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LA CORRIDA PATRIMONIO NAZIONALE, COSI' MADRID ATTACCA BARCELLONA -

Pubblicato su da Grunf

IL VOTO DEL "CONGRESSO" SFIDA LA CATALOGNA

I deputati spagnoli hanno deciso martedì di avviare l'iter parlamentare di una petizione popolare che ha raccolto quasi 600.000 firme per una legge che protegga la corrida come "bene culturale" e quindi la faccia ritornare anche in Catalogna, dov'è bandita dall'anno scorso.

La Camera dei Rappresentanti ha preso la decisione con 180 voti a favore, 40 contrari e 106 astensioni, avviare l'iter parlamentare. Dato che il Partido popular detiene la maggioranza assoluta, è probabile che la proposta diventi legge al più presto.

L'avvio del dibattito parlamentare potrebbe portare nel giro di qualche mese a dichiarare la corrida "patrimonio di interesse culturale" -.la Francia l'ha già dichiarata "patrimonio nazionale" - il che comporterà una maggiore protezione legale ed economica e darà allo stato un maggior potere decisionale in materia

La raccolta di firme è la risposta della Federazione delle organizzazioni taurine di Catalogna alla legge votata nel parlamento regionale da nazionalisti ed ecologisti. Il dibattito sulle "fiestas" cade in un momento di forte tensione tra il governo centrale e quello regionale, sostenuto dal partito repubblicano della Catalogna (ERC) e nel 2014 pronto a indire un referendum di autodeterminazione.

"Il voto con cui la Spagna ha iniziato l'iter per dichiarare la corrida patrimonio nazionale – commenta una nota dell'Enpa - è uno schiaffo alle centinaia di migliaia di persone che nello stesso Paese iberico vogliono voltare pagina rispetto a una presunta forma di spettacolo, ormai desueta e insensata, che attira sempre meno spettatori. Ma è soprattutto uno schiaffo a quelle comunità autonome spagnole, che, come la Catalogna, avevano fatto una scelta coraggiosa e di grandissima civiltà, mettendo finalmente al bando la tauromachia. Siamo convinti che la decisione di cercare di rilanciare la corrida ricorrendo a tale espediente non piacerà neanche ai tantissimi italiani che seguono con grande attenzione le vicende legate ai maltrattamenti di animali. E molti di loro, indignati da questo voto, potrebbero decidere di cambiare la meta delle proprie vacanze".

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