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animali

CACCIATORE UCCIDE UN'AQUILA: VOLEVO SALVARE UN CERBIATTO

Pubblicato su da Grunf

TRIBUNALE AUSTRIACO: NON È VERO, PAGHI 2.000 EURO

Un altoatesino di 28 anni è stato condannato in tribunale a Innsbruck, in Austria, a pagare 2.000 euro di multa per aver abbattuto un'aquila. Il fatto - scrive il quotidiano locale Alto Adige - è accaduto lo scorso giugno nella valle Oetztal, al confine tra l'Austria e l'Italia.

L'uomo si è difeso davanti ai giudici, sostenendo di aver soltanto sparato in aria per spaventare il rapace che aveva "adocchiato un cerbiatto" e di averlo colpito accidentalmente. Questa versione, però, è stata smentita dalle testimonianze alcuni escursionisti che si trovavano in zona.

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PELLICCIA TOSSICA, IL GUFO RITIRA DAI NEGOZI IL CAPO CONTAMINATO

Pubblicato su da Grunf

PRIMO RISULTATO DELLA CAMPAGNA AVVIATA DA LAV

A distanza di meno di 24ore dal lancio di "Toxic Fur" (www.nonlosapevo.com), la nuova campagna anti-pellicce della LAV sulle sostanze tossiche trovate in alcune pellicce per bambini sottoposte ad analisi di laboratorio, una delle 5 aziende coinvolte, "Il Gufo", ha emesso un comunicato stampa (http://www.ilgufo.it/news/sostanze-tossiche-su-pellicce-da-bambini.html) con cui annuncia l'immediato ritiro dal mercato del prodotto contaminato.

Si tratta del "Giaccone piuma" (codice mod. A12GM027EC100/100) con inserto in pelliccia di Murmasky (cane-procione), per bambino di 18 mesi, di cui la LAV ha sottoposto un campione della componente di pelliccia animale ad analisi eco-tossicologiche.

I test effettuati dal laboratorio di analisi chimiche dell'Istituto Buzzi di Prato, hanno rilevato la presenza di Formaldeide in quantità fino a 10 volte superiore a quanto previsto dai più rigorosi standard industriali di sicurezza, oltre ad altre sostanze classificate come tossiche o possibili cancerogeni tra cui Pentaclorofenolo, Nonilfenolo Etossilato, Cromo, Piombo, Alluminio, Idrocarburi Policiclici Aromatici (Fenantrene e Naftalene).

"Quella de "Il Gufo" è una decisione responsabile – dichiara Simone Pavesi, responsabile LAV Campagna Pellicce – Ma per evitare d'incorrere nuovamente in un rischio 'tossico' è necessario rinunciare definitivamente all'uso di pelliccia animale: una scelta che avrebbe un grande valore sia ambientale che etico".

La filiera di produzione dell'industria della pellicceria prevede necessariamente l'impiego di sostanze classificate anche come CMR – cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione – e che, inevitabilmente, lasciano tracce anche significative nel prodotto finito, con possibili conseguenze per la salute di chi lo indossa.

La LAV invita l'azienda "Il Gufo" ad adottare una politica aziendale fur-free anche tramite l'adesione allo Standard Internazionale Fur-Free, promosso gratuitamente in Italia dalla LAV per conto della Fur Free Alliance (coalizione di organizzazioni impegnate nel mondo contro lo sfruttamento degli animali per la loro pelliccia) ed al quale hanno già aderito importanti firme, tra le più recenti, Elisabetta Franchi.

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ROMANIA, APPELLO DELL'OIPA CONTRO LA STRAGE DEI RANDAGI A BRASOV

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IN OCCASIONE DEI GIOCHI OLIMPICI GIOVANILI

Nella regione di Brasov, in Romania, le autorità locali non gradiscono i cani nelle strade. Infatti, negli ultimi anni, 30.000 cani sono stati uccisi in quest'area, utilizzando come pretesto il pericolo per la popolazione, la rabbia, le lamentele dei cittadini e così via. L'Oipa continuerà a fare pressione sulle autorità locali romene, chiedendo loro di mettere in atto misure civili e rispettose per controllare la popolazione randagia, lanciando campagne di sterilizzazione, costruendo canili no-kill e promuovendo le adozioni. Per inviare una mail di protesta http://www.oipa.org/italia/2013/appelli/brasov_petizione.html.

La città di Brasov ospita in questi giorni i Giochi Olimpici Giovanili Europei e si concluderanno il 22 febbraio. Ancora una volta gli animali vengono maltrattati ed uccisi per mostrare a turisti, atleti, mass media e personaggi famosi che le città rumene sono "pulite e sicure".

In realtà, i cani vengono brutalmente catturati dalle strade e rinchiusi all'interno dei canili. Nella regione ci sono due canili principali, a Brasov Stupin e a Rasnov. Il primo è tristemente noto per essere una cosiddetta "killing station" sin dal 2003. Qui, centinaia di cani si trovano in condizioni igieniche pessime che spesso ne causano la morte. Cani di sesso e taglia diversi si trovano a condividere spazi ristretti, senza alimentazione regolare, cure mediche né registrazione.

Il direttore dei cacciatori di cani, Flavius Barbulescu, già denunciato per crudeltà verso gli animali, ha siglato accordi con alcuni comuni limitrofi a Brasov, che non possiedono un canile proprio, per accalappiare e uccidere i randagi. Sembrerebbe che questi accordi portino un introito considerevole alle casse della città di Brasov e ovviamente sono sempre gli animali a pagare il prezzo più alto. La maggior parte dei cani viene portata al canile Stupin, ma ciò che avviene in seguito non è noto.

Il numero di cani catturati, inoltre, è manipolato per ottenere vantaggi economici. I documenti per la Protan, la compagnia che si occupa dello smaltimento delle carcasse, sono redatti dagli stessi dog catchers che quindi fanno un conteggio approssimativo del peso dei corpi, cercando di farlo combaciare con il numero di cani che sostengono di aver catturato. In realtà però, catturano la metà di quel numero. L'obiettivo dei cacciatori è che i randagi rimangano nelle strade, soprattutto quelli considerati "aggressivi", in modo da continuare ad assicurarsi il lavoro per "risolvere" il problema.

La maggiore manipolazione però proviene dai mass media. Infatti, molte emittenti televisive sottolineano la pericolosità dei randagi mostrando dubbi episodi di persone attaccate da cani.

Il 5 febbraio 2013 l'associazione animalista tedesca Bund gegen Missbrauch der Tiere e.V. (BMT), che ha condotto campagne di sterilizzazione nell'area di Brasov, ha organizzato una protesta dinanzi all'ambasciata rumena a Berlino per chiedere lo stop delle violenza sui cani randagi.

I rappresentanti dell'ONG National Federation for Animal Protection (FNPA) stanno facendo pressione sulle autorità locali, recandosi presso la Direzione Veterinaria e facendo reclami per le pessime condizioni in cui si trovano i cani nei canili e i terribili trattamenti riservati ai cani. Con un accordo, la Polizia ha assicurato che ispezionerà periodicamente il canile di Brasov e ne controllerà le attività.

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PELLICCE AL NONILFENOLO NEI CAPI PER L'INFANZIA, LAV: INTERVENGA IL MINISTERO

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Sostanze chimiche, potenzialmente molto pericolose, in alcuni capi d'abbigliamento per bambini di età dai 18 mesi ai 12 anni con inserti in vera pelliccia: una recente indagine di laboratorio, commissionata dalla LAV su 6 capi d'abbigliamento di 5 note marche, in vendita in Italia (a Milano, Monza, Roma e via web), svela la presenza, nei capi analizzati, di alcune sostanze chimiche con valori superiori ai requisiti obbligatori presenti nella legislazione europea (REACH) relativa alle sostanze chimiche pericolose in articoli in pelle e pelliccia e nei più diffusi standard industriali privati.

I test eco-tossicologici sono stati condotti dal laboratorio di analisi Buzzi di Prato, specializzato e tra i più accreditati nel settore del tessile, su 6 capi d'abbigliamento per bambini con inserti in vera pelliccia, delle seguenti aziende leader in materia di abbigliamento per l'infanzia: Il Gufo, Miss Blumarine, Fix Design, Gucci, Brums

Sapendo che la lavorazione delle pellicce comporta trattamenti con l'impiego di numerose sostanze chimiche potenzialmente pericolose per la salute, la LAV ha voluto indagare l'eventuale presenza di residui tossici di tali sostanze.

I rapporti di prova sono allarmanti: uno degli articoli (marca Brums) non potrebbe essere posto in vendita sul mercato nazionale dato che risulta contaminato da un quantitativo di Nonilfenolo Etossilato 2,5 volte superiore allo standard REACH (Reg. 2006/1907/CE); alcuni campioni analizzati presentano livelli di Formaldeide nettamente superiori a quelli rinvenuti negli ultimi anni in altri prodotti tessili e per i quali sono state diramate allerte RAPEX (sistema europeo di allerta per la tutela dei consumatori) per il ritiro dal mercato.

I pochi grammi degli "inserti in pelliccia" utilizzati a decorazione di tali articoli, contengono anche altre sostanze (e in quantitativi preoccupanti), classificate come tossiche o possibili cancerogeni come il PCP Pentaclorofenolo, ma anche TeBT Tetrabutil Stagno, TeCP Tetraclorofenoli, Tetracloro Etilene, metalli pesanti (Cromo III, Alluminio, Piombo), nonché tracce di Idrocarburi Policiclici Aromatici (Pirene, Naftalene, Fenantrene, Fluorantrene).

Considerati i preoccupanti risultati di laboratorio di seguito indicati, la LAV chiede alle aziende coinvolte e al Ministero della Salute, di:

• ritirare dal mercato a scopo precauzionale i prodotti segnalati e promuovere specifici accertamenti su altri eventualmente ancora in vendita;

• diramare un'allerta RAPEX (Rapid Exchange of Information System of the EU), per avvertire gli altri Paesi Membri della presenza sul mercato UE di capi d'abbigliamento contaminati;

• vietare l'uso di pelliccia animale.

Il Laboratorio di Analisi Chimiche Buzzi ha ricevuto i campioni di pelliccia animale senza conoscere il modello del capo di provenienza o la marca. Tutte le analisi sono quindi state condotte con assoluta professionalità e trasparenza.

Le analisi di laboratorio hanno rivelato la presenza di:

FORMALDEIDE in misura superiore ai limiti massimi di sicurezza (16mg/kg Oeko-Tex®/bambino e 30mg/kg Direttiva "Giocattoli" 2009/48/CE) nel campione delle seguenti marche: Il Gufo, Miss Blumarine, Fix Design (giacca), Brums.

PENTACLOROFENOLO in misura superiore al limite massimo di sicurezza (0,05 mg/kg Oeko-Tex®/bambino) in tutti i 6 campioni analizzati;

NONILFENOLO ETOSSILATO in misura molto superiore al limite massimo europeo nel campione di marca Brums: l'articolo, dunque, non è commercializzabile sul mercato italiano. E appena al disotto del valore limite il campione di marca Gucci;

ALLUMINIO in misura superiore al limite massimo di sicurezza (50 mg/kg SG leather®/bambino) in tutti i 6 campioni analizzati;

CROMO in valore superiore al limite massimo di sicurezza (50 mg/kg SG leather®/bambino) nel campione delle marche: Miss Blumarine, Gucci, Brums.

Secondo quanto emerge dai risultati di laboratorio, dunque, uno dei prodotti (Brums) non è commercializzabile in Italia per via dei livelli di Nonilfenolo etossilato né potrebbe esserlo in paesi come la Cina e la Corea a causa dei livelli di Formaldeide.

La commercializzazione sul territorio italiano di alcuni dei campioni analizzati potrebbe essere inibita, per il mancato rispetto del "Codice del Consumo" (Decreto Legislativo 206/05 – art. 103: definizione di prodotto sicuro), legato alla presenza di residui di sostanze potenzialmente pericolose.

La maggior parte dei campioni esaminati inoltre non possiede i requisiti per i marchi volontari esaminati (SG Leather® - OEKO-TEX Standard 100®).

"Le aziende moda devono assumersi la responsabilità di non immettere sul mercato prodotti contaminati potenzialmente pericolosi ed eticamente riprovevoli come le pellicce animali - afferma Simone Pavesi, responsabile LAV Campagna Pellicce - I consumatori invece, possono limitare l'esposizione a sostanze chimiche potenzialmente pericolose per se stessi e per i propri figli, astenendosi dall'indossare e dall'acquistare prodotti contenenti anche piccole parti in pelliccia animale. La lavorazione delle pelli prevede il maggiore impiego di sostanze chimiche classificate come potenzialmente tossiche e cancerogene. L'uso di formaldeide, alchilfenoli etossilati, metalli pesanti ecc. comporta immissioni di inquinanti atmosferici, dispersione di sostanze che causano eutrofizzazione delle acque, enorme dispendio energetico oltre ad altre implicazioni negative per l'ambiente".

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GREEN HILL, MARSHALL IN RITIRATA BRAMBILLA: LOGICO EPILOGO

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"SCAPPANO PERCHÉ IN ITALIA NON POSSONO PIÙ OPERARE"

"E' il logico epilogo di questa storia. Il ricorso della Marshall, più che un atto giudiziario, era un debole tentativo di rivalsa contro l'opinione pubblica italiana e contro i militanti animalisti, che l'hanno praticamente "cacciata" dal nostro Paese". Così l'On. Michela Vittoria Brambilla commenta il ritiro, da parte della società proprietaria dell'allevamento Green Hill, del ricorso in Cassazione contro il mantenimento del sequestro probatorio sui circa 2.600 beagle liberati ed affidati, tramite le associazioni animaliste, alle famiglie che ne avevano fatto richiesta.

"Scappano dall'aula della Cassazione – continua l'ex ministro del Turismo – perché sanno che la loro attività in Italia ormai è finita e che insistere è inutile. Per questo, al di là delle argomentazioni giuridiche, personalmente non ho mai dubitato del fatto che i cani sarebbero rimasti alle famiglie affidatarie. La vicenda Green Hill, culminata con il sequestro e la liberazione dei cani nel luglio scorso, ha già guadagnato un posto stabile nella storia come esempio di grande battaglia popolare ed evento-simbolo di una profonda rivoluzione nel rapporto tra uomini e animali. Proprio al fatto storico della più vasta liberazione legale di animali destinati ai laboratori è dedicato il cortometraggio di Piercarlo Paderno "Green Hill, una storia di libertà" che la Federazione Italiana Associazione diritti animali e ambiente ha prodotto e presentato domenica scorsa in anteprima, a Milano. Ricorsi e controricorsi, dunque, non possono cancellare quello che è accaduto in Italia, dove la magistratura, per la prima volta, ha interpretato il reato di maltrattamento in chiave realmente moderna, cioè dal punto di vista degli animali e delle loro esigenze etologiche contro gli enormi interessi di una grande multinazionale indifferente a tutto salvo che alle ragioni del proprio guadagno. Non solo i cani sono e resteranno fuori dal lager, ma con questa attività la Marshall qui ha chiuso".

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GREEN HILL, L'AZIENDA RINUNCIA AL RICORSO: I BEAGLE FUORI PERICOLO

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I CANI PER ORA RESTERANNO ALLE FAMIGLIE AFFIDATARIE

La Marshall, proprietaria dell'allevamento di beagle Green Hill a Montichiari (Brescia) ha ritirato il ricorso in Cassazione contro il mantenimento del sequestro probatorio sui 2.600 cani, attualmente affidati alle famiglie. Il Riesame il 3 agosto scorso aveva dissequestrato l'azienda ma mantenuto il vincolo sugli animali. Un provvedimento in origine impugnato dalla multinazionale. Il 21 febbraio, dunque, l'udienza prevista in Cassazione sarà solo un passaggio formale. Per il momento gli affidatari possono stare tranquilli.

"Siamo felici", commenta una nota della Lav. "Questa nuova tappa della vicenda giudiziaria - prosegue il comunicato - conferma la validità del sequestro probatorio dei beagle di Green Hill disposto dalla Procura della Repubblica di Brescia. Ora si faccia il processo per punire i responsabili e chiudere definitivamente l'allevamento della morte. Questa ritirata fa supporre che ad una nuova valutazione del caso, la ditta abbia finalmente capito che non aveva alcuna possibilità di vincere e fa ben sperare per il buon esito della vicenda giudiziaria".

Secondo l'Enpa, "la rinuncia della Marshall è un'altra grande vittoria per il movimento animalista ma soprattutto per i cani, che, lo ricordiamo, grazie al sequestro e al successivo affidamento temporaneo hanno finalmente conosciuto una vita degna di questo nome. Il nostro auspicio - prosegue la nota dell'ente - è che le successive tappe del procedimento giudiziario facciano chiarezza una volta per tutte su quanto accaduto all'interno dell'allevamento e che, una volta individuate le responsabilità, gli autori degli illeciti siano puniti a termini di legge e Green Hill venga chiuso una volta per tutte. Auspichiamo altresì che il prossimo Parlamento si faccia interprete della volontà della stragrande maggioranza degli italiani vietando definitivamente la presenza, nel nostro Paese, di allevamenti di animali e di stabulari destinati alla sperimentazione". Il testo, infine, avanza un'ipotesi sulle reali intenzioni della multiunazionale.

"Presumibilmente – conclude l'Enpa -, la rinuncia al ricorso e quindi a ottenere la restituzione dei cani, come se si trattasse di oggetti, vuole far cadere l'attenzione anche mediatica sul caso. Invece, le nostre manifestazioni di protesta non finiranno fino a quando non otterremo giustizia anche per tutti gli animali destinati alla morte per un metodo mai validato scientificamente".

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Addio all'orso trentino M13, ucciso in Svizzera :((( Il Wwf: Abbattuto troppo presto

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L'animale si era risvegliato da poco dal letargo. Tam tam dei fan su Facebook: «Ora nessuno ti farà più del male»

M13 non c'è più. Originario del trentino, l'orso è stato abbattuto in Svizzera, in Val Poschiavo, nel cantone dei Grigioni. Reduce da un lungo letargo invernale, l'animale si era risvegliato e si era presumibilmente messo subito alla ricerca di cibo. Niente di male, se non che per le sue «escursioni» il plantigrado aveva scelto di avvicinarsi «pericolosamente» ai centri abitati, suscitando il panico tra la popolazione. L'ultimo avvistamento era avvenuto qualche giorno fa da parte di ragazzina di 14 anni: nessun contatto «fisico» ma tanta paura, fino al punto del ricovero in ospedale, in stato di shock.

WWF - Il Wwf ha criticato le autorità svizzere per l'abbattimento che, secondo gli ambientalisti della sezione austriaca - sarebbe «avvenuto troppo presto. Andavano invece intensificate le azioni di dissuasione». «L'orso è morto perchè non era accettato in Val Poschiavo a causa della mancata informazione della popolazione». Le autorità svizzere difendono l'abbattimento, che sarebbe stato «inevitabile». «L'orso - affermano - seguiva gli uomini fino nei centri abitati e non mostrava paura nonostante gli interventi di dissuasione».

LUTTO - Oggi tra i «fan» dell'orso è un giorno di lutto. Su Facebook, il tam tam tra i membri del gruppo «Emme Tredici», che conta oltre 3.700 fan, si è scatenato immediatamente. «Vergogna! Bastava donarlo al Trentino, dove da sempre e felicemente convivono con numerosi orsi» polemizza qualcuno. Per tutti vale la stessa consolazione: «Adesso nessuno ti farà più del male».

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LA BATTUTA DI CACCIA PUNITIVA FA FLOP: I CINGHIALI BATTONO I BELGI

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IN AZIONE 200 CACCIATORI, SOLO UN ANIMALE UCCISO

I belgi hanno organizzato una caccia al cinghiale e, in un primo momento, sembrava che non ci sarebbe stata gara: 200 cacciatori contro 170 cinghiali selvatici. Eppure, alla fine, solo un animale è stato ucciso. E il cacciatore Jef Schrijvers ha detto dopo una giornata frustrante: "I cinghiali hanno vinto, i cacciatori hanno perso".

La città settentrionale di Postel aveva messo a punto la battuta venatoria, perché un aumento esplosivo della popolazione degli ungulati ha danneggiato i campi coltivati e i boschi e ha causato problemi di traffico nelle campagne. Con una battuta repentina e coordinata, i cacciatori hanno cercato di far raggruppare gli animali in modo che alcuni tiratori potessero sparare, ma il piano non ha funzionato. Schrijvers ha aggiunto alla rete televisiva VRT che "la caccia è stata perfetta, sicura e corretta. Solo il risultato è stato deludente". L'ha definita una "prova generale di successo" in vista di altre battute simili.

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REGNO UNITO: LA STORIA DI BIDDY E BODIE, DUE CANI INSEPARABILI

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I RESPONSABILI DI UN RIFUGIO: "NON POSSONO STARE DA SOLI"

Un'adozione di coppia. Stanno cercando di ottenerla i volontari e i responsabili del rifugio Dogs Trust Home a Merseyside, nel Regno Unito. I protagonisti di questa vicenda sono il chihuahua Biddy e l'incrocio di spaniel Bodie. I due cani, da tempo alla ricerca di una nuova famiglia, sono diventati "amici" inseparabili.

Il rifugio è diventato il luogo del loro incontro e ora, quando escono per una passeggiata, vanno sempre assieme. Anzi, c'è dell'altro: non è raro vedere Biddy letteralmente a cavallo di Bodie.

Però - come scrive il Daily Mail - questo legame molto forte tra due cani non più giovanissimi ha reso complicato il lavoro per l'adozione. Ecco che volontari e responsabili del rifugio confidano in una soluzione in coppia. Biddy e Bodie non potrebbero vivere in due case diverse, tanto che anche la notte dormono insieme.

L'animale più grande è una sorta di angelo custode per il più piccolo, ma ama anche stare in compagnia degli umani e, in particolare, dei bambini. Insomma, è un cane molto affettuoso. E forse per questo motivo il chihuahua Biddy ha scelto lui come compagno. Amicizia e affetto immensi, come spesso accade tra bestiole. Soprattutto, tra quelli costretti a vivere in un canile o per strada.

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LEONARDO DI CAPRIO TESTIMONIAL WWF PER SALVARE GLI ELEFANTI

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L'INIZIATIVA CONTRO IL COMMERCIO ILLEGALE DI AVORIO

Leonardo Di Caprio, attore e consigliere del Wwf Usa, lancia oggi "Hands Off My Parts - Giù le mani dalle parti del mio corpo", l'iniziativa che per una settimana accende i riflettori sul commercio illegale di fauna selvatica: rinoceronti, tigri ed elefanti vengono uccisi a tassi allarmanti per commerciare pelli, ossa, zanne e corna. Un vero e proprio crimine contro la natura che ha raggiunto livelli mai visti prima nei 50 anni di storia del Wwf.

Decine di migliaia di elefanti perdono la vita ogni anno per il loro avorio. La Thailandia è oggi il nodo cruciale del più grande mercato di questo materiale prezioso non regolamentato del mondo, perché sfrutta una scappatoia legale che permette la vendita di avorio proveniente dagli elefanti indiani della popolazione della Thailandia. Così facendo, i criminali riescono a scambiare enormi quantità proprio di avorio africano illegale accanto a quello "legalmente" proveniente dal Paese.

Oltre ad aumentare la consapevolezza su questa grave situazione, l'iniziativa "Hands Off My Parts" mette in evidenza ciò che le persone possono fare, come firmare la petizione Wwf in corso che vuole raggiungere un milione di firme entro il 14 marzo per chiedere al primo ministro thailandese Yingluck Shinawatra di vietare ogni forma di commercio di avorio in Thailandia al fine di contenere l'uccisione illegale di elefanti africani.

A sostegno di questo sforzo Di Caprio, intanto, ha inviato una mail personale ai sostenitori del Wwf e alle celebrità incoraggiandoli a partecipare alla campagna e firmare la petizione. "Il commercio illegale di specie selvatiche è la minaccia più urgente che colpisce specie come tigri, rinoceronti ed elefanti. Questi animali vengono uccisi ogni giorno per nutrire una crescente domanda delle diverse parti del loro corpo", ha commentato la star di Hollywood.

"Intere popolazioni - ha aggiunto l'attore - rischiano di essere spazzate via se non si prendono provvedimenti immediati per fermare questo commercio illegale. Per questo insieme al Wwf invitiamo il governo thailandese a mostrare la propria leadership per la conservazione degli elefanti fermando il mercato dell'avorio prima che il Paese ospiti l'importante summit di 177 nazioni sul commercio di specie selvatiche del prossimo mese di marzo".

Altre voci importanti che aderiscono a questa iniziativa? Emily VanCamp, Josh Bowman, Stacy Keibler, Alyssa Milano, Ian Somerhalder, e Ethan Suplee.

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