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Manti Te'o, il giocatore di Football che si inventò la fidanzata morta di leucemia

Pubblicato su da Grunf

NEW YORK - Una storia triste, ma profonda e capace di suscitare profonde emozioni. Sembravacosì. Sembrava una triste ma bella storia. Non era la verità. Tutto un falso.Scoperto proprio nel giorno della scottante confessione sul doping di Lance Armstrong: un altra star dello sport americano, Manti Te’o, linebacker del Notre Dame di football e protagonista appunto di una delle vicende più commoventi della stagione 2012, è finito sotto i riflettori per aver coperto la verità.

DALLE STELLE ALLA POLVERE

Un ragazzo venuto dal nulla che con coraggio e grinta sale ai vertici della professione, idolatrato dai fan, coperto d'oro dagli sponsor finche non si scopre che è un bugiardo.

RAGAZZA MAI ESISTITA

Un mormone venuto dalle Hawaii, il campione era stato al centro di una clamorosa vittoria della squadra lo scorso gennaio pur avendo dovuto seppellire nello spazio di pochi giorni l'amata nonna e la fidanzata. Una versione demolita dal sito online Deadspin secondo cui Lennay Kekua, la presunta ragazza dell'atleta, non è mai esistita.

La relazione tra Manti e Lennay, così come raccontata nei mesi scorsi sui media americani, era stata un copione alla Love Story, con tanto di “Ti Amo” pronunciato dalla ragazza, «una studentessa di Stanford», sul letto di morte. Lennay, come nel romanzo di Eric Segal portato al cinema da Ryan ÒNeal e Ali McGraw, era malata di leucemia.

Te’o non aveva mai affermato di aver personalmente incontrato Lennay, con cui il rapporto sarebbe stato solo online e telefonico, ma neanche mai smentito le infiorettature dei media, secondo cui sarebbe stato amore a prima vista, sbocciato in California nel 2009.

In un comunicato Notre Dame ha difeso il campione confermando che Te’o è stato vittima di uno scherzo in cui qualcuno che usava il nome di Lennay è entrato nelle sue grazie, «poi ha complottato con altri per indurlo a credere che la ragazza sarebbe morta tragicamente».

L’APPOGGIO DEL CLUB

Mentre Te’o ha chiesto l'appoggio dei fan «in una vicenda particolarmente difficile e disorientante» Il problema per la squadra e per il suo giocatore è che, mentre fino ai primi giorni di quest'anno i media hanno ricamato sulla vicenda strappalacrime, inventando particolari commoventi «il rituale notturno» delle telefonate tra Manti e Lennay dal letto di ospedale, entrambi si erano guardati bene dallo smentire pur essendo già entrati a conoscenza della beffa.

VITTIMA DI UNO SCHERZO?

Ma è stato solo l'insabbiamento di uno scherzo «umiliante e imbarazzante», come ha detto Te’o o qualcosa di più grave? Oggi molti giornalisti sportivi si sono chiesti se anche Te’o sia stato complice della vicenda costruita ad arte a scopo promozionale. Secondo le fonti di Deadspin questo sarebbe vero all'80 per cento anche perchè l'uomo, che secondo il sito sportivo, sarebbe stato autore della beffa è una lontana conoscenza dell'atleta.

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