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Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)

Pubblicato su da Grunf

Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)
Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)
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Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)
Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)
Bangkok chiede bando della zuppa di squalo (foto gallery horror)

Contro il 'commercio illegale di natura' si è aperta a Bangkok la conferenza mondiale del Cites, la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna in via di estinzione, che fa parte delle attività Onu per l'ambiente (Unep). In Thailandia è stata lanciata una campagna contro la vendita e il consumo di zuppa di pinne di squalo, considerata una prelibatezza tradizionale cinese. La domanda di pinne di squalo ha portato ad un catastrofico declino di alcune specie di squali che sono stati ridotti del 99 per cento dal 1950. La protezione internazionale per gli squali verrà proposta alla riunione in corso a Bangkok fino al 14 Marzo 2013.

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Senza il guanto di plastica al supermercato

Pubblicato su da Grunf

Non si è mai riflettuto abbastanza sull’uso del guanto in plastica del supermercato. E’ stato reso disponibile ovunque come il prodotto che ci avrebbe liberato dai batteri, insieme all’Amuchina.

Prima compravi una mela dall’omino della bottega. Eri sereno, masticavi un frutto succoso mentre il negoziante scambiava due parole sulla partita di calcio.

Ora no, per carità! Se non c’è lui, il guanto, come fai a fidarti di mangiare il cibo che un altro essere umano ti ha porto? E’ sporco. Chissà dove le ha messe le sue manacce senza guanti il fruttivendolo. In effetti, anche la nonna, quando ti passa la mela, pure lei senza il guanto!

Il guanto ha distrutto posti di lavoro. Ha sostituito il fruttivendolo in grado di dirvi se un melone era pronto per essere mangiato subito, durante la cena con gli amici.

Corro perché devo arrivare primo al supermercato. Non ho tempo di chiacchierare con l’amica incontrata per la strada. Se arrivo per ultimo dovrò acquistare la frutta scartata dagli altri guanti.

Forse una soluzione c’è, è assurda, ma potrebbe anche funzionare.

Ti guardi attorno, controlli che nessuno ti veda e ti arrischi! Compri una mela. La tocchi senza il guanto. Nessuno ti nota, nessuno ti sgrida. Strano.

Però mica sei tranquillo. Te lo hanno detto che devi usarlo il guanto. Le sai le regole e tu sei uno che le rispetta.

Non vuoi essere sgridato: "Ehi, Cosa sta facendo? Si vergogni. Comportarsi così davanti a suo figlio. Acquistare senza il guanto". La pressione psicologica del guanto è forte! Non ti senti libero di non usarlo.

Riempiamo i cestoni con l’inutile montagna di guanti. Insieme al guanto gettiamo la nostra dignità. Personalmente ho scelto di non usarlo, tocco solo il prodotto che acquisterò, nessuno mi ha mai sgridato. Ho usato meno plastica.

Dopo un po’ diventa naturale o meglio: torna ad essere naturale. Fare la spesa senza paura.

Per alcuni è vantaggioso aver creato artificialmente “il bisogno del guanto”.E’ vantaggioso: non pagare commessi e farci temere “gli altri”, così non ci siederemo a tavola con loro per condividere cibo e riflessioni su chi siamo e dove ci sta portando questo modo di vivere.

Cosa è diventata una società in cui una rivoluzione e il coraggio si misurano tramite una mela senza guanto? Quando riacquisti la tua dignità è più facile capire che la devi riconoscere agli altri. Le rivoluzioni, oggi che se ne parla tanto dopo la vittoria del M5S, partono anche da coraggiose azioni semplici. Partono da dentro di noi.

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PIACENZA, AL FREDDO E SENZA CIBO: AL SICURO 23 CAPRETTE E 1 MAIALINA

Pubblicato su da Grunf

PRIGIONIERE DI UNO SQUILIBRATO. IL BLITZ DELL'OIPA

Diciotto capre adulte assieme ai loro cinque agnellini abbandonati a se stessi in mezzo alla sporcizia e ai rifiuti, alcuni cani legati a catena cortissima e una maialina confinata in un piccolo recinto con le zampe sommerse nel fango e nel ghiaccio, senza acqua né cibo. Dopo essere stati costretti a vivere nella più totale incuria in un cascinale fatiscente e pericolante, questi animali sono in procinto di trovare finalmente una sistemazione quantomeno discreta.

Il caso era stato segnalato a Striscia la notizia più di un anno fa, ma nonostante due sopralluoghi di Edoardo Stoppa, la situazione era rimasta invariata. L'intervento del nucleo di Guardie eco-zoofile dell'Oipa di Piacenza ha finalmente dato una svolta ad una vicenda che ha dell'incredibile. Il detentore degli animali, infatti, viveva insieme a loro in un rudere con muri scrostati, finestre rotte, completamente esposto al freddo e i cui locali, a rischio di crollo, erano impraticabili per la sporcizia e il disordine.

Quando sono arrivate le guardie, diversi animali erano in evidente pericolo di vita: senza cibo, privi di giacigli ed esposti al freddo invernale, alcune caprette assieme ai loro agnellini erano allo stremo. E non solo: la maialina, che dopo il primo intervento di Stoppa era stata spostata in un recinto ancora più piccolo, senza tettoia, nascosto tra la sterpaglia, era completamente esposta alle intemperie, senza acqua né cibo.

Dopo aver prestato le cure più urgenti nel casolare, le guardie Oipa hanno deciso di avvisare il servizio veterinario segnalando la necessità di intervenire al più presto, vista l'emergenza della situazione. Nel frattempo, gli agenti hanno affidato alcuni capretti ad una vicina di casa che si è resa disponibile ad allattarli.

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BARUMINI (CA), SALVO CANE SEPOLTO VIVO CON UN CAPPIO AL COLLO

Pubblicato su da Grunf

L'ANIMALE RECUPERATO DA UN GRUPPO DI RAGAZZI DEL PAESE

Un gruppetto di ragazzi di Barumini, nel Cagliaritano, è riuscito a salvare in extremis un cane sepolto vivo. Aveva un cappio stretto attorno al collo. Ora, per fortuna, sta bene ed è stato curato da una veterinaria del paese.

Questa storia a lieto fine ha come protagonista un cucciolo, strappato ad una morte certa - quasi per caso - da alcuni giovani. Che sono intervenuti, perché richiamati dai lamenti del povero animale che qualche aguzzino aveva sepolto vivo con un cappio al collo. Hanno seguito quei lamenti e, increduli, hanno fatto la scoperta. Il cane è stato tratto in salvo - scrive L'Unione Sarda - proprio dai giovani e portato immediatamente nel paese dove una veterinaria lo ha visitato e rimesso in sesto. Ora sta meglio e scondinzola ancora. Ma ha sicuramente rischiato di perdere la vita per colpa di una persona senza cuore.

Intanto, è partita una denuncia contro ignoti.

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LA LEGA DEL CANE MOBILITATA PER SALVARE IL CANILE DI VENTIMIGLIA

Pubblicato su da Grunf

DAL 1° MARZO 280 ANIMALI A RISCHIO TRASFERIMENTO

Continua, dopo la manifestazione dei giorni scorsi, la mobilitazione della Lega nazionale per la difesa del cane di Ventimiglia contro l'ormai imminente chiusura del rifugio della città di confine - storicamente gestito dai volontari della Lega del Cane - in cui ad oggi sono ospitati oltre 280 animali tra cani e gatti che, a partire dal 1° marzo, saranno trasferiti presso il canile di Poggio a Sanremo, gestito da privati.

Due le motivazioni per giustificare l'emissione del bando nato con la precedente Amministrazione ventimigliese - sciolta con Decreto del Ministro degli Interni per presunta infiltrazione mafiosa –, pubblicato l'ottobre scorso dal Distretto Sociosanitario del Comune di Ventimiglia e mai contestato dai Comuni intemeli: l'inagibilità del Canile Consortile di Ventimiglia e l'onerosità della convenzione in atto.

In realtà due visite dei Carabinieri del Nucleo N.A.S. e altrettante visite operate sul luogo da parte di Funzionari dell'ASL1-Imperiese, Settore Veterinario, hanno confermato la legittimità della Struttura gestita dall'Associazione, in conseguenza di quanto previsto dalla Delibera della Giunta Regionale 908/2001. Senza considerare che "grazie" a questo bando, evidentemente tanto pericoloso per coloro che vogliono vedere rispettati i diritti degli animali quanto allettante per altri, i Cittadini saranno obbligati a "sborsare" 67.013,00 euro in più dei costi attuali relativi alla Gestione LNDC del Canile Ventimiglia.

Rendiamo noto che la sezione locale della Lega Nazionale per la difesa del Cane, accogliendo l'appello di tantissime persone sensibili e preoccupate, adotterà ufficialmente i cani più anziani e quelli che soffrirebbero di più nel trasferimento, nonostante questo comporti un aggravio economico significativo. E per il futuro, resta solo la consapevolezza che dal primo marzo 2013, per tutti i cani accalappiati sui territori dei Comuni intemeli, il canile di Poggio a Sanremo, gestito da privati, sarà la sola struttura di riferimento e questo precluderà ogni possibile futuro intervento dell'Associazione.

Il rammarico della LNDC è che il Comune di Ventimiglia ha dimostrato di non comprendere, ancora una volta, l'operato e l'azione di sensibilizzazione e di informazione che la Lega del Cane in questi anni ha portato avanti, tutelando gli animali e supportando i cittadini, sostituendosi spesso all'Ente comunale. Questo forse perché le azioni dei volontari mirano a tutelare il benessere degli animali e non certo ad alleviare l'Amministrazione dai suoi doveri.

"Vogliamo sottolineare che nei costi attuali della gestione del Canile di Ventimiglia - afferma Danilo Roda, responsabile della LNDC sez. di Ventimiglia - è compreso anche il mantenimento e l'assistenza di più di 80 Gatti. La Convenzione con il Gestore Privato, invece, pur avendo un costo superiore, prevede solamente l'assistenza annuale per 10 gatti, quindi ci chiediamo cosa ne sarà dei restanti animali bisognosi di cure. Sottolineo – continua Danilo Roda – che la Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Ventimiglia, ha fatto pervenire numerose richieste al dr. Giovanni Bruno e alla dott.ssa Luciana Lucianò, Commissari al Comune di Ventimiglia, per ottenere un incontro che fino ad ora non è stato concesso. Pertanto, ribadiamo l'urgenza di ottenere un incontro chiarificatore con i Commissari Straordinari del Comune, considerata l'importanza del caso, sollecitati anche dai nostri Soci, i Volontari, i molteplici sostenitori e dagli Operatori dipendenti che rimarranno senza lavoro in quanto nella gara d'appalto non era prevista l'assunzione presso il nuovo aggiudicatario o comunque presso altri settori delle Amministrazioni Comunali".

L'intera vicenda è significativa in quanto delinea il preoccupante fatto che per il Comune di Ventimiglia e per i Sindaci del Comprensorio gli animali sono considerati alla stessa stregua di oggetti da recapitare al "migliore offerente", non considerando il trauma che i cani subiranno con il trasferimento, in contrasto con le disposizioni della Corte di Cassazione sanzionati dall'articolo 544 ter del Codice Penale.

Lega Nazionale per la Difesa del Cane chiede a tutti i cittadini italiani a cui stanno a cuore i diritti degli animali di intervenire scrivendo una mail di protesta per fermare questa ennesima deportazione indirizzandola a:

-giovannibruno@me.com

-commissionestraordinaria@comune.ventimiglia.it

-comune.ventimiglia@legalmail.it

-urp@asl1.liguria.it

-im.sananimale@asl1.liguria.it

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Salvato capriolo sfinito dalla neve

Pubblicato su da Grunf

Un capriolo sfinito dalla tormenta di neve che imperversava ieri sulla montagna Modenese e' stato messo in salvo dai volontari del centro di recupero della fauna selvatica Il Pettirosso. L'animale, ferito e sfinito dal dover saltare nella neve alta, sara' curato nel centro per essere poi rimesso in liberta'.

In questo periodo, spiega il centro, i soccorsi operati dai volontari per le condizioni meteo difficili anche per la fauna selvatica sono due o tre al giorno, e anche di notte.

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Seggi simbolici aperti in tutta Europa Così gli Erasmus votano lo stesso

Pubblicato su da Grunf

Erasmus di tutto il mondo, votate. Non si sono arresi gli oltre 25.000 studenti italiani residenti all’estero per motivi di studio che non avranno la possibilità di esprimere la propria preferenza nelle elezioni del 24 e 25 febbraio. Grazie a un incalzante tamtam sui social media è nata la campagna “Io voto lo stesso” (su Twitter #iovotolostesso). Capitanata da Annalisa Autiero e Antonella Frasca Caccia, studentesse Erasmus a Madrid, l’iniziativa ha raccolto migliaia di adesioni. Già da questa mattina in più di trenta città europee, schede elettorali facsimile alla mano, i giovani cittadini si sono dati appuntamento nelle università e nelle piazze, ben determinati a esercitare il loro diritto di voto. Dopo lo scrutinio, i risultati saranno pubblicati su Facebook.

Una votazione simbolica: la partita per gli studenti Erasmus si è chiusa definitivamente con il decreto del Presidente della Repubblica numero 226 del 22 dicembre scorso. Il punto 2 non lascia spazio ai dubbi: «I cittadini italiani che si trovino temporaneamente all’estero e non appartengano alle tre categorie sopraindicate (cittadini impegnati in missioni internazionali, dipendenti statali e professori e ricercatori universitari in servizio) potranno votare esclusivamente recandosi in Italia presso le sezioni istituite nel proprio comune di iscrizione nelle liste elettorali».

«Con il voto simbolico nelle piazze europee protestiamo contro l’esclusione degli studenti Erasmus e speriamo di mandare un messaggio chiaro: non ci siamo arresi – spiega Marco Nobili della rete di studenti Link – Purtroppo non tutti hanno la possibilità di tornare e affrontare le spese del viaggio. L’unica soluzione è essere iscritti all’Aire, l’anagrafe italiani residenti all’estero, ma può aderire solo chi vive all’estero da più di 12 mesi. E la stragrande maggioranza dei progetti di studio va dai 3 ai 9 mesi». «Non si può far nulla nemmeno con i consolati – continua Luca Zecchini, studente di chimica in trasferta a Santiago di Compostela – Quel che più mi sorprende è che il progetto Erasmus esiste da più di 25 anni, con tanto di registri nelle università ospitanti. Forse qualche cosa in più si poteva fare».

Da Berlino a Parigi, passando per Amsterdam e Varsavia, tutti in piazza. E c’è anche chi per aiutare gli studenti ha creato una piattaforma ad hoc. Il meccanismo di “Adotta un voto Erasmus” è molto semplice e sta tutto nell’idea mettere in contatto giovani determinati a esprimere la propria preferenza e cittadini italiani che invece di andare a votare non ne vogliono proprio sapere. «Ho lasciato tutti i miei dati e dopo poco ho ricevuto una mail con il contatto di un volontario “votante” – spiega Dario Falco, studente di giurisprudenza a Huelva, in Spagna – Se mi fido? Non ho motivi per non farlo. Chi sceglie di partecipare a questa iniziativa spontaneamente perché dovrebbe poi tirarsi indietro?».

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Catturato in hotel l'altro romeno evaso da carcere Varese

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E' finita in una stanza d'albergo di Lugano la fuga di Victor Serin Miclea, il 29enne romeno evaso dal carcere dei Miogni di Varese insieme a due connazionali, uno dei quali, il 23enne Marius George Bunoro, catturato a Melide, nelle vicinanze di Lugano nel pomeriggio dell'altro giorno e consegnato ieri alle autorita' italiane. La cattura e' avvenuta ieri sera quando la Polizia cantonale ticinese ha fatto irruzione nella camera della struttura alberghiera situata in centro citta'. Il giovane era solo e non ha opposto resistenza. Dagli accertamenti e' risultato che per l'utilizzo della camera erano registrate tre persone: la compagna di Daniel Parpalia (ancora uccel di bosco) e due minorenni che secondo gli investigatori sarebbero solo nomi di comodo per nascondere Parpalia e Miclea, quest'ultimo sara' interrogato in giornata dal Ministero pubblico di Lugano .

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Azione Greenpeace a Milano: guanto verde sul "Dito" di Cattelan (Video)

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Azione dimostrativa di Greenpeace, questa mattina, durante la Settimana della moda a Milano: un guanto verde, simbolo della campagna 'The Fashion Duel', ha rivestito la famosa scultura di Maurizio Cattelan, nota come 'Il Dito', in piazza Affari. Alla base della scultura è stato srotolato uno striscione con scritto: "La moda vende sogni ma così è un incubo per il Pianeta" per chiedere alle aziende che stanno presentando le loro nuove collezioni "di impegnarsi per raggiungere gli obiettivi Deforestazione Zero e Scarichi Zero nella propria produzione"

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VILLA LITERNO (CE), SEQUESTRATO ALLEVAMENTO CON 200 BUFALE

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LE AUTORITÀ: PESSIME CONDIZIONI IGIENICO-SANITARIE

Un allevamento di oltre 200 bufale, uno dei più grandi della provincia di Caserta, esteso su 120 mila metri quadrati, è stato sequestrato a Villa Literno, perché in pessime condizioni igienico-sanitarie. Il blitz è stato condotto dalle capitanerie di porto di Napoli, di Castel Volturno e di Mondragone insieme ai veterinari dell'Asl e ai tecnici dell'Arpac. Le autorità hanno deciso di vietare la vendita del latte ai caseifici per la produzione della famosissima mozzarella locale.

Il titolare, V.B., è stato denunciato alla Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha coordinato l'intervento. Tra gli altri problemi nell'allevamento, anche la mancanza di verifiche sull'acqua usata per dare da bere agli animali, che dovrebbe essere potabile e pulita per evitarne la contaminazione. E, poi, gli escrementi degli animali venivano gettati in un fosso adiacente all'azienda, definito il "lagone aziendale". Ma è stato anche scoperto anche che i liquami fuoriuscivano da più punti, finendo in un fosso interrato e di qui, attraverso una condotta, nel Lago Patria, le cui acque ad un certo punto sfociano in mare.

Ma non finisce qui. Perché altre aree aziendali erano state trasformate in discariche abusive per rifiuti dell'edilizia, ma sarebbe stato trovato anche dell'amianto. Ancora, i circa 20 militari della capitaneria hanno scoperto costruzioni abusive. Il titolare, allora, è finito sotto accusa anche per attività di gestione di rifiuti non autorizzata e violazione del testo unico sull'edilizia.

Il 18 gennaio scorso, un altro blitz della capitaneria di Porto di Napoli portò al sequestro di altre due aziende di Villa Literno e alla drammatica scoperta di parecchi bufalotti lasciati morire di fame, perché improduttivi, e di vere e proprie fosse comuni di animali.

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