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Flash mob e danze in tutto il mondo per dire no alla violenza sulle donne

Pubblicato su da Grunf

Gruppi di donne in Afghanistan e in India hanno partecipato oggi a dimostrazioni contro la violenza nell'ambito della campagna internazionale «One billion rising» (un miliardo che si solleva) contro la villenza sulle donne, promosso proprio nella giornata di San Valentino. A Kabul decine di attiviste sono scese in strada per marciare e ballare in una manifestazione organizzata da un fronte di 40 associazioni femministe afghane. Hanno voluto richiamare l'attenzione sull'aumento dei crimini contro le donne e chiesto al governo pene più severe.

Diversi «flash mob» (balli improvvisati in luoghi pubblici), concerti di tamburi e processioni si sono tenute anche a New Delhi e a Mumbai. In India c'è ancora commozione e sdegno per la morte della studentessa di 23 anni brutalmente violentata e uccisa da un branco di ubriachi su un autobus della capitale. Kamla Bhasin, che guida la campagna nell'Asia del Sud, ha precisato che sono state coinvolte anche le scuole e le donne tassiste per promuovere il concetto di pari opportunità nel giorno dedicato agli innamorati.

La mobilitazione, che coinvolge anche altre metropoli asiatiche, è partita da un'idea della commediografa americana Eve Ensler, autrice dei «Monologhi della vagina» e si riferisce alla statistica che una donna su tre nel mondo è stata vittima di molestie. Alla campagna ha aderito anche Anoushka Shankar, figlia del famoso sitarista indiano scomparso di recente, che in una intervista ha confessato di aver subito abusi sessuali durante la sua infanzia.

Diverse deputate turche si sono associate all'iniziativa mondiale di protesta contro la violenza alle donne ballando nei locali della Grande Assemblea di Ankara. Al “ballo di solidarietà”, riferisce la stampa turca, hanno partecipato deputate dei quattro partiti rappresentati nel parlamento turco. «Qui non ci sono partiti, siamo tutte una, e diciamo “no” alla violenza contro le donne» ha detto la vicepresidente del partito Akp del premier Recep Tayyip Erdogan, Aysenur Bahcekapili.

In Turchia il problema della violenza alle donne rimane un fenomeno endemico. Secondo un recente rapporto Onu il 39% delle donne ha subito violenze fisiche. I reati di natura sessuale sono aumentati del 400% negli ultimi 10 anni.

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