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PELLICCIA TOSSICA, IL GUFO RITIRA DAI NEGOZI IL CAPO CONTAMINATO

Pubblicato su da Grunf

PRIMO RISULTATO DELLA CAMPAGNA AVVIATA DA LAV

A distanza di meno di 24ore dal lancio di "Toxic Fur" (www.nonlosapevo.com), la nuova campagna anti-pellicce della LAV sulle sostanze tossiche trovate in alcune pellicce per bambini sottoposte ad analisi di laboratorio, una delle 5 aziende coinvolte, "Il Gufo", ha emesso un comunicato stampa (http://www.ilgufo.it/news/sostanze-tossiche-su-pellicce-da-bambini.html) con cui annuncia l'immediato ritiro dal mercato del prodotto contaminato.

Si tratta del "Giaccone piuma" (codice mod. A12GM027EC100/100) con inserto in pelliccia di Murmasky (cane-procione), per bambino di 18 mesi, di cui la LAV ha sottoposto un campione della componente di pelliccia animale ad analisi eco-tossicologiche.

I test effettuati dal laboratorio di analisi chimiche dell'Istituto Buzzi di Prato, hanno rilevato la presenza di Formaldeide in quantità fino a 10 volte superiore a quanto previsto dai più rigorosi standard industriali di sicurezza, oltre ad altre sostanze classificate come tossiche o possibili cancerogeni tra cui Pentaclorofenolo, Nonilfenolo Etossilato, Cromo, Piombo, Alluminio, Idrocarburi Policiclici Aromatici (Fenantrene e Naftalene).

"Quella de "Il Gufo" è una decisione responsabile – dichiara Simone Pavesi, responsabile LAV Campagna Pellicce – Ma per evitare d'incorrere nuovamente in un rischio 'tossico' è necessario rinunciare definitivamente all'uso di pelliccia animale: una scelta che avrebbe un grande valore sia ambientale che etico".

La filiera di produzione dell'industria della pellicceria prevede necessariamente l'impiego di sostanze classificate anche come CMR – cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione – e che, inevitabilmente, lasciano tracce anche significative nel prodotto finito, con possibili conseguenze per la salute di chi lo indossa.

La LAV invita l'azienda "Il Gufo" ad adottare una politica aziendale fur-free anche tramite l'adesione allo Standard Internazionale Fur-Free, promosso gratuitamente in Italia dalla LAV per conto della Fur Free Alliance (coalizione di organizzazioni impegnate nel mondo contro lo sfruttamento degli animali per la loro pelliccia) ed al quale hanno già aderito importanti firme, tra le più recenti, Elisabetta Franchi.