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Paese buio, ragazze impaurite Così nasce il film sullo stupro

Pubblicato su da Grunf

VICENZA - La miccia che ha dato fuoco all’idea è stata la paura. Uscire di casa con il buio, camminare per le strade di Mussolente, in provincia di Vicenza, deserte e poco illuminate, spaventava le ragazze. Le storie di cronaca, gli stupri di branco, hanno alimentato il progetto. Un gruppo di ragazzi vicentini tra i 15 e i 17 anni, ha deciso di reagire alla paura. E la rabbia contro la violenza l’hanno raccontata in un film. Quei lampioni oscurati dal sindaco per risparmiare in tempo di crisi non hanno fermato la loro voglia di vivere. In gruppo hanno esorcizzato la paura delle ragazze. E dato forma all’idea del film. Zero soldi, ma tanta voglia di portare nelle sale cinematografiche il loro messaggio. Così è nato «Black out», storia di uno stupro, che denuncia l’isolamento delle vittime e attraverso il passaparola via web (www.blackoutfilm.it) è già diventato un caso nazionale. Ora sta per arrivare nei cinema.

Ventimila visualizzazioni su YouTube in 4 mesi per il promo, quattromila «mi piace» nella pagina facebook di «Black out». E nomi di spicco dello spettacolo che hanno appoggiato il progetto, partecipando gratuitamente al film, come Neri Marcorè «guest star» della pellicola, o Antonella Ruggiero che ha cantato una canzone per la colonna sonora, scritta da Dolcenera, mentre il comico Leonardo Manera ha donato la sua voce per gli spot promozionali radiofonici. Insomma, il film è cresciuto in Rete, tanto da coprire i costi vivi proprio grazie al crowfunding. Mancano solo qualche migliaio di euro (circa 8000) per i costi di post-produzione, la Siae, poi finalmente l’approdo al cinema. «Tutto è nato davvero dalla paura di noi ragazze di tornare a casa da sole al buio - racconta Melissa Battocchio, 17 anni, una delle protagoniste - . Da questo abbiamo pensato: perchè non fare un film contro la violenza sessuale? Girarlo è stata un’esperienza unica, ho imparato a confrontarmi con i miei coetanei». Francesco Basso, 18 anni, aggiunge: «Dopo questo film ho capito che le donne bisogna rispettarle. Penso che chi lo guarderà vedrà poi con occhi diversi la donna ». Il gruppo di giovanissimi vicentini rinnova l’appello: cerca contributi, anche piccolissimi, attraversowww.eppela.com. Per chi contribuisce allo step finale, promettono in cambio le locandine del film autografate, una copia dvd della pellicola e un posto in area vip all’anteprima nazionale di «Black out».

Gli interpreti,ma anche sceneggiatori, sono 12 ragazzini di varie scuole vicentine, il Remondini di Bassano, l’Einaudi, il liceo Brocchi, che si sono conosciuti lavorando fianco a fianco nel progetto su audiovisivi e formazione ai mestieri del cinema promosso dall’associazione Movie’s Geyser Onlus di Mussolente (Vicenza). Il loro sogno di denuncia è diventato un film professionale grazie ai registi vicentini Manuel Zarpellon e Giorgia Lorenzato che li hanno affiancati e alla Sole e Luna Production che ha creduto nell’iniziativa. «Il film parla di minori vittime di aguzzini, ricostruisce con realismo una violenza di gruppo - spiega la regista Giorgia Lorenzato - . E soprattutto parla del "dopo", di quell’isolamento che tante ragazze vittime di violenza si trovano a subire, che è il motivo per cui spesso preferiscono non denunciarea ». Mettersi in gioco con questo film, riflettere su un tema grave come quello dello stupro è un modo per «educare» i ragazzi a un’affettività sana, al rispetto nei confronti delle coetanee, per disinnescare possibili comportamenti aggressivi «da branco». Il progetto sociale dell’associazione Movie’s Geyser Onlus punta a formare una nuova consapevolezza e un modo diverso di stare insieme, tra maschi e femmine.

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