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considerazioni

L'invasione dei parassiti [ Video ]

Pubblicato su da Grunf

ascoltate bene cosa dice questo,sono in Italia e faccio come mi pare.alla faccia delle risorse

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Il rialzo dell'oro nero: preludi di una guerra monetaria

Pubblicato su da Grunf

"Riceviamo e volentieri pubblichiamo"

di Francesco Marotta

Da alcune prove nascono tentazioni e volontà di rado taciute. Nel corso del vertice G20 di Mosca, Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, rinforza l’opinione a lungo diffusa relativa al sostanziale miglioramento del settore bancario e dei mercati in rapporto all’estate scorsa. Un’esortazione quella di Draghi, sulla strada senza via di uscita delle riforme tecnocratiche. Pena, “improvvisi cambiamenti di umore sui mercati”. Il primo giorno del G20 vede raccolto l’alto apogeo dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche delle nazioni che detengono il 90% del prodotto interno lordo mondiale. Le acque gelide della Moscova si tingono di nero e le microimpressioni a filamento metallico che cominciano ad affiorare in superficie, hanno tutte le prerogative di un fenomeno idrodinamico messo in relazione ad una ben diversa tipologia di circolazione di liquidi, che nulla a che fare con la linfa del fiume. Il prezzo “dell’oro nero” sale, reinnestando la guerra delle valute: il primo mese dell’anno 2013 ha sancito inderogabilmente l’aumento delle quotazioni del petrolio rispetto ai valori registrati nel mese di dicembre 2012.

Il conflitto avviato in Mali, dovuto a reminiscenze strategiche e di mantenimento in suolo africano ha comportato un aumento dinamico del prezzo del greggio. Una costosissima “tartina di caviale Astrakan” in grado di rimestare le tasche vuote degli italiani e dell’Eurozona. Finiti i festeggiamenti di un ultimo dell’anno indimenticabile per la decrescita economica e per l’incremento di criticità diffusa; mediante la spirale di crisi atta a dare il via definitivo al salto oltre l’orlo del baratro, la Banca Centrale Europea ha stabilito il tasso di riferimento della zona euro del petrolio allo 0,75%. Contrariamente alla Bank of England, che segue una logica consequenziale correlata all’intensificazione della politica estera statunitense, fissandone il tasso unicamente allo 0,5%. Le politiche della BCE ad oggi, paiono come un’illuminante partecipazione al percorso delle oligarchie bancarie e finanziarie, disconoscendo al contempo il ruolo interno alla comunità monetaria europea, spiccando esclusivamente per le forti interazioni con il Fondo Monetario Internazionale.

L’innesco è ben acceso e lo scoppio è fragoroso. Una possibile contesa delle valute e delle monete dissimili dal denaro: quello che emerge è il valore massimo di una nuova rivalutazione della Forma-Capitale e della sua mancanza di limiti del profitto e, il seguente effetto invasivo delle politiche monetarie speculative adottate da molteplici banche centrali. Il fallimento attuale del sistema cosmopolita legato al denaro, non è strettamente correlato alla differenziazione della valuta dal denaro. Lo scandire i tempi dell’incedere invasivo del mercato globale ne ha distolto l’attenzione, supportandone la svalutazione della prima: la moneta diversamente dal denaro è per sua natura coesiva. Nello scambio, gli oggetti acquisiscono una dimensione di efficienze ed economicità e senza eccezioni, nello scambio della moneta, il valore economico perde ogni sua specifica di individualità in mano a pochi oligopoli, divenendo tangibile, unitariamente congiunta a un valore: comunitario, rappresentato anche dalla valuta di una nazione e, come in questo caso, di un’Europa che dovrebbe essere politicamente e monetariamente unificata. Dovrebbe.

Un adagio e una fuga in “Do minore “di una Comunità Europea, piegata dall’espansione degli spazi e dalla facile fluidità dell’intervento illimitato della forza del denaro, ( il quale non è neutrale) del profitto economico-finanziario, economico-bancario e dei multi poli sovranazionali. Aristotele asseriva che “la cupidigia dell’uomo è insaziabile”. Abbiamo apprezzato secoli dopo la veridicità delle sue parole. Assistendo, senza colpo ferire, all’incontrovertibile ascesa delle lobbies di diversa natura senza elaborare in modo efficace contropartite alla stessa altezza. Differentemente da altre realtà, come gli Stati Uniti, cui non sono mai mancate le ambizioni di ordine geostrategico, geopolitico e la ben nota tendenza a depolitizzare le aree di interesse. Gli Stati Uniti hanno aumentato la produzione di b/g ( barili al giorno) di petrolio per opera dello “shale oil” ricavabile grazie alle alchimie deleterie dell’hydraulic fracturig. Tecnicamente, l’uso della pressione di semiliquidi-liquidi di natura chimica, per dare origine ad una frattura ed estendendola nello strato roccioso: in modo da estrarre petrolio e gas, trivellando nelle rocce per accrescere l’asportazione nei giacimenti. Una procedura usata negli States sin dagli anni 40: grazie all’apporto dell’azienda petrolifera Halliburton, multinazionale americana e precorritrice della tecnica in questione. “Vittima illustre” di un contenzioso giudiziario ad opera di un’altra consorella del mercato petrolifero, la British Petroleum, citandola in giudizio alla corte federale di New Orleans per il disastro della marea nera nel Golfo del Messico nell’aprile del 2010. La causa scatenante e le ire di una rarissima diatriba in lingua anglofona: una iniqua qualità della mistura di cemento utilizzata per sigillare il pozzo di Macondo. Sulla piattaforma della discordia, trovarono la morte 11 lavorati e la seguente fuoriuscita di 780 milioni di petrolio nel Golfo del Messico. La comprova dell’impatto ambientale e dell’elusività di una tecnica estrattiva impiegata dall’”Aquila di Mare”, portatrice del 90% del gas americano estratto con questa metodologia, dalle piume ( penne ? ) appartenenti non solo a volatili intrise di petrolio.

Appunti di viaggio che guidano inesorabilmente nella terra del Sol Levante. Un’innaturale “via del bonsai”, seguente una tracciato dissimile dall’austerità preposta dall’Unione Europea. Una scelta ponderata di cui gli effetti collaterali dell’apparato economico, seguente come in questi casi un’unica scelta assolutista, complica decisamente la “svalutazione competitiva dello Yen”. Rincorrendo tormentosamente al canale preferenziale intrapreso dalla propria Banca Centrale: l’attuazione di un quantitarivo easing superiore a 1.200 dollari entro la fine del 2013, senza considerare l’aumento del debito pubblico corrispondente a 237% del Pil. Un azzardo che nulla toglie alla detenzione privelegiata del proprio debito, dalle conseguenze inevitabili, attinenti il valore dello yen sul dollaro ( 10% ) in discesa libera. A questo proposito, disquisendo di cadute/discese il più delle volte inattese, come nel caso della Germania, eccone due, verticali del prodotto interno lordo tedesco (0,5%) e statunitense (-0,1%), negli ultimi tre mesi del 2012. Uno scenario che porterebbe ad amplificare le divergenze tra le diverse macro aeree del pianeta, formatesi in un’ottica del più volte citato “piano livellato”e ad opera dell’ultima evoluzione del “turbo-capitalismo”; intento a modificare la redistribuzione della forza lavoro nell’appiattimento intensificato dei salari, (l’occupazione, ora, è solo un lontano ricordo) all’interno dell’unica macro area concepita a braccetto con le principali banche mondiali. Un unico mercato che necessita nell’ultimo anno di una pregiudiziale corposa: i minimi storici raggiunti dalla sterlina e dal dollaro in rapporto all’euro. Le ultime involuzioni che hanno colpito Finmeccanica e Eni non attutiscono i movimenti oscillatori scarsamente cautelati dell’Euro in attesa dei cambi post G20. La nervosità delle borse è quasi sempre impiegata come spauracchio per gli stati e le loro valute in circolazione, come un severo monito. Vincolata da una sola proclamazione: la crisi del sistema denaro può essere ostacolata. Dal mercato neoliberale e della Forma-Capitale giungono indicazioni in tal senso. Quando il prezzo del petrolio raggiunge limiti sufficientemente elevati arrestando per un breve o lungo periodo la macchina autoreferenziale, meglio ricorrere ad un escamotage continuamente in voga: la creazione di contrapposizioni nette tra le valute sovrane. Elevandone le differenziazioni e, a tempo debito i pregi immaginifici di un unico sentire, il denaro, sopra le monete e l’auspicabile sviluppo di nuove tecnologie da applicare solo in sede di esercizio industriale. Oltre i confini d’origine. Senza dubbio le monete-valute danno preoccupazione. Sino a quando no riusciremo a presentarci come una guida disinteressata ai mercati facendo per primi lobby italiana e europea in ogni ambito: dall’artigiano all’industria, dal credito alle libere professioni sino ai lavoratori, dalla formazione dei lavoratori, con l’obiettivo di uno sviluppo reale e di ricerca, sino alla definizione di specifiche competenze di unità. In primis di Nazione che come tale è capace di assumersi sulle spalle l’onere di una delega dei principi dell’immensa civiltà europea.

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Pistorius, telefonata lo inchioda (foto e considerazione)

Pubblicato su da Grunf

"Ho ucciso 'Baba', che Dio mi porti via". E' la telefonata che Oscar Pistorius ha fatto al suo migliore amico, Justin Divaris, nella notte dell'omicidio della fidanzata, Reeva Steenkamp. L'atleta paraolimpico sudafricano ha telefonato all'amico per dirgli quello che era successo prima di chiamare l'ambulanza. "Ma che stai dicendo? Gli ho detto. E lui ha ripetuto: c'è stato un incidente, ho sparato a Reeva", ha dichiarato Divaris al Mail online.

Non riesco proprio a capire come si possa massacrare e deturpare una ragazza bella e solare come Reeva Steenkamp considerata tra le 100 modelle più belle al mondo.

Nonostante la sua terribile menomazione Pistorius ha avuto tutto dalla vita : soldi,successo,donne, insomma una vita piena di soddisfazioni, oltre ogni aspettativa, eppure dietro nascondeva (a quanto pare) un carattere irascibile e violento contraddistinto da una forte paranoia per la sicurezza.
Ma chissà ? forse troppo successo da alla testa!!

Grunf

Pistorius, telefonata lo inchioda (foto e considerazione)
Pistorius, telefonata lo inchioda (foto e considerazione)Pistorius, telefonata lo inchioda (foto e considerazione)
Pistorius, telefonata lo inchioda (foto e considerazione)Pistorius, telefonata lo inchioda (foto e considerazione)Pistorius, telefonata lo inchioda (foto e considerazione)

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L'8% delle nostre auto è senza assicurazione

Pubblicato su da Grunf

Se quelle ladre delle assicurazioni facessero pagare meno...

Io per esempio pago 330,00€ per una ca@@o di 600 e senza mai aver fatto un incidente in vita mia (ho 46 anni)... vi sembra normale?

Non dovre pagare nulla perché fin d'ora ho regalato dei gran soldi alle compagnie assicurative senza ricevere nulla in cambio

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Tra poco ci saranno le primarie del Pdl ?

Pubblicato su da Ugo Pennati

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Polizia, chi stai difendendo?

Pubblicato su da Ugo Pennati

Polizia, chi stai difendendo?

Polizia, chi stai difendendo? Chi è colui che colpisci a terra? Un ragazzo, uno studente, un operaio? È un italiano, un'italiana come te, è tuo fratello. è tua sorella, qualche volta, come ieri per gli operai del Sulcis, un padre che ha sputato sangue per farti studiare... Non ti ho mai visto colpire un politico corrotto, un mafioso, un colluso con la stessa violenza. Ti ho visto invece scortare al supermercato una senatrice o sfrecciare in moto affiancato ad auto blu nel traffico, a protezione di condannati in giacca e cravatta, di cosiddetti onorevoli, dei responsabili dello sfascio sociale che invece di occuparsi dello Stato si trastullano con la nuova legge elettorale per salvarsi il culo e passano le serate nei talk show. Di improbabili leader a cui non affideresti neppure la gestione di un condominio che partecipano a grotteschi confronti televisivi per le primarie... (dal blog di Beppe Grillo) Io non voto per Grillo e tanto meno per gli altri ma qui dice quello che pensiamo in tanti. Tantissimi.

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Alcol, arroganza, Suv e chissene : ecco il mix che ha ucciso Altea a 17 anni (cazzo!)

Pubblicato su da Grunf

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