Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog

Condanna economica per Pedofili

Pubblicato su da Ugo Pennati

Condanna economica per Pedofili

Leggi i commenti

Abolire i senatori a vita

Pubblicato su da Ugo Pennati

Abolire i senatori a vita

Leggi i commenti

La prostituzione minorile e' un crimine terribile

Pubblicato su da Ugo Pennati

La prostituzione minorile e' un crimine terribile

Povertà e prostituzione minorile

La prostituzione minorile si nutre di miseria e povertà. I genitori stessi talvolta sono complici della tragica fine dei loro figli. I bambini si convincono in questo modo che la prostituzione sia l' unico mezzo di sopravvivenza..

Spesso gli adolescenti vengono inviati all' estero a prostituirsi per mandare compensi al paese di origine..

Molte sono le storie di bambine prostitute, che a soli 12 anni, dormono in mezzo alla strada, sui marciapiedi .. Dove di li a poche ore i potenti accosteranno..

Leggi i commenti

Google, YouTube, Wikipedia: il web manda i nonni di nuovo in pensione

Pubblicato su da Grunf

Quando un bocia mi chiede : "com'erano gli anni 80 ?" L'unica risposta plausibile è : "cosa vi siete persi!" ;)
Per il resto un infinita tristezza per questi tempi. I giovani d'oggi ? non li invidio..

grunf

LONDRA - «Nonno mi insegni ad andare in bicicletta?». «Nonna mi fai vedere come cuocere una torta?». Una volta i nonni erano molto di più che semplici babysitter.

Erano depositari di un certo sapere antico, custodi di tradizioni e costumi, pozzi dai quali attingere all’infinito. Oggi a rottamarli ci ha pensato Google. I bambini dell’iPad generation fanno prima a interrogare il motore di ricerca che a chiedere al nonno, che magari è un po’ duro d’orecchio e si fa ripetere le cose. Google non tentenna, non comincia a raccontarti la storia della sua vita per arrivare, solo dopo molto tempo, a rispondere finalmente al tuo quesito. Internet istruisce, ma non insegna. E ai nonni che ruolo resta?

Secondo una ricerca commissionata dall’azienda britannica Dr. Beckmann, meno di un nonno su quattro (dei 1.500 interpellati) si sente rivolgere domande o consigli su lavoretti in casa. Per esempio: come lavare un certo indumento, come cucinare un dolce o attaccare un bottone. O su attività più creative, come il disegno, la lettura e imparare a suonare uno strumento. Dopotutto c’è Wikipedia, alla quale affidarsi per avere un’informazione in meno di trenta secondi. E poi c’è YouTube che insegna praticamente tutto, passo passo, con i video tutorial. Oppure le chat dei social network dove esprimere dubbi e condividere preoccupazioni.

Luoghi virtuali in cui rifugiarsi che sono diventati come l’abbraccio dei nonni (e spesso anche dei genitori). Solo un terzo degli anziani interrogati si è sentito chiedere come era la sua vita quando era giovane. Come si divertiva, a che cosa giocava, come si comportava con mamma e papà. Racconti preziosi, che sono come una lezione di storia. Il 96% degli interpellati sostiene che quando era bambino pose molte più domande al nonno rispetto ai nipoti di oggi.

Non c’è da stupirsi. Questa è la prima generazione di anziani che vede crescere dei bambini super tecnologici, per i quali internet è un esercizio quotidiano, un’attività ordinaria come la scuola.

I due terzi dei nonni si sentono sempre più emarginati e sono convinti che il loro ruolo, nella famiglia di oggi, si stia sbriciolando. «Si sentono messi da parte da Google e Wikipedia – ha commentato al Daily Telegraph Susan Fermor, portavoce di Dr. Beckmann - Sanno benissimo che i loro nipotini, sempre attaccati a computer, tablet e cellulari, pensano che sia molto più facile e veloce consultare internet per qualsiasi dubbio o consiglio».

Di sicuro i giovanissimi di oggi usano la tecnologia come le generazioni passate usavano la bicicletta. Secondo un’indagine dell’Associazione Meter, fondata da Don Fortunato Di Noto, che si occupa della tutela dell’infanzia, i piccoli sono pronti a tutto pur di avere accesso alla rete. Il 99%, nella fascia tra i 9 e 10 anni, ha un profilo Facebook e ha quindi mentito sull’età per poterlo aprire. «E’ impressionante come bambini così piccoli abbiano la libertà, senza alcun controllo genitoriale, di utilizzare i social network, che vengono percepiti più come un gioco che non come un potente mezzo di comunicazione», sostiene l’associazione. I nonni spesso non sanno come comportarsi davanti a internet. Per molti di loro è un fenomeno nuovo, con il quale è difficile confrontarsi. Così i ruoli si invertono e sono i nipoti a salire in cattedra.

In Gran Bretagna, secondo l’Autorità per le comunicazioni Ofcom, quasi la metà dei bambini di 3 e 4 anni sono già a contatto con la tecnologia e il 10% usa l’iPad per cercare sul web, guardare film e giocare. Uno su quattro ha un computer e il 3% accede a internet con uno smartphone.

Tanti studi scientifici hanno individuato il ruolo cruciale dei nonni nello sviluppo e nell’educazione dei bambini. L’ultimo in ordine di tempo è stato condotto dalla scienziata sociale inglese Caroline Bryson e sostiene che siano molto meglio degli asili. Trascorrere più tempo in un ambiente famigliare migliora il vocabolario dei piccoli e li rende più sicuri di sé. Ma se si mettono in mezzo tablet e computer l’aiuto prezioso dei nonni rimane una risorsa non sfruttata. Che Google, pur con tutta la sua sapienza digitale, non può certo sostituire.

Leggi i commenti

6a Giornata delle ferrovie dimenticate

Pubblicato su da Ugo Pennati

6a Giornata delle ferrovie dimenticate

Leggi i commenti

La giovane smascherata dai medici del pronto soccorso: ora è in stato d'arresto

Pubblicato su da Grunf

Ha, persino, preso un aperitivo con un'amica, le ha raccontato di aver abortito qualche giorno prima, poi ha gettato il corpo del suo bebè ormai morto in un cassonetto dei rifiuti.

Una storia agghiacciante scoperta all'ospedale San Camillo dove la giovane si era presentata dopo aver accusato un'emorragia. Adesso è in stato d'arresto con l'accusa di infanticidio.

Si tratta di una venticinquenne che abita con la sorella in un appartamento nel quartiere del Trullo, a Roma. Avrebbe nascosto la sua gravidanza ad amici e parenti e l'altro ieri mattina alle 5 l'ultimo atto della tragedia si è compiuto nel silenzio di casa. La ragazza, dopo aver partorito, avrebbe avvolto il neonato in un lenzuolo e lo avrebbe infilato in un sacchetto di plastica, temporaneamente nascosto nell'armadio della sua camera da letto. Quindi qualche ora dopo sarebbe uscita portando con sé il neonato e, dopo aver vagato per tutto il giorno, ha accusato un malore e deciso di andare in ospedale dove si è disfatta del bebè avvolto in lenzuolo e chiuso in un sacchetto di plastica, buttandolo in un cesto della spazzatura nel piazzale antistante il reparto di ginecologia dell'ospedale.La polizia ora sta cercando il padre del bambino per chiarire se fosse al corrente della situazione e soprattutto dell'intenzione della ragazza di liberarsi del bambino. La Procura, intanto, ha disposto su ordine del pm Pierfilippo Laviani l'autopsia sul neonato: bisogna capire se si sia trattato di un aborto o se il piccolo sia venuto alla luce vivo.

Sono stati medici del pronto soccorso a smascherare la venticinquenne. I segni del parto erano troppo evidenti, e a a loro la puerpera ha confessato di aver dato alla luce il piccolo e di averlo gettato nell'immondizia. Indicando il anche il luogo esatto in cui si era disfatta del cadavere.

«Una storia agghiacciante, dai particolari atroci, rispetto alla quale non ci sono parole adatte ad esprimere lo sdegno che si prova - ha commentato il vicesindaco di Roma capitale, Sveva Belviso. Non capisco come si possa arrivare a tanto, è qualcosa che va al di là di ogni possibile comprensione umana».

Leggi i commenti

Senza il guanto di plastica al supermercato

Pubblicato su da Grunf

Non si è mai riflettuto abbastanza sull’uso del guanto in plastica del supermercato. E’ stato reso disponibile ovunque come il prodotto che ci avrebbe liberato dai batteri, insieme all’Amuchina.

Prima compravi una mela dall’omino della bottega. Eri sereno, masticavi un frutto succoso mentre il negoziante scambiava due parole sulla partita di calcio.

Ora no, per carità! Se non c’è lui, il guanto, come fai a fidarti di mangiare il cibo che un altro essere umano ti ha porto? E’ sporco. Chissà dove le ha messe le sue manacce senza guanti il fruttivendolo. In effetti, anche la nonna, quando ti passa la mela, pure lei senza il guanto!

Il guanto ha distrutto posti di lavoro. Ha sostituito il fruttivendolo in grado di dirvi se un melone era pronto per essere mangiato subito, durante la cena con gli amici.

Corro perché devo arrivare primo al supermercato. Non ho tempo di chiacchierare con l’amica incontrata per la strada. Se arrivo per ultimo dovrò acquistare la frutta scartata dagli altri guanti.

Forse una soluzione c’è, è assurda, ma potrebbe anche funzionare.

Ti guardi attorno, controlli che nessuno ti veda e ti arrischi! Compri una mela. La tocchi senza il guanto. Nessuno ti nota, nessuno ti sgrida. Strano.

Però mica sei tranquillo. Te lo hanno detto che devi usarlo il guanto. Le sai le regole e tu sei uno che le rispetta.

Non vuoi essere sgridato: "Ehi, Cosa sta facendo? Si vergogni. Comportarsi così davanti a suo figlio. Acquistare senza il guanto". La pressione psicologica del guanto è forte! Non ti senti libero di non usarlo.

Riempiamo i cestoni con l’inutile montagna di guanti. Insieme al guanto gettiamo la nostra dignità. Personalmente ho scelto di non usarlo, tocco solo il prodotto che acquisterò, nessuno mi ha mai sgridato. Ho usato meno plastica.

Dopo un po’ diventa naturale o meglio: torna ad essere naturale. Fare la spesa senza paura.

Per alcuni è vantaggioso aver creato artificialmente “il bisogno del guanto”.E’ vantaggioso: non pagare commessi e farci temere “gli altri”, così non ci siederemo a tavola con loro per condividere cibo e riflessioni su chi siamo e dove ci sta portando questo modo di vivere.

Cosa è diventata una società in cui una rivoluzione e il coraggio si misurano tramite una mela senza guanto? Quando riacquisti la tua dignità è più facile capire che la devi riconoscere agli altri. Le rivoluzioni, oggi che se ne parla tanto dopo la vittoria del M5S, partono anche da coraggiose azioni semplici. Partono da dentro di noi.

Leggi i commenti

Maldive, 15enne vittima di stupro condannata a 100 frustate

Pubblicato su da Grunf

Lei è una vittima di stupro e le autorità l’hanno accertato ma non per questo le sarà risparmiata una condanna perché ha avuto una relazione sessuale con un uomo. Una relazione fuori dal matrimonio (proibita in base alla legge del suo Paese che si ispira alla sharia) e lei ha appena 15 anni. L’assurda storia arriva dalle Maldive, il calvario della 15enne era stato riportato già tempo fa dai media: lei aveva accusato il patrigno di stupro, quello stesso patrigno accusato anche della morte del bambino frutto della violenza sulla figliastra. Ora è arrivata però la sentenza che la riguarda direttamente: la 15enne è stata condannata da un tribunale delle Maldive a 100 frustate e otto mesi di arresti domiciliari. Le frustate le saranno inferte una volta arrivata alla maggiore età, tuttavia lei può anche scegliere di sottoporsi subito a questa violenza.

La dura reazione degli attivisti per i diritti umani - La sentenza della corte ha suscitato la dura reazione degli attivisti per i diritti umani, e dal governo è anche arrivata la richiesta di clemenza. Per tanti, l’ha detto anche Masood Imad, portavoce del presidente Mohamed Waheed, la 15enne dovrebbe essere trattata come una vittima e non come una criminale, anche se – è stato specificato da Imad – deve “vergognarsi” per ciò che ha fatto. Lo stesso portavoce ha detto che le autorità sono pronte ad aprire un dialogo per modernizzare il codice penale e limitare il ricorso alla fustigazione, pratica disumana che a oggi viene ancora utilizzata come condanna.

Leggi i commenti

La campagna anti-stupro alla scuola elementare

Pubblicato su da Grunf

La Reuters ci parla della campagna anti-stupro nelle scuole presentata dal presidente del Sudafrica Jacob Zuma il cui obiettivo è quello di raggiungere 10 milioni di alunni degli istituti del suo Paese.

OBIETTIVO RIDURRE LA VIOLENZA - L’obiettivo del Presidente è quello di limitare il più possibile la violenza in un Paese dove gli stupri tra le mura scolastiche hanno una percentuale preoccupante, tra le più alte del mondo. Nel Paese vengono violentati sia donne sia uomini e non parliamo solo di sesso. Ci sono anche il bullismo nelle classi ed i pestaggi nei cortili, al punto che ora molti giovani non sanno cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. “Cio’ che presentiamo oggi -ha spiegato Zuma- non è una campagna per la protezione delle donne ma è destinata a tutti”.

SISTEMA CORROTTO - Come noto, nel Paese il sistema giudiziario spesso non riesce a proteggere le vittime di abusi ed a condannare gli autori di tali violenze. E se un sospetto viene arrestato, solo nel 12 per cento dei casi il processo si conclude con una condanna. Questo mese un uomo libero su cauzione in quanto accusato di due stupri ha violentato una bimba di due anni. La cittadinanza si è però indignata a seguito dello stupro, della mutilazione e dell’omicidio di una 17enne vicino a Città del Capo spingendo l’opinione pubblica a chiedere pene severe per gli autori di tale violenza, tra cui la castrazione chimica.

VOGLIA DI GIUSTIZIA - L’arresto di Oscar Pistorius ha incentivato la protesta già spinta dalle manifestazioni in India. Lo scorso anno una diciassettenne di Soweto è stata stuprata da sette uomini che hanno registrato la scena con un cellulare per poi diffonderla sul web. Per questo sono ancora sotto processo. Parliamo di una serie di atti violentissimi ed efferati ai quali Zuma ha deciso di porre un freno. Da domani le scuole parleranno ai ragazzi ogni settimana dei rischi connessi allo stupro ed agli altri crimini di matrice sessuale spingendo le vittime a parlare e spaventando i potenziali aggressori.

AGIAMO FINCHE’ SONO GIOVANI - Secondo alcune stime in Sudafrica nel 2012 sono state registrate 65 mila violenze che hanno visto protagoniste, nella stragrande maggioranza dei casi, delle donne. Si tratta di un dato spaventoso, il più alto tra i paesi appartenenti all’Interpol. Tich Chikowore, a capo di LifeLine Southern Africa, associazione che si occupa di programmi extrascolastici, ha spiegato che “in generale gli studenti non sanno spiegare cosa sia la violenza sessuale. Per questo bisogna agire quando sono giovani, così da evitare che si perdano da adulti”.

Leggi i commenti

Giappone: due marinai americani condannati per stupro

Pubblicato su da Grunf

Due marinai americani sono stati condannati rispettivamente a 9 e 10 anni di carcere per lo stupro di una donna giapponese a Okinawa, avvenuto lo scorso ottobre. L'episodio suscito rabbia nell'isola e alimento' la tensione gia' esistente tra i militari a stelle e strisce di stanza e la popolazione locale. A emettere la sentenza nei confronti di Christopher Browning, 24 a nni, e Skyler Dozierwalker, 23 anni, e' stato il tribunale distrettuale di Naha. .

Bonissima giustizia!!!

Leggi i commenti