Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog

Fermate ferroviarie soppresse, a Sillavengo un ipovedente rischia il posto di lavoro :(

Pubblicato su da Grunf

Il treno passa, fischia e non si ferma. E così accade dal primo pomeriggio sino alla mattina dopo. Sillavengo non ci sta e venerdì pomeriggio della scorsa settimana è sceso in piazza: davanti alla stazione i pendolari che utilizzano il servizio della Novara – Biella hanno voluto manifestare per far capire quanto sia importante, per un piccolo paese come quello, il servizio ferroviario. Tra i presenti Pasquale Gallo, presidente della sezione novarese dell’unione italiana ciechi: «Questa manifestazione – dice – è un segno di grande disagio: la Regione Piemonte taglia le fermate, senza però rendersi conto delle conseguenze. Tra l’altro, è davvero un taglio ridicolo, in quanto un minuto di sosta in questa stazione equivale ad arrivare al capolinea forse due o tre minuti dopo. Con che guadagno? Qui non si capisce che si rischiano anche i posti di lavoro». E infatti, Gallo difende anche l’operato e il lavoro di una persona ipovedente come lui, Vittorio Fizzotti, che attualmente lavora a Novara: «Raggiungo il capoluogo ma poi… non so come tornare, in quanto devo fermarmi a Carpignano Sesia e fare affidamento sempre a qualche famigliare o amico». Sono arrabbiati, scossi e quando, nel bel mezzo della manifestazione, si sente avvisare la voce registrata che il treno sta per transitare, si mettono sulla banchina e salutano un macchinista a dir poco sconcertato che continua a farsi sentire tramite il tipico “beep”. Tra la folla anche il vicesindaco del paese, Bruno Fratelli: «Siamo sconcertati. E dirò di più: abbiamo interpellato i politici, visto che ci avviciniamo alle elezioni e ci hanno risposto che… si faranno presenti dopo la fatidica data». E lancia una proposta forte: «Bene, siccome solitamente le promesse si fanno prima, noi chiediamo che qualcuno si faccia sentire e poi saremo ben lieti di sostenere coloro che ci saranno vicini in questa battaglia». Sara Grazielli risiede in paese ed è una delle pendolari: «Dicono che questo taglio, così come altri, sono dettati dal fatto che il treno debba arrivare a destinazione più in fretta. Si “guadagnano”, per così dire, dieci minuti. Ma vi sembra una cosa normale? E’ un ragionamento da farsi? E l’ambiente e la battaglia contro lo smog? In questo modo si obbligano le persone a prendere l’auto per giungere al posto di lavoro». A due mesi dall’introduzione del nuovo orario «ristretto», insomma, i malumori non calano; anzi: per sabato 16 febbraio alle 21 nel teatro del paese era in programma anche un’assemblea proposta dal comitato novarese “Treni per tutti”. Insomma, le modifiche di orario che dal nove dicembre scorso sono entrate in vigore mettono veramente in difficoltà gli abitati di San Pietro Mosezzo, Sillavengo e Ghislarengo: rientrano tra le 52 fermate eliminate nei due sensi di marcia. Propone ancora Grazielli: «Possibile che non si possano lasciare almeno le corse negli orari di punta? Non sarebbe possibile? Pensiamo ad esempio anche ai ragazzi che vanno a scuola in città». Ancora Fizzotti spiega: «Non ho vergogna a dire che alcune volte ho dovuto utilizzare i permessi che la legge 104 concede a noi disabili per poter organizzarmi». Ribatte il presidente Gallo: «Questo non deve accadere. Non solo per la nostra categoria, è un problema che riguarda tutti». State pensando a qualche azione pubblica, oltre a questa manifestazione? E’ ancora Gallo che interviene dicendo: «Siamo gente pacata, non crediamo nelle azioni eclatanti. Però, è altrettanto vero, non ci fermeremo a questo e qualora servisse… perché no?». Commenti dei presenti: sembra quasi che in Italia, per far sentire la propria voce, non se ne possa fare a meno.

Commenta il post