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Ricetta walser della Val Formazza: Kruschli (Frittelle)

Pubblicato su da Ugo Pennati

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SASSARI, ANCHE I CANI PAGANO IL BIGLIETTO PER SALIRE SUL BUS

Pubblicato su da Grunf

ECCO IL NUOVO REGOLAMENTO DELL'ATP

I cani di piccola taglia sono ammessi sui bus, ma devono pagare il biglietto, se muniti di guinzaglio e tenuti in braccio dal viaggiatore. Mentre gli animali domestici di piccolissima taglia possono essere trasportati gratis, però dentro i contenitori. Sono solo alcune delle nuove regole per i passeggeri dei mezzi pubblici di Sassari. In vigore da ieri il "regolamento di vettura" emanato dall'Atp (Azienda trasporti pubblici). Ecco un vademecum dedicato al personale e ai passeggeri, compresi quelli a quattro zampe. Ecco un documento aziendale composto da un'insieme di norme che vogliono favorire la convivenza civile, ma anche migliorare la sicurezza e la qualità del servizio.
Il nuovo regolamento, riferisce ancora l'azienda, segue quello vecchio, abrogato negli anni '90, ed è stato scritto dopo un lungo lavoro di ricerca e di ascolto che ha permesso di individuare le esigenze del personale e della clientela. Una sintesi del documento, in cui saranno illustrati alcuni dettami fondamentali, si troverà all'interno di ogni autobu
s.

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CERVARA DI ROMA, I CARABINIERI SCOPRONO UN CANILE ABUSIVO

Pubblicato su da Grunf

TREDICI PASTORI DEL CAUCASO, DUE CUCCIOLI MUTILATI

Scoperto un canile abusivo a Cervara (Roma) nella frazione di Fonte Martino. Sono intervenuti i carabinieri di Subiaco su segnalazione dei residenti. I militari, scrive il "Tempo" nell'edizione odierna, hanno trovato su un terreno non lontano dal centro abitato 13 cani della razza "pastori del Caucaso" dei quali 2 cuccioli. A questi ultimi il custode, uno straniero denunciato per maltrattamento di animali, aveva tagliato le orecchie. Ad uno anche la coda. Quando i Carabinieri sono intervenuti, hanno notato le ferite dei cuccioli non ancora cicatrizzate, frutto di interventi chirurgici eseguiti con metodi illegali.
Tutti i cani sono stati affidati al servizio veterinario della Asl Rm/G e trasportati presso il canile La Casa di Tobia di Palestrina (Rm), dove ora finalmente possono godere delle amorevoli cure dei veterinari e di un trattamento adeguato.

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CITES, LA THAILANDIA ANNUNCIA LA FINE DEL COMMERCIO DELL'AVORIO

Pubblicato su da Grunf

LO HA DETTO IL PREMIER ALLA CONFERENZA DI BANGKOK

Il governo thailandese porrà fine al commercio dell'avorio. Lo storico annuncio, riferisce il Wwf, è stato dato all'apertura della conferenza della CITES (la Convenzione sul commercio internazionale di specie minacciate di estinzione), a Bangkok da oggi al 14 marzo.
Il primo ministro Thailandese, Yingluck Shinawatra, afferma l'organizzazione, ha dichiarato che si impegnerà a porre fine al commercio dell'avorio in Thailandia, cogliendo un'opportunità cruciale per stroncare il commercio globale di specie selvatiche. La decisione è arrivata dopo l'appello di circa 1,5 milioni di cittadini da tutto il mondo, che hanno firmato la petizione avorio lanciata dal Wwf.
"Come prossimo passo - ha detto Shinawatra - riformeremo la legislazione nazionale con l'obiettivo di porre fine al commercio dell'avorio e allinearci con le normative internazionali. Questo ci aiuterà a proteggere tutte le specie di elefanti, da quelli africani a quelli tailandesi selvatici o domestici".
Porre fine a ogni forma di commercio dell'avorio in Thailandia - oggi il più grande mercato dell'avorio non regolamentato al mondo - avrà un ruolo determinante, sottolinea il Wwf, "nell'arginare un drammatico bracconaggio globale che sta causando la strage di decine di migliaia di elefanti ogni anno e che alimenta un'attività criminale internazionale legata al commercio di parti di animali, un traffico illegale secondo solo a quello di armi e d
roga".

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Risaie allagate

Pubblicato su da Ugo Pennati

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Ugo Pennati added a new photo.

Pubblicato su da Ugo Pennati

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Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)

Pubblicato su da Grunf

Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)
Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)
Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)
Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)
Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)
Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)
Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)

Contro il 'commercio illegale di natura' si è aperta a Bangkok la conferenza mondiale del Cites, la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna in via di estinzione, che fa parte delle attività Onu per l'ambiente (Unep). In Thailandia è stata lanciata una campagna contro la vendita e il consumo di zuppa di pinne di squalo, considerata una prelibatezza tradizionale cinese. La domanda di pinne di squalo ha portato ad un catastrofico declino di alcune specie di squali che sono stati ridotti del 99 per cento dal 1950. La protezione internazionale per gli squali verrà proposta alla riunione in corso a Bangkok fino al 14 Marzo 2013.

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Diciannovenne impiccata ad Adrano arrestato l'ex fidanzato dopo tre anni

Pubblicato su da Grunf

Il papà di Valentina lo aveva sempre sostenuto. Sua figlia, una bella ragazza di 19 anni, trovata impiccata in una villetta alla periferia di Adrano nel luglio 2010, non si è suicidata ma è stata uccisa. La svolta nelle indagini sulla morte di Valentina Salamone, indagini subto archiviate come suicidio e riaperte solo qualche mese fa su richiesta della famiglia, è arrivata questa mattina con l'arresto di Nicola Mancuso, l'ex fidanzato della ragazza.

A fornire le prove delle responsabilità potrebbero essere state le tracce di sangue rilevate dal Ris nella villetta a più di due anni e mezzo di distanza. Tracce di sangue rilevate nella casa ma anche sulle scarpe della ragazza. Nell'immediatezza dei fatti nessuno aveva fatto dei rilievi in casa e la morte di Valentina era stata subito liquidata come suicidio.

La famiglia Salamone ha sempre sostenuto che in molti, anche le amiche di Valentina, hanno mentito su quello che accadde quella sera nella villetta di Adrano, nella disponibilità di due pregiudicati, dove si era tenuta una festa alla quale avevano partecipato otto persone, tra alcol e droga.

Valentina e Nicola avevano una relazione: Nicola, sposato, avrebbe manifestato l'intenzione di liberarsi di lei. "Questa sta esagerando, mi rovina, la dobbiamo sistemare", avrebbe detto. Qualcuno avrebbe raccontato che Valentina, forse per fare pressione su di lui, gli avrebbe detto di essere incinta. Ora la svolta nelle indagini e la conferma dei sospetti della famiglia, Valentina fu uccisa e il suo suicidio fu simulato.

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Don nello giraudo il prete pedofilo smascherato dalle iene

Pubblicato su da Grunf

Nei giorni in cui la Chiesa vive un momento di grande agitazione per le dimissioni di O’Brien, il cardinale autoesclusosi dal conclave dopo le accuse di “comportamenti inappropriati”, un nuovo caso minaccia il Vaticano e ancora più da vicino l’emerito papa Joseph Ratzinger.

Quando fu prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, organo deputato alla vigilanza della correttezza della dottrina cattolica, Ratzinger era a conoscenza dei fatti di pedofilia che si erano verificati nella Diocesi di Savona. Ma non aveva mai denunciato i fatti alla magistratura. Tutto questo è dimostrabile dai documenti giunti presso la redazione del quotidiano Il Secolo XIX, sequestrati circa un anno fa presso la Procura savonese e prelevati dalla Curia della città ligure.

I documenti dimostrano che Ratzinger, due anni prima dell’elezione a pontefice, fosse a conoscenza dei casi di pedofilia che si erano verificati nella Diocesi di Savona. Il Secolo XIX pubblica parte della lettera che il cardinale Domenico Calcagno, ai tempi vescovo della Diocesi di Savona, indirizza a Joseph Ratzinger, nella quale chiede «la cortesia di un consiglio circa l’atteggiamento da tenere, intendendo il Sacerdote continuare con un impegno pastorale». Inoltre aggiunge «Per quanto possibile, intendo evitare che abbia comunque responsabilità che lo mettano a contatto di bambini o adolescenti». La lettera riguarda Nello Giraudo, il parroco della diocesi savonese, sollevato dall’incarico nel 2012, in quanto indagato dalla procura su una serie di casi di pedofilia che poi lo hanno visto patteggiare un anno di carcere per abusi sessuali compiuti nel 2005, ai danni di una minorenne.

Ieri in tarda serata è andata in onda l’inchiesta della iena, Pablo Trincia, dal titolo “Abusi nascosti dalla Chiesa”, in cui è stata ricostruita una drammatica pagina della storia della Chiesa. Oltre agli interventi delle vittime, sono stati accostati i documenti sequestrati dalla Procura, in cui oltre al nome di Calcagno, compaiono anche i nomi dei vescovi Giulio Sanguineti e Dante Lanfranconi.

Da quello che si evince l’unica preoccupazione della Curia in questi anni è stata quella di salvaguardare l’immagine della diocesi, con il tentativo di mantenere la situazione sotto controllo dal momento che «nulla è trapelato sui giornali e non ci sono denunce in corso», si legge nella lettera di Calcagno a Ratzinger.

Dagli anni ’80 in poi Don Giraudo è stato spostato da una parrocchia all’altra dove ha continuato ad “operare” indisturbato, fin quando non sono arrivate le denuncie che hanno costretto la chiesa a sollevarlo dall’incarico.

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Blitz dei carabinieri di Monza: in manette politici e camorristi

Pubblicato su da Grunf

Arresti e perquisizioni in corso da parte dei carabinieri del gruppo di Monza che stanno eseguendo, in varie provincie della Lombardia e della Campania, un'ordinanza di misura cautelare nei confronti di 43 componenti un'associazione per delinquere finalizzata alla commissione di gravi delitti come rapine, estorsioni, usura, furti, ricettazione, riciclaggio, spaccio di banconote false, detenzione illecita di sostanze stupefacenti e di armi e di reati contro la pubblica amministrazione. A capo dell'organizzazione c'era Giuseppe Esposito dalle cui intercettazioni telefoniche emerge un quadro di completo controllo della camorra sull'area monzese. L'organizzazione aveva anche fissato un tariffario per i voti che andava dai 30 euro per il voto singolo ai 50 euro per quello di una famiglia.

Tra gli arrestati l'ex assessore all'Ambiente e al Patrimonio del Comune di Monza, Giovanni Antonicelli (Pdl) considerato dai pm contiguo all'organizzazione. Il gruppo criminale, con base a Monza, secondo l'inchiesta dalla Procura della Repubblica del capoluogo brianzolo, era in contatto con esponenti di clan camorristici del napoletano, in particolare i Gionta e i Mariano.

Due i fronti sui quali la magistratura di Monza, coordinata dal sostituto procuratore Salvatore Bellomo, ha concentrato le attenzioni nei confronti dell'ex assessore. Il primo è relativo alla manutenzione degli alloggi Aler, incarico affidato alla Pmg; il secondo riguarda la raccolta dei rifiuti nel capoluogo brianzolo, da anni affare della Sangalli.

Secondo gli investigatori, in cambio di voti a favore di Antonicelli le commesse sarebbero finite nelle mani di imprese riconducibili a personaggi legati alla camorra. In sostanza, per gli investigatori nella macchina amministrativa monzese, e più in generale brianzola, “a più livelli, si sarebbero riprodotti gli stessi schemi dei clan camorristici”.

A giugno, la guardia di finanza si era presentata in Comune per acquisire materiale proprio sugli appalti delle case popolari e della raccolta rifiuti. Un passo a cui si era arrivati dopo che i carabinieri di Monza avevano messo in relazione una serie di scenari anomali su tutto il territorio.

Agli atti dell'inchiesta c'è anche una telefonata tra Massimo Ponzoni, l'ex golden boy del Pdl e Antonino Brambilla (anche lui indagato per corruzione). Al telefono Ponzoni dice a Brambilla che Antonicelli è osteggiato da Paolo Romani (il plenipotenziario di Berlusconi a Monza) perché ha messo le mani sull'Aler, considerata un bacino importante di voti. Oltre all'assessore Antonicelli nell'inchiesta è coinvolto un ex consigliere comunale di Milano, Renzo Di Biase (Pdl) in carica tra il 2009 e il 2011 e che sarebbe stato favorito nelle elezioni, anche se i pm non escludono che lui stesso non ne fosse consapevole. Al momento Di Biase non è indagato.

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