale di Suez si fa incandescente. Dallo scorso gennaio, quando è stata emessa la sentenza di primo grado, si verificano scontri violenti con la polizia, ogni giorno migliaia di manifestanti, solidali con i tifosi imputati, scendono in strada per protestare. Diversi civili sono morti a seguito dell'intervento delle forze dell'ordine.

GLI SCONTRI DELL'ANNO SCORSO - I fatti che sono alla base del processo risalgono al 28 gennaio del 2012 a Port Said, a seguito della partita tra la squadra locale di Port Said, il Masry e la rivale cairota dell’Ahly. Dopo il fischio finale della partita, i tifosi del Masri invasero il campo attaccando i giocatori dell'Ahly e inseguendoli fin dentro gli spogliatoi. In strada si scatenò la guerriglia, che contagiò presto anche la capitale el-Cairo. Intervenne la polizia e la repressione fu durissima.

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