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FUORI DALL'UNIONE MASSONICA EUROPEA...SI PUO'!!!

Pubblicato su da Ugo Pennati

FUORI DALL'UNIONE MASSONICA EUROPEA...SI PUO'!!!

ART. 50 TITOLO VI - DISP. FINALI DEL TRATTATO SULL'UE: "Ogni Stato membro può decidere (...) di RECEDERE DALL'UNIONE"... FALLO SAPERE A PIU' PERSONE..

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MUOS: se il Governo non rispetta la volontà dei siciliani

Pubblicato su da Grunf

Stanotte intorno alle 4, la gru necessaria per il completamento dei lavori del MUOS è entrata nella base militare americana della Sughereta di Niscemi scortata da agenti antisommossa e da camionette blindate. È l’epilogo di mesi di protesta e di presidi pacifici da parte di semplici cittadini mobilitatisi a difesa dei propri diritti e contro gli enormi interessi dei poteri forti e dei manipolatori del benessere collettivo.

Nel cuore di questa nottata accade dell’altro di enormemente grave. Con la decisione presa dal Ministro dell’Interno Cancellieri, il Governo italiano, ricordiamolo, non eletto democraticamente, ignora e violenta la volontà dei propri cittadini, quelli siciliani, i cui rappresentanti alla Regione Siciliana, non più tardi di alcuni giorni fa, avevano approvato all’unanimità (roba rara) la revoca per la realizzazione del sistema radar statunitense MUOS.

Un atto con cui il Parlamento siciliano ha condiviso la pericolosità dell’installazione del MUOS all’interno della riserva naturale di contrada Ulmo, considerata dalla Comunità europea sito Sic (Sito di importanza comunitaria) e, soprattutto, con cui, per una volta, ha parteggiato, almeno sulla carta e con un atto politico, dal lato del popolo.

Il Governo italiano contro l’ARS in un gioco di pirandelliana memoria, quello dei paradossi, dell’assurdo, delle illusioni e delle contraddizioni. Nei presidi smembrati dall’andare del grande autoarticolato e dagli agenti in tenuta antisommossa, restano i visi e gli occhi lucidi di chi da mesi è costretto a lottare per affermare il diritto alla salute, il diritto alla tutela ambientale, il diritto a vivere in una società non violenta.

In questo giorno resta l’amarezza dell’impotenza, resta la frustrazione del vedere trionfare il non senso al bene comune e restano le parole che il Ministro Cancellieri rivolge al Governatore siciliano Crocetta: “Non sono accettabili comportamenti che impediscano l’attuazione delle esigenze di difesa nazionale e la libera circolazione connessa a tali esigenze, tutelate dalla Costituzione”.

Cosa è accettabile dunque? La sovranità popolare di una nazione come l’Italia, violata e mandata a quel paese da mercenari d’interessi privati? O appoggiare politiche sostenitrici di strumenti di morte e di guerra? O assistere allo scollamento, sempre più netto ed evidente, tra gli obiettivi e gli interessi perseguiti da chi governa il paese e quelli della cittadinanza? È accettabile forse l’isolamento mediatico nazionale della faccenda MUOS?

È accettabile forse prendere coscienza di come il Governo italiano, come tanti altri nel mondo, promuova il commercio di armi ed ingrassa i budget e gli stanziamenti pubblici per armamenti e per la difesa, mentre continua a tagliare i settori chiave di uno stato democratico moderno schiacciando inoltre il cittadino sotto la pressione psicologica e quella fiscale? E che dire delle sistematiche violazioni della Costituzione italiana, la cui tutela sta tanto a cuore al Ministro?

La notte porta la gru del MUOS, ma questa notte, spero, possa portare anche consiglio.

Risvegliamoci, appropriamoci delle nostre vite e mobilitiamoci in prima persona, con un impegno fattivo di cittadinanza attiva per riprenderci la felicità del vivere da essere umani in questo magnifico pianeta.

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La pelliccia è MORTE

Pubblicato su da Ugo Pennati

La pelliccia è MORTE

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Chi ama qualcosa lo preserva...il resto sono balle

Pubblicato su da Ugo Pennati

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SICILIA, LAV DENUNCIA ALLEVAMENTO ABUSIVO RIPRESO DA STRISCIA

Pubblicato su da Grunf

DA VALUTARE ANCHE LE OMISSIONI DELLE AUTORITÀ

Ieri sera, in un servizio su "Striscia la notizia" di Canale 5 (http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?16603), Edoardo Stoppa (Striscia la Notizia) ha rivelato l'esistenza di un allevamento abusivo di pecore nell'abitato di Partanna (Trapani). Palesi le condizioni di abbandono e maltrattamento degli animali, una pecora era morente, due agnellini erano in una piccolissima gabbia, così come era palese la loro mancata identificazione secondo legge. Una situazione incredibile sulla quale Sindaco e Servizio Veterinario pubblico non possono aver chiuso gli occhi per anni permettendo peraltro la vendita di carni non controllate.

La Lav ha deciso quindi di presentare una denuncia alla Procura della Repubblica di Trapani per reprimere il reato di maltrattamento di animali previsto dal Codice penale e ha chiesto l'immediato sequestro della struttura ai Carabinieri NAS.

Altrettanto grave, e quindi oggetto della stessa denuncia della Lav, la risposta che Edoardo Stoppa ha ricevuto al telefono dalla Polizia locale e ha mandato in onda: "Noi non possiamo intervenire perché abbiamo avuto direttive di non intervenire per ora. Non è che siamo autonomi e possiamo fare quello che vogliamo". Eppure vi è l'obbligo, per ogni operatore di Polizia, sulla base del Codice di procedura penale, di intervenire e reprimere i reati a danno degli animali al pari di ogni altro reato e dunque premesso che non era certamente libera scelta opzionale per l'interlocutore della Polizia locale decidere se intervenire o no a fronte di una denuncia non anonima e chiara e palese (come non è scelta opzionale tutti i giorni per qualsiasi altro organo di Polizia decidere e scegliere se intervenire o meno in questi casi) la Lav denuncia l'interlocutore della Polizia locale per il dichiarato omesso intervento dopo la denuncia segnalata da Stoppa.

In questa denuncia si chiede di far accertare alla Procura se il mancato intervento è iniziativa personale dell'interlocutore al telefono registrato da "Striscia la notizia" e - dunque - se l'omissione debba essere soltanto a lui addebitata o se invece, cosa ancora più grave, corrisponde al vero che - come ha inoppugnabilmente dichiarato - il Comandante abbia dato espressa disposizione per non intervenire (nel qual caso naturalmente la denuncia si estenderebbe automaticamente e a maggior ragione anche a carico del Comandante). La Lav chiede alla Procura della Repubblica di Trapani di valutare oltre al reato di omissione di atti d'ufficio, anche l'ipotesi di reato prevista dall'articolo 40 secondo comma del Codice penale chiamando a rispondere l'interlocutore e/o altri in concorso con il soggetto autore del reato di maltrattamento stesso in quanto tale articolo del codice penale prevede espressamente che un pubblico ufficiale che non interviene per reprimere un fatto, un reato che ha il dovere di reprimere, entra in concorso con il fatto illecito stesso insieme agli autori del reato che non ha represso.

La Lav sistematicamente procede a denunciare alle competenti Procure della Repubblica tutti quegli organi di polizia giudiziaria ai quali i cittadini si rivolgono per denunciare reati a danno di animali in flagranza ed essi organi rifiutano in modo omissivo il proprio intervento per reprimere gli stessi reati a danno degli animali. Esistono leggi da applicare e non ci sono reati di serie A e di serie B.

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CINA, ANIMALS ASIA SALVA SEI ORSI DA UN ALLEVAMENTO DELLA BILE

Pubblicato su da Grunf

IL SUCCO GASTRICO USATO NELLA MEDICINA TRADIZIONALE

L'associazione per il benessere degli animali Animals Asia ha ricevuto sei orsi in Cina ieri, dopo il Sichuan Forestry Department ha preso gli animali da un allevamento illegale in cui si estrae la bile. Le due organizzazioni hanno lavorato insieme per salvare gli orsi in un progetto interessato trattamento dei poveri ungulati che vengono tenuti in gabbie, al fine di raccogliere la loro bile che viene usata nella medicina tradizionale cinese.

Secondo Animals Asia, gli orsi in salvo erano in pessime condizioni. Le foto mostrano che avevano riportato ferite per le gabbie in cui erano tenuti e uno aveva anche gravi escoriazioni agli artigli.

"Se vai a vedere le zampe degli orsi, è ovvio che non sono stati in un posto sicuro per anni", ha detto Jill Robinson, fondatore e amministratore delegato del gruppo.

Molti degli orsi che vengono tenuti in isolamento per la loro bile sono orsi neri asiatici, spesso chiamati "orsi della luna", i quali sono classificati come specie "vulnerabile" da parte dell'Unione internazionale per la conservazione della natura.

Animals Asia, ancora, stima che più di 10.000 orsi vengono custoditi in Cina e circa 2.400 in più in Vietnam sono prigionieri delle "fattorie della bile".

Come ha scritto John Platt su Scientific American l'anno scorso, la pratica pare in contrazione in Corea del Sud, dove "il 90 per cento dei sudcoreani sostiene che l'allevamento degli orsi è inumano e chiede la fine della pratica nel Paese". Ma, nel contempo, ha osservato che la domanda di bile dell'orso è rimasta forte.

Non solo. Il produttore Andrea Hsu ha fatto sapere ad Animals Asia che la bile, estratta dalla cistifellea, non è difficile da trovare. "Sono entrato in una farmacia mentre andavo a cena e ho trovato un piccolo pacchetto di bile d'orso in polvere venduto per circa 1,20 dollari", ha scritto. "Viene usata per far abbassare la febbre e per trattare i problemi con gli occhi, tra le altre cose".

L'allevamento di orsi rimane legale in Cina, ma "il governo ha smesso di rilasciare nuove licenze nel 1994", ha concluso Hsu.

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LUGANO, IN SALVO IL CANE DELLA VERGOGNA

Pubblicato su da Grunf

QUASI SENZA PELO, AFFAMATO E CON FERITE SU TUTTO IL CORPO

Un cane rimasto quasi senza pelo, con la rogna, con piaghe e ferite sparse su tutto il corpo. Era costretto a dormire in uno spazio piccolo, al freddo, tra i suoi escrementi. Il suo proprietario, residente in una località nella zona di Lugano, spesso lo lasciava senza cibo e lo trascurava. Ma i volontari dell'associazione "Angels 4 animals" sono riusciti a salvarlo. E adesso attaccano: "Il caso era già stato segnalato diverse settimane fa dai vicini sia al veterinario cantonale, sia alla protezione animali. Ma nessuno è intervenuto. A quel punto hanno chiamato noi. Siamo riusciti a salvare il cane in tempo, non avrebbe resistito ancora a lungo in quelle condizioni".

Le immagini, tra l'altro, sono forti e mostrano l'animale barcollante che a fatica riesce a stare in piedi. Lo hanno già ribattezzato il "cane della vergogna". Eppure, non si tratta di un caso isolato. "Le segnalazioni riguardanti gli animali domestici maltrattati sono in aumento – spiega Luca Bacciarini, dell'Ufficio del veterinario cantonale – ne riceviamo almeno 1-2 a settimana. Forse anche perché è aumentata la sensibilità nei confronti degli animali".

I medici cantonali fanno sapere: "Era una situazione nota da tempo. Siamo già intervenuti più volte presso il proprietario, la stessa cosa ha fatto l'autorità comunale. Proprio in queste settimane era stato programmato l'ennesimo controllo". Poi Bacciarini insiste: "Se la situazione è oggettivamente grave, si interviene subito, anche con il sequestro dell'animale. Di solito, però, si ordina al proprietario di ripristinare una tenuta corretta degli animali e solo se questo non viene fatto si prendono ulteriori misure. Noi dobbiamo in ogni caso muoverci all'interno della legalità. Anche in questi casi il proprietario di animali ha il diritto di contestare le misure e di ricorrere contro di esse".

In pratica, di regola non si può andare a casa di una persona e portargli via subito la bestiola. "C'è un iter da seguire. Per le nostre attività di controllo possiamo collaborare con l'autorità comunale, affidando l'azione alle società di protezione degli animali, tramite ispettori o nostri collaboratori. Anche le società per la protezione degli animali devono operare rispettando la legge, inoltre non possono intervenire direttamente sequestrando un animale, perché non hanno funzione di 'organo di polizia' come i nostri collaboratori".

I volontari di "Angels 4 animals", dal canto loro, non le mandano a dire: "C'è troppa burocrazia. La nostra è un'associazione privata, noi il cane lo abbiamo portato via in mezzora e con il consenso del padrone". In questo momento, il cane salvato nel Luganese si trova in una famiglia affidataria ed è in cerca di un nuovo proprietario. Chi volesse adottarlo o aiutarlo - fanno sapere dall'associazione - può scrivere a info@angels4animals.ch.

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Iniziamo a tirare le pietre...

Pubblicato su da Ugo Pennati

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Alagna, il paese che occupa la pista da sci: Salviamo le baite del '600 dagli spara neve

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Io sto dalla parte dei valigiani!!!!

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Guerra politica subacquea nel Garda sul busto sommerso di Mussolini

Pubblicato su da Grunf

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