Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog

crisi

CATASTROFE EQUITALIA

Pubblicato su da Ugo Pennati

CATASTROFE EQUITALIA

UNO TSUNAMI SULLE FAMIGLIE:

426.000 CASE PIGNORATE IN 3 ANNI... IN TV VE LO HANNO DETTO?

Leggi i commenti

Il Belgio verso lo sciopero generale (Video)

Pubblicato su da Grunf

Questo giovedì è toccato a circa 10.000 impiegati pubblici scendere in strada a Bruxelles. Sotto accusa gli scivoli pensionistici del governo che però non sembra intenzionato a sostituire chi va in pensione. Per i sindacati una maniera per svilire sempre più il settore pubblico.

Fra le categorie in lotta anche le guardie carcerarie per 24 ore. Tutto lascia davvero pensare che il 21 febbraio il paese si fermi sul serio come temono persino i sindacati.

Manifestiamo per dare un segnale al segretario di Stato Bogaert. Non abbiamo diritti. Se si vogliono cambiare le regole bisogna negoziare con le organizzazioni di categoria. Il segretario di Stato vuole smantellare queste organizzazioni e togliere diritti ai lavoratori.

Secondo i sindacati, con le nuove riforme per il lavoro i dipendnenti pubblici perderebbero fra 2 e 3000 euro lordi all'anno invece di vedere i propri stipendi almeno in linea con l'inflazione.

Leggi i commenti

Bus senza gasolio, Napoli appiedata Anm: colpa di tagli governativi e regionali

Pubblicato su da Grunf

NAPOLI - Bus senza gasolio, forti disagi per i napoletani. Con un annuncio su Facebook e la scritta «disservizi» sulle paline per strada, l’Anm - l'azienda napoletana di mobilità - ha comunicato ai napoletani che per il trasporto pubblico si annuncia per mercoledì 30 gennaio una vera giornata nera, anzi nerissima. Il nuovo caos nei trasporti pubblici cittadini è stato determinato dalla carenza di gasolio necessario a far circolare i mezzi. Troppi i crediti vantati dai fornitori (un milione di euro) che hanno deciso di chiudere i rubinetti dei rifornimenti.

STOP TOTALE - Il blocco - praticamente totale - dei servizi è spiegato dalla società che precisa come «dei 600 autobus che circolavano fino a pochi anni fa (2009) oggi ne circolano meno di 350 perché - sottolinea - tra tagli governativi e regionali, i contributi che Anm riceve per pagare stipendi, contributi, fare manutenzione di mezzi ed impianti, pagare le assicurazioni, comprare il gasolio etc, si sono ridotti del 40%». Con questi tagli - scrive Anm sul proprio sito - è «ovvio che non è più possibile fare le cose che si facevano prima» per cui l'Azienda non è nella condizione di «assicurare più mezzi, manutenerli etc. Non è questione di volontà o capacità - sottolinea - è questione di possibilità».

IL RIFORNIMENTO - La quasi totalità degli autobus dell'Anm, sono rimasti nei depositi perché la società non è più in grado di garantire l'acquisto di carburante. Alcuni autobus - si apprende dalla stessa società- sono usciti per effettuare qualche corsa, ma stanno rientrando nei depositi per esaurimento del gasolio nei serbatoi. Nella tarda mattinata è iniziato il rifornimento di carburante nel deposito di via Puglie. «Cntiamo di regolarizzare il servizio della zona orientale entro le 13.30/14.00».

ANM SI SCUSA - «Tutti i commenti di sdegno e rabbia sono comprensibili perchè il nostro è un lavoro importante per la città e lo sapppiamo - scrive l'azienda napoletana sul suo profilo Fb - . La decisione di informare i clienti, consapevoli delle conseguenze, è stata una scelta di rispetto per le persone che utilizzano i nostri bus, come è una scelta di rispetto non dare informazioni positive se non ci sono o imprecise. Lo stesso rispetto lo chiediamo per coloro che lavorano in Anm e che, oggi ne è l'ennesima prova, si barcamenano tra mille difficoltà. stiamo lavorando per riportare la "normalità" . non è facile e la solidarietà di alcuni cittadini, che non è certamente dovuta, ci da ulteriore coraggio. Grazie a tutti coloro che sono con noi».

PD: COLPA DI COMUNE E REGIONE - «Il disastro della Anm è un combinato disposto tra l’inerzia del Comune e la devastazione del comparto dei trasporti operata dal fantasmagorico assessore regionale Vetrella» afferma il vicesegretario regionale del Pd Domenico Tuccillo. «I nodi vengono al pettine. La Campania, a differenza di altre Regioni, non solo non ha compensato i tagli nazionali sul settore, ma ha calato una propria scure sui fondi con un taglio aggiuntivo pari almeno al 25% rispetto al passato. Inoltre, i ricavi delle accise sul gasolio, che dovrebbero essere destinati ai servizi minimi, vengono oggi trasferiti improvvidamente per turare le falle della sanità. Siamo di fronte ad una totale mancanza di governo del comparto. A ciò si è aggiunta la mancanza di ogni strategia da parte del Comune, proprietario di Anm, per permettere all’azienda di fronteggiare le difficoltà senza riversarle direttamente sui cittadini».

LEGAMBIENTE: SIAMO ALLA CANNA DEL GAS...OLIO - «Pensavamo di essere su una puntata di Scherzi a parte ma ci siamo sbagliati. Quello che sta succedendo a Napoli è paradossale, assurdo ed indegno per una metropoli. È proprio il caso di dire che il trasporto pubblico è alla canna del gas.. olio e a pagare le conseguenze ancora una volta i cittadini che pagano sulla propria pelle inefficienze, incapacità, malgoverno e mancata programmazione di tutti gli enti sia quelli locali che centrali preposti a gestire la situazione», dice Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania.

Leggi i commenti

Affigge i nomi dei morosi La Cassazione lo condanna

Pubblicato su da Grunf

MESSINA- Una morosità, quella di alcuni condomini di uno stabile messinese, che andava punita rendendola pubblica. Deve averlo pensato Pietro A., amministratore di condominio, messinese, che per quella "pensata" lo scorso anno fu condannato per diffamazione e per il quale, adesso, la Cassazione ha convalidato la sentenza. Il solerte, e severo, amministratore, infatti, nel settembre 2007, ha affisso sull'ascensore del condominio, in bella vista di residenti e non, un avviso di imminente distacco della fornitura idrica a seguito della presunta "persistenza del debito" di alcuni condomini, dei quali forniva i nomi.

Da qui era scattata la denuncia di uno dei coinvolti, che ha interpretato come una sorta di "pubblica gogna" il comunicato affisso all’ascensore, riportante i nomi dei debitori. Quasi 4 anni dopo, nel 2011, prima il Giudice di Pace di Messina, poi il Tribunale, hanno dato ragione al condomino. Ieri la Cassazione ha convalidato la sentenza. Eccola: "Integra il delitto di diffamazione il comunicato con il quale alcuni condomini siano indicati come morosi nel pagamento delle quote condominiali e vengano conseguentemente esclusi dalla fruizione di alcuni servizi, qualora esso sia affisso in un luogo accessibile, non gia’ ai soli condomini dell’edificio per i quali può sussistere un interesse giuridicamente apprezzabile alla conoscenza di tali fatti, ma ad un numero indeterminato di altri soggetti”. La Suprema Corte, con la sentenza 4364, ha così respinto il ricorso dell’amministratore avvertendolo che avrebbe fatto meglio a ”calibrare il contenuto dell’informazione a tale esigenza (di maggior riservatezza) evitando di menzionare anche l’identità dei condomini morosi”.

Leggi i commenti

La spesa tra i rifiuti del supermercato

Pubblicato su da Grunf

BOLZANO. Metà mattinata, per le anziane signore è l’ora prediletta per fare la spesa. Specie se vivi nel quartiere con il tasso di vecchiaia più alto della città e in quello più popoloso per densità a chilometro quadrato. Europa - Novacella, in via Druso si trova una delle mete preferite per girovagare tra i banchi di un supermercato. Ieri mattina, però, c’era chi preferiva, al banco delle frutta e verdura, i cassonetti esterni dei rifiuti organici, subito dietro ai carrelli parcheggiati accuratamente in fila.

Con tra le mani un enorme sacco nero due anziane signore si sporgevano fino a insidiare il contenuto dei cassonetti che raccolgono l’umido. Da lì, magicamente, estraevano teste di insalata fresche, peperoni, zucchine e ogni altro ben di Dio che assomigliasse a frutta o verdura.

Un’immagine che, per un attimo, univa perfettamente due mondi sempre e ancora troppo distanti. Da una parte lo spreco di chi (distributori e consumatori) non riesce a smaltire in tempo (chissà poi rispetto a cosa) le risorse alimentari, dall’altra il limite della povertà oramai privato perfino del senso di vergogna. Senza sapere chi, tra le due parti, abbia o meno perso più dignità.

Mentre la politica è intenta a trovare accordi che riescano a limitare la portata dei tagli (che essa stessa ha voluto e deciso) all’intreccio della protezione sociale, c’è chi con l’aumento del costo dei servizi si autoesclude dalla comunità. Così si può anche smettere di riempire la borsa della spesa dal fruttivendolo vicino a casa e gonfiare, invece, un sacchetto nero, scuro e per nulla trasparente, di scarti se pur altrettanto nobili e freschi. Il costo, però, è vicino allo zero, a parte aver già tralasciato l’orgoglio umano dettato dalla sussistenza e aver disperso il senso della vergogna nell’istinto, altrettanto umano, della sopravvivenza.

E così si può anche rinunciare al pasto caldo delle mense anziani, perché se 7 euro e 50 centesimi sono una quota eccessiva per le mie tasche, per campare troverò un altro modo, meno costoso e meno visibile. «Rispetto a prima dell’aumento delle tariffe abbiamo circa il 50% in meno di utenti», ci ricorda inesorabilmente ogni giorno Sante Vittorio Giandon, presidente della cooperativa Clab.

Rinunciare a un servizio porta al fenomeno, preoccupante, dell’esclusione sociale. Se la legge provinciale del 1973 ancora garantisce alla persona il minimo vitale di sussistenza, non vi è certo alcun decreto che sancisca il dovere di «fare comunità».

«Oggi il tema è costituito dall’accesso ai servizi, spiega il direttore della Caritas Pio Fontana; se i servizi cominciano a costare troppo le persone, specie anziani con redditi minimi, vi rinunciano e viene meno la condivisione sociale che è anche il modo migliore per individuare e correggere casi e fenomeni di difficoltà e povertà. Mai come oggi abbiamo il bisogno di ricreare comunità, perché se le persone restano vigili e attente a ciò che accade intorno a loro, allora la politica sarà chiamata a rispondere più prontamente e se possibile a tagliare di meno la spesa sociale».

Leggi i commenti

Nel 2013 disoccupazione crescera' ulteriormente

Pubblicato su da Grunf

Il peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro globale registrato l'anno scorso, il quinto dall'esplosione della crisi, e' destinato ad aggravarsi ulteriormente. E' quanto prevede l'International Labour Organization (Ilo) nel suo rapporto sui trend globali dell'occupazione. Nel 2012, calcola l'Ilo, in tutto il mondo i disoccupati sono saliti di 4 milioni a quota 197 milioni, senza contare i 39 milioni di 'scoraggiati' usciti del tutto dal mercato del lavoro. "Nonostante un moderato aumento della produzione nel biennio 2013-2014, il tasso di disoccupazione appare destinato a salire ancora", afferma l'Ilo, "il numero dei disoccupati e' stimato in crescita di 5,1 milioni nel 2013, portando il totale a oltre 202 milioni, e da altri 3 milioni nel 2014".

E, "sebbene molti analisti prevedano una ripresa dell'economia globale", secondo l'Ilo "la crescita non sara' sufficiente ad abbassare in modo rapido la disoccupazione".

"Anche con un'accelerazione della crescita", si legge nel rapporto, "si prevede che il tasso di disoccupazione globale resti al 6% fino al 2017, non lontano dal picco del 2009". Allo stesso tempo, "il numero globale di disoccupati e' previsto crescere ancora fino a circa 210,6 milioni nei prossimi cinque anni".

I GIOVANI I PIU' COLPITI, SOPRATTUTTO IN EUROPA

I giovani sono la categoria piu' colpita dalla crisi del mercato del lavoro, e la situazione appare grave soprattutto in Europa. E' quanto si legge nell'ultimo rapporto annuale dell'International Labour Organization (Ilo) sui trend globali dell'occupazione.

"I giovani restano particolarmente colpiti dalla crisi, con 73,8 milioni di loro attualmente senza lavoro in tutto il mondo, ed e' probabile che il rallentamento nell'attivita' economica spinga un altro mezzo milione di giovani tra i disoccupati entro il 2014", si legge nel rapporto, "il tasso di disoccupazione giovanile, gia' cresciuto al 12,6% nel 2012, e' previsto salga al 12,9% entro il 2017". "La crisi ha ridotto in modo drammatico le prospettive lavorative dei giovani, con molti di loro che restano disoccupati per lungo tempo sin dal loro ingresso nel mercato del lavoro, una situazione che non era mai stata osservata nei precedenti rovesci economici ciclici", prosegue il rapporto, "Attualmente il 35% dei giovani disoccupati sono rimasti senza lavoro per sei mesi o piu' nelle economie avanzate; nel 2007 erano il 28,5%". Di conseguenza, "un numero crescente di giovani sono diventati scoraggiati e hanno lasciato il mercato del lavoro". "Nei paesi europei, dove questo problema e' particolarmente grave", sottolinea l'Ilo, "il 12,7% dei giovani risulta non occupata, ne' impegnata in attivita di studio o formazione, un tasso salito di quasi due punti dall'inizio della crisi".

Queste lunghe fasi di disoccupazione e scoraggiamento, "all'inizio della carriera di una persona", avverte l'Ilo, "danneggiano anche le prospettive di lunghe termine, dato che le abilita' professionali e sociali si erodono e non viene costruita un'esperienza di lavoro di valore".

MERCATO COLPITO ANCHE DA INDECISIONI POLITICHE

L'impatto negativo degli squilibri macroeconomici sull'occupazione e' stato aggravato dalle misure di austerita' adottate da molti paesi per risanare i conti, nonche' dalla maniera indecisa e incoerente con la quale le istituzioni politiche hanno affrontato la crisi. E' quanto si legge nell'ultimo rapporto annuale dell'International Labour Organization (Ilo) sui trend globali dell'occupazione. "Gli squilibri macroeconomici si sono ripercossi in modo significativo sul mercato del lavoro", il quale, gia' "indebolito dallo stentare della domanda aggregata", e' stato "colpito ulteriormente dai programmi di austerita' fiscale in alcuni paesi, che spesso hanno contemplato tagli diretti all'occupazione e ai salari, colpendo in modo diretto i mercati del lavoro". Il riacutizzarsi della crisi nel 2012, prosegue il rapporto, deriva dal fatto che la "risposta anti-ciclica alla prima fase della crisi nel 2009 nel 2010" e' stata sostituita "in molti casi" da misure procicliche nel 2011 e nel 2012. Inoltre, afferma l'Ilo, "l'incoerenza tra le politiche fiscali e monetarie adottate in diversi paesi e un approccio frammentario ai problemi del settore finanziario e del debito sovrano, soprattutto nell'area euro, ha portato a una situazione di incertezza che pesa sulle prospettive dell'economia globale", come dimostrato dagli investimenti che, "in molti paesi non sono ancora tornati ai livelli pre-crisi".

"L'indecisione dei politici di diversi paesi ha creato un'incertezza sulle condizioni future e rafforzato la tendenza delle aziende ad aumentare le riserve di capitale o pagare dividendi piuttosto che espandere la capacita' produttiva e assumere nuovo personale", conclude l'Ilo.

Leggi i commenti

Ancora incatenati e in sciopero della fame per gli stipendi arretrati

Pubblicato su da Grunf

Tre sedie, quattro cartelloni per far "sentire" la loro voce, e le catene alle caviglie. Liviu Costel Fasan, Dumitrel Pasare e Sorin Grigore sono incatenati e in sciopero della fame in piazza Libertà, davanti alla Questura e alla Prefettura, dal 3 gennaio. «Chiediamo il pagamento degli stipendi arretrati da parte della nostra azienda».

I tre lavorano in una ditta di autotrasporti di Clivio, la Maggi SrL. «Un po' tutti abbiamo arretrati che variano fra i 7 e gli 8mila euro. Ieri (venerdì 18 gennaio) avrebbero dovuto pagarceli, ma è arrivata solo una minima parte dei soldi. E noi rimaniamo qui». Di giorno stanno li seduti, la notte dormono nel ricovero degli Angeli Urbani. «Fino a ieri eravano in quattro qui a presidiare - raccontano -, ma Sebastian è stato male ed è stato ricoverato in ospedale».

In questi giorni si sono susseguiti gli incontri con il Prefetto, i sindacati e la società per cercare una soluzione. La proprietà ha ammesso i ritardi, anche se di entità minore rispetto a quella descritta dai lavoratori, e nei giorni scorsi aveva confermato l'intenzione di pagare gli arretrati.

Leggi i commenti

Storie di crisi: ruba al supermercato per il bimbo, denunciata :((

Pubblicato su da Grunf

Avevarubato alcuni alimentari perchè non riusciva a dare da mangiare al bambino piccolo ma è stata comunque denunciata. E' la drammatica storia, riportata da Il Gazzettino, accaduta nei giorni scorsi al Prix di Bassano del Grappa.

La donna, una 42enne della Valbrenta, si era recata a fare la spesa ma aveva nascosto in borsa alcuni prodotti alimentari. Scoperta dalla sorveglianza ha dichiarato di essere disoccupata e con un bambino piccolo, quindi in grave difficoltà economica. Nonostante sia stata accertata la situazione, anche per i piccoli precendenti della mamma, è partita comunque la denuncia. :(

Leggi i commenti

ANIMALI E CRISI ECONOMICA, IL "REPORT" DELL'OIPA DALLA GRECIA

Pubblicato su da Grunf

SI MOLTIPLICANO GLI ABBANDONI DI CANI E GATTI

La Grecia sta affrontando una grave depressione finanziaria e sono moltissimi gli animali abbandonati in strada dai loro proprietari, diventando così le prime vittime della recessione.Il taglio dei costi familiari, infatti, colpisce innanzitutto gli animali da compagnia. Abituati da sempre a essere nutriti dai proprietari, i cani e i gatti lasciati sulle strade hanno ben poche speranze di sopravvivere. I cuccioli vengono chiusi in sacchetti di plastica e gettati nell'immondizia o lasciati al loro destino nelle campagne.

Purtroppo, la crisi economica ha colpito anche i gruppi animalisti che hanno visto una riduzione delle donazioni dai privati e dallo Stato. Al contrario, il numero di randagi e di emergenze cresce vertiginosamente. Nonostante questo scenario, le associazioni animaliste fanno tutto ciò che è in loro potere per continuare a portare avanti i loro programmi di distribuzione di cibo, di vaccinazione e sterilizzazione per i randagi.

Dal 2003 la legge greca stabilisce che siano i Consigli cittadini a occuparsi di portare avanti programmi di cattura-sterilizzazione-rilascio esclusivamente per i cani randagi, mentre i programmi per i gatti randagi spettano alle ONG, come la lega membro OIPA Nine Lives Greece. Questo gruppo di volontari, che opera soprattutto ad Atene, ha avviato nel 2006 attività in favore dei gatti randagi, portando avanti programmi di sterilizzazione e di distribuzione del cibo nella capitale ma anche nelle isole, inviando veterinari volontari soprattutto nelle realtà più difficili.

L'associazione sterilizza all'incirca 600 gatti ogni anno e ne nutre più di 250 al giorno solo nell'area centrale di Atene, distribuendo inoltre cibo per animali a diversi pensionati che si occupano di randagi.

Nine Lives è inoltre costantemente impegnata nella ricerca di adozioni, specialmente per i gatti troppo vulnerabili per la vita di strada. Grazie all'associazione, nel 2012 ben 80 gatti hanno trovato casa.

Sulle isole la situazione dei randagi non è affatto migliore. Ogni anno milioni di turisti da ogni parte del mondo visitano la Grecia e le sue isole, restando sconvolti alla vista delle pessime condizioni in cui versano i randagi.

La lega membro OIPA Paws & Claws Animal Rescue Rhodes, che soccorre, sterilizza e cerca adozione per i randagi, ci ha riferito che il governo permette ai veterinari provenienti da altri paesi europei di sterilizzare gratuitamente solo i randagi e non gli animali i cui padroni non possono permettersi il costo dell'operazione che va da 80 a 300 euro.

Di conseguenza i proprietari lasciano i loro animali non sterilizzati nelle strade, liberi di riprodursi, incrementando così le cucciolate e di conseguenza il numero di randagi.I cuccioli vengono poi gettati nell'immondizia o lasciati fuori dai rifugi.

Come noto, la Grecia sta affrontando una grave depressione finanziaria e un numero incredibile di animali vengono abbandonati in strada dai loro proprietari, diventando così le prime vittime della recessione. E' noto, infatti, che i primi a subire le conseguenze del taglio dei costi familiari siano proprio gli animali da compagnia. Ogni giorno, i volontari dei gruppi animalisti soccorrono animali trovati legati alle panchine o agli alberi, abbandonati dai proprietari. Abituati da sempre a essere nutriti dai proprietari, i cani e i gatti lasciati sulle strade hanno ben poche speranze di sopravvivere. I cuccioli vengono chiusi in sacchetti di plastica e gettati nell'immondizia o abbandonati al loro destino nelle campagne.

Purtroppo, la crisi economica ha colpito anche i gruppi animalisti che hanno visto una riduzione delle donazioni dai privati e dallo Stato. Al contrario, il numero di randagi e di emergenze cresce vertiginosamente. Nonostante questo scenario, le associazioni animaliste fanno tutto ciò che è in loro potere per continuare a portare avanti i loro programmi di distribuzione cibo, vaccinazione e sterilizzazione per i randagi.

Dal 2003 la legge greca stabilisce che siano i Consigli cittadini a occuparsi di portare avanti programmi di cattura-sterilizzazione-rilascio esclusivamente per i cani randagi, mentre i programmi per i gatti randagi spettano alle ONG, come la lega membro OIPA Nine Lives Greece. Questo gruppo di volontari, che opera soprattutto ad Atene, ha avviato nel 2006 attività in favore dei gatti randagi, portando avanti programmi di sterilizzazione e di distribuzione del cibo nella capitale ma anche nelle isole, inviando veterinari volontari soprattutto nelle realtà più difficili.

L'associazione Nine lives Greece sterilizza all'incirca 600 gatti ogni anno e ne nutre più di 250 al giorno solo nell'area centrale di Atene, distribuendo inoltre cibo per animali a diversi pensionati che si occupano di randagi. Nine Lives è inoltre costantemente impegnata nella ricerca di adozioni, specialmente per i gatti troppo vulnerabili per la vita di strada. Grazie all'associazione, nel 2012 ben 80 gatti hanno trovato casa.

Sulle isole la situazione dei randagi non è affatto migliore. Ogni anno milioni di turisti da ogni parte del mondo visitano la Grecia e le sue isole, restando sconvolti alla vista delle pessime condizioni in cui versano i randagi.

La lega membro OIPA Paws & Claws Animal Rescue Rhodes, che soccorre, sterilizza e cerca adozione per i randagi, ci ha riferito che il governo permette ai veterinari provenienti da altri paesi europei di sterilizzare gratuitamente solo i randagi e non gli animali i cui padroni non possono permettersi il costo dell'operazione che va da 80 a 300 euro.

Di conseguenza i proprietari lasciano i loro animali non sterilizzati nelle strade, liberi di riprodursi, incrementando così le cucciolate e di conseguenza il numero di randagi. I cuccioli vengono poi gettati nell'immondizia o lasciati fuori dai rifugi.

Secondo Paws & Claws Animal Rescue, un altro grave problema di Rodi riguarda le pessime condizioni igieniche e salutari in cui vivono i cani di cacciatori e pastori. Grazie al loro tempestivo intervento, alcuni di questi cani vengono tratti in salvo e curati.

Anche nella piccola isola Ikaria c'è una sovrappopolazione di randagi, in particolar modo di gatti. L'Ikaria Animal Welfare Volunteer Group, lega membro OIPA, organizza di frequente campagne di sterilizzazione proprio per ovviare alla pessima situazione della loro provincia. Nel 2012, il team di veterinari ha operato 50-60 randagi e curato altri animali con problemi di salute.

L'associazione si occupa anche del monitoraggio di cani utilizzati dai pastori per controllare il gregge, i cosiddetti "barrel dogs", che vivono in condizioni orribili. Fortunatamente, grazie a questi controlli, molti pastori hanno migliorato le condizioni di detenzione dei loro cani.

Per far fronte all'emergenza, l'OIPA supporterà economicamente le tre associazioni leghe membro affinchè possano proseguire e incentivare le loro attività. Ma anche tu puoi donare:

Nine Lives Greece http://www.ninelivesgreece.com/en/

Paws & Claws Animal Rescue Rhodes https://www.facebook.com/pages/Paws-Claws-Animal-Rescue-Rhodes/425169064191478?fref=ts

Leggi i commenti

Kme taglia in Italia e annuncia 275 esuberi

Pubblicato su da Grunf

FIRENZE

La crisi non risparmia Kme, leader europeo nei prodotti intermedi in rame. L'azienda fiorentina, che fa capo a Intek group, ha annunciato ieri alle organizzazioni sindacali un piano di razionalizzazione e ottimizzazione della capacità produttiva che prevede 275 esuberi in Italia, dove opera con 1.300 dipendenti (su un totale mondiale di 6.500).

La struttura industriale di Kme è destinata a cambiare: sarà fermato uno dei cinque forni fusori nello stabilimento di Fornaci di Barga, in provincia di Lucca, massimizzando invece l'utilizzo del nuovo forno per la raffinazione del rame appena installato nel sito produttivo; e chiuderà l'officina meccanica Lime di Campo Tizzoro, sull'Appennino pistoiese, da tempo senza commesse. Gli esuberi riguardano Fornaci di Barga (142 persone), Campo Tizzoro (38) e l'impianto di Serravalle Scrivia in provincia di Alessandria (95).

«Queste azioni sono dettate dalla crisi epocale che sta vivendo l'economia e hanno lo scopo di assicurare il ritorno alla competitività delle nostre attività in Italia», dice Riccardo Garrè, amministratore delegato di Kme. Il gruppo, che aveva chiuso il 2011 con circa 3 miliardi di ricavi, 90,6 milioni di Ebitda e una perdita netta di 14,3 milioni, nei primi nove mesi del 2012 ha registrato vendite per 1,982 miliardi e un Ebitda di 37,7 milioni, in netta flessione rispetto all'esercizio precedente. «Il crollo dei volumi di materia prima che lavoriamo in Italia è drastico: siamo passati dalle 250mila tonnellate di otto anni fa a 140mila tonnellate», dice Enzo Manes, presidente di Intek group.

A fronte di questo calo di volumi, la forza lavoro utilizzata da Kme nel nostro Paese è passata nello stesso arco di tempo da 1.600 a 1.350 unità. «L'azienda non mira a licenziamenti di massa e per questo ha avviato un confronto con i sindacati, confidando nel senso di responsabilità che ha sempre caratterizzato le relazioni industriali di Kme - spiega una nota del gruppo -. L'auspicio è che si possano trovare soluzioni a impatto sociale sostenibile, come la cassa integrazione a zero ore, limitando per quanto possibile i provvedimenti. Queste soluzioni - conclude il comunicato - dovranno però essere risolutive e adeguate ad assicurare un futuro all'azienda».

Molto dipenderà dalla ripresa economica, soprattutto in Europa dove Kme controlla il 30% del mercato.

Notare come questi STRONZI chiamano il giocare con la vita delle persone : " razionalizzazione e ottimizzazione"
Ma va cagher!!!!!

Grunf

Leggi i commenti

<< < 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 > >>