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Lago Maggiore: i segreti del latte di asina

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LAGO MAGGIORE SPA HOTEL TRATTAMENTI CON LATTE

Lago Maggiore: i segreti del latte di asina

Francesco Salvatore Cagnazzo - 21/03/2013

WELLNESS - La sua applicazione aiuta a curare i problemi di fegato e di asma. Si può sperimentare tra i magnifici paesaggi del più esteso dei laghi prealpini

Calcio, fosforo, potassio, magnesio e proteine, in particolare la caseina: il valore nutrizionale del latte è molto alto, e berlo aiuta sia piccoli che grandi. Eppure non tutti sanno che anche la sua applicazione sulla pelle aiuta, rinforza e cura. Specialmente se a produrlo sono asine e capre.

IL TRATTAMENTO Il latte di asina agisce in modo naturale ed efficace nella difesa contro il tempo contrastando il naturale invecchiamento cutaneo. Questo contiene composti attivi che prevengono l’invecchiamento, antiossidanti e rigeneratori quali gli acidi grassi insaturi e numerose vitamine A, B2, C e E. Quello di capra, invece, è particolarmente indicato per chi ha una pelle particolarmente secca che necessita di idratazione e nutrimento. Entrando nel dettaglio, “gli acidi grassi Omega-3 e Omega-6 presenti nel latte di asina – spiega Katiusha Balansino dell’Azienda Agricola Balansino Katiusha - garantiscono un’eccezionale elasticità della pelle e sono in grado di prevenire alcune malattie come eczemi e psoriasi grazie all’elevato contenuto di lisozima, enzima naturale dotato di proprietà battericida e di proprietà rinforzanti il sistema immunitario della pelle”. Particolarmente ricco di tutti gli acidi grassi naturali presenti nel latte fresco, di proteine, minerali e vitamine A ed E, il latte di capra è un antinfiammatorio naturale: le sue proprietà benefiche donano una vellutata e sana bellezza, anche alle pelli più sensibili.

L’ESPERTO “Le nostre capre cashmere pascolano liberamente sulla collina Motto Mirabello che sovrasta la splendida città di Arona ed il Lago Maggiore e si nutrono in modo naturale delle splendide risorse che ci offrono i nostri boschi di castagni”, aggiunge Katiusha Balansino. Ma il latte d’asina ha una storia addirittura millenaria: il padre della medicina, Ippocrate, vissuto dal 460 al 377 a.C., prescriveva il latte d'asina per numerosi mali, come edemi, problemi al fegato, avvelenamenti, sanguinamenti di naso, malattie infettive, cicatrizzazione di piaghe e febbri. E nella sua enciclopedicaNaturalis Historia, Plinio il Vecchio lo proponeva per combattere anche la fatica, le macchie degli occhi, i denti malfermi, le rughe del viso, le ulcerazioni, l'asma ed alcuni problemi ginecologici.

IL LUOGO Il lago Maggiore o Verbano è un lago di origine fluvioglaciale, il secondo per superficie in Italia ed il più esteso dei laghi prealpini. Le sue rive sono condivise tra Svizzera (Canton Ticino) e Italia (province di Verbano-Cusio-Ossola, Novara, Varese). Tra le isole più belle da vedere nei dintorni, l'Isola Madre, l'Isola Bella e l'Isola Superiore dei Pescatori. Attorno al Lago, inoltre, sono state erette alcune ville bellissime: Palazzo Borromeo dell'Isola Madre e dell'Isola Bella, Villa Ducale a Stresa, Villa Faraggiana a Meina. E, da non perdere, anche i Castelli di Cannero, costruiti tra il 1200 e il 1300, il Castello di Massino Visconti, e quello Visconteo di Locarno, eretto nel XIII secolo.

INFORMAZIONI
Azienda Agricola Balansino Katiusha
via Merano,20 - Arona(NO)
Telefono: 348-1238943
www.balansino.it
katiusha.balansino@gmail.com

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DESTINO CRUDELE: SFUGGITA A GREEN HILL, CAGNOLINA MUORE INVESTITA :(

Pubblicato su da Grunf

Il destino non fa sconti. E non ha risparmiato un beagle che, sopravvissuto a Green Hill, è morto investito da un pirata della strada. In realtà, riferisce TgCom24, si tratta di una cagnolina, di nome Pouline, salvata dall'allevamento di Montichiari, nel bresciano, ed affidata ad una famiglia della provincia di Massa. Pouline è stata investita domenica pomeriggio, nel comune di Montignoso, sulle Alpi Apuane.
L'automobilista non ha soccorso la cagna, ritrovata molto tempo dopo l'incidente. L'animale era ancora vivo ed è stato immediatamente operato, ma non ce l'ha fatta. La famiglia affidataria sta ora cercando di capire chi sia stato a travolgere Pouline, sfuggita ai vivisettori, ma non alle ruote di un'automobil
e.

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SARAGOZZA, LASI CONDANNATA A MORTE PER IL SUO NASO A FUCILE

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volontari italiani - scrive Leggo.it - è venuto a sapere del suo caso e l'ha riscattata dal canile. Ora la sfortunata bestiola è in viaggio verso Gorgonzola, alle porte di Milano, con la speranza di trovare, almeno in Italia, qualcuno che decida di regalarle una casa. "Lasi ha due anni e mezzo, scoppia di salute e il suo difetto è puramente estetico", spiega Laura, una delle volontarie che l'hanno salvata.

 

"Se qualcuno vuole fare il fioretto di prenderla, basta contattarci all'indirizzo  
nineter@teletu.it".

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RAGUSA, PER TRUFFARE LA REGIONE MALTRATTAVANO CAPRE E PECORE

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Maltrattavano gli animali per truffare la Regione. I Carabinieri del Nas di Ragusa, nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Gela (Caltanissetta) in collaborazione con militari dell'Arma territoriale e su disposizione del Gip, hanno arrestato due coniugi (uno in carcere ed uno ai domiciliari) titolari di un allevamento di pecore e capre di Mazzarino, ritenuti responsabili di maltrattamento di animali, violazione di sigilli, falso, truffa aggravata e ricettazione.
Secondo il Nas, gli arrestati, già condannati nel 2010 per gli stessi illeciti, avrebbero violato più volte le norme veterinarie per la prevenzione delle epidemie di brucellosi (malattia infettiva - pericolosa anche per l'uomo - della quale l'allevamento risulta infetto sin dal 2005) avviando alla macellazione, al posto dei capi malati, animali sani ma di valore inferiore non più produttivi, di ignota provenienza o smarriti da altri allevamenti ed avanzando - poi - domanda alla Regione per ottenere indebitamente gli indennizzi per l'abbattimento.
La sostituzione del bestiame comportava gravissimi maltrattamenti. Si realizzava mediante lo scambio delle marche identificative degli animali affetti da brucellosi con quelle di capi sani (pratica che in diverse occasioni ha anche causato il taglio dell'intero padiglione auricolare) e la forzata ingestione di bulloni metallici, per simulare la presenza del microchip di identificazione, che normalmente è collocato nell'apparato gastrico. Nel corso dell'operazione sono state sequestrate 400 tra pecore e capre per un valore di circa 40mila
euro.

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Straordinaria dell'Ordinario

Pubblicato su da Ugo Pennati

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Julia Gillard ha chiesto scusa per le adozioni forzate in Australia

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La storia al contrario di Dado lascia la padrona e torna al canile - Torino - Repubblica.it

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Yacht, aereo e villa a Capri: sequestrati 145 milioni al 'nullatenente' Bellavista Caltagirone

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