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Napoli: auto scorta sindaco in divieto sosta, ma carro attrezzi non la porta via

Pubblicato su da Grunf

Polemiche per l'auto della scorta del sindaco Luigi De Magistris trovata in divieto di sosta in via Monte di Dio nel centro di Napoli. Qualcuno ha chiesto l'intervento del carro attrezzi che e' arrivato poco dopo per prelevare la vettura in questione. Ma, quando gli addetti alla rimozione si sono accorti che l'auto era della scorta del sindaco hanno evitato di rimuoverla.

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Emergenza stupri al Cairo, donne contro Morsi scenderemo in strada nude (Video)

Pubblicato su da Grunf

Un corteo di donne viene protetto da uno speciale servizio d'ordine a piazza Tahir al Cairo.

L'Egitto post rivoluzionario è un pericolo per le giovani manifestanti anti-Morsi.

Dopo l'invito di un predicatore salafita a violentare le donne che scendono in piazza, gli stupri di sono quasi una costante a margine delle manifestazioni e in molte accusano direttamente il presidente egiziano:

"Se i Fratelli Musulmani non lasceranno il potere, le donne egiziane scenderanno in strada nude - dice una giovane del Cairo - non abbiamo paura di nessuno e resteremo in strada fino alla caduta di Morsi".

La strategia del terrore non ha intimorito la donne egiziane: sono nate numerose organizzazioni a difesa delle manifestanti e l'associazione Guardie del corpo di piazza Tahrir ha organizzato anche dei corsi di autodifesa.

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SAN MARINO, DUE CUCCIOLI IN GABBIA E SUINI MALTRATTATI: CONDANNATI

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DUE UOMINI DOVRANNO PAGARE 1.500 EURO DI MULTA

Due sentenze di condanna emesse dal tribunale di San Marino nei giorni scorsi a carico di due cittadini che custodivano in modo inadeguato animali da reddito e da compagnia. Nel primo caso, l'accusa era di aver tenuto due cuccioli in gabbia. Il secondo imputato, invece, è finito davanti al giudice per aver lasciato liberi i suini in presenza di ferraglia. Il risultato? Due uomini condannati a 1.500 euro di multa per non aver avuto le giuste attenzioni verso le bestiole. Soddisfatta l'Associazione sammarinese protezione animali, che spiega: "Con la Legge 25 luglio 2003 n.101, presentata per iniziativa popolare e approvata all'unanimità, a significare l'aumentata sensibilità nei confronti della condizione degli animali, è stato introdotto nel Codice Penale, l'art. 282 bis col quale è possibile perseguire e condannare coloro che maltrattano gli animali, li custodiscono in modo incompatibile con la propria natura, senza tenere conto delle loro esigenze primarie di benessere, nonché delle relative caratteristiche etologiche".

Il gruppo animalista continua: "Alla luce di queste sentenze auspichiamo che i cittadini possessori di animali da reddito o da cortile, al di là delle leggi vigenti, imparino a custodire i propri animali con umanità e rispetto, senza far mancare loro ogni giorno, acqua pulita, cibo, spazio adeguato, riparo dalle intemperie e dall'eccessiva insolazione".

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CHI FINANZIA MONTI? DENARO SANGUINANTE.

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CHI FINANZIA MONTI? DENARO SANGUINANTE.

Pietro Salini, amministratore delegato della Salini SPA, figura fra i primi sostenitori finanziari della lista di Mario Monti.

QUINDI E' BEN COMPRENSIBILE COME MAI LE FORTI DENUNCE DI QUESTI PERIODI NEI CONFRONTI DELLA DIGA ETIOPE GIBE III, DI CUI SALINI SPA HA L'APPALTO (OTTENUTO SENZA GARA D'APPALTO NONOSTANTE LE SEVERE LEGGI ETIOPI IN MERITO), VADANO A RIMBALZARE CONTRO IL CONSUETO MURO DI GOMMA ALL'ITALIANA.

LA DIGA GIBE III SUL FIUME OMO, NEL SUD EST DELL'ETIOPIA, UNA VOLTA TERMINATA SARA' LA PIU' IMPONENTE OPERA IDROELETTRICA AFRICANA E ANDRA' A SCONVOLGERE GLI ECOSISTEMI DELLE AREE A VALLE E LE FONTI DI SOSTENTAMENTO DELLE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PERSONE CHE VIVONO IN PROSSIMITA' DEL FIUME OMO.

CHI PROTESTA VIENE ARBITRARIAMENTE INCARCERATO, PERCOSSO E TORTURATO E LE DONNE STUPRATE DAI MILITARI.

LE POPOLAZIONI DELLA ZONA SUBISCONO INOLTRE DEPORTAZIONI FORZATE DAI LORO VILLAGGI PER CONCEDERE I LORO TERRENI A MULTINAZIONALI CHE SFRUTTANO LE AREE PER LE COLTIVAZIONI E PER LE CONCESSIONI DELLE MINIERE D'ORO.

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HA ABUSATO DI UNA RAGAZZINA DI 13 ANNI: PENA QUASI AZZERATA PERCHE’ MUSULMANO :(

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<<Riceviamo e pubblichiamo>>

Per ora sta succedendo in Inghilterra ma non mi meraviglierei di sapere che anche in Italia i giudici usino lo stesso metro di giudizio.

Eppure esiste da sempre il principio per cui l’ignoranza della legge non è ammessa “Ignorantia legis non excusat”.

Adil Rashid di 18 anni ha spiegato al giudice di conoscere solo la shariah e che alla scuola islamica gli hanno insegnato che le donne sono inferiori. E che sono paragonabili a dei “leccalecca”

Questa sua giustificazione è stata accolta dal giudice Michael Stokes della corte di Nottingham. Perché, secondo il giudice, il ragazzo ha ricevuto una educazione non adeguata allo standard britannico che lo ha lasciato in uno stato di ingenuità, immaturità e ignoranza e la prigione gli avrebbe fatto più male che bene. Poiché secondo le leggi islamiche i rapporti prima del matrimonio sono vietati il giudice gli ha comminato una pena di nove mesi di lavori socialmente utili, sospesi, però, con la condizionale.

E la ragazzina di 13 anni stuprata non ha avuto giustizia

MV

HA ABUSATO DI UNA RAGAZZINA DI 13 ANNI: PENA QUASI AZZERATA PERCHE’ MUSULMANO :(

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Prete cattolico ucciso davanti alla sua chiesa in Tanzania

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Un prete cattolico e' stato ucciso stamane davanti all'ingresso della chiesa dove doveva celebrare la messa della domenica a Zanzibar, in Tanzania. Lo riferisce una fonte della polizia. 'Padre Evarist Mushi e' stato bloccato da due giovani all'entrata della sua chiesa. Uno dei due aggressori gli ha sparato alla testa e il sacerdote e' morto sul colpo'', ha detto il portavoce della polizia di Zanzibar, Mohammed Mhina. ''Non possiamo dire al momento quale sia il movente dell'attacco''.

ALBINO,7 ANNI, GLI AMPUTANO MANO PER RITO MAGICO - Stava tornando da scuola insieme ad altri quattro bambini quando è stato aggredito e gli é stata amputata una mano. Mwigulu Magessa, 7 anni, albino, è l'ultima vittima delle pratiche di stregoneria in Tanzania che attribuiscono agli albini poteri magici soprannaturali. Il capo del governo della regione di Milepa, nella Tanzania sudoccidentale Apolinary Macheta ha raccontato la dinamica dell'agguato ed ha precisato che il bambino è ora ricoverato in ospedale. All'inizio della settimana una donna di 39 anni, madre di quattro figli è stata aggredita e le è stato amputato un braccio. La polizia ha annunciato l'arresto di cinque uomini in relazione a questo agguato. Secondo le credenze popolari in Tanzania, ma anche in altri paesi africani, le membra degli albini mischiate con altre sostanze avrebbero poteri magici e renderebbero più ricchi e fortunati. Kijo Bisimba del Centro per la legalità ed i diritti umani ha constatato un aumento allarmante degli attacchi contro gli albini, dopo mesi di calma.

Prete cattolico ucciso davanti alla sua chiesa in Tanzania
Prete cattolico ucciso davanti alla sua chiesa in Tanzania

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I supermercati Tesco sotto accusa: dipendenti sorvegliati con un braccialetto

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Come nel Grande Fratello, la catena usa l'elettronica per verificare la velocità ed efficienza dei lavoratori, quante volte vanno in bagno e quante pause fanno. Punteggi assegnati per ogni operazione completata in tempo, solo 25 minuti concessi per tirare il fiato. I gruppi per la difesa dei diritti civili vanno sulle barricate

LONDRA - Controllati con un bracciale elettronico, per verificare la loro velocità ed efficienza sul lavoro, ma anche quante pause si prendono per andare alla toilette, e poi giudicati in base ai "tempi" che registrano. E' la nuova tecnica usata dalla Tesco, maggiore catena di supermercati britannici, per migliorare il rendimento dei suoi dipendenti, un'iniziativa che tuttavia suscita critiche da parte degli stessi lavoratori, che si sentono monitorati da una specie di Grande Fratello orwelliano, e dai gruppi per la difesa dei diritti civili, secondo cui le nuove misure potrebbero portare a discriminazioni e invasione della privacy.

Il bracciale elettronico è apparso dapprima nei supermarket della Tesco in Irlanda per una fase sperimentale, ma ora si sta diffondendo anche in quelli della Gran Bretagna. Viene fatto indossare allo staff che lavora nei depositi: gli autisti che recapitano la merce dai magazzini ai punti vendita e i lavoratori che li spostano all'interno dei magazzini medesimi. La Tesco afferma che i bracciali servono da un lato a misurare l'efficienza dei dipendenti, dall'altro risparmiano loro l'incombenza di portare con sé carta e penna per segnare le consegne. Ma è indubbio che lo scopo principale è valutare con precisione scientifica la velocità dei lavoratori, per spingerli a fare sempre più in fretta.

Un ex-commesso della Tesco racconta infatti al quotidiano Independent di Londra che il bracciale registra elettronicamente una consegna e poi stabilisce il tempo teoricamente necessario a completarla. Se il lavoratore compie la mansione nel tempo previsto, riceve un voto di 100 punti. Se ci mette più tempo, il voto diminuisce in proporzione. Se fa più in fretta, per esempio se impiega la metà del tempo previsto a compiere l'operazione, riceve 200 punti. E il punteggio cala ulteriormente se per esempio un lavoratore va alla toilette e non registra il tempo perduto come "pausa", uno spazio temporale di non oltre 25 minuti al giorno comprendente il break per il lunch e altre interruzioni. L'ex-commesso afferma che i lavoratori con i punteggi più bassi vengono convocati dai manager e dai capisquadra e avvertiti che non si impegnano abbastanza. "Quelli che ottengono i punteggi più alti, però, alla fine sono sudati fradici e finiscono per gettare la roba di qua e di a' per accelerare le consegne", sostiene la stessa fonte.

Il bracciale elettronico, scrive l'Independent, mette sotto forte pressioni i dipendenti, molti dei quali, perlomeno negli stabilimenti della Tesco in Irlanda, sono immigrati dell'Europa dell'Est con una limitata comprensione della lingua inglese. Secondo Peter Daly, un avvocato specializzato in diritto del lavoro, le aziende che ricorrono a questo tipo di sistemi di controllo (la Tesco non è l'unica) rischiano di subire cause per violazioni dei diritti civili e discriminazione. Inoltre non è chiaro come vengano catalogati i punteggi e altre informazioni raccolte dai bracciali, che in base alle norme sulla privacy dovrebbero essere condivisi con i lavoratori.

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GRECIA: LA GENTE ASSALTA I SUPERMERCATI (+ link correlati)

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“La Grecia è crollata, definitivamente, sotto il peso dei debiti contratti con la BCE.

Stanno assaltando i supermercati. Ma non si tratta di banditi armati. Si tratta di gente inviperita e affamata, che non impugna neanche una pistola, con la complicità dei commessi che dicono loro “prendete quello che volete, noi facciamo finta di niente”. Si tratta della rivolta di 150 imprenditori agricoli, produttori di agrumi, che si sono rfiutati categoricamente di distruggere tonnellate di arance e limoni per calmierare i prezzi, come richiesto dall’Unione Europea. Hanno preso la frutta, l’hanno caricata sui camion e sono andati nelle piazze della città con il megafono, regalandola alla gente, raccontando come stanno le cose.

Si tratta di 200 produttori agricoli, ex proprietari di caseifici, che da padroni della propria azienda sono diventati impiegati della multinazionale bavarese Muller che si è appropriata delle loro aziende indebitate, acquistandole per pochi euro sorretta dal credito agevolato bancario,quelli hanno preso i loro prodotti della settimana, circa 40.000 vasetti di yogurt (l’eccellenza del made in Greece, il più buon yogurt del mondo da sempre) li hanno caricati sui camion e invece di portarli al Pireo per imbarcarli verso il mercato continentale della grande distribuzione, li hanno regalati alla popolazione andandoli a distribuire davanti alle scuole e agli ospedali.

Si tratta anche di due movimenti anarchici locali, che si sono organizzati e sono passati alle vie di fatto: basta cortei e proteste, si va a rapinare le banche: nelle ultime cinque settimane le rapine sono aumentate del 600% rispetto a un anno fa. Rubano ciò che possono e poi lo dividono con la gente che va a fare la spesa. La polizia è riuscita ad arrestarne quattro, rei confessi, ma una volta in cella li hanno massacrati di botte senza consentire loro di farsi rappresentare dai legali. Lo si è saputo perché c’è stata la confessione del poliziotto scrivano addetto alla mansione di ritoccare con il Photoshop le fotografie dei quattro arrestati, due dei quali ricoverati in ospedale con gravi lesioni.

E così, è piombata la sezione europea di Amnesty International, con i loro bravi ispettori svedesi, olandesi e tedeschi, che hanno realizzato una inchiesta, raccolto documentazione e hanno denunciato ufficialmente la polizia locale, il ministero degli interni greco e l’intero governo alla commissione diritti e giustizia dell’Unione Europea a Bruxelles, chiedendo l’immediato intervento dell’intera comunità continentale per intervenire subito ed evitare che la situazione peggiori.

Siamo venuti così a sapere che il più importante economista tedesco, il prof. Hans Werner Sinn, (consigliere personale di Frau Angela Merkel) sorretto da altri 50 economisti, avvalendosi addirittura dell’appoggio di un rappresentante doc del sistema bancario europeo, Sir Moorald Choudry (il vice-presidente della Royal Bank of Sctoland, la quarta banca al mondo) hanno presentato un rapporto urgente sia al Consiglio d’Europa che alla presidenza della BCE che all’ufficio centrale della commissione bilancio e tesoro dell’Unione Europea, sostenendo che “la Grecia deve uscire, subito, temporaneamente dall’euro, svalutando la loro moneta del 20/ 30%, pena la definitiva distruzione dell’economia, arrivata a un tale punto di degrado da poter essere considerata come “tragedia umanitaria” e quindi cominciare anche a ventilare l’ipotesi di chiedere l’intervento dell’Onu”.

Silenzio assoluto.

Nessuna risposta.

Censura totale.

Nessun candidato alle elezioni in Italia ha fatto menzione della situazione greca attuale.

- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

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Lo stupro troppo crudele per essere raccontato (Link corelati + foto album proteste)

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Nemmeno l’ultimo raccapricciante delitto è riuscito a smuovere il paese. Anene Booysen aveva diciassette anni ed è stata stuprata e barbarmente uccisa qualche giorno fa, il suo corpo abbandonato in un cantiere è stato trovato abbandonato dalla alcune guardie giurate della cittadina di Bredasdorp, 80 miglia a Est di Città del Capo, era ancora viva, ma non ce l’avrebbe fatta a sopravvivere. Le ferite e le mutilazioni sul suo corpo erano talmente impressionanti che la famiglia ha chiesto non venissero divulgati dettagli, anche se poi i media in seguito hanno raccontato che i suoi aguzzini le hanno aperto l’addome dallo stomaco fino ai genitali. :((((

L’ACCUSA - Prima di morire Anene Booysen ha fatto in tempo a denunciare uno degli assalitori, un ragazzo che conosceva, anche in Sudafrica come ovunque nel mondo gli stupratori sono raramente sconosciuti sbucati dal nulla e più spesso persone che conoscono la loro preda, questo era il miglior amico del fratello della giovane.

LE INDAGINI CONTINUANO - La polizia ne ha identificato un altro e i due sono già apparsi in tribunale, rischiano l’ergastolo. La polizia avrebbe già identificato un terzo componente del gruppo, ma ha dovuto rilasciarlo per mancanza di prove,le indagini continuano e gli ufficiali che si esprimono sul caso assicurano che riusciranno a prendere tutti i colpevoli.

NON SUCCEDE NIENTE - Le proteste per questo ed altri casi però non riescono a mobilitare l’opinione pubblica in Sudafrica, nemmeno sull’onda dell’emozione per un delitto tanto efferato. Come l’india il Sudafrica soffre di un problema culturale quando s’arriva allo stupro, in questo caso riferito alla cultura patriarcale che combinata a un insano machismo spinge i sudafricani in testa alla classifica mondiale degli stupratori, un primato decisamente negativo.

UN’ALLUVIONE - In Sudafrica viene stuprata una donna ogni quattro minuti, secondo le statistiche, e solo il 12% delle denunce, che sono comunque una minoranza rispetto ai casi reali, termina con una condanna degli stupratori. Questo nonostante il governo non abbia lesinato in leggi e iniziative per combattere il fenomeno.

LA DELUSIONE - Per questo le associazioni delle donne sudafricane hanno provato a cavalcare quest’ultima storia orribile con energia, ma differenza di quanto successo in India al processo c’erano appena un centinaio di persone a protestare e ancora oggi quando si discute pubblicamente del caso emergono chiare tentazioni giustificazioniste. Se infatti c’è un dato che unisce la cultura di di molti, troppi, sudafricani e indiani e proprio quello che vede gli uomini dei due paesi convinti in gran numero che le donne non abbiano alcun valore se non quello di oggetto di piacere dell’uomo.

Lo stupro troppo crudele per essere raccontato (Link corelati + foto album proteste)
Lo stupro troppo crudele per essere raccontato (Link corelati + foto album proteste)
Lo stupro troppo crudele per essere raccontato (Link corelati + foto album proteste)
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Lo stupro troppo crudele per essere raccontato (Link corelati + foto album proteste)

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Stupro e duplice Omicidio a Castelvetrano Una donna Parla DOPO 23 Anni

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CASTELVETRANO - Quello zio che l'aveva stuprata quando era solo una bambina, imponendole il silenzio, dieci anni dopo le ha ucciso la madre e il suo compagno sotto i suoi occhi. Enza aveva sei o sette anni quando subì la più brutale delle violenze, sedici quando assistette all'omicidio, 38 quando - sotto la spinta di un altro ragazzo, figlio del compagno della madre, assetato di giustizia - si è decisa a parlare svelando per la prima volta quell'inconfessabile segreto ai magistrati della Procura di Marsala e dando le indicazioni decisive per fare giustizia di un duplice delitto rimasto impunito per 23 anni.

È un "cold case" quello risolto dal pm Dino Petralia che ha individuato i presunti assassini di due giovani amanti, Paolo Favara e Caterina Vaiana, massacrati a fucilate nell'agosto del 1990 sotto gli occhi della figlia di lei. La ragazzina quel pomeriggio non vide gli assassini, entrati in azione mentre stava dando da mangiare al cane, ma gli inquirenti sono certi che ad uccidere furono i fratelli di Caterina Vaiana, Michele Claudio, detto Giovanni, e Giuseppe. Dietro c'è una lunga e animalesca storia di violenze e gelosie in un contesto di promiscuità familiare che per trent'anni è riuscito a coprire il responsabile prima dell'orribile violenza sulla bambina e poi gli autori di un duplice delitto che destò grande impressione a Castelvetrano, oggi assediata all'alba dai carabinieri andati ad eseguire l'ordinanza di custodia cautelare.

Enza, poche ore prima del delitto, era stata accompagnata dalla madre dal ginecologo. Appena tre giorni prima aveva confessato in lacrime di essere stata violentata dallo zio quando era piccola e la donna, incredula, aveva minacciato di denunciare il fratello se il medico avesse confermato la perdita della verginità della figlia. Colpa che, invece, la famiglia tentava di attribuire all'odiato Paolo, compagno di Caterina.

Dal ginecologo, la mattina del 24 agosto del 1990, Caterina ebbe la tragica conferma: Enza era stata violentata molti anni prima. Un responso atteso con grande apprensione da tutta la famiglia che Caterina aveva convocato per la sera. Ma a quell'incontro, la ragazza non arrivò mai: due colpi di fucile la centrarono in faccia mentre accanto a lei cadeva il giovane compagno, Paolo.

Tre figlie femmine lei, due figli maschi lui, un amore contrastato dalla famiglia di Caterina che diversi anni prima, quando i due si erano già innamorati, avevano costretto Paolo a sposare la sorella più piccola di Caterina, Francesca, che dopo una scappatella era rimasta incinta. Un aggrovigliato intreccio di rapporti di parentela, figli illegittimi, tradimenti e violenze in un contesto sociale e ambientale che è riuscito, per trent'anni, a mantenere salda la cortina dell'omertà sulla pelle di una donna costretta a convivere con l'onta e con la consapevolezza di conoscere il nome degli assassini, i suoi zii.

È un racconto agghiacciante ma liberatorio quello che, 23 anni dopo, Enza Margiotta, un marito e due figli, ha fatto al pm di Marsala Dino Petralia: "Confesso che da piccolina sono stata violentata da mio zio Peppe. Un giorno, trovandomi da sola a casa, mi prese con forza e, scaraventandomi sul letto, mi penetrò con violenza. Io piangevo ma non capivo cosa mi stesse accadendo. Soltanto dopo, in età più matura, compresi ciò che mi aveva fatto, capendo anche che mio zio mi aveva fatto perdere la verginità. Avevo sei-sette anni e mio zio mi impose di non dire nulla a nessuno. Quando mio madre e Paolo iniziarono la loro relazione, lo zio Peppe mise in giro la voce che io e Paolo avevamo rapporti sessuali, voleva addossare su di lui la responsabilità e così mia madre decise di farmi visitare.

Fu allora, circa due, tre giorni prima del delitto, che decisi di confidare a mia madre la violenza subita. Pensavo che la visita avrebbe svelato la mia verginità perduta e quindi volevo che mia madre lo sapesse prima da me". Poi la terribile confessione: "Ammetto di avere sospettato dello zio Peppe per l'omicidio di mia madre e di Paolo. Se prima d'ora non ho detto le cose che oggi ho riferito è dipeso dal fatto che mi vergogno molto di ciò che è successo e cerco di dimenticare tutto".

Ma a portare il terribile peso di questo segreto, Enza non è stata sola. Sapevano le sue sorelle, sapevano le zie e gli zii. Anche la vecchia nonna Rosa, oggi morta, sapeva che ad uccidere sua figlia Caterina erano stati altri due dei due figli: scrisse il loro nome su una lettera. Che oggi gli inquirenti cercano per mettere il suggello definitivo alla vicenda di Paolo e Caterina.

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