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8 marzo: visite gratuite per le donne all'ospedale di Novara

Pubblicato su da Grunf

8 marzo: visite gratuite per le donne all'ospedale di Novara

Visite gratis per le donne all'ospedale di Novara il prossimo 8 marzo. Onda, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, in occasione della Festa della donna coinvolge infatti gli ospedali con i Bollini rosa, per offrire servizi gratuiti clinico-diagnostici e informativi alla popolazione femminile (consulenze e colloqui, esami strumentali, conferenze, info point e distribuzione di materiali informativi).

Anche l’azienda ospedaliero-universitaria "Maggiore della Carità", che ha ottenuto la certificazione "Bollini rosa" in qualità di ospedale che riserva particolare attenzione alle specifiche esigenze dell’utenza femminile, aderisce all’iniziativa. Grazie alla disponibilità della struttura Ostetricia e ginecologia, diretta dal professor Alfredo Ercoli, saranno offerte sei visite specialistiche e sei ecografie gratuite previa prenotazione obbligatoria (senza impegnativa del medico curante) al numero verde 800227717.

L’obiettivo di questa iniziativa è promuovere l’attenzione in ambito ginecologico in particolare verso i fibromi uterini che rappresentano una delle patologie ginecologiche benigne più diffuse, con una stima di circa 3 milioni di donne nel nostro Paese. In circa la metà dei casi i fibromi uterini sono asintomatici mentre per il restante 50% sono responsabili di manifestazioni anche importanti che incidono negativamente sulla qualità della vita delle donne.

 

 

 

 

I servizi offerti l’8 marzo 2018 sono consultabili sul sito www.bollinirosa.it con indicazioni su date, orari e modalità di prenotazione.


 

 

 

Potrebbe interessarti: http://www.novaratoday.it/cronaca/visite-gratis-donne-ospedale-novara.html
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Rifiuti nei boschi di Cossato, l’allarme di un lettore: “Una vera discarica abusiva”

Pubblicato su da Grunf

 

Riceviamo e pubblichiamo:  

“Vorrei segnalare la presenza di  quella che purtroppo è diventata una vera discarica abusiva nei pressi di Cossato. Frequentando le aree boschive del Biellese per via della passione per la mountain bike capita costantemente di incontrare luoghi dove vengono scaricati rifiuti di vario genere e quantità. Purtroppo ho notato un luogo che pare detenere un record. Inoltre quest'area viene completamente ignorata dal comune che ne è responsabile. Si tratta di una stradina sterrata che costeggia l'uscita della superstrada in direzione Castelletto Cervo. Segnalo la situazione, con la speranza che si possa spronare chi ha il potere di risolvere il problema a muoversi al più presto. Sottolineo che una buona porzione di rifiuti sembra scaricata di recente ma che l'area dove sono stati lasciati i televisori era cosi già 2 anni fa...”

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Pasticcio del Campidoglio sulle multe: manda cartelle di 15 anni fa ai morti

Pubblicato su da Grunf

In questa storia di “cartelle esattoriali” ci sono di mezzo anche i morti: quasi 7000. Intestatari di una valanga di multe che il Campidoglio ha chiesto di riscuotere, per poi fare, dopo anni e anni, dietrofront. Della serie: “ Fermi tutti non vanno più pagate, perché sono state già saldate”.

Tanta incredibile sciatteria potrebbe quasi far sorridere. Ma c’è da scommettere che quella minacciosa “ busta verde” recapitata nelle case dei romani più che strappare una risata deve aver mandato in bestia le persone. Un mare di persone. Lo sbaglio fatto dal Campidoglio infatti, come si diceva prima, ha coinvolto negli ultimi mesi quasi 7000 famiglie. Vedove, orfani, parenti di qualcuno che dal 2002 in poi aveva beccato un verbale dalla polizia municipale, ma che prima di andarsene per sempre da questo mondo era comunque riuscito a fare una capatina alla posta per compilare il bollettino.
 
Tutto comincia lo scorso settembre, quando l’amministrazione pentastellata chiede all’Agenzia “ Entrate - riscossione”, ovvero quella che fino a un po’ di tempo fa si chiamava Equitalia, di annullare un grandissimo lotto di cartelle. Multe già notificate e messe a ruolo.
Ci si accorge che qualcosa non torna perchè davanti agli sportelli della agenzia comincia un via vai di parenti a spiegare che « Sì, la “ buonanima” ha preso la multa 15 anni fa, ma l’aveva pagata. Ecco la ricevuta».
Un caso, due casi, tre casi... controllando meglio, ci si è accorge che le cartelle con verbali per infrazioni stradali - quindi doppia fila, mancanza del ticket per la fascia blu, posteggio davanti ai cassonetti, passaggi senza rispettare il rosso - erano tutte già saldate. E i contravventori se ne erano andati lassù in pace con la coscienza e con le casse del Campidoglio. Almeno così pensavano. Perché da Natale in poi i familiari del de cuius hanno cominciato a ricevere le notifiche. Con il conseguente
sturm und drang che capita ogni volta che arriva la notifica dentro casa. Che vuol dire cercare tutte le multe pagate, fare mente locale su dove possano essere finite.
Con la pazienza svanisce e la rabbia si fa più grande. “ Ma vatti a ricordare...”.
 
Protagonisti,
 
 a loro insaputa di questo pasticcio, anche gli impiegati dell’ex Equitalia che per il loro ruolo e per input del Campidoglio si sono trovati ad affrontare un lavoro enorme. Ore e ore davanti al computer per inviare le lettere di annullamento.
Gli impiegati dell’Agenzia delle entrate però, posso tirare un sospiro di sollievo: difficilmente il Comune spedirà quelle di scuse.

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A Napoli protesta centri sociali-Casapound. Di Stefano a Renzi e Boldrini: “Vi prenderemo per il cravattino in Parlamento”

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ROMA – “Dobbiamo iniziare a lottare da oggi, portare questo movimento politico in Parlamento a combattere a a lottare duramente”, diceSimone Di Stefano, leader di Casapound, parlando all’Hotel Ramada, a Napoli, parlando a un folto gruppo di sostenitori. Fuori, nei pressi della stazione Garibaldi, i manifestanti antifascisti dei centri sociali protestano contro l’iniziativa elettorale di Casapound. Di Stefano se la prende con la sinistra in Parlamento. “Quando questi vanno in giro a chiedere il voto ai lavoratori – dice- si prendono il voto e la prima cosa che fanno quando vanno al governo e’ lo ius soli. Hanno parlato per due anni di ius soli. Ma ora che arrivano le elezioni, in campagna elettorale la Boldrini e Renzi non ne parlano piu'”.

Di Stefano ancora rivolto a Renzi e Boldrini: “Quando voi prendete i voti degli italiani e poi andate in Parlamento a fare le cose contro gli italiani, senza avere mandato popolare perche’ nessun italiano vi vota per fare lo ius soli, ebbene dovete sapere che noi in parlamento faremo volare le sedie. Mi spiace che la Boldrini si spaventi e dica che non bisogna votarci perche’ bullizziamo i parlamentari. Ma si e’ vero noi andremo in giro per il parlamento e arriveremo da dietro, mentre alla buvette mangiate il tramezzino, dodici ragazzuoli, uomini e donne di Casapound, a prendervi per il cravattino e vi diremo ‘come vi permettete di fare le cose senza mandato popolare?’. Altrimenti prendessero i voti per fare lo ius soli. Ma i colpi di Stato bianchi con noi in Parlamento saranno impossibili”.

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Eccoli i manifestanti "democratici"

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Accertamenti fiscali: tre movimenti sicuri per non insospettire l’Agenzia delle Entrate

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Ci scrivono molti utenti che hanno ricevuto o temono di ricevere accertamenti fiscaliper sapere come fare ad evitarli o superarli senza sanzioni e conseguenze. Per rispondere partiamo da un quesito di base: con quale criterio l’Agenzia delle Entrate controlla i conti correnti? In altre parole: quali operazioni insospettiscono il Fisco? Ecco tre consigli per evitare di essere individuato come contribuente sospetto: uno riguarda i versamenti, uno i risparmi depositati e uno i bonifici.

Versamenti sul conto: come evitare controlli fiscali
 

Il primo consiglio è quello di evitare di versare sul proprio conto soldi di cui non è possibile dimostrare la provenienza. Non importa se sono stati i vostri genitori a donarvi in buonissima fede questi importi.

Bonifici: quali fanno scattare gli accertamenti del Fisco

Allo stesso modo si può essere portati a pensare che i bonifici che insospettiscono il Fisco siano solo quelli di alto importo e verso destinatari non imparentati. In realtà anche il passaggio di soldi tra familiari e parenti deve essere giustificabile.

Risparmi sul conto: chi non preleva ha altre entrate?

Il terzo e ultimo consiglio riguarda i prelievi. Molto spesso infatti i contribuenti fanno attenzione a giustificare i soldi in entrata o in uscita, cosa che, come appena visto, è sicuramente saggia.
Prelievi di importi medio-alti, soprattutto se ripetuti nel tempo, possono celare operazioni in nero e rappresentare quindi movimenti sospetti.
Ma attenzione perché anche la mancanza di transazioni sul conto può insospettire il Fisco. E’ lo strumento di controllo del 
Risparmiometro. Il ragionamento alla base è intuitivo: chi ha molti risparmi da parte e non ha bisogno di attingere ad essi per affrontare le spese della vita quotidiana, evidentemente può contare su altre entrate. La presunzione è che queste siano entrate da lavoro o affitto in nero. Spetta al contribuente soggetto ad accertamenti fiscali l’onere di dimostrare il contrario.

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Torino, biancheria intima cinese spacciata per Made in Italy: sequestro

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L’etichetta parlava di articoli «Made in Italy», realizzati con tessuti di ottima qualità. Tutto falso: la merce, migliaia di capi di biancheria intima, proveniva dalla Repubblica Popolare Cinese. È la scoperta della guardia di finanza di Torino. L’operazione ha avuto inizio nelle scorse settimana quando, in un negozio del quartiere Madonna di Campagna a Torino, all’interno di un centro commerciale gestito da imprenditori cinesi, è stato effettuato un primo consistente sequestro di merce contraffatta. Sugli imballi erano state riportate, falsamente, indicazioni merceologiche sulla provenienza e sull’origine italiana dei prodotti, incorniciate, anche da simbologie, inequivocabili, come le bandiere tricolori.

Le indagini hanno portato i Finanzieri torinesi sino in Lombardia: ad Agrate Brianza (Mb) e a Cernusco sul Naviglio (Mi), sono stati perquisiti 8 depositi dove la merce contraffatta veniva periodicamente stoccata. Oltre 450.000 gli articoli sequestrati per frode in commercio anche in relazione alla legge che tutela l’Italianità dei prodotti. Valore della merce: alcuni milioni di euro. Quattro gli imprenditori di origine cinese che, oltre ad essere stati sanzionati per migliaia di euro, sono stati denunciati all’autorità giudiziaria torinese per frode in commercio.

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Quando sei un Europeista convinto....

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Quando sei un Europeista convinto....
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Torino: il divieto d'accesso per gli italiani

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Tentato stupro in città. «I profughi se ne devono andare»

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