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animali

USA, PROPOSTA RIVOLUZIONARIA: UN LEGALE PER GLI ANIMALI A PROCESSO

Pubblicato su da Grunf

IL DISEGNO DI LEGGE NEL CONNECTICUT

Un rivoluzionario disegno di legge che consentirebbe di nominare un avvocato difensore che parli a nome degli animali durante un processo. L'idea è di un legislatore dello Stato del Connecticut. La proposta, dal titolo "Un atto riguardante gli avvocati per animali durante un procedimento giudiziario", è stato presentata dalla democratica Diana Urban. Se approvato, questo disegno di legge permetterebbe ad un veterinario del Dipartimento di Agricoltura di essere designato avvocato di un animale, nel caso in cui il suo benessere o la sua custodia fossero oggetto di un procedimento giudiziario civile o penale.

"Ciò consentirebbe di identificare le lesioni nei confronti di animali come una bandiera rossa per futuri comportamenti violenti. Stiamo cercando di dar vita ad una collaborazione sia pubblica che privata con il Dipartimento Statale di Agricoltura e organizzazioni non-profit come Connecticut Votes for Animals, per cercare persone disponibili a parlare a favore degli animali in tribunale", spiega Diana Urban. Alla conferenza stampa di giovedì la Urban è stata raggiunta da Asa Palmer, studente della scuola superiore di North Stonington, che lo scorso gennaio ha trovato due delle sue mucche ferite da colpi di arma da fuoco al muso. Per uno dei due bovini è stata necessaria la soppressione per la gravità delle ferite riportate. "Se questa legge fosse in vigore oggi - sostiene la deputata - Asa Palmer potrebbe richiedere un avvocato per la sua giovane mucca di nome 'Angel', alla quale hanno sparato sul muso e che è stata lasciata con la mascella distrutta e penzolante".

Pare che il disegno di legge, in attesa di intervento da parte del Comitato legislativo giudiziario del Connecticut, trovi il sostegno e l'approvazione anche di altri giuristi.

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FA DEBITI PER COMPRARE ALLA FIGLIA IL CUCCIOLO, CHE MUORE IN 3 GIORNI

Pubblicato su da Grunf

UNA STORIA ESEMPLARE SUI CANI DALL'EST

E' davvero un caso esemplare quello raccontato oggi dall'"Eco di Bergamo". Per comprare il cagnolino alla figlia disabile, una signora di Lallio si è indebitata ed ha fatto ricorso ad un finanziamento a rate. Ma il cucciolo era in pessime condizioni di salute, tanto che la donna ha pensato di restituirlo al commerciante 24 ore dopo averlo acquistato. Il cagnolino faticosamente ottenuto "in sostituzione" (con l'intervento del Movimento consumatori di Bergamo) è sopravvissuto appena tre giorni e mezzo. Conclusione: la figlia della signora ha perso un compagno di giochi, consigliato anche dai medici per la "pet therapy", e la madre deve comunque onorare il proprio debito. Entrambi gli animali, due femmine di razza spitz nano, provenivano dall'Ungheria ed erano offerti su internet a 800 euro l'uno da un negozio in provincia di Pavia, che ha provveduto anche al finanziamento. Il contratto di vendita prevedeva una garanzia solo in caso di cimurro e di gastroenterite. L'autopsia sul secondo cane, riferisce l' "Eco", ha stabilito che era positivo al coronavirus, potenzialmente causa di gastroenteriti.

Ma perché non accontentarsi di un piccolo meticcio? "Perché mia figlia – spiega la signora al quotidiano bergamasco - fino a quel momento non sembrava in grado di fare richieste. E così quando ha chiesto il cagnolino, indicando la razza e perfino il colore, bianco, l'abbiamo vissuto come una conquista".

Solo un paio di settimane fa, l'on. Michela Vittoria Brambilla aveva chiesto al ministro della Salute Balduzzi di sospendere cautelativamente l'importazione di cuccioli di cane e di gatto dai Paesi dell'est europeo, anche aderenti all'Ue, e di avviare un'approfondita verifica sull'efficacia dei controlli sanitari.

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Salvato capriolo sfinito dalla neve

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Un capriolo sfinito dalla tormenta di neve che imperversava ieri sulla montagna Modenese e' stato messo in salvo dai volontari del centro di recupero della fauna selvatica Il Pettirosso. L'animale, ferito e sfinito dal dover saltare nella neve alta, sara' curato nel centro per essere poi rimesso in liberta'.

In questo periodo, spiega il centro, i soccorsi operati dai volontari per le condizioni meteo difficili anche per la fauna selvatica sono due o tre al giorno, e anche di notte.

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La strage di vitelli in autostrada :(

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Un tir si ribalta tra Genova e Ventimiglia. Alcuni animali sono morti, altri sono feriti. Altri ancora vagano liberi

L’autostrada dei Fiori tra Genova e Ventimiglia e’ bloccata all’altezza di Imperia in seguito al ribaltamento di un tir carico di vitelli.

I VITELLI IN AUTOSTRADA - L’automezzo, per cause imprecisate, si e’ ribaltato tra Imperia e Imperia Est, in direzione Francia. Sulla carreggiata sono finite decine di capi di bestiame: alcuni morti, alcuni feriti, alcuni liberi di muoversi in autostrada. Lievemente ferito il conducente.

CHIAMATE TUTTI I VETERINARI - Sul posto sono intervenuti gli uomini della polizia stradale, del 118 e tutti i veterinari che si è potuto reperire. L’autostrada e’ chiusa in direzione Francia con uscita obbligatoria al casello di Imperia Est; è chiusa in direzione Italia con uscita obbligatoria al casello di Imperia Ovest.

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Vendute in Francia tre carcasse al fenilbutazone

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Tre delle sei carcasse di cavallo spedite dalla Gran Bretagna in Francia, e contenenti tracce di fenilbutazone, sono state vendute sul mercato della carne e sono ''probabilmente'' entrate nella catena alimentare. Lo ha detto a Parigi un portavoce del ministero dell'Agricoltura.

Il fenilbutazione è una antiinfiammatorio nocivo per l'uomo, che si somministra in genere ai cavalli. Le carcasse equine, arrivate in gennaio, ''sono state trasformate'', ha aggiunto un portavoce, ricordando che l'allerta britannica è arrivata troppo tardi. I prodotti sospetti ancora in circolazione sono stati ritirati dal commercio, ma alcuni sono già stati probabilmente consumati, ha aggiunto il portavoce, sottolineando che il ''rischio per la salute è minimo''.

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VILLA LITERNO (CE), SEQUESTRATO ALLEVAMENTO CON 200 BUFALE

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LE AUTORITÀ: PESSIME CONDIZIONI IGIENICO-SANITARIE

Un allevamento di oltre 200 bufale, uno dei più grandi della provincia di Caserta, esteso su 120 mila metri quadrati, è stato sequestrato a Villa Literno, perché in pessime condizioni igienico-sanitarie. Il blitz è stato condotto dalle capitanerie di porto di Napoli, di Castel Volturno e di Mondragone insieme ai veterinari dell'Asl e ai tecnici dell'Arpac. Le autorità hanno deciso di vietare la vendita del latte ai caseifici per la produzione della famosissima mozzarella locale.

Il titolare, V.B., è stato denunciato alla Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha coordinato l'intervento. Tra gli altri problemi nell'allevamento, anche la mancanza di verifiche sull'acqua usata per dare da bere agli animali, che dovrebbe essere potabile e pulita per evitarne la contaminazione. E, poi, gli escrementi degli animali venivano gettati in un fosso adiacente all'azienda, definito il "lagone aziendale". Ma è stato anche scoperto anche che i liquami fuoriuscivano da più punti, finendo in un fosso interrato e di qui, attraverso una condotta, nel Lago Patria, le cui acque ad un certo punto sfociano in mare.

Ma non finisce qui. Perché altre aree aziendali erano state trasformate in discariche abusive per rifiuti dell'edilizia, ma sarebbe stato trovato anche dell'amianto. Ancora, i circa 20 militari della capitaneria hanno scoperto costruzioni abusive. Il titolare, allora, è finito sotto accusa anche per attività di gestione di rifiuti non autorizzata e violazione del testo unico sull'edilizia.

Il 18 gennaio scorso, un altro blitz della capitaneria di Porto di Napoli portò al sequestro di altre due aziende di Villa Literno e alla drammatica scoperta di parecchi bufalotti lasciati morire di fame, perché improduttivi, e di vere e proprie fosse comuni di animali.

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CHIAVERANO (TO), SEI GATTI UCCISI E GETTATI IN UN SACCO TRA I RIFIUTI :(

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I TESTIMONI: UNA COLONIA DI 20 FELINI FATTA FUORI IN POCHE ORE

Sei gatti uccisi alla periferia di Chiaverano, in provincia di Torino, e poi gettati dentro un sacco nero dell'immondizia abbandonato accanto ad uno dei bidoni dell'isola ecologica lungo il lago Sirio. Un enorme sacchetto di plastica fotografato da alcuni residenti sabato e poi fatto sparire da qualcuno ieri mattina. Lo scrive la Sentinella del Canavese.

Animali fatti fuori brutalmente, stando al racconto dei testimoni, che facevano parte di una colonia. Una ventina di esemplari, in totale, dei quali non ne è rimasto neanche uno. Nel giro di 24 ore.

"Chi ha compiuto questo gesto vile non lo sappiamo - dice il sindaco Maurizio Fiorentini - ma una cosa è certa, quegli animali che si trovavano in un luogo periferico del paese non potevano dare fastidio a nessuno".

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GREEN HILL, L'ULTIMO SOSPETTO: CAGNE DOPATE PER FARE PIU' CUCCIOLI

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ANOMALIE NELL'ESTRO NOTATE DALLE FAMIGLIE AFFIDATARIE

E' davvero inquietante l'ultimo sospetto che aleggia sui responsabili di Green Hill: aver "dopato" le fattrici dell'allevamento per incrementarne la fertilità e quindi la "produttività". Molte delle cagnoline date in affidamento, infatti, vanno in calore una volta al mese invece che una, o al massimo, due volte l'anno, come sarebbe normale. Lo scrive "Il Giorno", citando "informazioni incrociate" che stanno pervenendo dcalle associazioni animaliste, che a loro volta raccolgono segnalazioni e certificati veterinari rilasciati alle famiglie affidatarie. Allo strano ciclo delle cagnoline è associato anche uno stato di prostrazione che ha indotto un invecchiamento precoce. Probabilmente tutti questi elementi renderanno più corposo il fascicolo del pm Cassiani, che già accusa i titolari di uccisioni senza necessità e di maltrattamento sotto varie forme.

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Ancora inquietanti sparizioni di gatti a Tornaco

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TORNACO, 21 FEB – Una gattina è scomparsa nel nulla; di lei non si hanno più notizie dal pomeriggio di mercoledì scorso 13 febbraio. Dorina (nella foto), una micetta di soli dieci mesi un po’ sfuggente ma affettuosa, è sparita nella zona delle villette nuove del paese. Chi l’avesse vista o avesse informazioni utili al suo ritrovamento è pregato di contattare il numero 338 7204230. Le ricerche sono concentrate soprattutto in zona (Garbagna Novarese, Nibbiola, Terdobbiate, Tornaco e la frazione di Vignarello, Sozzago, Vespolate, Borgolavezzaro, Cerano ) ma anche nei comuni limitrofi fuori provincia come Cassolnovo, Gravellona Lomellina e Cilavegna. Dorina non si è mai allontanata dal perimetro della sua abitazione e anche per questo crescono i timori dei padroni. Ma perché prendersi tanto a cuore un appello del genere, si chiederà forse qualcuno? Perché il caso di Dorina purtroppo non è isolato. Non sarebbe infatti il primo (ma speriamo ultimo) episodio dai contorni “oscuri” e talvolta “inquietanti” tra quelli che hanno visto protagoniste alcune povere bestiole del paese. Ricordiamo, ad esempio, la brutta avventura di Rosolone, il gatto di un assessore comunale che finì “impallinato”. Era la primavera del 2010 e il suo padrone raccontò pubblicamente la vicenda, precisando di avere anche sporto denuncia alle Forze dell’ordine dopo aver trovato il suo gatto ferito gravemente da uno sparo, probabilmente proveniente da un’arma da caccia. Poi, grazie alle cure del caso, guarì. Episodi purtroppo già allora non nuovi in paese, dove ciclicamente si racconta e si ricorda di gatti spariti… non si sa bene come. E soprattutto perché. Che non piacciano a tutti è pacifico, ma dare loro minacciosamente la caccia.

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SVIZZERA RITIRA CARNE DI CAVALLO: ANIMALI MALTRATTATI ALL'ESTERO (Video)

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LO SCANDALO DOPO I FILMATI DEGLI ATTIVISTI (VIDEO)

Allo scandalo della carne di cavallo etichettata come manzo in Italia, si aggiunge in Svizzera il caso del trattamento dei cavalli portati nei macelli. Hanno suscitato subito polemiche le immagini diffuse martedì sera a Kassensturz, trasmissione della televisione svizzerotedesca dedicata ai consumatori: si vedevano - scrive rsi.ch - i maltrattamenti a cui sono sottoposti gli equini destinati alla macellazione in Canada, Argentina, Stati Uniti e Messico. Sono tutti Paesi di provenienza della grande maggioranza della carne di cavallo venduta proprio in Svizzera. Nell'inchiesta della federazione per la protezione degli animali di Zurigo, si vedono cavalli non curati, ammalati o feriti a terra. E non solo: problemi anche durante il trasporto, con botte per far salire gli equini sui camion. Per non parlare poi dei viaggi anche di 15 ore senza mangiare né bere, prima di essere uccisi.

La reazione? Tutte le grandi catene di distribuzione (Migros, Coop, Volg, Spar, Denner, Aldi e Lidl) erano già state informate la scorsa settimana e hanno già deciso di ritirare dagli scaffali i prodotti provenienti dalle nazioni finite nel mirino, come le bistecche, fino a quando non saranno stati chiariti i fatti. La decisione presa nonostante il maggiore importatore, in un comunicato, abbia assicurato il rispetto di tutte le norme.

La Migros, però, fa eccezione. Continua a vendere carne canadese, nonostante abbia fatto sapere che ritiene "inaccettabili" i casi descritti nei filmati girati dalla federazione animalista zurighese, che chiamano in causa anche gli allevamenti Bouvry, in Canada, da cui si rifornisce. Un accordo con il fornitore prevede, tra l'altro, una serie di obblighi sul trattamento degli equini e sul loro trasporto. In occasione dell'ultima verifica, nel 2012, tutto era risultato in ordine, ma presto verranno fatti altri test. Nel frattempo, non sono più in vendita soltanto prodotti come quelli di salumeria e la fondue chinoise di cavallo (con carne argentina).

Pure alla Coop sono stati ritirati, in particolare, degli affettati. La carne fresca arriva, invece, da Francia e Polonia, dove gli standard europei vengono rispettati, ed è ancora in vendita.

Le indagini sui maltrattamenti sono iniziate circa un anno fa. Quindi, non sono collegate con lo scandalo delle lasagne alla carne equina che impazza in Italia. Tutto è partito da un precedente rapporto presentato l'anno scorso, dal titolo "Quando le sovvenzioni uccidono", nel quale gli animalisti riferivano che quasi la metà dei puledri della razza Franches-Montagnes (o Freiberg) vengono macellati, mentre la Confederazione svizzera spende milioni per sovvenzionare il mantenimento dell'ultimo cavallo originario del Paese. Nell'ambito delle ricerche per questo dossier era emerso che meno del 10% del cavallo che troviamo nei nostri piatti è di produzione indigena. Così è nata l'idea di andare a vedere cosa succedeva nei maggiori Paesi di provenienza: Stati Uniti, Canada, Messico e Argentina.

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