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Oltre vent'anni in carcere da innocente. Chiesto risarcimento milionario

Pubblicato su da Grunf

Trapani - Si chiama Giuseppe Gullotta (foto), di professione muratore, originario di Certaldo. Dopo 22 anni di carcere, Gullotta è stato riconosciuto innocente dall'accusa di avere ucciso due carabinieri alla caserma di Alcamo Marina avvenuto nel 1976, ed oggi chiede allo Stato un risarcimento di 69 milioni di euro.

Il 27 gennaio 1976, il carabiniere Carmine Capuzzo, 19 anni, e l'appuntato Salvatore Falcetta, muoiono in un agguato ad opera di sconosciuti che, forzata con la fiamma ossidrica la porta della caserma, li crivellano di colpi mentre dormono. Il fatto viene scoperto da alcuni agenti della polizia di scorta all'allora segretario MSI, Giorgio Almirante, che stavano transitando sulla statale lungo la quale sorge la caserma.

Le indagini cominciano da subito, e le prime ipotesi sono indirizate verso l'ambiente del terrorismo di estrema sinistra (in particolare le Brigate Rosse, che però in un comunicato dichiarano la loro estraneità) e la mafia. Proprio ad Alcamo l'anno precedente erano stati uccisi il sindaco della DC Francesco Guarrasi e il consigliere comunale Antonio Piscitello. Le indagini erano state condotte dal capitano dei carabinieri Giuseppe Russo, a sua volta ucciso da Cosa Nostra.

In manette finiscono Gaetano Santangelo (arrestato nel '95), Vincenzo Ferrantelli, Giuseppe Vesco (che confessa la responsabilità della strage) e appunto Giuseppe Gullotta. Vesco fu trovato impiccato in carcere pochi mesi dopo, dato alquanto strano poiché mancante di una mano.

Nel 2008 la Procura di Trapani apre in seguito una indagine dalle dichiarazioni del brigadiere Renato Olino, il quale afferma che le confessioni di Giuseppe Vesco e degli altri arrestati sarebbero state estorte con l'uso della tortura. Le indagini conducono all'arresto di quattro carabinieri, accusati di sequestro di persona e lesioni gravissime: Elio Di Bona, Giovanni Provenzano, Fiorino Pignatella e Giuseppe Scibilia

Riguardo al massacro della caserma, altre indagini evidenziano un probabile collegamento fra eversione di destra e mafia. Intanto, dopo 22 anni di carcere, Giuseppe Gullotta viene scarcerato il 22 luglio 2010, mentre Santangelo e Ferrantelli fuggono in Brasile.

Nel gennaio 2011 inizia la revisione del processo da parte della Corte di Assise di Reggio Calabria, dove un collaboratore di giustizia, Vincenzo Calcara, conferma il ruolo della mafia nell'attentato, in collegamento con l'organizzazione Gladio che in provincia di Trapani aveva una delle proprie basi. Il movente sarebbe stato il fermo di un carico di armi destinato appunto a Gladio, eseguito proprio dai due carabinieri uccisi. Il 13 febbraio 2012 si giunge alla sentenza di proscioglimento definitivo per Giuseppe Gullotta, il quale oggi chiede tramite i propri avvocati un risarcimento di 69 milioni di euro al ministero della Giustizia, dopo esere stato arrestato e incarcerato quando aveva 18 anni.

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