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REGNO UNITO, IL GREAT BRITISH CIRCUS RINUNCIA AI GRANDI FELINI

Pubblicato su da Grunf

ERA L'ULTIMO CHE SFRUTTAVA QUESTE SPECIE

Con il "Great British Circus", che in questi giorni ha rinunciato all'impiego di grossi felini nei propri spettacoli, cade definitivamente un tabù: in Inghilterra non ci sono più circhi viaggianti che sfruttano esemplari appartenenti a queste specie. Ma non è tutto perché, come reso noto dal "Guardian", quest'anno sono soltanto due le insegne circensi ad avere richiesto la licenza per la detenzione di animali selvatici o esotici (cammelli, zebre, renne, ad esempio). Questo passaggio, secondo molti analisti autorevoli, potrebbe prefigurare lo stop definitivo al circo con animali.

"Del resto – spiega il direttore scientifico dell'Enpa, Ilaria Ferri -, esiste un preciso impegno in tal senso preso dal precedente governo a maggioranza laburista; un impegno che, l'attuale esecutivo liberal-conservatore ha detto di voler mantenere. In Inghilterra, come in altri Paesi europei, tra cui il nostro, sono cambiati gli orientamenti dell'opinione pubblica, sempre più contraria all'uso di animali negli spettacoli circensi".

"Tuttavia, a differenza di altre realtà e nonostante le numerose sollecitazioni delle associazioni animaliste e della società civile - prosegue Ferri -, il governo italiano non ha ancora preso posizione in merito. Le amministrazioni locali, invece, si sono dimostrate molto virtuose emanando provvedimenti restrittivi per l'attendamento di circhi che, lo ricordo, grazie ai fondi del Fus vivono anche sulle spalle di tutti contribuenti italiani. Perfino di quelli che vogliono finirla con lo sfruttamento degli animali".

"Detenuti in gabbie incompatibili con le loro esigenze etologiche, costretti a forme di addestramento violente e deprivanti, obbligati a sopportare viaggi lunghi e sfiancanti da una tournée all'altra, per gli animali il circo è solo maltrattamento. Inoltre, mostrare ai bambini animali così umiliati e ridotti in tali condizioni mortificanti, non solo è incivile ma per nulla educativo".

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