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VERRONE (BI): SOTTO SEQUESTRO CIBO E SHAMPOO PER CANI SCADUTO

Pubblicato su da Grunf

IL BLITZ DOPO LA DENUNCIA DI "STRISCIA". DENUNCIATO L'AD

Dieci tonnellate circa di alimenti zootecnici e 60 litri di shampoo per cani scaduto sono stati messi sotto sequestro dai carabinieri di Biella. I Nas sono intervenuti a Verrone in un'azienda di produzione e vendita di alimenti e prodotti per animali dopo la richiesta di aiuto di una troupe televisiva di ''Striscia la notizia'' che, nel tentativo di entrare all'interno dell'azienda, era stata aggredita. L'amministratore delegato, 64 anni, è stato denunciato.

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AVIGNONE, CANE EROE CON UN BALZO SALVA IN EXTREMIS LA PROPRIETARIA

Pubblicato su da Grunf

LA DONNA TENTA IL SUICIDIO E L'ANIMALE FA DEVIARE IL COLPO

Una donna di 63 anni salvata dal suo pastore tedesco mentre stava tentando di togliersi la vista con un colpo di carabina al cuore. E' successo a Sorgues, cittadina della Francia sud-occidentale ad una decina di chilometri a nord di Avignone.
Lo hanno fatto sapere fonti della polizia locale, secondo cui la signora è uscita in giardino e ha fatto partire diversi colpi di prova, poi si è puntata l'arma al petto ma, "al momento di premere il grilletto", il cane "le è saltata addosso e l'ha gettata a terra, deviando il proiettile".
A quel punto è arrivato il marito, che ha trovato la consorte cosciente e ferita al torace: ricoverata in ospedale, le sue condizioni di salute non destano particolare preoccupazione. Secondo gli agenti intervenuti, l'animale "probabilmente si è reso conto di quanto stava succedendo ed è balzato sulla proprietaria proprio con l'intenzione di salvarla".

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CINA, CANI CONDANNATI AL MACELLO E 15 MILIONI DI ANIMALI NEI LABORATORI :(

Pubblicato su da Grunf

L'INFERNO SULLA TERRA!!!!!

INTERNATIONAL HERALD TRIBUNE: CINESI SOTTO ACCUSA

La Cina, la seconda maggiore economia del mondo, non rispetta il benessere gli animali. Tanto che, in questo Paese, un motore in Asia e a livello mondiale e sede di un sesto della popolazione del pianeta, un numero crescente di attivisti è ancora in attesa di leggi di protezione contro - dicono - le enormi sofferenze di routine ai danni delle bestiole.
In un nuovo rapporto dalla rivista on-line ambientale, chinadialogue, Peter Li, professore di politica negli Stati Uniti ed esperto di politica cinese alla Humane Society International, ha commentato: "So che la legislazione sulla protezione degli animali non nascerà in un prossimo futuro". E lo ha scritto in un articolo intitolato così: "La lunga attesa delle giovani generazioni per il cambiamento delle leggi contro le crudeltà sugli animali".
Una proposta di legge - rivela il blog "Rendezvous" dell'International Herald Tribune - la prima completa sul benessere degli animali, la China Animal Protection Law, è stata preparata nel mese di settembre 2009, secondo la Xinhua, l'agenzia di stampa statale. Ma deve ancora essere approvata, stando ad un lancio sempre della Xinhua alla fine del mese scorso. "In termini di legge non abbiamo visto alcun progresso dal 2009", ha detto Toby Zhang di Animals Asia, portavoce cinese dell'Ong.
Nel frattempo, le sofferenze continuano. Nell'articolo di chinadialogue trova spazio anche l'esperienza di Liao Kan, ricercatore allo Shanghai Institutes for Biological Sciences, il quale ha fatto sapere che circa 15 milioni di animali vengono coinvolti nella ricerca scientifica in Cina ogni anno. "Il trattamento inadeguato degli animali ha suscitato indignazione pubblica in questi ultimi anni, con un conseguente aumento del numero di organizzazioni come la Nsapa, Nanchang small animals protection association", ha scritto Xinhua.
E Zhang insiste: "C'è un sacco di gente che fa pressione e chiede il cambiamento". A detta del portavoce di Animals Asia, sono i comuni cittadini che si impegnano per salvare gli animali. L'ultimo caso? Un cane messo al sicuro a Chongqing all'inizio di questo mese. Gli animali salvati, però, vengono generalmente venduti nei mercati e nei ristoranti.
Una situazione estrema. E' la fotografia scattata proprio da Animals Asia nel rapporto "Amici ... o cibo?" sul commercio dei cani in Cina. "I cagnolini vengono allevati in aziende piccole che ospitano fino a circa 200 animali - accusa Animals Asia -. Quando i quattrozampe sono pronti per la vendita, vengono rinchiusi in gabbie e sono destinati ad affrontare "un lungo viaggio su un camion che dura spesso diversi giorni, durante il quale gli animali non hanno libero accesso al cibo o all'acqua, ma c'è solo una pompa che viene messa in azione ogni tanto e in maniera sbrigativa solo per prevenire la disidratazione e la morte".
E non finisce qui. Perché, all'arrivo al mercato all'ingrosso, "gli autisti dei camion scalano la piramide di gabbie, alte diversi metri, e finiscono per schiacciare le zampe e i volti dei cagnolini prigionieri, terrorizzati in queste gabbiette. Dopodiché viene adoperata una pinza metallica, che blocca i cani e i gatti per il collo. Ma, talvolta, gli addetti sbagliano e colpiscono le bestiole nel palato molle. Allora, i commercianti le lanciano in grandi gabbie per la pesatura e la rivendita o le scaricano dentro i recinti. Una volta scesi a terra - continua Animals Asia - gli animali tremanti urinano, fanno altri bisogni e crollano letteralmente su qualsiasi ciotola d'acqua a disposizione nei recinti per placare una sete di tre giorni, visibilmente sollevati dal fatto che il dolore si è placato e dalla speranza che il loro incubo possa essere finito".
Tuttavia, "il sollievo è di breve durata, finché i clienti si avvicinano, scelgono il malcapitato e lo prendono ancora una volta con una pinza metallica. Gli animali spaventatissimi vengono poi bastonati di fronte agli altri cani terrorizzati con un colpo sul muso con uno strumento simile ad una mazza da baseball. Però, il colpo non è abbastanza forte da rendere i poveri animali inconsci a lungo. A questo punto, continuano a lamentarsi per il dolore, a perdere sangue e a soffrire".
Ma perché tutte queste sofferenze? C'è una ragione culinaria, secondo gli animalisti. "Ci è stato detto che i commercianti vogliono che il cuore dei cani batta velocemente in modo che il sangue sgorghi rapidamente. Credono serva ad esaltare il sapore della carne. In mezzo a tutta questa carneficina, gli altri cani e i gatti sono lì e restano a guardare, consapevoli del fatto che poco dopo toccherà anche a loro essere trascinati fuori per il macello".
Animals Asia scrive: "La crudeltà verso gli animali non è unico nel suo genere in Asia: gli animali di tutto il mondo sono orrendamente maltrattati negli allevamenti intensivi, il commercio di pellicce, caccia sportiva o in sperimentazione animale.
Per fortuna, stanno sempre più crescendo le organizzazioni animaliste. Li, specialista per la Cina della Humane Society International, ha detto: "Rispetto ad altri gruppi di interesse in Cina, gli attivist hanno ricevuto meno attenzione da parte del governo in quanto non rappresentano una minaccia immediata per la stabilità sociale e politica". Tuttavia, come tutte le Ong in Cina, anche le loro attività vengono viste con sospetto e monitorate da Pechino.

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Acqua di Pier ahahhahahahahha

Pubblicato su da Ugo Pennati

Acqua di Pier ahahhahahahahha

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Pubblicato su da Ugo Pennati

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Ugo Pennati shared Sostenitori Delle Forze...

Pubblicato su da Ugo Pennati

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L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)

Pubblicato su da Grunf

L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)
L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)
L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)
L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)L’esercito americano e la cultura dello stupro (Foto gallery)

Ventitré anni, un lavoro sicuro e una sincera passione per l’esercito americano. La storia diRebecca Blumer, sottufficiale delle Marina americana comincia nel 2010 a Fort Gordon,una base militare da 15.000 unità ad Augusta, in Georgia. Una sera di tre anni fa, Rebecca decide di uscire insieme a tre colleghi, tre amici conosciuti alla base. Si risveglierà in una cella della prigione della Contea di Richmond, dopo essere stata fermata dalla polizia mentre guidava in stato confusionale a fari spenti. La ragazza era stata drogata, picchiata e ripetutamente violentata dai suoi tre colleghi dell’esercito. Oltre alle ferite fisiche e morali, la ragazza si è ritrovata con la carriera distrutta.

“CONTATTI SESSUALI NON RICHIESTI” - Rebecca, purtroppo, non è la sola. La sua storia, da cui prende spunto una corposa inchiesta su Rolling Stone, la accomuna alle tante altre vittime di “contatti sessuali non richiesti” fin troppo comuni negli ambienti dell’esercito degli Stati Uniti. Lo scorso anno le forze armate a stelle e strisce hanno dovuto affrontare il più grande “scandalo degli stupri” della loro storia: 32 istruttori della Lackland Air Force Base di San Antonio (Texas) sono stati accusati aver infierito su 59 reclute, mentre a Fort Bragg, in North Carolina, il generale di brigata Jeffrey Sinclair è stato accusato di reati a sfondo sessuale, inclusa la sodomia, e di “cattiva condotta” ai danni di cinque donne della base. Lo scorso dicembre il Dipartimento della Difesa ha rivelato che il 12% delle donne che fanno parte dell’esercito ha dovuto sopportare molestie sessuali di vario tipo, dagli insulti a sfondo sessista alla violenza vera e propria. Come nel caso di Rebecca.

CULTURA DELLO STUPRO - Dopo essere stata dimessa dall’ospedale, Rebecca è tornata alla sua base. “Tutti ridevano di lei – ricorda un collega – La gente diceva che era stata una stupida cagna, che aveva fatto una sciocchezza e che stava cercando un modo per cavarsela”. La sua carriera, fino a quel momento piena di prospettive, è andata distrutta insieme ai suoi sogni. Nonostante l’esercito americano si sia aperto alle donne da parecchio tempo, le differenze di genere – donne deboli, uomini “forti” nell’accezione peggiore del termine – vengono ancora instillati nella mente delle giovani reclute. La pornografia è ovunque e le donne che scelgono di arruolarsi devono affrontare non solo le difficoltà dell’addestramento, ma anche le continue “attenzioni non richieste” dei colleghi. Una “cultura dello stupro” nella quale la donna è sempre vista come colei che provoca, che si veste in modo sexy, insomma, che “se la va a cercare”. La rigida gerarchia militare, poi, non aiuta: ad aggredire queste donne sono spesso uomini di grado superiore. L’età media delle donne arruolate si aggira intorno ai 25 anni e la sensazione di essere delle eterne sottoposte le porta a non reagire, a non ribellarsi, a non dire di no a un superiore.

LEGGI ANCHE: Valentina Salamone e le altre: quando l’amore uccide

“LA RAGAZZA CHE SI È INVENTATA LO STUPRO” - Cosa ne è stato del sottufficiale Blumer? Otto mesi dopo l’aggressione, Rebecca ha sviluppato una grave forma di depressione, ha paura di uscire di casa perché teme che tutti possano additarla come “la ragazza che si è inventata lo stupro” ed è diventata aggressiva con tutti. Il suo sogno era quello di essere trasferita alla base di Napoli, in Italia, ma ha fallito tutti i test. “Avevano già deciso tutto – ha detto Rebecca – Per loro ero un problema e hanno deciso di sbarazzarsene. Prima amavo tutto ciò che riguardava la Marina. Ora la odio”.

UN’EPIDEMIA - “Per fare in modo che le cose cambino, bisogna operare un cambiamento dall’alto. Gli atteggiamenti dei militari non partono mai dal basso, ma da chi è incaricato di formare una leadership – a parlare è il Maggiore Gary Patton, che definisce la cultura dello stupro un’epidemia che sta colpendo l’esercito degli Stati Uniti – Oggi ogni aggressione a sfondo sessuale viene vista non solo come un crimine, ma anche come un atto che mira la stabilità e la coesione di un gruppo. Si fa leva sullo spirito del corpo, e lo si affronta con i valoro militari che ci sono stati insegnati”.

(Photocredit: Getty Images e Rebecca Blumer)

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CANI RANDAGI IN UCRAINA, IL PREMIER PRENDE DI PETTO LA QUESTIONE

Pubblicato su da Grunf

CANI RANDAGI IN UCRAINA, IL PREMIER PRENDE DI PETTO LA QUESTIONE

AZAROV INVITA I MINISTRI AD "INTENSIFICARE GLI SFORZI"

Il primo ministro ucraino Mykola Azarov ha incaricato i ministri di intensificare gli sforzi per prevenire le violenze sugli animali randagi, rispondere con prontezza ai casi di crudeltà nei confronti delle bestiole e assicurare alla giustizia coloro che sono coinvolti in episodi di abusi proprio sugli animali.
"Vi chiedo, all'interno della vostra competenza, di prendere il controllo personale del problema per prevenire la distruzione degli animali randagi, per garantire loro l'assistenza veterinaria, aumentando la consapevolezza del pubblico sul trattamento umano degli animali, individuando i casi di maltrattamenti per dare una risposta immediata". Ecco le parole del premier riportate dal dipartimento di rapporti con i media del governo.
Le autorità coinvolte includono il ministro dell'Ambiente e delle risorse naturali, Oleh Proskuriakov; quello dell'Istruzione, Dmytro Tabachnyk; il titolare della Politica agricola e alimentare, Mykola Prysiazhniuk; quello dello Sviluppo regionale e dell'edilizia, Hennadiy Temnyk, e il ministro dell'Interno, Vitaliy Zakharchenko.
Il premier ha anche l'obbligo di informare i funzionari del Consiglio dei ministri ogni mese sui risultati del lavoro svolto. Certo, resta qualche dubbio sull'efficacia di un progetto cos
ì imponente.

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INDIA, STRAGE DI RINOCERONTI RARI: UCCISI ALTRI TREDICI ESEMPLARI

Pubblicato su da Grunf

IL KAZARINGA NATIONAL PARK NEL MIRINO DEI BRACCONIERI

Non conosce soste la strage di rinoceronti indiani. Negli ultimi due mesi sono stati uccisi tredici esemplari di questa specie vulnerabile nel Kaziranga National Park, nello stato di Assam, nell'India nord-orientale. Gli animali sono le ultime vittime di una carneficina provocata dai bracconieri, interessati a lucrare sul loro prezioso corno, ritenuto curativo dalla medicina orientale, in particolare quella tradizionale cinese.
Gli habitat sempre più ristretti e la caccia di frodo stanno ormai compromettendo il futuro del rinoceronte indiano. La morte dei tredici esemplari nelle ultime otto settimane preoccupa i conservazionisti, allertati da una nuova ondata di aggressioni a danno di questi rarissimi animali. L'allarme arriva da una nota diffusa dal personale del parco indiano, che ospita i due terzi della popolazione rimasti a livello globale: 2290 esemplari su 3300 nel mondo, stando ad un censimento del 2012.
Insomma, una situazione drammatica. Che, però, non fa desistere i bracconieri, dato che il corno di questi animali compete per il suo valore con l'oro e alimenta un commercio criminale organizzato e internazionale. Il mercato principale è alimentato dalla Cina, in cui lo stesso corno viene sfruttato anche come materiale di lusso per il settore della gioielle
ria.

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NAPOLI, ANIMALI LEGATI MORTI E LIQUAMI IN MARE: DENUNCIATO

Pubblicato su da Grunf

SOTTO SEQUESTRO UN'AREA DI OLTRE 4MILA METRI QUADRATI

Liquami e scarti animali che finivano direttamente in mare sul litorale Domizio attraverso canali di bonifica. E non solo: c'erano anche animali morti, in particolare vitellini, ancora legati nelle stalle. Ecco cosa hanno scoperto la Guardia costiera, la polizia municipale e l'Asl nel corso di un blitz che ha portato al sequestro di un'azienda zootecnica in località Licola, in provincia di Napoli.
L'inquinamento della costa era causato dagli scoli nei canali interni dei poderi che sfociano poi in mare. Insomma, alla fine dei controlli, è stata messa sotto sequestro un'area di oltre quattromila metri quadrati, stalle comprese. Mentre il titolare dell'azienda è stato denunciato a piede libero all'autorità giudiziaria per inquinamento ambientale e maltrattamenti agli animal
i.

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