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animali

Cesio nei cinghiali, dopo i casi in Valsesia cresce l'attenzione anche nel Vco

Pubblicato su da Grunf

L'allarme è partito dall'alta Valsesia dove sono stati trovati cinghiali contaminati al cesio 137. Al momento non si sono segnalati casi in provincia, sebbene il territorio dove sono stati rinvenuti i capi sia confinante con quello del  Vco. Cresce però la soglia di attenzione e l'Arpa potrebbe disporre dei controlli. Anche il deputato del Pd Enrico Borghi ha invitato il prefetto a "monitorare la situazione".
 

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CASERTA: SCOPERTI QUATTRO CANI E 30 AGNELLINI SENZA CIBO E ACQUA

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Quattro cani legati ad una catena corta e una trentina di agnelli in salvo. Tutti senza copertura, cibo e acqua, erano tenuti in stato di abbandono in un terreno vicino ad un distributore di benzina a Casagiove, nel Casertano. Dopo una segnalazione, ecco l'intervento del nucleo di guardie eco zoofile Oipa di Caserta insieme e di un medico dell'Asl.
I proprietari del terreno non c'erano al momento del sopralluogo e le guardie hanno chiamato i vigili del fuoco per poter togliere i lucchetti che bloccavano l'accesso alla recinzione. Liberati dalle catene e visitati dal veterinario dell'Azienda sanitaria locale, i cani sono stati sequestrati e portati in un canile convenzionato con il Comune della cittadina. Gli agnelli, invece, non sono stati sequestrati perché hanno bisogno di essere ancora alimentati dalle madri. Che sono arrivate alla fine del blitz in gregge accompagnate da un uomo che, in un primo momento, ha dichiarato di esserne il proprietario, mentre poco dopo - quando c'era da compilare il verbale - ha negato tutto e ha detto, su suggerimento del suo avvocato, ne ha attribuito la proprietà al padre ammalato, quindi non in grado ad accudirli. Sta di fatto che l'uomo è stato denunciato alla Procura di Santa Maria Capua Vetere per maltrattamento di animali.

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GRANDI FELINI, PICCOLI UOMINI: IN 13 ANNI SEQUESTRATI I RESTI DI OLTRE 1400 TIGRI

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"Appartenevano a ben 1.400 tigri le ossa, le pelli, i crani, i canini e altro ancora, sequestrati in tutta l'Asia negli ultimi 13 anni". Ecco le stime contenute nel rapporto realizzato da Wwf e da Traffic, il network che monitora il commercio di natura selvatica, presentato durante i lavori della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione di flora e fauna selvatiche (Cites) in corso a Bangkok, la capitale della Thailandia, dove i governi si sono dati appuntamento per discutere le misure per proteggere le tigri e gli altri grandi felini asiatici.
Secondo lo studio "Reduced to Skin and Bones Revisited - Un'analisi su 12 Paesi-chiave per la tigre tra il 2000 e il 2012" - spiega l'associazione del Panda - "si tratta delle parti di almeno 1425 tigri che sono state sequestrate in dodici dei 13 Paesi-chiave per la tigre, ad esclusione della Cambogia, tra il 2000 e il 2012". Anche se non è ancora possibile fare un bilancio definitivo, l'analisi dimostra "chiaramente che il commercio illegale di questi animali, di loro parti (pelle, ossa, denti) e dei prodotti derivati, resta il nodo cruciale da contrastare, un serio problema per la conservazione di questo animale".
Un totale di "654 sequestri di parti di tigre ha avuto luogo in questo periodo, con una media quindi di almeno 110 esemplari uccisi all'anno, ovvero poco più di due a settimana, e solo per il commercio illegale". L'89 percento dei sequestri "è stato fatto al di fuori delle aree protette, sottolineando quanto sia importante il lavoro di intelligence e l'attività di enforcement messi in campo e promossi ovunque, consentendo lo sviluppo di quelle azioni utili a contrastare il commercio illegale e a impedire le incursioni dei bracconieri negli habitat della tigre".
"Serve un lavoro coordinato, un'attività investigativa che vada al di sopra dei confini territoriali per fermare questi traffici illegali i cui profitti fanno gola a tanti. Se si lavora tutti insieme per acquisire sempre maggiori informazioni e se queste saranno raccolte regolarmente, analizzate e condivise tra i paesi chiave della tigre e non solo, allora saranno possibili quegli interventi incisivi necessari per contrastare il contrabbando delle tigri", ha commentato Massimiliano Rocco, responsabile Specie, traffic e foreste del Wwf Italia.
E non solo: da segnalare anche"l'aumento degli esemplari vivi sequestrati: 61 nel periodo di tre anni dopo l'ultima riunione plenaria della Cites del 2010, pari al 50% del numero complessivo (123) registrato dal 2000. La Thailandia, con 30 tigri, in testa alla classifica per l'interdizione del commercio, seguita dal Laos con 11, dall'Indonesia con 9 e dal Vietnam con 4".
Dei 13 Paesi-chiave per i felini (Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Cina, India, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Nepal, Russia, Thailandia, Vietnam), "solo l'India tiene un attento sistema di registrazioni sui sequestri, riportati in maniera sufficientemente dettagliata per permettere un'analisi significativa per di identificare i 'punti caldi' in cui il commercio è in corso", insiste il Wwf. Questo lavoro "va esteso a tutti gli altri Paesi se si vuole tentare di salvare questo grande felino asiatico". Sta di fatto che prima dell'inizio della della conferenza Cites in corso a Bangkok, solo la Cina, l'India e la Thailandia avevano presentato relazioni appropriate. Wwf e Traffic, quindi, "esortano i governi impegnati nel programma a favore della tigre a sviluppare un processo condiviso per soddisfare i requisiti della Convenzione sul commercio internazionale".

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VERRONE (BI): SOTTO SEQUESTRO CIBO E SHAMPOO PER CANI SCADUTO

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IL BLITZ DOPO LA DENUNCIA DI "STRISCIA". DENUNCIATO L'AD

Dieci tonnellate circa di alimenti zootecnici e 60 litri di shampoo per cani scaduto sono stati messi sotto sequestro dai carabinieri di Biella. I Nas sono intervenuti a Verrone in un'azienda di produzione e vendita di alimenti e prodotti per animali dopo la richiesta di aiuto di una troupe televisiva di ''Striscia la notizia'' che, nel tentativo di entrare all'interno dell'azienda, era stata aggredita. L'amministratore delegato, 64 anni, è stato denunciato.

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AVIGNONE, CANE EROE CON UN BALZO SALVA IN EXTREMIS LA PROPRIETARIA

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LA DONNA TENTA IL SUICIDIO E L'ANIMALE FA DEVIARE IL COLPO

Una donna di 63 anni salvata dal suo pastore tedesco mentre stava tentando di togliersi la vista con un colpo di carabina al cuore. E' successo a Sorgues, cittadina della Francia sud-occidentale ad una decina di chilometri a nord di Avignone.
Lo hanno fatto sapere fonti della polizia locale, secondo cui la signora è uscita in giardino e ha fatto partire diversi colpi di prova, poi si è puntata l'arma al petto ma, "al momento di premere il grilletto", il cane "le è saltata addosso e l'ha gettata a terra, deviando il proiettile".
A quel punto è arrivato il marito, che ha trovato la consorte cosciente e ferita al torace: ricoverata in ospedale, le sue condizioni di salute non destano particolare preoccupazione. Secondo gli agenti intervenuti, l'animale "probabilmente si è reso conto di quanto stava succedendo ed è balzato sulla proprietaria proprio con l'intenzione di salvarla".

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CINA, CANI CONDANNATI AL MACELLO E 15 MILIONI DI ANIMALI NEI LABORATORI :(

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L'INFERNO SULLA TERRA!!!!!

INTERNATIONAL HERALD TRIBUNE: CINESI SOTTO ACCUSA

La Cina, la seconda maggiore economia del mondo, non rispetta il benessere gli animali. Tanto che, in questo Paese, un motore in Asia e a livello mondiale e sede di un sesto della popolazione del pianeta, un numero crescente di attivisti è ancora in attesa di leggi di protezione contro - dicono - le enormi sofferenze di routine ai danni delle bestiole.
In un nuovo rapporto dalla rivista on-line ambientale, chinadialogue, Peter Li, professore di politica negli Stati Uniti ed esperto di politica cinese alla Humane Society International, ha commentato: "So che la legislazione sulla protezione degli animali non nascerà in un prossimo futuro". E lo ha scritto in un articolo intitolato così: "La lunga attesa delle giovani generazioni per il cambiamento delle leggi contro le crudeltà sugli animali".
Una proposta di legge - rivela il blog "Rendezvous" dell'International Herald Tribune - la prima completa sul benessere degli animali, la China Animal Protection Law, è stata preparata nel mese di settembre 2009, secondo la Xinhua, l'agenzia di stampa statale. Ma deve ancora essere approvata, stando ad un lancio sempre della Xinhua alla fine del mese scorso. "In termini di legge non abbiamo visto alcun progresso dal 2009", ha detto Toby Zhang di Animals Asia, portavoce cinese dell'Ong.
Nel frattempo, le sofferenze continuano. Nell'articolo di chinadialogue trova spazio anche l'esperienza di Liao Kan, ricercatore allo Shanghai Institutes for Biological Sciences, il quale ha fatto sapere che circa 15 milioni di animali vengono coinvolti nella ricerca scientifica in Cina ogni anno. "Il trattamento inadeguato degli animali ha suscitato indignazione pubblica in questi ultimi anni, con un conseguente aumento del numero di organizzazioni come la Nsapa, Nanchang small animals protection association", ha scritto Xinhua.
E Zhang insiste: "C'è un sacco di gente che fa pressione e chiede il cambiamento". A detta del portavoce di Animals Asia, sono i comuni cittadini che si impegnano per salvare gli animali. L'ultimo caso? Un cane messo al sicuro a Chongqing all'inizio di questo mese. Gli animali salvati, però, vengono generalmente venduti nei mercati e nei ristoranti.
Una situazione estrema. E' la fotografia scattata proprio da Animals Asia nel rapporto "Amici ... o cibo?" sul commercio dei cani in Cina. "I cagnolini vengono allevati in aziende piccole che ospitano fino a circa 200 animali - accusa Animals Asia -. Quando i quattrozampe sono pronti per la vendita, vengono rinchiusi in gabbie e sono destinati ad affrontare "un lungo viaggio su un camion che dura spesso diversi giorni, durante il quale gli animali non hanno libero accesso al cibo o all'acqua, ma c'è solo una pompa che viene messa in azione ogni tanto e in maniera sbrigativa solo per prevenire la disidratazione e la morte".
E non finisce qui. Perché, all'arrivo al mercato all'ingrosso, "gli autisti dei camion scalano la piramide di gabbie, alte diversi metri, e finiscono per schiacciare le zampe e i volti dei cagnolini prigionieri, terrorizzati in queste gabbiette. Dopodiché viene adoperata una pinza metallica, che blocca i cani e i gatti per il collo. Ma, talvolta, gli addetti sbagliano e colpiscono le bestiole nel palato molle. Allora, i commercianti le lanciano in grandi gabbie per la pesatura e la rivendita o le scaricano dentro i recinti. Una volta scesi a terra - continua Animals Asia - gli animali tremanti urinano, fanno altri bisogni e crollano letteralmente su qualsiasi ciotola d'acqua a disposizione nei recinti per placare una sete di tre giorni, visibilmente sollevati dal fatto che il dolore si è placato e dalla speranza che il loro incubo possa essere finito".
Tuttavia, "il sollievo è di breve durata, finché i clienti si avvicinano, scelgono il malcapitato e lo prendono ancora una volta con una pinza metallica. Gli animali spaventatissimi vengono poi bastonati di fronte agli altri cani terrorizzati con un colpo sul muso con uno strumento simile ad una mazza da baseball. Però, il colpo non è abbastanza forte da rendere i poveri animali inconsci a lungo. A questo punto, continuano a lamentarsi per il dolore, a perdere sangue e a soffrire".
Ma perché tutte queste sofferenze? C'è una ragione culinaria, secondo gli animalisti. "Ci è stato detto che i commercianti vogliono che il cuore dei cani batta velocemente in modo che il sangue sgorghi rapidamente. Credono serva ad esaltare il sapore della carne. In mezzo a tutta questa carneficina, gli altri cani e i gatti sono lì e restano a guardare, consapevoli del fatto che poco dopo toccherà anche a loro essere trascinati fuori per il macello".
Animals Asia scrive: "La crudeltà verso gli animali non è unico nel suo genere in Asia: gli animali di tutto il mondo sono orrendamente maltrattati negli allevamenti intensivi, il commercio di pellicce, caccia sportiva o in sperimentazione animale.
Per fortuna, stanno sempre più crescendo le organizzazioni animaliste. Li, specialista per la Cina della Humane Society International, ha detto: "Rispetto ad altri gruppi di interesse in Cina, gli attivist hanno ricevuto meno attenzione da parte del governo in quanto non rappresentano una minaccia immediata per la stabilità sociale e politica". Tuttavia, come tutte le Ong in Cina, anche le loro attività vengono viste con sospetto e monitorate da Pechino.

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CANI RANDAGI IN UCRAINA, IL PREMIER PRENDE DI PETTO LA QUESTIONE

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CANI RANDAGI IN UCRAINA, IL PREMIER PRENDE DI PETTO LA QUESTIONE

AZAROV INVITA I MINISTRI AD "INTENSIFICARE GLI SFORZI"

Il primo ministro ucraino Mykola Azarov ha incaricato i ministri di intensificare gli sforzi per prevenire le violenze sugli animali randagi, rispondere con prontezza ai casi di crudeltà nei confronti delle bestiole e assicurare alla giustizia coloro che sono coinvolti in episodi di abusi proprio sugli animali.
"Vi chiedo, all'interno della vostra competenza, di prendere il controllo personale del problema per prevenire la distruzione degli animali randagi, per garantire loro l'assistenza veterinaria, aumentando la consapevolezza del pubblico sul trattamento umano degli animali, individuando i casi di maltrattamenti per dare una risposta immediata". Ecco le parole del premier riportate dal dipartimento di rapporti con i media del governo.
Le autorità coinvolte includono il ministro dell'Ambiente e delle risorse naturali, Oleh Proskuriakov; quello dell'Istruzione, Dmytro Tabachnyk; il titolare della Politica agricola e alimentare, Mykola Prysiazhniuk; quello dello Sviluppo regionale e dell'edilizia, Hennadiy Temnyk, e il ministro dell'Interno, Vitaliy Zakharchenko.
Il premier ha anche l'obbligo di informare i funzionari del Consiglio dei ministri ogni mese sui risultati del lavoro svolto. Certo, resta qualche dubbio sull'efficacia di un progetto cos
ì imponente.

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INDIA, STRAGE DI RINOCERONTI RARI: UCCISI ALTRI TREDICI ESEMPLARI

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IL KAZARINGA NATIONAL PARK NEL MIRINO DEI BRACCONIERI

Non conosce soste la strage di rinoceronti indiani. Negli ultimi due mesi sono stati uccisi tredici esemplari di questa specie vulnerabile nel Kaziranga National Park, nello stato di Assam, nell'India nord-orientale. Gli animali sono le ultime vittime di una carneficina provocata dai bracconieri, interessati a lucrare sul loro prezioso corno, ritenuto curativo dalla medicina orientale, in particolare quella tradizionale cinese.
Gli habitat sempre più ristretti e la caccia di frodo stanno ormai compromettendo il futuro del rinoceronte indiano. La morte dei tredici esemplari nelle ultime otto settimane preoccupa i conservazionisti, allertati da una nuova ondata di aggressioni a danno di questi rarissimi animali. L'allarme arriva da una nota diffusa dal personale del parco indiano, che ospita i due terzi della popolazione rimasti a livello globale: 2290 esemplari su 3300 nel mondo, stando ad un censimento del 2012.
Insomma, una situazione drammatica. Che, però, non fa desistere i bracconieri, dato che il corno di questi animali compete per il suo valore con l'oro e alimenta un commercio criminale organizzato e internazionale. Il mercato principale è alimentato dalla Cina, in cui lo stesso corno viene sfruttato anche come materiale di lusso per il settore della gioielle
ria.

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NAPOLI, ANIMALI LEGATI MORTI E LIQUAMI IN MARE: DENUNCIATO

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SOTTO SEQUESTRO UN'AREA DI OLTRE 4MILA METRI QUADRATI

Liquami e scarti animali che finivano direttamente in mare sul litorale Domizio attraverso canali di bonifica. E non solo: c'erano anche animali morti, in particolare vitellini, ancora legati nelle stalle. Ecco cosa hanno scoperto la Guardia costiera, la polizia municipale e l'Asl nel corso di un blitz che ha portato al sequestro di un'azienda zootecnica in località Licola, in provincia di Napoli.
L'inquinamento della costa era causato dagli scoli nei canali interni dei poderi che sfociano poi in mare. Insomma, alla fine dei controlli, è stata messa sotto sequestro un'area di oltre quattromila metri quadrati, stalle comprese. Mentre il titolare dell'azienda è stato denunciato a piede libero all'autorità giudiziaria per inquinamento ambientale e maltrattamenti agli animal
i.

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PETA A PMK: ANIMALI MALTRATTATI PER FARE LE SCARPE DI BEYONCE'

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***ATTENZIONE VIDEO MOLTO CRUDO***

PICCHIATI E SCORTICATI VIVI". LETTERA DI DIFFIDA (VIDEO)

Incredibile ma vero. L'azienda produttrice di scarpe PMK ha progettato un paio di scarpe da ginnastica per Beyoncé, chiamate "King Beys", fatte di peli di vitello e pelli di coccodrillo, anaconda, pastinaca e struzzo. L'azienda ha iniziato la vendita delle scarpe sul proprio sito web e, incredibilmente, ha rassicurato i consumatori sul fatto che "nessun animale è stato picchiato, ferito e ucciso" per le scarpe. La denuncia arriva dalla Peta. Ecco che, in risposta, un consulente legale dell'associazione animalista internazionale ha inviato una lettera di diffida ad Andre Scott, CEO di PMK, chiedendo all'azienda di smettere immediatamente di rilasciare dichiarazioni false e fuorvianti per i clienti e minacciando un'azione legale.
E non solo. Peta va all'attacco: "Se Scott e altri dirigenti hanno dei dubbi, suggeriamo loro di guardare i video dal titolo "Orrori a sangue freddo" di Joaquin Phoenix, che mostrano come molti degli animali esotici che hanno usato sono stati picchiati, pugnalati e scorticati vivi".
PMK - fanno sapere gli animalisti - non è una società da manuale. Il 23 gennaio, il procuratore generale dell'Ohio ha intentato una causa contro l'azienda e Scott per violazione delle leggi di tutela del consumatore. L'azione legale sostiene che i consumatori abbiano pagato ma mai ricevuto i prodotti o eventuali rimborsi da parte della so
cietà.

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