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Perugia, truffa di 600mila euro ai finanziamenti regionali per le imprese

Pubblicato su da Grunf

Una truffa doppia. Quella di alcuni piccoli imprenditori che accedono a finanziamenti regionali per acquistare macchinari che poi rivendono quasi subito, chiudendo bottega e tenendosi i soldi, e quella di una società di intermediazione romana con cui la Regione Umbria aveva stipulato 40 polizze a garanzia di altrettanti finanziamenti erogati. Il volume della truffa scoperto dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Perugia è di almeno 600mila euro.

Truffa aggravata, insolvenza fraudolenta, occultamento e distruzione delle scritture contabili, oltre alla segnalazione alla procura regionale della Corte dei conti per l'eventuale danno erariale: queste le accuse per cui sono state denunciate cinque persone, quattro italiani e uno straniero, reponsabili della società finanziaria che all'epoca della stipula delle polizze aveva sede a Roma prima di svuotarla di soldi e beni e trasferirla in Montenegro.

I finanzieri hanno svolto l'indagine sulla società in questione, appurando che aveva emesso in favore della Regione Umbria, 40 polizze fideiussorie a garanzia di finanziamenti erogati a piccole e

medie imprese per agevolare e favorire l'occupazione giovanile. Ma i requisiti di legittimazione del finanziamento vengono meno quando dalla Regione si accorgono che buona parte dei progetti finanziati sono serviti ai piccoli artigiani beneficiari (tutti della provincia di Perugia) per acquistare macchinari per le loro attività che vengono quasi subito rivenduti prima di chiudere bottega e tenersi il malloppo.

La Regione avvia quindi il recupero del contributo che però non va a buon perchè, spiega la Gdf, la società finanziaria si rende irreperibile. Le fiamme gialle accertano che i legali rappresentanti della società intermediaria, avvicendatisi nel tempo, l'hanno svuotata finanziariamente e trasferito la sede in Montenegro per sottrarsi alla procedura

fallimentare.

Da qui le denunce dei cinque amministratori. La Finazna sta ancora compiendo accertamenti per ricostruire la situazione patrimoniale della società e dei suoi amministratori.

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