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animali

Boicotta Cèsar Millàn

Pubblicato su da Ugo Pennati

Boicotta Cèsar Millàn

Striscia la notizia attacca César Millán, lo “psicologo” di Dog Whisperer: educa i cani con calci e collari elettrici

Da diverso tempo anche in Italia alcune trasmissioni in onda sulle reti digitali e dedicate all’addestramento dei cani stanno ottenendo un buon successo. Tra queste ci sono Cambio cane, delle povere bestie sono costrette a separarsi dalla propria famiglia con fantomatiche finalità educative, e Dog Whisperer – Uno psicologo da cani, in onda su Nat Geo Wild e in chiaro su Cielo.

E proprio di quest’ultimo e del suo protagonista, il presunto addestratore César Millán, si è parlato nella puntata di Striscia la notizia di ieri; Edoardo Stoppa, da sempre in prima linea con i suoi servizi in difesa dei diritti degli animali, ha mostrato infatti al pubblico di Canale5 i barbari metodi con cui Millán addestra i cani che gli spettatori disperati gli affidano: li prende a calci e usa collari a strozzo ed elettrici con i quali tortura le bestie.

Con l’aiuto di esperti e veterinari che da tempo si erano accorti degli abusi messi in atto da questo sedicente educatore tanto da organizzare il seminario Chi ha paura di César Millán? si è anche notato che con alcuni dei suoi gesti Millán stuzzica i cani apposta per farli diventare più aggressivi di quel che già sono apposta per rendere più drammatica la trasmissione e avere la possibilità di mostrare al pubblico le sue doti di addestratore.

Per l’ennesima volta, Striscia ha quindi messo in allarme il pubblico da casa in merito a degli abusi atroci che vanno regolarmente in onda da anni sulle reti televisive di tutto il mondo, ma di cui in pochi si erano accorti o semplicemente avevano fatto caso, mettendo così in atto un vero e utile servizio pubblico che rende onore alla trasmissione.

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VIVISEZIONE, ANCHE LA UNITED AIRLINES FERMA I VOLI DELLA MORTE

Pubblicato su da Grunf

SOLO 4 I VETTORI INTERNAZIONALI ANCORA DISPONIBILI

In Nord America non ci sono più compagnie aeree commerciali disposte a trasportare primati destinati alla sperimentazione. L'ultima a cedere, dopo una lunghissima campagna degli animalisti americani, è stata la United airlines, che nei giorni scorsi ha reso pubblica sul proprio sito la nuova "Primate acceptance policy". La compagnia esclude esplicitamente la possibilità di trasportare primati provenienti da o diretti a istituti di ricerca. Inoltre, non sono accettati primati per la "pet industry", cioè il mercato degli animali da compagnia. Questa decisione renderà più e difficile e costoso l'approvvigionamento di primati da laboratorio negli Stati Uniti. In sostanza, secondo le valutazioni di Peta, rimangono solo quattro grandi vettori internazionali ancora disposte ad accettare "carichi" di questo tipo: Air France, China Eastern Airlines, Philippine Airlines e Vietnam Airlines. Air France si difende sostenendo che gli animali sono sempre stati trasportati in centri di ricerca che "rispettano la legislazione vigente e tutte le regole fissate dalle organizzazioni scientifiche specializzate nel benessere animale".

Nel 2010, secondo l'International Primate protection league, gli Stati Uniti hanno importato 21 mila primati, provenienti soprattutto dalla Cina.

La decisione di United airlines è commentata favorevolmente da Enpa.. "Questa – osserva una nota – è una vittoria importante per la nostra campagna contro i "voli della morte" e per il movimento animalista internazionale. Il numero crescente di compagnie aeree che hanno fattivamente preso posizione contro la sperimentazione dimostra che tale scelta di alto valore etico paga anche dal punto vista della "customer satisfaction", sia in Italia dove la stragrande maggioranza dei cittadini, com'è noto, è contraria alla sperimentazione sugli animali, sia nel resto del mondo dove cresce sempre di più l'opposizione alla vivisezione.

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CREMONA, IL CANE CHARLIE TORNA A CASA DOPO UN ANNO E MEZZO

Pubblicato su da Grunf

LO YORKSHIRE ERA SPARITO DA VICOMOSCANO NEL LUGLIO 2011

Vicomoscano, frazione di Casalmaggiore, in provincia di Cremona. Dopo un anno e mezzo, torna a casa Sani il cane scomparso il 19 luglio 2011. I proprietari, Claudio Sani, la moglie Paola Visioli e il loro figlio Andrea, martedì sera, dopo un lungo periodo di sconforto, sono tornati a sorridere. Evidentemente, chi aveva preso la bestiola, ha deciso di rilasciarla. Così Charlie, un cane di razza Yorkshire di 6 anni ha fatto ritorno a casa.

Al momento della scomparsa del cucciolo, Claudio Sani aveva aspettato qualche giorno prima di denunciare l'episodio alla polizia locale. Vane tutte le ricerche, inutili anche gli annunci sul giornale locale. Charlie è stato rasato, un po' grossolanamente: ecco un segno chiaro del fatto che è stato tenuto da qualcuno. ''E' evidente che è rimasto tutto questo tempo chiuso in una casa - ha raccontato il proprietario - perché fa fatica a camminare''. Eppure, una piccola fiammella di speranza di riaverlo tra le mura domestiche si era accesa qualche mese fa: ''Ci avevano chiamato da Verona dicendo che era stato trovato un esemplare simile - conclude Sani - ma da una verifica dei dati contenuti nel microchip si era poi capito che non si trattava di lui''.

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SICILIA, LAV DENUNCIA ALLEVAMENTO ABUSIVO RIPRESO DA STRISCIA

Pubblicato su da Grunf

DA VALUTARE ANCHE LE OMISSIONI DELLE AUTORITÀ

Ieri sera, in un servizio su "Striscia la notizia" di Canale 5 (http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?16603), Edoardo Stoppa (Striscia la Notizia) ha rivelato l'esistenza di un allevamento abusivo di pecore nell'abitato di Partanna (Trapani). Palesi le condizioni di abbandono e maltrattamento degli animali, una pecora era morente, due agnellini erano in una piccolissima gabbia, così come era palese la loro mancata identificazione secondo legge. Una situazione incredibile sulla quale Sindaco e Servizio Veterinario pubblico non possono aver chiuso gli occhi per anni permettendo peraltro la vendita di carni non controllate.

La Lav ha deciso quindi di presentare una denuncia alla Procura della Repubblica di Trapani per reprimere il reato di maltrattamento di animali previsto dal Codice penale e ha chiesto l'immediato sequestro della struttura ai Carabinieri NAS.

Altrettanto grave, e quindi oggetto della stessa denuncia della Lav, la risposta che Edoardo Stoppa ha ricevuto al telefono dalla Polizia locale e ha mandato in onda: "Noi non possiamo intervenire perché abbiamo avuto direttive di non intervenire per ora. Non è che siamo autonomi e possiamo fare quello che vogliamo". Eppure vi è l'obbligo, per ogni operatore di Polizia, sulla base del Codice di procedura penale, di intervenire e reprimere i reati a danno degli animali al pari di ogni altro reato e dunque premesso che non era certamente libera scelta opzionale per l'interlocutore della Polizia locale decidere se intervenire o no a fronte di una denuncia non anonima e chiara e palese (come non è scelta opzionale tutti i giorni per qualsiasi altro organo di Polizia decidere e scegliere se intervenire o meno in questi casi) la Lav denuncia l'interlocutore della Polizia locale per il dichiarato omesso intervento dopo la denuncia segnalata da Stoppa.

In questa denuncia si chiede di far accertare alla Procura se il mancato intervento è iniziativa personale dell'interlocutore al telefono registrato da "Striscia la notizia" e - dunque - se l'omissione debba essere soltanto a lui addebitata o se invece, cosa ancora più grave, corrisponde al vero che - come ha inoppugnabilmente dichiarato - il Comandante abbia dato espressa disposizione per non intervenire (nel qual caso naturalmente la denuncia si estenderebbe automaticamente e a maggior ragione anche a carico del Comandante). La Lav chiede alla Procura della Repubblica di Trapani di valutare oltre al reato di omissione di atti d'ufficio, anche l'ipotesi di reato prevista dall'articolo 40 secondo comma del Codice penale chiamando a rispondere l'interlocutore e/o altri in concorso con il soggetto autore del reato di maltrattamento stesso in quanto tale articolo del codice penale prevede espressamente che un pubblico ufficiale che non interviene per reprimere un fatto, un reato che ha il dovere di reprimere, entra in concorso con il fatto illecito stesso insieme agli autori del reato che non ha represso.

La Lav sistematicamente procede a denunciare alle competenti Procure della Repubblica tutti quegli organi di polizia giudiziaria ai quali i cittadini si rivolgono per denunciare reati a danno di animali in flagranza ed essi organi rifiutano in modo omissivo il proprio intervento per reprimere gli stessi reati a danno degli animali. Esistono leggi da applicare e non ci sono reati di serie A e di serie B.

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CINA, ANIMALS ASIA SALVA SEI ORSI DA UN ALLEVAMENTO DELLA BILE

Pubblicato su da Grunf

IL SUCCO GASTRICO USATO NELLA MEDICINA TRADIZIONALE

L'associazione per il benessere degli animali Animals Asia ha ricevuto sei orsi in Cina ieri, dopo il Sichuan Forestry Department ha preso gli animali da un allevamento illegale in cui si estrae la bile. Le due organizzazioni hanno lavorato insieme per salvare gli orsi in un progetto interessato trattamento dei poveri ungulati che vengono tenuti in gabbie, al fine di raccogliere la loro bile che viene usata nella medicina tradizionale cinese.

Secondo Animals Asia, gli orsi in salvo erano in pessime condizioni. Le foto mostrano che avevano riportato ferite per le gabbie in cui erano tenuti e uno aveva anche gravi escoriazioni agli artigli.

"Se vai a vedere le zampe degli orsi, è ovvio che non sono stati in un posto sicuro per anni", ha detto Jill Robinson, fondatore e amministratore delegato del gruppo.

Molti degli orsi che vengono tenuti in isolamento per la loro bile sono orsi neri asiatici, spesso chiamati "orsi della luna", i quali sono classificati come specie "vulnerabile" da parte dell'Unione internazionale per la conservazione della natura.

Animals Asia, ancora, stima che più di 10.000 orsi vengono custoditi in Cina e circa 2.400 in più in Vietnam sono prigionieri delle "fattorie della bile".

Come ha scritto John Platt su Scientific American l'anno scorso, la pratica pare in contrazione in Corea del Sud, dove "il 90 per cento dei sudcoreani sostiene che l'allevamento degli orsi è inumano e chiede la fine della pratica nel Paese". Ma, nel contempo, ha osservato che la domanda di bile dell'orso è rimasta forte.

Non solo. Il produttore Andrea Hsu ha fatto sapere ad Animals Asia che la bile, estratta dalla cistifellea, non è difficile da trovare. "Sono entrato in una farmacia mentre andavo a cena e ho trovato un piccolo pacchetto di bile d'orso in polvere venduto per circa 1,20 dollari", ha scritto. "Viene usata per far abbassare la febbre e per trattare i problemi con gli occhi, tra le altre cose".

L'allevamento di orsi rimane legale in Cina, ma "il governo ha smesso di rilasciare nuove licenze nel 1994", ha concluso Hsu.

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Canada, dodici orche intrappolate sotto lo strato di ghiaccio

Pubblicato su da Grunf

La comunità Inuit ha chiesto l’aiuto del governo per salvare gli animali che si trovano in grave pericolo

Il governo canadese sta cercando il modo di salvare dodici orche assassine (Orcinus orca) rimaste intrappolate sotto una spessa coltre di ghiaccio nella baia di Hudson, a nord del Quebec. Questi animali marini che respirano tramite uno sfiatatoio posto sull’estremità della testa, hanno dunque la necessità di solcare periodicamente la superficie o di nuotare sul livello di essa per poter sopravvivere. Con l’estesa ghiacciata invernale la loro vita è posta seriamente in pericolo.

Al momento le orche sono riuscite a creare un buco nel ghiaccio largo circa quanto un furgone, da cui a turno si affacciano per respirare. Ovviamente si tratta di un escamotage adottato in via temporanea, perchè solo un ristretto numero di orche alla volta (massimo 3) può sfruttare il varco ottenuto. Inoltre, a causa delle basse temperature, vi è sempre il pericolo che l’acqua torni a ghiacciare, occludendo il prezioso spiraglio. Si rende perciò necessario l’intervento dell’uomo per salvare le orche da una morte altrimenti certa. La popolazione Inuit ha dunque richiesto al governo canadese di inviare dei rompighiaccio al più presto, perchè la comunità locale composta da 1.800 persone non possiede i mezzi per far fronte a questa situazione.

“Sono intrappolate” ha affermato il sindaco della comunità Peter Inukpuk alla radio CBC mercoledì. “Sembrano, di volta in volta, farsi prendere dal panico. Ogni tanto vanno via per un po’ di tempo, probabilmente alla ricerca di un altro spazio aperto, che però al momento non sono in grado di trovare”. Ci si augura dunque che l’appello del sindaco venga ascoltato e che si provveda a questa situazione nel minor tempo possibile. Il Dipartimento degli Oceani e della Pesca del governo canadese sta esplorando ogni possibilità a riguardo, e assicura che troverà una soluzione al più presto.

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GALLES, GATTO-GUIDA PER IL CANE ACCECATO DALLE CATARATTE (VIDEO)

Pubblicato su da Grunf

LA "STRANA COPPIA" RACCONTATA DALLA PROPRIETARIA

Normalmente sono i cani che fanno da guida ai ciechi, ma nel nord del Galles (Regno Unito) un cane cieco si fa guidare da un amico gatto. La storia di cui si sono interessati non solo i giornali locali è raccontata dalla proprietaria dei due animali, la signora Judy Godfrey-Brown, di Holyhead.

Terfel, un cane di otto anni, aveva già perduto buona parte della sua capacità visiva a causa delle cataratte quando il primo proprietario ha accolto a casa un gattino randagio. Il felino, chiamato in gallese Pwditat, ha subito iniziato ad aiutare il cane, che se ne stava per lo più disteso nella sua cuccia, e lo ha fatto camminare. A questo punto, poiché il precedente proprietario non era più in grado di tenerla con sé, la strana coppia è entrata nella casa della signora Godfrey-Brown, che ora la descrive così: "Pwditat mi muove intorno a Terfel e lo guida, usando zampe e testa per spingerlo nella giusta direzione. Gli vuole davvero bene"

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BERGAMO: CADONO NEL DIRUPO, CAVALLO SALVA 16ENNE E MUORE :(((

Pubblicato su da Grunf

RUSSELL ERA CORAGGIOSO. GRAZIE A LUI SONO ANCORA QUI"

Una sedicenne bergamasca è caduta in un dirupo con il suo cavallo e si è salvata grazie all'animale che, invece, purtroppo, è morto per le ferite che ha riportato.

"Russell - racconta la ragazza - era un cavallo coraggioso, si è sacrificato per me ed è morto da eroe". L'incidente è avvenuto sabato pomeriggio a Valbrembo (Bergamo). Marta Pezzotta, che cavalca da quando era bambina, era partita con un'amica dal maneggio "Rio Brembo". Poi la disavventura.

"Su quel sentiero ce l'ho portato io e lui si è fidato di me - continua la giovane - mi ha seguita e ha ubbidito. Ma la terra ha ceduto e siamo caduti insieme, io e lui, in un unico volo. E Russell, che era un cavallo coraggioso e dal grandissimo cuore, si è sacrificato per me parandosi davanti ai rovi in modo che non potessero colpirmi. Non mi ha disarcionata e mi ha protetta fino all'ultimo: è grazie a lui se sono ancora qui".

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LUGANO, IN SALVO IL CANE DELLA VERGOGNA

Pubblicato su da Grunf

QUASI SENZA PELO, AFFAMATO E CON FERITE SU TUTTO IL CORPO

Un cane rimasto quasi senza pelo, con la rogna, con piaghe e ferite sparse su tutto il corpo. Era costretto a dormire in uno spazio piccolo, al freddo, tra i suoi escrementi. Il suo proprietario, residente in una località nella zona di Lugano, spesso lo lasciava senza cibo e lo trascurava. Ma i volontari dell'associazione "Angels 4 animals" sono riusciti a salvarlo. E adesso attaccano: "Il caso era già stato segnalato diverse settimane fa dai vicini sia al veterinario cantonale, sia alla protezione animali. Ma nessuno è intervenuto. A quel punto hanno chiamato noi. Siamo riusciti a salvare il cane in tempo, non avrebbe resistito ancora a lungo in quelle condizioni".

Le immagini, tra l'altro, sono forti e mostrano l'animale barcollante che a fatica riesce a stare in piedi. Lo hanno già ribattezzato il "cane della vergogna". Eppure, non si tratta di un caso isolato. "Le segnalazioni riguardanti gli animali domestici maltrattati sono in aumento – spiega Luca Bacciarini, dell'Ufficio del veterinario cantonale – ne riceviamo almeno 1-2 a settimana. Forse anche perché è aumentata la sensibilità nei confronti degli animali".

I medici cantonali fanno sapere: "Era una situazione nota da tempo. Siamo già intervenuti più volte presso il proprietario, la stessa cosa ha fatto l'autorità comunale. Proprio in queste settimane era stato programmato l'ennesimo controllo". Poi Bacciarini insiste: "Se la situazione è oggettivamente grave, si interviene subito, anche con il sequestro dell'animale. Di solito, però, si ordina al proprietario di ripristinare una tenuta corretta degli animali e solo se questo non viene fatto si prendono ulteriori misure. Noi dobbiamo in ogni caso muoverci all'interno della legalità. Anche in questi casi il proprietario di animali ha il diritto di contestare le misure e di ricorrere contro di esse".

In pratica, di regola non si può andare a casa di una persona e portargli via subito la bestiola. "C'è un iter da seguire. Per le nostre attività di controllo possiamo collaborare con l'autorità comunale, affidando l'azione alle società di protezione degli animali, tramite ispettori o nostri collaboratori. Anche le società per la protezione degli animali devono operare rispettando la legge, inoltre non possono intervenire direttamente sequestrando un animale, perché non hanno funzione di 'organo di polizia' come i nostri collaboratori".

I volontari di "Angels 4 animals", dal canto loro, non le mandano a dire: "C'è troppa burocrazia. La nostra è un'associazione privata, noi il cane lo abbiamo portato via in mezzora e con il consenso del padrone". In questo momento, il cane salvato nel Luganese si trova in una famiglia affidataria ed è in cerca di un nuovo proprietario. Chi volesse adottarlo o aiutarlo - fanno sapere dall'associazione - può scrivere a info@angels4animals.ch.

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Kenya, strage di elefanti a Tsavo East uccisi a colpi di kalashnikov per le zanne :(((

Pubblicato su da Grunf

NAIROBI - Undici elefanti sono stati trovati uccisi e privati delle zanne all'interno del parco nazionale di Tsavo East, a sud del Kenya. La scoperta è stata fatta dai rangers del Kenya Wildlife Service. Si tratta della più crudele mattanza di pachidermi registrata nel paese negli ultimi tre decenni.

A confermare il massacro è stato ad Al Jazeera il responsabile del Programma nazionale per la difesa degli elefanti, Patrick Omondi, secondo cui era dal 1980 che non si registrava in una riserva protetta l'uccisione di un numero così elevato di elefanti in una sola battuta di caccia. "Questo è un chiaro segnale che le cose stanno peggiorando", ha detto Omondi.

Gli animali uccisi, tra cui due cuccioli di appena due mesi, sono stati rinvenuti nel corso di una operazione di controllo sul territorio dopo una segnalazione sulla presenza di gruppi di bracconieri. I rangers hanno trovato le carcasse abbandonate a poca distanza l'una dall'altra e con evidenti le mutilazioni per il distacco delle zanne. secondo i rilievi fatti sul posto, gli elefanti sarebbero stati uccisi a colpi di kalashnikov da un gruppo composto da almeno dieci bracconieri.

Nel 2012, in Kenya il bracconaggio ha provocato la morte di almeno 360 elefanti (nel 2011 furono 289), mentre quasi 40 predoni sono rimasti uccisi in scontri a fuoco con le guardie dei parchi. Una crescita del fenomeno dettata soprattutto dall'aumento del mercato nero asiatico dove l'avorio viene utilizzato nelle medicine tradizionali o per realizzare ornamenti.

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