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This shot of Carter Alsop oozes goodness in every way.

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RADIO STRYCKHNINE

Pubblicato su da Ugo Pennati

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Belgio, rimane in carcere il mostro di Marcinelle

Pubblicato su da Grunf

Resta in carcere il mostro di Marcinelle. Marc Dutroux, il criminale «più detestato del Belgio», ha incassato un deciso «no» alla sua richiesta di libertà, seppure dietro la vigilanza del braccialetto elettronico.

Per il tribunale dell'applicazione della pena (Tap) di Bruxelles, «non ci sono le condizioni». Il serial killer, arrestato nel 1996 e condannato all'ergastolo nel 2004, per aver rapito, violentato e seviziato sei bambine, uccidendone quattro, non ha «alcuna prospettiva di reinserimento», hanno scritto i giudici.

BAMBINE NASCOSTE. Intanto tra i particolari raccapriccianti di questa vicenda che ha fatto rabbrividire il mondo, si evoca il ricordo di quando la polizia nel cercare le bambine, perquisì la casa dell'uomo, senza trovarvi nulla.

Invece le piccole erano lì, rinchiuse. E lì morirono di stenti. Il Paese non si è mai ripreso dallo choc e di fronte alla richiesta di scarcerazione, l'opinione pubblica si è mobilitata.

La stessa madre del «mostro» ha tirato un sospiro di sollievo. «Se venisse rilasciato ricomincerebbe a uccidere» aveva dichiarato in un'intervista.

«Non è pronto per il rilascio, non ha alcun senso della realtà e ancora incolpa altri per quello che ha fatto», ha detto la madre 78enne, secondo cui il figlio sarebbe capace di commettere altri delitti ma stavolta non su bambini.

MINACCE DI MORTE AI GENITORI. D'altronde, racconta, «aveva minacciato di morte anche me e mio marito per avere più in fretta l'eredità».

«Questa decisione corrisponde alle nostre speranze», ha commentato Jean Lambrecks, padre di Eefje, una delle piccole vittime di Dutroux.

«La paura che potesse uscire esisteva», ha detto l'uomo, «ma la grande attenzione da parte della stampa e dell'opinione pubblica mostra come sulla vicenda ci sia ancora interesse, e questo è un balsamo per il nostro cuore».

In agosto Michelle Martin, ex moglie e complice del 'mostro', condannata a 30 anni, aveva ottenuto la libertà condizionata.

Uscita dal carcere si è trasferita in un convento di suore Clarisse. Nel dossier presentato al Tap, Dutroux aveva invece spiegato che in caso di scarcerazione avrebbe voluto fare «l'idraulico o il carrozziere, cosciente che nessun datore di lavoro gli offrirebbe un impiego».

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Sciopero Iberia contro i tagli di posti e stipendi: voli cancellati e scontri in aeroporto con la polizia (Foto gallery)

Pubblicato su da Grunf

Sciopero Iberia contro i tagli di posti e stipendi:  voli cancellati e scontri in aeroporto con la polizia (Foto gallery)Sciopero Iberia contro i tagli di posti e stipendi:  voli cancellati e scontri in aeroporto con la polizia (Foto gallery)
Sciopero Iberia contro i tagli di posti e stipendi:  voli cancellati e scontri in aeroporto con la polizia (Foto gallery)Sciopero Iberia contro i tagli di posti e stipendi:  voli cancellati e scontri in aeroporto con la polizia (Foto gallery)
Sciopero Iberia contro i tagli di posti e stipendi:  voli cancellati e scontri in aeroporto con la polizia (Foto gallery)Sciopero Iberia contro i tagli di posti e stipendi:  voli cancellati e scontri in aeroporto con la polizia (Foto gallery)Sciopero Iberia contro i tagli di posti e stipendi:  voli cancellati e scontri in aeroporto con la polizia (Foto gallery)
Sciopero Iberia contro i tagli di posti e stipendi:  voli cancellati e scontri in aeroporto con la polizia (Foto gallery)Sciopero Iberia contro i tagli di posti e stipendi:  voli cancellati e scontri in aeroporto con la polizia (Foto gallery)
Sciopero Iberia contro i tagli di posti e stipendi:  voli cancellati e scontri in aeroporto con la polizia (Foto gallery)
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Sciopero Iberia contro i tagli di posti e stipendi:  voli cancellati e scontri in aeroporto con la polizia (Foto gallery)Sciopero Iberia contro i tagli di posti e stipendi:  voli cancellati e scontri in aeroporto con la polizia (Foto gallery)

Duecentotrentacinque voli cancellati oggi e altri 1220 lo saranno fino a venerdì: è il primo bilancio dello sciopero del personale di bordo e di terra della compagnia aerea spagnola Iberia e delle compagnie collegate (Vueling, Air Nostrum e Iberia Express). Migliaia di lavoratori della compagnia hanno protestato davanti agli aeroporti di Madrid e Barcellona. Nella capitale, gli scioperanti hanno bloccato con le loro auto l'accesso al Terminal 4, poi un gruppo ha fatto irruzione all'interno obbligando alla chiusura il banco dell'Iberia e del suo partner, la British Airways. Cinque persone sono state poi arrestate e un'altra è rimasta ferita in scontri con la polizia.

Il governo spagnolo ha riferito che la compagnia sta fornendo i servizi minimi previsti dalla legge. Fra questi vi sono i collegamenti aerei con le isole Baleari e Canarie e la metà dei voli internazionali. L'Iberia ha reso noto di aver trovato voli alternativi per 60mila dei 70mila passeggeri colpiti, mentre gli altri verranno rimborsati.

Gli scioperanti protestano contro il taglio di 3800 posti di lavoro, circa il 20% del totale, in seguito alla fusione con British Airways. Il piano prevede anche un taglio degli stipendi.

I dipendenti dell'Iberia hanno in programma altri due scioperi di cinque giorni in marzo. (afp)

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Fermate ferroviarie soppresse, a Sillavengo un ipovedente rischia il posto di lavoro :(

Pubblicato su da Grunf

Il treno passa, fischia e non si ferma. E così accade dal primo pomeriggio sino alla mattina dopo. Sillavengo non ci sta e venerdì pomeriggio della scorsa settimana è sceso in piazza: davanti alla stazione i pendolari che utilizzano il servizio della Novara – Biella hanno voluto manifestare per far capire quanto sia importante, per un piccolo paese come quello, il servizio ferroviario. Tra i presenti Pasquale Gallo, presidente della sezione novarese dell’unione italiana ciechi: «Questa manifestazione – dice – è un segno di grande disagio: la Regione Piemonte taglia le fermate, senza però rendersi conto delle conseguenze. Tra l’altro, è davvero un taglio ridicolo, in quanto un minuto di sosta in questa stazione equivale ad arrivare al capolinea forse due o tre minuti dopo. Con che guadagno? Qui non si capisce che si rischiano anche i posti di lavoro». E infatti, Gallo difende anche l’operato e il lavoro di una persona ipovedente come lui, Vittorio Fizzotti, che attualmente lavora a Novara: «Raggiungo il capoluogo ma poi… non so come tornare, in quanto devo fermarmi a Carpignano Sesia e fare affidamento sempre a qualche famigliare o amico». Sono arrabbiati, scossi e quando, nel bel mezzo della manifestazione, si sente avvisare la voce registrata che il treno sta per transitare, si mettono sulla banchina e salutano un macchinista a dir poco sconcertato che continua a farsi sentire tramite il tipico “beep”. Tra la folla anche il vicesindaco del paese, Bruno Fratelli: «Siamo sconcertati. E dirò di più: abbiamo interpellato i politici, visto che ci avviciniamo alle elezioni e ci hanno risposto che… si faranno presenti dopo la fatidica data». E lancia una proposta forte: «Bene, siccome solitamente le promesse si fanno prima, noi chiediamo che qualcuno si faccia sentire e poi saremo ben lieti di sostenere coloro che ci saranno vicini in questa battaglia». Sara Grazielli risiede in paese ed è una delle pendolari: «Dicono che questo taglio, così come altri, sono dettati dal fatto che il treno debba arrivare a destinazione più in fretta. Si “guadagnano”, per così dire, dieci minuti. Ma vi sembra una cosa normale? E’ un ragionamento da farsi? E l’ambiente e la battaglia contro lo smog? In questo modo si obbligano le persone a prendere l’auto per giungere al posto di lavoro». A due mesi dall’introduzione del nuovo orario «ristretto», insomma, i malumori non calano; anzi: per sabato 16 febbraio alle 21 nel teatro del paese era in programma anche un’assemblea proposta dal comitato novarese “Treni per tutti”. Insomma, le modifiche di orario che dal nove dicembre scorso sono entrate in vigore mettono veramente in difficoltà gli abitati di San Pietro Mosezzo, Sillavengo e Ghislarengo: rientrano tra le 52 fermate eliminate nei due sensi di marcia. Propone ancora Grazielli: «Possibile che non si possano lasciare almeno le corse negli orari di punta? Non sarebbe possibile? Pensiamo ad esempio anche ai ragazzi che vanno a scuola in città». Ancora Fizzotti spiega: «Non ho vergogna a dire che alcune volte ho dovuto utilizzare i permessi che la legge 104 concede a noi disabili per poter organizzarmi». Ribatte il presidente Gallo: «Questo non deve accadere. Non solo per la nostra categoria, è un problema che riguarda tutti». State pensando a qualche azione pubblica, oltre a questa manifestazione? E’ ancora Gallo che interviene dicendo: «Siamo gente pacata, non crediamo nelle azioni eclatanti. Però, è altrettanto vero, non ci fermeremo a questo e qualora servisse… perché no?». Commenti dei presenti: sembra quasi che in Italia, per far sentire la propria voce, non se ne possa fare a meno.

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Problemi della montagna: tra volo notturno e soccorsi

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L’intervento sul Monte Massone, costato la vita ad una donna di 59 anni di Valduggia, recuperata attraverso un elicottero del soccorso Rega decollato da Magadino in Svizzera, apre alcune riflessioni. In primo luogo il fatto che il volo a vista in Italia non sia consentito da mezz’ora dopo il tramonto fino a mezz’ora prima l’alba, questione discendente da una normativa nazionale. Tuttavia per gli svizzeri è possibile intervenire in territorio italiano.

<Quello del volo notturno per il soccorso è sicuramente un problema - spiega Matteo Gasparini, responsabile della Decima Delegazione Valdossola del Soccorso Alpino – siamo al confine con la Svizzera e possono intervenire, ma nel resto d’Italia?>.

<E’ una questione sentita – spiega il Comandante Spanò di Eliossola – auspichiamo ad una soluzione per il volo a vista notturno>.

A questo problema si aggiunge quello dei costi del servizio degli interventi di soccorso elvetici, che possono anche raggiungere decine di migliaia di euro completamente a carico delle persone infortunate. Per questo motivo è bene che chi pratica la montagna provveda a tutelarsi stipulando apposite polizze assicurative. In caso di possesso della tessera CAI (ed è il caso della comitiva di sette persone che hanno vissuto la disavventura al Monte Massone) si prevede che il pagamento venga anticipato dalle persone coinvolte nell’infortunio che saranno poi rimborsate dall’assicurazione alla quale la Rega provvederà a fatturare direttamente l’importo.

Ovviamente bisogna essere in regola con il tesseramento per fruire di questi servizi.

<Essere iscritti e tesserati al Club Alpino Italiano –spiega Cinzia Vallone del CAI Pallanza – significa essere assicurati in montagna, sulle piste, nei casi di infortunio o di danni ad altri. Ogni sezione del Cai può scegliere le proprie tariffe ma i costi annuali sono sempre molto contenuti. L’invito – chiude Vallone – è quello di fare la tessera per essere sempre protetti nei casi di soccorso>.

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Tragico gesto ad Omegna, suicidio di un 42enne

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Ha deciso di farla finita e si è buttato sotto un treno appena fuori Borca, nel tratto compreso tra Omegna e Pettenasco. Fabio Zennaro, 42 anni, residente a Bagnella, si è suicidato in un modo atroce alle prime luci dell'alba. Un fatto che sembra inspiegabile, anche perchè l'uomo (che sembra vivesse con la madre) aveva trascorso la serata in un bar di Omegna guardando la partita. Nessun biglietto è stato lasciato ai parenti, nessun sentore che lasciasse intendere il tragico fatto avvenuto in nottata. Da tempo Zennaro era disoccupato.

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Grillo chiede di allontanarsi a un operatore del tg3 :) (Video)

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Grillo prima chiede generalita' e poi chiede di allontanarsi dal palco a un operatore del tg3.

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Great motorcycle and other …

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