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animali

Il pianeta è anche loro. Non solo nostro.

Pubblicato su da Grunf

Il pianeta è anche loro.  Non solo nostro.

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PIACENZA, AL FREDDO E SENZA CIBO: AL SICURO 23 CAPRETTE E 1 MAIALINA

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PRIGIONIERE DI UNO SQUILIBRATO. IL BLITZ DELL'OIPA

Diciotto capre adulte assieme ai loro cinque agnellini abbandonati a se stessi in mezzo alla sporcizia e ai rifiuti, alcuni cani legati a catena cortissima e una maialina confinata in un piccolo recinto con le zampe sommerse nel fango e nel ghiaccio, senza acqua né cibo. Dopo essere stati costretti a vivere nella più totale incuria in un cascinale fatiscente e pericolante, questi animali sono in procinto di trovare finalmente una sistemazione quantomeno discreta.

Il caso era stato segnalato a Striscia la notizia più di un anno fa, ma nonostante due sopralluoghi di Edoardo Stoppa, la situazione era rimasta invariata. L'intervento del nucleo di Guardie eco-zoofile dell'Oipa di Piacenza ha finalmente dato una svolta ad una vicenda che ha dell'incredibile. Il detentore degli animali, infatti, viveva insieme a loro in un rudere con muri scrostati, finestre rotte, completamente esposto al freddo e i cui locali, a rischio di crollo, erano impraticabili per la sporcizia e il disordine.

Quando sono arrivate le guardie, diversi animali erano in evidente pericolo di vita: senza cibo, privi di giacigli ed esposti al freddo invernale, alcune caprette assieme ai loro agnellini erano allo stremo. E non solo: la maialina, che dopo il primo intervento di Stoppa era stata spostata in un recinto ancora più piccolo, senza tettoia, nascosto tra la sterpaglia, era completamente esposta alle intemperie, senza acqua né cibo.

Dopo aver prestato le cure più urgenti nel casolare, le guardie Oipa hanno deciso di avvisare il servizio veterinario segnalando la necessità di intervenire al più presto, vista l'emergenza della situazione. Nel frattempo, gli agenti hanno affidato alcuni capretti ad una vicina di casa che si è resa disponibile ad allattarli.

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LUCCA, SCARICA DI PALLINI CONTRO UN GATTINO: DENUNCIATO UN 37ENNE

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IL MICIO, COLPITO DAL VICINO DI CASA, IN PROGNOSI RISERVATA

Un uomo di 37 anni di Picciorana (Lucca) ha colpito con una carabina ad aria compressa il gatto del vicino di casa. Denunciato dalla polizia, anche se ancora non è chiaro agli agenti se abbia sparato all'indirizzo del micio intenzionalmente oppure per errore. Lo scrive Quotidiano.net.

Il 37enne è stato individuato dopo la chiamata al 113 del proprietario dell'animale e le indagini della scientifica, che ha confrontato i proiettili trovati a casa dell'uomo e quelli estratti dal corpo del gatto. L'animale è stato operato ed è in prognosi riservata.

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GREEN HILL, CASSAZIONE CONFERMA IL SEQUESTRO PREVENTIVO DEI BEAGLE

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NUOVA VITTORIA DELLE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE

Nuova vittoria degli animalisti nella battaglia giudiziaria contro Green Hill. Accogliendo il ricorso della Procura di Brescia e le richieste del pg, la Corte di Cassazione ha deciso ieri di annullare con rinvio l'ordinanza con cui il Tribunale del Riesame il 23 ottobre scorso aveva detto no al sequestro preventivo. I giudici hanno confermato il dissequestro del capannone e delle strutture della Marshall. I cani invece restano dove sono, affidati alle associazioni animaliste e , tramite queste, alle famiglie che hanno fattpo richiesta di adozione.

Si tratta di una decisione importante, che rafforza la posizione della Procura in vista del processo.

"La pronuncia della Corte di Cassazione - commenta la Lav - è una nuova positiva tappa della vicenda giudiziaria, dopo la recente sconfitta di Green Hill davanti al Gip del Tribunale di Brescia.

La Suprema Corte ha confermato la validità del sequestro dei beagle che, con questa decisione, diviene preventivo rendendolo così più forte. I nostri legali sono impegnati per intervenire nel processo che a breve si aprirà per punire i responsabili di maltrattamenti, anche aggravati dalla

morte, e di uccisione di animali e far chiudere definitivamente l'allevamento bresciano."

Fin dalla prima mattina di oggi un folto gruppo di attivisti ha atteso la decisione davanti alla sede della Corte di Cassazione, manifestando in modo pacifico e in compagnia di tanti beagle salvati da quella drammatica realtà.

La notizia è stata commentata anche dall'Enpa. "Il nostro auspicio - dice la Protezione animali - è che le prossime tappe del procedimento giudiziario facciano chiarezza una volta per tutte su quanto accaduto a Green Hill e che, una volta individuate le responsabilità, gli autori degli illeciti siano puniti in modo esemplare e la struttura venga chiusa definitivamente".

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BARUMINI (CA), SALVO CANE SEPOLTO VIVO CON UN CAPPIO AL COLLO

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L'ANIMALE RECUPERATO DA UN GRUPPO DI RAGAZZI DEL PAESE

Un gruppetto di ragazzi di Barumini, nel Cagliaritano, è riuscito a salvare in extremis un cane sepolto vivo. Aveva un cappio stretto attorno al collo. Ora, per fortuna, sta bene ed è stato curato da una veterinaria del paese.

Questa storia a lieto fine ha come protagonista un cucciolo, strappato ad una morte certa - quasi per caso - da alcuni giovani. Che sono intervenuti, perché richiamati dai lamenti del povero animale che qualche aguzzino aveva sepolto vivo con un cappio al collo. Hanno seguito quei lamenti e, increduli, hanno fatto la scoperta. Il cane è stato tratto in salvo - scrive L'Unione Sarda - proprio dai giovani e portato immediatamente nel paese dove una veterinaria lo ha visitato e rimesso in sesto. Ora sta meglio e scondinzola ancora. Ma ha sicuramente rischiato di perdere la vita per colpa di una persona senza cuore.

Intanto, è partita una denuncia contro ignoti.

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IL NUOVO REGOLAMENTO VIETA DI UCCIDERE LE TIGRI: SVOLTA IN INDIA

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RECORD DI ESEMPLARI MORTI: 88 NEL 2012

In India un nuovo regolamento proibisce l'eliminazione delle tigri. Lo rende noto oggi The Times of India. L'Autorità nazionale per la tutela delle tigri ha stabilito che gli animali che sconfinano fuori dalle riserve protette "devono essere catturati, immobilizzati con sonniferi e riportati nel loro habitat, ma non devono essere uccisi".

La normativa prevede un'unica eccezione, qualora il felino sia antropofago ("man eater"), ovvero "si nutra abitualmente di umani nonostante la presenza di prede naturali". In questo caso, per l'uccisione si può chiedere uno speciale permesso alle autorità forestali e usare un'arma "adeguata". Il regolamento precisa poi che "nessuna ricompensa deve essere pagata" a chi cattura la tigre killer.

Le tigri del Bengala, una specie in via di estinzione in Asia, sono minacciate dal bracconaggio, dalla crescente urbanizzazione che riduce il loro habitat naturale e dall'aumento del turismo nei parchi naturali. Lo scorso anno c'è stato un record: 88 esemplari uccisi, di cui 59 per mano dei bracconieri che prelevano la preziosa pelle e altri organi usati come rimedi afrodisiaci. Sono i dati forniti oggi al Senato indiano in risposta ad una interrogazione sull'allarmante declino di esemplari negli ultimi tre anni (in totale 197).

Secondo l'ultimo censimento del 2010, in tutto il territorio indiano c'erano 1.706 tigri nelle 42 riserve gestite nell'ambito del "Progetto Tigre" governativo su una superficie complessiva di 53.547 chilometri quadrati.

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LA LEGA DEL CANE MOBILITATA PER SALVARE IL CANILE DI VENTIMIGLIA

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DAL 1° MARZO 280 ANIMALI A RISCHIO TRASFERIMENTO

Continua, dopo la manifestazione dei giorni scorsi, la mobilitazione della Lega nazionale per la difesa del cane di Ventimiglia contro l'ormai imminente chiusura del rifugio della città di confine - storicamente gestito dai volontari della Lega del Cane - in cui ad oggi sono ospitati oltre 280 animali tra cani e gatti che, a partire dal 1° marzo, saranno trasferiti presso il canile di Poggio a Sanremo, gestito da privati.

Due le motivazioni per giustificare l'emissione del bando nato con la precedente Amministrazione ventimigliese - sciolta con Decreto del Ministro degli Interni per presunta infiltrazione mafiosa –, pubblicato l'ottobre scorso dal Distretto Sociosanitario del Comune di Ventimiglia e mai contestato dai Comuni intemeli: l'inagibilità del Canile Consortile di Ventimiglia e l'onerosità della convenzione in atto.

In realtà due visite dei Carabinieri del Nucleo N.A.S. e altrettante visite operate sul luogo da parte di Funzionari dell'ASL1-Imperiese, Settore Veterinario, hanno confermato la legittimità della Struttura gestita dall'Associazione, in conseguenza di quanto previsto dalla Delibera della Giunta Regionale 908/2001. Senza considerare che "grazie" a questo bando, evidentemente tanto pericoloso per coloro che vogliono vedere rispettati i diritti degli animali quanto allettante per altri, i Cittadini saranno obbligati a "sborsare" 67.013,00 euro in più dei costi attuali relativi alla Gestione LNDC del Canile Ventimiglia.

Rendiamo noto che la sezione locale della Lega Nazionale per la difesa del Cane, accogliendo l'appello di tantissime persone sensibili e preoccupate, adotterà ufficialmente i cani più anziani e quelli che soffrirebbero di più nel trasferimento, nonostante questo comporti un aggravio economico significativo. E per il futuro, resta solo la consapevolezza che dal primo marzo 2013, per tutti i cani accalappiati sui territori dei Comuni intemeli, il canile di Poggio a Sanremo, gestito da privati, sarà la sola struttura di riferimento e questo precluderà ogni possibile futuro intervento dell'Associazione.

Il rammarico della LNDC è che il Comune di Ventimiglia ha dimostrato di non comprendere, ancora una volta, l'operato e l'azione di sensibilizzazione e di informazione che la Lega del Cane in questi anni ha portato avanti, tutelando gli animali e supportando i cittadini, sostituendosi spesso all'Ente comunale. Questo forse perché le azioni dei volontari mirano a tutelare il benessere degli animali e non certo ad alleviare l'Amministrazione dai suoi doveri.

"Vogliamo sottolineare che nei costi attuali della gestione del Canile di Ventimiglia - afferma Danilo Roda, responsabile della LNDC sez. di Ventimiglia - è compreso anche il mantenimento e l'assistenza di più di 80 Gatti. La Convenzione con il Gestore Privato, invece, pur avendo un costo superiore, prevede solamente l'assistenza annuale per 10 gatti, quindi ci chiediamo cosa ne sarà dei restanti animali bisognosi di cure. Sottolineo – continua Danilo Roda – che la Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Ventimiglia, ha fatto pervenire numerose richieste al dr. Giovanni Bruno e alla dott.ssa Luciana Lucianò, Commissari al Comune di Ventimiglia, per ottenere un incontro che fino ad ora non è stato concesso. Pertanto, ribadiamo l'urgenza di ottenere un incontro chiarificatore con i Commissari Straordinari del Comune, considerata l'importanza del caso, sollecitati anche dai nostri Soci, i Volontari, i molteplici sostenitori e dagli Operatori dipendenti che rimarranno senza lavoro in quanto nella gara d'appalto non era prevista l'assunzione presso il nuovo aggiudicatario o comunque presso altri settori delle Amministrazioni Comunali".

L'intera vicenda è significativa in quanto delinea il preoccupante fatto che per il Comune di Ventimiglia e per i Sindaci del Comprensorio gli animali sono considerati alla stessa stregua di oggetti da recapitare al "migliore offerente", non considerando il trauma che i cani subiranno con il trasferimento, in contrasto con le disposizioni della Corte di Cassazione sanzionati dall'articolo 544 ter del Codice Penale.

Lega Nazionale per la Difesa del Cane chiede a tutti i cittadini italiani a cui stanno a cuore i diritti degli animali di intervenire scrivendo una mail di protesta per fermare questa ennesima deportazione indirizzandola a:

-giovannibruno@me.com

-commissionestraordinaria@comune.ventimiglia.it

-comune.ventimiglia@legalmail.it

-urp@asl1.liguria.it

-im.sananimale@asl1.liguria.it

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BISERNO (FC), SOLO 207 EURO DI MULTA PER L'UOMO CHE HA UCCISO BELINDA

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FORESTALE: "LA CERBIATTA AMMAZZATA VICINO ALLE CASE"

Graziato con una multa di 207 euro il cacciatore che ha ucciso la cerbiatta Belinda. Vicino alle case di Biserno, il paesino in provincia di Forlì-Cesena che aveva adottato l'animale tre anni fa. Quello sparo era regolare: consentito dalle norme sulla caccia di selezione contro i predatori di animali acciaccati, come Belinda, zoppicante perché non aveva una zampa. Ma il colpo è stato esploso a due passi dal centro abitato dell'Appennino. Ecco perché l'uomo che venerdì 15 ha ammazzato la cerbiatta è stato sanzionato dagli agenti del Corpo forestale dello Stato.

La bestiola era diventata il simbolo di Biserno. Trovata quando non aveva più di mesi, è stata nutrita e coccolata dalla gente del posto. Ma poi la fucilata, che nel borgo romagnolo hanno classificato una vera e propria esecuzione. A Corriere.it il cacciatore si è scusato con tutti: "Se l'avessi riconosciuta non avrei mai sparato - ha detto mortificato -. Le ho dato anche io da mangiare, come tutti". Ma i cittadini non hanno accettato le scuse e hanno fatto partire un esposto contro di lui alle forze dell'ordine. E poco dopo sono arrivate le guardie della Forestale. "Abbiamo condotto accertamenti scrupolosi", precisa Gianpiero Andreatta, il comandante del gruppo di Forlì.

Escluso, quindi, il reato di bracconaggio: quello sparo era perfettamente regolare. L'uomo era in possesso, infatti, dell'abilitazione alla caccia di selezione che prevede corsi e un esame che autorizza l'abbattimento di cinghiali, volpi, nutrie, che attaccano animali da allevamento e da cortile e bestiole ammalate o malferme. Semmai - hanno concluso gli investigatori – la fucilata è stata esplosa troppo vicino alle case. Dentro, quindi, il limite dei 150 metri che delimita la "zona rossa" entro cui non si può assolutamente cacciare. Per questo è arrivata la multa da 207 euro. Se Belinda fosse stata uccisa oltre oltre il perimetro vietato - pensate - non sarebbe arrivata nemmeno la sanzione. Un'assurdità.

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PARAGUAY, TIGRI ABBANDONATE ALLO ZOO: UNA MORTA SBRANATA :(

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UCCISA DA DUE FEMMINE IN ARRIVO DA UN CIRCO

Una tigre del Bengala è morta nello zoo di Asuncion, la capitale paraguayana: è stata sbranata da altri due esemplari femmina che appartenevano ad un circo argentino e che nell'agosto dell'anno scorso erano stati abbandonati al confine tra Paraguay e Argentina per via di problemi burocratici sorti al momento di attraversare la frontiera.

Nove tigri del Bengala e cinque leoni erano stati lasciati in custodia al giardino zoologico, ma sei mesi dopo, e con i documenti pronti, la Segreteria per l'Ambiente del Paraguay ha fatto sapere che i responsabili del circo hanno fatto perdere le loro tracce.

Abbandonati e senza microchip previsti dalle leggi internazionali, tigri e leoni - scrive Leggo.it -sono rimasti rinchiusi all'interno di gabbie mobili. E soltanto quando un'impresa privata si è fatta carico della multa di circa seimila euro contro il proprietario del circo, la loro situazione ha cominciato a essere regolarizzata. Ecco che gli animali sono stati spostati dalle gabbie in uno spazio più grande, dove c'è stato l'attacco mortale.

E questo non è neanche il primo caso di questo genere: nel dicembre scorso, una leonessa del circo argentino ha ucciso un leone dello zoo, con il quale i responsabili della struttura avevano tentato di farla accoppiare.

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CHIUDONO IL CANE NEL BAGAGLIAIO PER ANDARE A CENA: DENUNCIATI

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NEI GUAI MARITO E MOGLIE DI 52 E 48 ANNI

Hanno chiuso il cane nel bagagliaio della loro automobile per andare a cenare in un ristorante e quando la polizia è intervenuta, su segnalazione di alcuni passanti, per liberare l'animale sofferente, la donna ha aggredito i poliziotti. È successo a Genova.

Due coniugi del capoluogo ligure, 52 anni lui e 48 lei, sono stati denunciati in concorso per oltraggio a pubblico ufficiale e maltrattamento di animali. Il cagnetto, un meticcio di mezza taglia che è rimasto chiuso per circa due ore, è stato liberato.

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