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brutalità della polizia a Milano

Pubblicato su da Grunf

24/2/13 Police brutality in Milan, Italy, to stop three young women belonging to the group Femen, who have attempted to contest Silvio Berlusconi.

24/2/13 brutalità della polizia a Milano, Italia, per fermare tre giovani donne appartenenti al gruppo Femen, che hanno tentato di contestare Silvio Berlusconi.

brutalità della polizia a Milano

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Vittime del bullismo da piccoli, ansiosi e depressi da adulti

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Derisi, vessati, spesso malmenati e quasi sempre senza motivo (ammesso che esistano motivi per cui comportamenti del genere siano "giustificabili") se non la "colpa" di essere più deboli, meno belli, con gli occhiali o troppo grassi o bassi; comunque non rispondenti ai canoni del "più forte", non accettati e magari troppo timidi per difendersi. Sono le vittime del bullismo e secondo uno studio della Duke University a Durham (Carolina del Nord), vivono un trauma che non se ne va via crescendo ma che li avvia a un futuro di adulti ansiosi, con disturbi depressivi, attacchi di panico e possibili intenzioni suicide.

LO STUDIO - È il risultato di uno studio svolto su 1.420 giovanissimi dai 9 ai 13 anni, e pubblicato sulla rivista JAMA Psychiatry. Basati su oltre 20 anni di dati raccolti, si tratta dei risultati più completi e definitivi oggi disponibili sulle conseguenze a lungo termine del bullismo: le "ferite", quelle non visibili, lasciano segni indelebili che il bambino si porta dentro anche da adulto. Gli esperti hanno seguito il campione monitorandone lo stato di salute ogni anno fino al raggiungimento dell'età adulta. I soggetti sono stati intervistati per raccogliere dati su eventuali atti di bullismo di cui fossero stati vittima. Il 26% di loro, maschi e femmine in uguale misura, ha dichiarato di aver subito qualche sopruso da coetanei e alcuni sono stati sia vittime sia perpetratori di atti di bullismo. Considerando tutti i fattori indipendenti (problemi in famiglia, stato socioeconomico del nucleo di appartenenza e altro) che potevano inficiare il dato, è emerso in modo conclusivo che le vittime di bullismo sono a maggior rischio di soffrire di svariati disturbi psichiatrici da adulti, dalla depressione all'ansia generalizzata, dagli attacchi di panico all'agorafobia. Alcuni hanno pensieri suicidi. Anche i bulli possono risentire a lungo termine del proprio comportamento e divenire adulti con disturbo antisociale o a loro volta depressi. «I danni psicologici del bullismo non vano via perché una persona cresce e non è più vittima dei bulli - rileva William Copeland del dipartimento di psichiatria e scienze del comportamento dell'ateneo Usa -. È qualcosa che resta con loro». Combattendo il bullismo, quindi, si potrebbe prevenire un'ampia serie di problemi individuali e sociali.

IN ITALIA - Per restare invece alla realtà del nostro Paese, si può citare una recente indagine nazionale della Società Italiana di Pediatria ("Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani"), secondo cui quasi la metà dei ragazzini (45,5%) ha assistito ad episodi di bullismo, oltre uno su tre (34,2%) li ha subiti personalmente o ha un amico che ne è stato vittima attraverso internet (Facebook, chat, YouTube). Mentre il bullismo nella sua forma classica spaventa meno - a dichiarare di aver assistito ad atti di bullismo è complessivamente il 54% del campione, contro il 61,5% registrato nel 2011 e il 75% del 2008 - cresce in modo preoccupante il cyberbullismo, ovvero persecuzioni, offese e molestie perpetrate in Rete, soprattutto attraverso i social network. Lo registra il 43% degli adolescenti, percentuale che sale al 62% tra i grandi utilizzatori del web. Il cyberbullismo può avere ripercussioni negative sulla vittima anche peggiori rispetto al bullismo tradizionale, perché la persecuzione mediatica non è circoscritta a un singolo ambiente (la scuola, la palestra) al di fuori del quale la vittima può avere un suo "riscatto", ma raggiunge tutti gli "ambienti di riferimento" dell'interessato, spiega Giovanni Corsello, presidente Sip.

CYBERBULLISMO - Non meno preoccupanti i dati di un'altra indagine sul cyberbullismo, "I ragazzi e il cyberbullismo" realizzata da Ipsos per Save the Children: secondo questa ricerca la vittima del cyberbullo è scelta perché "diversa", per il suo aspetto estetico (67%), per la timidezza (67%), per il suo supposto orientamento sessuale (56%), perché straniera (43%), per il suo abbigliamento non convenzionale (48%), per la bellezza femminile che "spicca" nel gruppo (42%), e persino perché disabile (31%). Tra gli atti di cyberbullismo più diffusi c'è il furto di e-mail, profili, o messaggi privati per poi renderli pubblici (48%), oppure sms/mms/e-mail aggressivi e minacciosi (52%), la creazione di gruppi "contro" su un social network per prendere di mira qualcuno (57%), la diffusione di foto e immagini denigratorie o intime senza il consenso della vittima (59%). Ma la modalità d'attacco preferita dai giovani cyberbulli è la persecuzione della vittima attraverso il suo profilo su un social network (61%). L'invasività del cyberbullismo e l'anonimato di cui può godere il "carnefice" rende il fenomeno ancora più pesante e traumatico per le giovani vittime.

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Antitrust boccia le tariffe Rc auto: In Italia le più care d'Europa Consumatori: stop appelli, ora sanzioni

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ROMA - I premi Rc auto sono in Italia in media più elevati e crescono più velocemente rispetto a quelli dei principali Paesi europei: è quanto emerge da un'indagine Antitrust sul settore. Il premio medio è più del doppio di quelli di Francia e Portogallo, supera quello tedesco dell'80% circa e quello olandese di quasi il 70%.

La crescita dei prezzi per l'assicurazione sul periodo 2006-2010, rileva il Garante per la concorrenza, è stata quasi il doppio di quella della zona Euro e quasi il triplo di quella registrata in Francia. Anche per quanto riguarda la frequenza sinistri e il costo medio dei sinistri, il costo è in Italia tra i più elevati tra i principali Paesi europei: in particolare, la frequenza sinistri è quasi il doppio di quella in Francia e in Olanda e supera di circa il 30% quella in Germania; il costo medio dei sinistri in Italia supera quello della Francia di circa il 13%, quello della Germania di oltre il 20% ed è più del doppio di quello del Portogallo. Tuttavia. il numero delle frodi accertate ai danni delle compagnie in Italia appare quattro volte inferiore a quello accertato dalle compagnie nel Regno Unito e la metà di quello accertato in Francia.

Antitrust: riforma del risarcimento diretto e più mobilità. Riformare il sistema del risarcimento diretto e introdurre nuovi modelli contrattuali finalizzati al controllo dei costi per ridurre i premi. Facilitare la mobilità tra una compagnia e l'altra, introducendo sistemi di confronto semplici e rivedendo il meccanismo delle classi di merito interne. E' questa la ricetta dell'Antitrust per ridurre il costo delle polizze Rc auto, a chiusura dell'indagine conoscitiva sul settore. Secondo l'Antitrust, l'introduzione del risarcimento diretto nel 2007 non ha portato benefici significativi in termini di concorrenza. L'indagine conferma, infatti, analizzando le polizze reali, aumenti molto forti successivi all'introduzione del risarcimento diretto.

I più penalizzati. I pensionati con vetture di piccola cilindrata, i giovani con ciclomotori e i quarantenni con i motocicli sono le categorie di assicurati per le quali i premi sono cresciuti in gran parte delle province incluse nel campione analizzato. Ad esempio, gli aumenti annui medi delle polizze a livello provinciale sul periodo 2007-2010 hanno raggiunto il 20% all'anno nel caso di un neo-patentato con un'autovettura di piccola cilindrata, il 16% all'anno per un quarantenne con un'autovettura di media cilindrata, il 9-12% all'anno per un pensionato (donna o uomo) con un'autovettura di piccola cilindrata, il 12-14% all'anno per un diciottenne (donna o uomo) con un ciclomotore e superato il 30% annuo per un quarantenne (donna o uomo) che assicura un motociclo.

Le province nelle quali sono stati riscontrati gli aumenti più significativi sono localizzate nella gran parte dei casi nel Centro-Sud Italia; tali province si caratterizzano, infatti, per una crescita dei premi superiore a quella riscontrata nel Nord Italia.

L'Antitrust propone quindi di modificare il sistema del risarcimento diretto introducendo meccanismi che incentivino il controllo dei costi da parte delle compagnie assicurative, per recuperare efficienza e trasferirne i benefici ai consumatori in termini di premi più bassi. Fondamentale prevedere, inoltre, nuovi modelli contrattuali che consentano, a fronte di sconti consistenti da garantire all'assicurato, la riduzione dei costi tramite lo sviluppo del risarcimento in forma specifica o dietro fattura.

Per stimolare la mobilità degli assicurati tra una compagnia e l'altra (ancora bassa e pari a circa il 10%, anche perché cambiando assicurazione il cliente viene inserito in classi interne più svantaggiate rispetto a quella di provenienza), l'Antitrust chiede quindi di sviluppare la figura dell'agente plurimandatario e di favorire lo sviluppo di nuovi ed efficaci strumenti on line utili alla comparazione.

Consumatori: passare dalle indagini alle sanzioni. Passare dalle indagini alle sanzioni. A chiederlo sono Adusbef e Federconsumatori dopo i risultati dell'indagine Antitrust. «Cosa hanno fatto le dormienti Autorità vigilanti, come Isvap-Ivass e la stessa Antitrust, che oltre alle indagini conoscitive avrebbero il potere sanzionatorio, per impedire il sistematico saccheggio a danno degli assicurati? - si chiedono le associazioni - Con tutto il rispetto per l'Antitrust, non c'è più tempo né per gli appelli alla moderazione tariffaria, tantomeno per la documentazione elaborata dagli uffici studi che si tramutano nelle solite indagini conoscitive, è arrivato il momento di sanzionare comportamenti da rapina a danno dei cittadini».

Codacons: con il caro-polizza 4 milioni di auto non assicurate. «La Rc auto è in Italia una vera e propria emergenza, al punto che ormai molti cittadini scelgono di non assicurare la propria autovettura, non potendo permettersi tariffe abnormi»: lo afferma il Codacons, calcolando che sulle strade italiane circolano oggi tra i 3,5 e i 4 milioni di automobili sprovviste di copertura assicurativa. In base alle stime dell'associazione, negli ultimi 18 anni, dal 1994 a fine 2012, il costo di una polizza è aumentato in Italia di oltre il 200% e ulteriori incrementi fino al 6% sono previsti per il 2013.

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Treviso, stupro: arrestato maestro scuola guida

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Un istruttore di una scuola guida èstato arrestato dai Carabinieri di Castelfranco Veneto (Treviso) per violenza sessuale nei confronti di 18 giovani trevigiane che partecipano ai corsi per conseguire la patente B. L'uomo, dipendente del Comune di Crespano del Grappa (Treviso), nel tempo libero esercitava la professione di insegnante di guida presso una scuola locale.

LA DENUNCIA DI DUE GIOVANI. Le indagini sono iniziate dopo la denuncia di due giovani che hanno riferito ai carabinieri che quando erano alla guida dell'auto l'istruttore andava oltre il suo ruolo, venendo molestate sessualmente con atti che non lasciavano dubbi di interpretazione. L'Arma ha così svolto una serie di accertamenti che hanno confermato quanto dichiarato nelle denunce, scoprendo che oltre alle due giovani c'erano altre 16 vittime delle violenze sessuale del 48enne, che è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione della magistratura trevigiana.

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GREEN HILL, L'ULTIMO SOSPETTO: CAGNE DOPATE PER FARE PIU' CUCCIOLI

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ANOMALIE NELL'ESTRO NOTATE DALLE FAMIGLIE AFFIDATARIE

E' davvero inquietante l'ultimo sospetto che aleggia sui responsabili di Green Hill: aver "dopato" le fattrici dell'allevamento per incrementarne la fertilità e quindi la "produttività". Molte delle cagnoline date in affidamento, infatti, vanno in calore una volta al mese invece che una, o al massimo, due volte l'anno, come sarebbe normale. Lo scrive "Il Giorno", citando "informazioni incrociate" che stanno pervenendo dcalle associazioni animaliste, che a loro volta raccolgono segnalazioni e certificati veterinari rilasciati alle famiglie affidatarie. Allo strano ciclo delle cagnoline è associato anche uno stato di prostrazione che ha indotto un invecchiamento precoce. Probabilmente tutti questi elementi renderanno più corposo il fascicolo del pm Cassiani, che già accusa i titolari di uccisioni senza necessità e di maltrattamento sotto varie forme.

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Ammazzato di botte in cella a 26 anni Il video choc che sconvolge il Belgio (video)

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Piange, si dispera, urla. Jonathan Jacob, 26 anni, è completamente nudo, in una cella angusta di Mortsel, in provincia di Anversa. Poi, sale sulla brandina sporca, si rifugia in un angolo attaccandosi a una parete mentre gli agenti, una decina, entrano in cella lanciando un razzo luminoso. In pochi secondi gli sono addosso in cinque o sei. Jacob scompare sotto il peso di manganellate e scudi degli agenti, casco in testa e equipaggiamento antisommossa. Alla fine, una macchia di sangue resta sulla parete, mentre gli uomini somministrano al giovane un'iniezione. Poi, quando tutto finisce, un medico entra in cella. Ma è troppo tardi: Jacob è morto. Era gennaio 2012, ma le immagini, raccapriccianti e violente, sono state mandate in onda per la prima volta solo ieri sul canale di lingua fiamminga «Vrt», durante un reportage del programma «Panorama». Un video choc, visibile online, che ha sconvolto il Paese.

AGGRESSIVO - Fermato per strada dalla polizia a Mortsel perchè sotto l'effetto di anfetamine, il giovane Jonathan Jacob, originario di Affligem, mostrava un comportamento aggressivo. Un parere medico aveva consigliato il ricovero dell'uomo in un ospedale psichiatrico, ma il direttore del nosocomio locale aveva rifiutato l'internamento. Così il giovane era stato condotto in cella, dove la polizia di Mortsel chiese «aiuto» all'equipe d'assistenza speciale della polizia di Anversa.

EMORRAGIA INTERNA - L'autopsia ha stabilito che la causa del decesso di Jacob è stata un'emorragia interna, provocata dalle percosse ricevute dai poliziotti. Un agente e il medico dell'ospedale psichiatrico sono stati rinviati a giudizio: il primo per le botte, il secondo per omissione colposa.

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ROMANIA, APPELLO DELL'OIPA CONTRO LA STRAGE DEI RANDAGI A BRASOV

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IN OCCASIONE DEI GIOCHI OLIMPICI GIOVANILI

Nella regione di Brasov, in Romania, le autorità locali non gradiscono i cani nelle strade. Infatti, negli ultimi anni, 30.000 cani sono stati uccisi in quest'area, utilizzando come pretesto il pericolo per la popolazione, la rabbia, le lamentele dei cittadini e così via. L'Oipa continuerà a fare pressione sulle autorità locali romene, chiedendo loro di mettere in atto misure civili e rispettose per controllare la popolazione randagia, lanciando campagne di sterilizzazione, costruendo canili no-kill e promuovendo le adozioni. Per inviare una mail di protesta http://www.oipa.org/italia/2013/appelli/brasov_petizione.html.

La città di Brasov ospita in questi giorni i Giochi Olimpici Giovanili Europei e si concluderanno il 22 febbraio. Ancora una volta gli animali vengono maltrattati ed uccisi per mostrare a turisti, atleti, mass media e personaggi famosi che le città rumene sono "pulite e sicure".

In realtà, i cani vengono brutalmente catturati dalle strade e rinchiusi all'interno dei canili. Nella regione ci sono due canili principali, a Brasov Stupin e a Rasnov. Il primo è tristemente noto per essere una cosiddetta "killing station" sin dal 2003. Qui, centinaia di cani si trovano in condizioni igieniche pessime che spesso ne causano la morte. Cani di sesso e taglia diversi si trovano a condividere spazi ristretti, senza alimentazione regolare, cure mediche né registrazione.

Il direttore dei cacciatori di cani, Flavius Barbulescu, già denunciato per crudeltà verso gli animali, ha siglato accordi con alcuni comuni limitrofi a Brasov, che non possiedono un canile proprio, per accalappiare e uccidere i randagi. Sembrerebbe che questi accordi portino un introito considerevole alle casse della città di Brasov e ovviamente sono sempre gli animali a pagare il prezzo più alto. La maggior parte dei cani viene portata al canile Stupin, ma ciò che avviene in seguito non è noto.

Il numero di cani catturati, inoltre, è manipolato per ottenere vantaggi economici. I documenti per la Protan, la compagnia che si occupa dello smaltimento delle carcasse, sono redatti dagli stessi dog catchers che quindi fanno un conteggio approssimativo del peso dei corpi, cercando di farlo combaciare con il numero di cani che sostengono di aver catturato. In realtà però, catturano la metà di quel numero. L'obiettivo dei cacciatori è che i randagi rimangano nelle strade, soprattutto quelli considerati "aggressivi", in modo da continuare ad assicurarsi il lavoro per "risolvere" il problema.

La maggiore manipolazione però proviene dai mass media. Infatti, molte emittenti televisive sottolineano la pericolosità dei randagi mostrando dubbi episodi di persone attaccate da cani.

Il 5 febbraio 2013 l'associazione animalista tedesca Bund gegen Missbrauch der Tiere e.V. (BMT), che ha condotto campagne di sterilizzazione nell'area di Brasov, ha organizzato una protesta dinanzi all'ambasciata rumena a Berlino per chiedere lo stop delle violenza sui cani randagi.

I rappresentanti dell'ONG National Federation for Animal Protection (FNPA) stanno facendo pressione sulle autorità locali, recandosi presso la Direzione Veterinaria e facendo reclami per le pessime condizioni in cui si trovano i cani nei canili e i terribili trattamenti riservati ai cani. Con un accordo, la Polizia ha assicurato che ispezionerà periodicamente il canile di Brasov e ne controllerà le attività.

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Usa: muore giovane down, accuse alla polizia

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La polizia del Maryland è finita sotto accusa per la morte di Robert Ethan Saylor, un ragazzo 26enne affetto da sindrome di Down, durante un arresto. Come riporta oggi il Washington Post, al centro della vicenda, che è ora oggetto di un'inchiesta penale, vi sono due agenti della contea di Fredrick, che erano stati chiamati dal proprietario di un cinema che si lamentava del fatto che Saylor avesse visto più di una volta lo stesso film, senza pagare un altro biglietto, e si rifiutava di lasciare la sala.

Robert Saylor adorava le forze di polizia, al punto che ogni tanto chiamava il 911 solo per poter parlare con gli agenti, ed era un grande appassionato della serie televisiva “NCIS”. In tutta America ora la gente si chiede: Come è potuto accadere che un ragazzo down sia morto a seguito di un incontro con le persone che idolatrava?

Un agente della polizia della contea di Frederick ha dichiarato che Saylor stava guardando “Zero Dark Thirty” al cinema e che, appena è finito, ha voluto riguardarlo senza pagare un altro biglietto. Quando si è rifiutato di lasciare il cinema, uno degli addetti alla sicurezza ha chiamato le forze dell’ordine chiedendo loro di intervenire.

Quello che è successo dopo è ora sotto investigazione. Una portavoce dell’ufficio dello sceriffo ha spiegato che Saylor ha insultato gli agenti, che non indossavano l’uniforme, e ha cominciato a colpirli con calci e pugni. Gli agenti a quel punto lo hanno immobilizzato usando tre paia di manette legate insieme e lo hanno scortato fuori. A un certo punto Saylor si è sentito male ed è crollato al suolo, poco dopo è stato dichiarato morto.

Pochi giorni dopo il medico legale ha indicato l’asfissia come causa di morte del ragazzo e sono cominciate le accuse verso gli agenti di polizia. La giustizia americana ora dovrà rispondere alla domanda che si fanno i genitori di Saylor: come è possibile che un giovane che amava e si interessava così tanto delle indagini di polizia sia diventato l’oggetto di una queste?

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Tre sorelline stuprate e uccise, popolazione in rivolta

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NEW DELHI - La violenza sessuale non trova limiti in India dove tre sorelline di undici, nove e sei anni sono state sequestrate, violentate, uccise e gettate in un pozzo in un villaggio rurale dello Stato centrale di Maharashtra, provocando la rivolta della popolazione locale che ha chiesto la pena di morte per i colpevoli.

Dal mortale stupro due mesi fa di una ragazza di 23 anni a New Delhi da parte di un branco, i media hanno cominciato a dare un'attenzione sempre maggiore ai molti episodi di questo tipo che avvengono in ogni angolo del Paese, scoperchiando un vaso di Pandora da troppo tempo tenuto gelosamente chiuso. Così tv, radio e giornali hanno cominciato a registrare quotidianamente un'agghiacciante contabilità di atti di violenza sulle donne che ha portato alla scoperta di una vera e propria patologia sociale difficile da curare nel breve periodo.

È anche per questa nuova presa di coscienza che la vicenda delle tre sorelline del villaggio di Murmadi, nel distretto di Bhandara, è potuta venire alla luce. Ed ha prodotto una rivolta popolare, il siluramento di Prakash Munde, capo della polizia locale, e l'intervento del 'chief minister' (governatore) del Maharashtra, Prithviraj Chavan e del suo ministro dell'Interno.

Le bambine, hanno riferito i media, sono scomparse all'improvviso dalla loro scuola giovedì scorso, spingendo i famigliari a denunciare il fatto alla polizia che ha cominciato le ricerche nella zona ed ha trovato, due giorni dopo, i loro cadaverini in fondo ad un pozzo non lontano dalla casa dove abitavano. Sui particolari del rinvenimento, le notizie sono confuse. Ma secondo la fonte più attendibile, sono state tre ciabattine ed alcune bottiglie di alcool vuote vicino al pozzo a lasciar intuire agli agenti la terribile fine delle bambine.

L'autopsia ha confermato l'esistenza di "atti sessuali contro natura" prima dell'assassinio. Sotto la pressione della popolazione che ha bloccato anche la statale n.6 che passa vicino al villaggio, la polizia ha intrapreso una autentica 'caccia all'uomo' per catturare gli assassini interrogando oltre 100 persone di cui due sono state fermate.

Un investigatore ha rivelato che la pista seguita finora porterebbe ad una rivalità fra famiglie di cui le piccole innocenti avrebbero fatto le spese. Da parte sua il quotidiano The Indian Express ha ricordato che le bimbe erano orfane del padre, morto tempo fa, e rimanevano spesso sole mentre la madre lavorava in una modesta fabbrica di biscotti della zona.

Vista l'attenzione riservata dai media alla vicenda, e la rabbia popolare esistente, il 'chief minister' Chavan ha deciso di gestirla personalmente. In un comunicato ha definito l'incidente "deplorevole e doloroso" e rivolto un appello alla gente a mantenere la calma e a cooperare con le forze dell'ordine". Per la madre delle bambine, ha disposto la concessione della somma di un milione di rupie (13'800 euro).

Da parte sua il ministro dell'Interno del Maharashtra, Praful Patel, ha visitato la famiglia delle vittime ed ha sostenuto che di fronte a simili comportamenti per i colpevoli, come chiede la gente, "la pena di morte è l'unica soluzione".

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Addio all'orso trentino M13, ucciso in Svizzera :((( Il Wwf: Abbattuto troppo presto

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L'animale si era risvegliato da poco dal letargo. Tam tam dei fan su Facebook: «Ora nessuno ti farà più del male»

M13 non c'è più. Originario del trentino, l'orso è stato abbattuto in Svizzera, in Val Poschiavo, nel cantone dei Grigioni. Reduce da un lungo letargo invernale, l'animale si era risvegliato e si era presumibilmente messo subito alla ricerca di cibo. Niente di male, se non che per le sue «escursioni» il plantigrado aveva scelto di avvicinarsi «pericolosamente» ai centri abitati, suscitando il panico tra la popolazione. L'ultimo avvistamento era avvenuto qualche giorno fa da parte di ragazzina di 14 anni: nessun contatto «fisico» ma tanta paura, fino al punto del ricovero in ospedale, in stato di shock.

WWF - Il Wwf ha criticato le autorità svizzere per l'abbattimento che, secondo gli ambientalisti della sezione austriaca - sarebbe «avvenuto troppo presto. Andavano invece intensificate le azioni di dissuasione». «L'orso è morto perchè non era accettato in Val Poschiavo a causa della mancata informazione della popolazione». Le autorità svizzere difendono l'abbattimento, che sarebbe stato «inevitabile». «L'orso - affermano - seguiva gli uomini fino nei centri abitati e non mostrava paura nonostante gli interventi di dissuasione».

LUTTO - Oggi tra i «fan» dell'orso è un giorno di lutto. Su Facebook, il tam tam tra i membri del gruppo «Emme Tredici», che conta oltre 3.700 fan, si è scatenato immediatamente. «Vergogna! Bastava donarlo al Trentino, dove da sempre e felicemente convivono con numerosi orsi» polemizza qualcuno. Per tutti vale la stessa consolazione: «Adesso nessuno ti farà più del male».

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