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Sparito indipendentista sardo, scatta piano antisequestri

Pubblicato su da Grunf

E' ancora un giallo tutto da risolvere il caso della scomparsa dell'indipendentista Salvatore Meloni, noto come "Doddore", del quale non si hanno più notizie dalle 17 di ieri. Polizia e carabinieri hanno lavorato tutta la notte alla ricerca di elementi utili a valutare l'attendibilità del volantino di rivendicazione del sequestro firmato da un gruppo di sedicenti "Guardiani della nazione" che condizionava la liberazione del presidente autoproclamato della Repubblica indipendente di Malu Entu al ritiro della lista Meris presentata da Meloni per il rinnovo del Parlamento. Intanto cresce la preoccupazione per la sorte di Meloni. "Non ci sono novità rispetto a ieri", ha dichiarato il legale dell'indipendentista, Cristina Puddu, che è anche capolista del partito Meris alla Camera ed al Senato, annunciando un comunicato per le prossime ore.

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Flash mob e danze in tutto il mondo per dire no alla violenza sulle donne

Pubblicato su da Grunf

Gruppi di donne in Afghanistan e in India hanno partecipato oggi a dimostrazioni contro la violenza nell'ambito della campagna internazionale «One billion rising» (un miliardo che si solleva) contro la villenza sulle donne, promosso proprio nella giornata di San Valentino. A Kabul decine di attiviste sono scese in strada per marciare e ballare in una manifestazione organizzata da un fronte di 40 associazioni femministe afghane. Hanno voluto richiamare l'attenzione sull'aumento dei crimini contro le donne e chiesto al governo pene più severe.

Diversi «flash mob» (balli improvvisati in luoghi pubblici), concerti di tamburi e processioni si sono tenute anche a New Delhi e a Mumbai. In India c'è ancora commozione e sdegno per la morte della studentessa di 23 anni brutalmente violentata e uccisa da un branco di ubriachi su un autobus della capitale. Kamla Bhasin, che guida la campagna nell'Asia del Sud, ha precisato che sono state coinvolte anche le scuole e le donne tassiste per promuovere il concetto di pari opportunità nel giorno dedicato agli innamorati.

La mobilitazione, che coinvolge anche altre metropoli asiatiche, è partita da un'idea della commediografa americana Eve Ensler, autrice dei «Monologhi della vagina» e si riferisce alla statistica che una donna su tre nel mondo è stata vittima di molestie. Alla campagna ha aderito anche Anoushka Shankar, figlia del famoso sitarista indiano scomparso di recente, che in una intervista ha confessato di aver subito abusi sessuali durante la sua infanzia.

Diverse deputate turche si sono associate all'iniziativa mondiale di protesta contro la violenza alle donne ballando nei locali della Grande Assemblea di Ankara. Al “ballo di solidarietà”, riferisce la stampa turca, hanno partecipato deputate dei quattro partiti rappresentati nel parlamento turco. «Qui non ci sono partiti, siamo tutte una, e diciamo “no” alla violenza contro le donne» ha detto la vicepresidente del partito Akp del premier Recep Tayyip Erdogan, Aysenur Bahcekapili.

In Turchia il problema della violenza alle donne rimane un fenomeno endemico. Secondo un recente rapporto Onu il 39% delle donne ha subito violenze fisiche. I reati di natura sessuale sono aumentati del 400% negli ultimi 10 anni.

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Roma, oggi gli studenti tornano in piazza: corteo non autorizzato

Pubblicato su da Grunf

ROMA - Dopo un autunno caldissimo, scandito dalle dimostrazioni del 5 ottobre, 14 novembre e 6 dicembre, i liceali tornano oggi a manifestare contro le politiche di austerità. Non ci saranno gli universitari, in piena sessione di esami, né i docenti: la piattaforma è stata sottoscritta unicamente dagli studenti medi di 52 istituti romani. L’appuntamento è alle 9 e 30 a Piramide per un corteo non autorizzato il cui percorso, come d’abitudine, verrà concordato metro dopo metro con le forze dell’ordine.

«Questa volta non abbiamo grandi scopi, come palazzi o bersagli da colpire – confida Lucio, studente diciassettenne del Virgilio – Bloccheremo la città per far sentire la nostra voce, questo è quello che ci importa. Eviteremo attentamente lo scontro, l’ultima cosa che vogliamo è essere strumentalizzati in piena campagna elettorale da qualche politico perbenista che vuole farsi bello sulla nostra pelle».

Non ci saranno i consueti e scenografici scudi di libri, persi o distrutti durante i duri scontri del 14 novembre, ma alcuni studenti indosseranno dei caschi: «Nessun casco integrale, solo “scodelle” colorate a sottolineare il loro carattere difensivo». Non è nota la direzione che prenderà la manifestazione anche se, anticipano i giovani: «Non abbiamo nessuna intenzione di fare il solito tragittino da Piramide al ministero dell’Istruzione. La nostra idea sarebbe di dirigerci da viale Aventino verso il centro storico e riprenderci una piazza, ad esempio piazza Venezia o piazza Bocca della Verità, dipende dalle dimensioni del corteo».

Quanto alle motivazioni, queste toccheranno gli stessi temi aperti nell’autunno scorso: «Vogliamo fare sentire la nostra voce in questa campagna elettorale, che parla di tutto meno che dei problemi delle nostre scuole – così Annalisa, del Mamiani – Ma attenzione, non vogliamo chiedere nulla a questo o quel partito perché non ci sentiamo rappresentati da nessuno. Tutti hanno risposto alla crisi con lo smantellamento del welfare appoggiando le politiche di austerity del governo Monti». Nessun cambiamento verrà dalle urne, questa è la loro convinzione: «L’alternativa sta nella lotta – spiegano – non nei seggi elettorali».

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:)

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Nella foresta

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trike … boo la la

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