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GLI ANIMALISTI AL NUOVO PAPA: LA CHIESA SI IMPEGNI PER GLI ANIMALI

Pubblicato su da Grunf

GLI ANIMALISTI AL NUOVO PAPA: LA CHIESA SI IMPEGNI PER GLI ANIMALI
GLI ANIMALISTI AL NUOVO PAPA: LA CHIESA SI IMPEGNI PER GLI ANIMALIGLI ANIMALISTI AL NUOVO PAPA: LA CHIESA SI IMPEGNI PER GLI ANIMALI
GLI ANIMALISTI AL NUOVO PAPA: LA CHIESA SI IMPEGNI PER GLI ANIMALI
ENPA, OIPA, LAV, LIPU E WWF: "SCELTO NOME STRAORDINARIO"
Nel salutare l'elezione di Papa Francesco I, gli animalisti chiedono al Pontefice di farsi portavoce del messaggio d'amore di San Francesco d'Assisi, promuovendo nelle coscienze dei fedeli il rispetto della vita degli animali e della biodiversità.
"Al Santo Padre chiediamo di rinunciare alle pellicce di ermellino e all'acquisto di oggetti religiosi in avorio o derivati dallo sfruttamento e dalla morte di milioni di animali", commenta l'Enpa. Che continua: "Presenteremo al Pontefice le firme raccolte dalla petizione lanciata su Avaaz, con la quale sollecitiamo le autorità religiose a rinunciare a tali pratiche per rispettare la sensibilità di milioni di persone e raccogliere il messaggio di San Francesco, il primo antispecista della storia moderna, secondo cui gli animali hanno il pieno diritto di abitare il mondo in pace e in armonia con gli uomini".
Altro passo fondamentale per una Chiesa più moderna anche con le politiche internazionali è quello di sottoscrivere la Convenzione di Washington per la tutela degli animali in via d'estinzione, a cui il Vaticano, come pochissimi altri Stati, non ha ancora aderito. Intanto, Carla Rocchi, presidente dell'Enpa, definisce "straordinaria" la scelta del nome. Perché Francesco "è sempre stato considerato dalla Chiesa un santo importante, ma 'fuori linea', lo dimostra il fatto che il suo nome non sia mai stato scelto da nessun papa".
La Protezione animali auspica, ancora, che l'ascesa di Francesco I al soglio pontificio, che ieri ha rinunciato all'ermellino e alla croce d'oro coerentemente con l'ispirazione al santo di Assisi, possa essere l'inizio di un cambiamento epocale per la Chiesa, con evidenti benefici per tutto il pianeta. Un cambiamento che ponga fine, una volta per tutte, allo sfruttamento e alla coercizione perpetrata dall'uomo ai danni degli esseri viventi più indifesi.
Massimo Pradella, presidente internazionale dell'Oipa, chiede che il Papa rompa con alcune tradizioni crudeli nei confronti degli animali, "Jorge Mario Bergoglio, eletto ieri come nuovo Papa della Chiesa cattolica ha scelto per la prima volta nella storia il nome Francesco. Ci aguriamo che questa scelta sia motivata anche dalla sensibilita' e dal rispetto per gli animali che contraddistingue il frate Francesco, poi diventato santo, e che si rifletta sulle scelte che opererà. Come capo della Chiesa cattolica, istituzione che annovera oltre un miliardo di fedeli, avra' infatti il potere di portare spunti di riflessione, dare l'esempio e rompere con alcune anacronistiche e crudeli tradizioni. Speriamo che questa importante opportunita' non vada sprecata", aggiunge Pradella, citando alcune feste religiose locali che, nelle celebrazioni per il patrono, prevedono crudelta' su animali "non previste dal Vangelo": dalle caprette gettate giu' dal campanile della chiesa alle galline uccise appendendole a un filo, passando per l'utilizzo dell'ermellino e la tradizione pasquale dell'agnello.
"Questo Papa potrà dare un segnale diverso sul tema del benessere degli animali", sottolinea Fulvio Mamone Capria, presidente della Lipu. "La scelta del nome - continua il presidente della Lipu - può essere un'opportunità proprio per aumentare la sensibilità e il rispetto nei confronti degli animali e anche per lanciare un forte segnale verso tutti gli Stati affinché vengano recepite le direttive comunitarie, come la convenzione di Washington per la tutela degli animali in via d'estinzione, per contrastare i fenomeni di contrabbando, detenzione e commercio illegale a livello mondiale. Chiediamo, inoltre, al Vaticano di contrastare fermamente tutte quelle sagre e feste tradizionali, soprattutto italiane, dove glianimali vengono utilizzati per giochi o violenze. Ma sarebbe anche importante bloccare l'importazione di avorio e altro materiale utilizzato per la realizzazione di crocifissi e altre suppellettili, mettendo così a serio rischio alcune specie animali". 
"Appena ho sentito il nome 'Francesco' ho sperato subito che la scelta fosse stata ispirata santo di Assisi", dice il presidente della Lav Gianluca Felicetti. "Questo Papa ha un'arma formidabile da utilizzare subito - continua il presidente della Lav - elevando una sua parola in occasione della prossima Pasqua, per evitare la strage delle migliaia di agnelli che ogni anno vengono sacrificati". Sarebbe "un segnale di discontinuita' con i suoi predecessori" che dimostrerebbe "compassione per tutti i viventi, animali compresi, facendo così della festa una Pasqua di resurrezione e quindi di vita. Ci auguriamo che sia un uomo di pace, che applichi il rispetto per tutti gli esseri viventi a 360 gradi proprio nello spirito di San Francesco".
La scelta di Jorge Mario Bergoglio di chiamarsi Francesco "è una cosa bellissima in cui non speravamo, un sogno che non si è mai realizzato e che ora si avvera", così Fulco Pratesi, presidente onorario e fondatore Wwf Italia, commenta l'elezione del nuovo Pontefice e la scelta del nome di "un santo perfetto, segnale di nuova attenzione a piante ed animali". In fondo, aggiunge Pratesi, Bergoglio poteva scegliere un qualsiasi altro nome, ma la decisione presa "lo pone di fronte a un'aspettativa, e cioè che da questa scelta possano nascere atteggiamenti specifici, non solo per l'Italia, ma per tutti quei Paesi in cui la natura è a rischio, considerando anche che il Papa viene da un Paese, l'Argentina, che ha paesaggi a luoghi davvero molto belli".
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