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La vogliooooooooooooooooooooo :)

Pubblicato su da Ugo Pennati

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L'otto marzo non è la sagra della zoccola...

Pubblicato su da Ugo Pennati

L'otto marzo non è la sagra della zoccola...

Bєddα Sιcιlιαиα's photo.

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8 marzo festa per ricordare la dignità delle donne..

Pubblicato su da Ugo Pennati

8 marzo festa per ricordare la dignità delle donne..

Qualcuno spieghi loro cosa vuol dire dignità

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Ugo Pennati added a new photo girl army

Pubblicato su da Ugo Pennati

Ugo Pennati added a new photo girl army

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Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)

Pubblicato su da Grunf

Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
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Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
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Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
Un sabato di marzo a Milano al Mercato della Terra, a due passi dal Cimitero monumentale. E' un farmer market, dove i contadini vendono i prodotti sotto la tutela del marchio Slow Food. I milanesi ci vengono come dicono "per sfuggire alla dittatura delle catene sempre più grandi e impersonali", di cui non si fidano più specie dopo i recenti scandali legati al cibo confezionato.

Gazebo bianchi con banchi pieni di alimenti di ogni tipo. Accostamenti ricercati come la crema al cioccolato fondente che si fonde col vino passito e birra artigianale aromatizzata a coriandolo e arancia. Famiglie con bambini, ragazzi e anche anziani alla ricerca dei sapori di un tempo.

"Se passate venite a vedere la cantina" dice una commerciante ai clienti. Il contadino a gran voce: "Ho portato quattro o cinque articoli: i cipollotti...".

Serena è qui con un amico e ha le idee chiare: "Compro qui – racconta a Tgcom24 - per il rapporto diretto con chi coltiva, per scavalcare la mediazione della grande distribuzione, per la voglia di controllare il prodotto e avere la certezza della qualità".

Il nonno porge una fetta di salame alla nipotina mentre un altro anziano con la barba lanuginosa taglia il formaggio con un grosso coltello. Una coppia addenta la pizza e sorride per gli sbaffi di pomodoro: "La nostra scelta è anche etica. Vogliamo scegliere cibi prodotti qua vicino per dare una mano ai piccoli produttori e per rispettare l'ambiente. Non siamo fissati ma cerchiamo di trovare un compromesso tra le necessità di velocità della vita quotidiana e la nostra coscienza".

Anna è una sciura dal piglio deciso, equipaggiata con un trolley da cui fuoriescono gli orli dei sacchetti : "Quando mio marito va a fare la spesa al supermercato lo sgrido sempre (Il marito, accanto a lei, sorride n.d.r.). Non mi fido più dei prodotti industriali. Anche se qui si spende un po' di più, ne sentiamo la necessità".

Una ragazza arriva in bicicletta e dice: "I prodotti sono più buoni, il prezzo è equo. E' una scelta di consumo, preferisco finanziare i prodotti locali piuttosto che le catene. C'è uno stile di vita dietro che detta anche altre scelte: mi muovo in bici, prendo il vino sfuso in enoteca e preferisco le merci che fanno pochi chilometri".

Per alcuni si tratta di anticonformismo come per Luca che fa la fila per prendere la pizza con la madre Germana: "Io ho 46 anni e questa è la mia mamma. Abbiamo attraversato tutto il '68 e gli anni Settanta, siamo fuori dalle regole. In città non comprare nei soliti canali di distribuzione è fuori dalla norma e ci incuriosisce perché ciò che è al di fuori dalle regole crea novità proficue".

Per alcuni, la chiave è una coscienza critica che sta prendendo sempre più piede. Questa l'opinione di Gabriella che ha un banco dove vende lana tinta con metodi ecosostenibili: "La gente comincia a capire che la grande distribuzione non è così sincera e schietta. C'è un filo di consapevolezza in più rispetto al passato".

Alessandro Cecchini di Slow Food, organizzatore del Mercato della Terra, spiega: "E' una scelta che attrae e convince perché ci si fida. La gente si riconosce nella visione di Carlo Petrini del cibo buono, pulito e giusto. Ci offriamo come mediatori per contadini che hanno limitate possibilità commerciali".

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Ricerca persone travolte da valanghe, a Riale esercitazione internazionale

Pubblicato su da Ugo Pennati

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La bimba di 3 anni stuprata dal branco :*(

Pubblicato su da Grunf

Una bambina di appena tre anni è stata ricoverata in un ospedale del Kerala dopo essere stata rapita e violentata da quella che si pensa essere una nuova “gang dello stupro”. La bambina è attualmente in terapia intensiva.

“LE FORMICHE LE BRULICAVANO ADDOSSO” - 

È successo a Tirur, nel sud dell’India: secondo quando riportato da Sky News e dal Mirror la piccola sarebbe stata rapita lunedì sera, mentre dormiva su un marciapiede accanto alla madre. I famigliari, dei mendicanti senza fissa dimora, si sono accorti della scomparsa della bimba soltanto martedì mattina. A ritrovarla un gruppo di studenti: “Aveva la febbre alta – raccontano – e le formiche le brulicavano addosso”. I medici hanno riferito che ci vorranno parecchi mesi prima che la piccola possa guarire dalle ferite riportate.

QUATTRO STUPRI AL GIORNO 

Si tratta dell’ennesimo stupro avvenuto in India: una vera e propria epidemia di violenze su donne e bambine sempre più giovani che sta inducendo il governo indiano a promulgare una serie di legge anti-stupro. Dall’inizio dell’anno e nella sola città di Delhi vengono denunciati quattro casi di stupro. La media del 2012 era di due casi denunciati al giorno. Secondo gli attivisti non si tratterebbe tanto di un incremento del numero delle violenze ma, piuttosto, della volontà da parte delle donne di denunciare le violenze di cui sono vittime, rompendo quello che – da sempre – era considerato un tabù. Ciò non toglie che le donne di Delhi siano terrorizzate dallo spostarsi da sole in città, specialmente di notte: e i taxi per sole donne, guidati da donne sono inondati da chiamate e richieste. “Dopo la gang dello stupro siamo occupate giorno e notte – racconta la tassista Kushi Prajapati – Le donne si sentono poco sicure e chiamano noi per ragioni di sicurezza”.

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CASERTA: SCOPERTI QUATTRO CANI E 30 AGNELLINI SENZA CIBO E ACQUA

Pubblicato su da Grunf

Quattro cani legati ad una catena corta e una trentina di agnelli in salvo. Tutti senza copertura, cibo e acqua, erano tenuti in stato di abbandono in un terreno vicino ad un distributore di benzina a Casagiove, nel Casertano. Dopo una segnalazione, ecco l'intervento del nucleo di guardie eco zoofile Oipa di Caserta insieme e di un medico dell'Asl.
I proprietari del terreno non c'erano al momento del sopralluogo e le guardie hanno chiamato i vigili del fuoco per poter togliere i lucchetti che bloccavano l'accesso alla recinzione. Liberati dalle catene e visitati dal veterinario dell'Azienda sanitaria locale, i cani sono stati sequestrati e portati in un canile convenzionato con il Comune della cittadina. Gli agnelli, invece, non sono stati sequestrati perché hanno bisogno di essere ancora alimentati dalle madri. Che sono arrivate alla fine del blitz in gregge accompagnate da un uomo che, in un primo momento, ha dichiarato di esserne il proprietario, mentre poco dopo - quando c'era da compilare il verbale - ha negato tutto e ha detto, su suggerimento del suo avvocato, ne ha attribuito la proprietà al padre ammalato, quindi non in grado ad accudirli. Sta di fatto che l'uomo è stato denunciato alla Procura di Santa Maria Capua Vetere per maltrattamento di animali.

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GRANDI FELINI, PICCOLI UOMINI: IN 13 ANNI SEQUESTRATI I RESTI DI OLTRE 1400 TIGRI

Pubblicato su da Grunf

"Appartenevano a ben 1.400 tigri le ossa, le pelli, i crani, i canini e altro ancora, sequestrati in tutta l'Asia negli ultimi 13 anni". Ecco le stime contenute nel rapporto realizzato da Wwf e da Traffic, il network che monitora il commercio di natura selvatica, presentato durante i lavori della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione di flora e fauna selvatiche (Cites) in corso a Bangkok, la capitale della Thailandia, dove i governi si sono dati appuntamento per discutere le misure per proteggere le tigri e gli altri grandi felini asiatici.
Secondo lo studio "Reduced to Skin and Bones Revisited - Un'analisi su 12 Paesi-chiave per la tigre tra il 2000 e il 2012" - spiega l'associazione del Panda - "si tratta delle parti di almeno 1425 tigri che sono state sequestrate in dodici dei 13 Paesi-chiave per la tigre, ad esclusione della Cambogia, tra il 2000 e il 2012". Anche se non è ancora possibile fare un bilancio definitivo, l'analisi dimostra "chiaramente che il commercio illegale di questi animali, di loro parti (pelle, ossa, denti) e dei prodotti derivati, resta il nodo cruciale da contrastare, un serio problema per la conservazione di questo animale".
Un totale di "654 sequestri di parti di tigre ha avuto luogo in questo periodo, con una media quindi di almeno 110 esemplari uccisi all'anno, ovvero poco più di due a settimana, e solo per il commercio illegale". L'89 percento dei sequestri "è stato fatto al di fuori delle aree protette, sottolineando quanto sia importante il lavoro di intelligence e l'attività di enforcement messi in campo e promossi ovunque, consentendo lo sviluppo di quelle azioni utili a contrastare il commercio illegale e a impedire le incursioni dei bracconieri negli habitat della tigre".
"Serve un lavoro coordinato, un'attività investigativa che vada al di sopra dei confini territoriali per fermare questi traffici illegali i cui profitti fanno gola a tanti. Se si lavora tutti insieme per acquisire sempre maggiori informazioni e se queste saranno raccolte regolarmente, analizzate e condivise tra i paesi chiave della tigre e non solo, allora saranno possibili quegli interventi incisivi necessari per contrastare il contrabbando delle tigri", ha commentato Massimiliano Rocco, responsabile Specie, traffic e foreste del Wwf Italia.
E non solo: da segnalare anche"l'aumento degli esemplari vivi sequestrati: 61 nel periodo di tre anni dopo l'ultima riunione plenaria della Cites del 2010, pari al 50% del numero complessivo (123) registrato dal 2000. La Thailandia, con 30 tigri, in testa alla classifica per l'interdizione del commercio, seguita dal Laos con 11, dall'Indonesia con 9 e dal Vietnam con 4".
Dei 13 Paesi-chiave per i felini (Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Cina, India, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Nepal, Russia, Thailandia, Vietnam), "solo l'India tiene un attento sistema di registrazioni sui sequestri, riportati in maniera sufficientemente dettagliata per permettere un'analisi significativa per di identificare i 'punti caldi' in cui il commercio è in corso", insiste il Wwf. Questo lavoro "va esteso a tutti gli altri Paesi se si vuole tentare di salvare questo grande felino asiatico". Sta di fatto che prima dell'inizio della della conferenza Cites in corso a Bangkok, solo la Cina, l'India e la Thailandia avevano presentato relazioni appropriate. Wwf e Traffic, quindi, "esortano i governi impegnati nel programma a favore della tigre a sviluppare un processo condiviso per soddisfare i requisiti della Convenzione sul commercio internazionale".

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Il cuore nuovo per Emma da un bambino di 4 anni

Pubblicato su da Grunf

Aspettava un cuore nuovo da trecento giorni. Da quando i medici le avevano diagnosticato una grave malformazione cardiaca, la piccola Emma viveva in una stanza d'ospedale, a Torino, legata alle flebo e alla speranza di avere tempo sufficiente per conquistare una certezza di sopravvivenza. 

E il cuore nuovo è arrivato. Un bambino di 4 anni di Loano, stroncato da encefalite, ha donato la vita alla sua coetanea. Il trapianto è stato eseguito nel reparto di cardichirurgia dell'ospedale infantile Regina Margherita. Il decorso è positivo e i chirurghi sono convinti che presto la piccola potrà tornare a giocare con i bambini del suo quartiere.

Per farla sorridere, nei giorni scorsi, i medici avevano acconsentito che il suo cane potesse andarle a fare visita nel reparto di isolamento. Black, un meticcio scuro di piccola taglia, è stato il primo quattro zampe ad entrare al "Regina Margherita" insieme ad un addestratore del progetto "pet therapy". "I bambini contenti guariscono più facilmente", spiegò il primario. "Vedere i propri animali è anche una cura".



Il cuore nuovo di Emma viene dal piccolo Cesare, figlio di una coppia di Loano, città non distante da Savona, lungo la riviera ligure di ponente. Cesare si era sentito male domenica scorsa, improvvisamente. Un gran male alla testa, poi il coma: "encefalite acuta", dissero i medici prima dell'ospedale Santa Corona di Savona, poi del Gaslini di Genova. E ieri la morte, senza essersi più ripreso, senza riuscire ad abbracciare più la sua mamma.

Ma i genitori non hanno avuto dubbi quando i medici gli hanno chiesto se accettavano che il cuore del loro piccolo potesse essere donato ad un altro bambino malato. Il padre, Lino, direttore di banca ad Andora, qualche decina di chilometri dalla casa a Lono, e la madre, seppur schiacciati da un dolore infinito per la perdita del loro unico figlio, hanno detto sì all'espintato e un'équipe da Torino ha raccolto il cuoricino in una scatola piena di ghiaccio e l'ha trasferito di corsa all'ospedale Regina Margherita.

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