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cronaca

Aggressione politica, Ribecco CasaPound, avevamo solo una scopa per difenderci dall’attacco

Pubblicato su da Grunf

“Li conosci i comunisti? Eh? Lo sai che ti fanno? Ti dicono sempre quello che devi pensare, che devi sentire, che devi fare. Vorresti essere una pecora? Tutti schiaffati nel branco, beeh beeh.” Cit. Al Pacino - Tony Montana

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Foggia: la lettera-denuncia di una famiglia di agricoltori „Dai furti alle aggressioni, famiglia di agricoltori foggiani chiede aiuto: “Abbiamo paura”“

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Foggia: la lettera-denuncia di una famiglia di agricoltori


„Una famiglia di agricoltori – tramite FoggiaToday - scrive ai ministri dell’Interno, l’on. Marco Minniti’ e alle Politiche Agricole, l’on. Maurizio Martina, oltre che al Prefetto di Foggia,  il dott. Massimo Mariani, per denunciare le condizioni in cui sono costretti a vivere e a lavorare per via della presenza di immigrati irregolari sul territorio accampati alle spalle della cosiddetta ‘Pista’. Denunciano furti e aggressioni, ma anche l’assenza dello Stato in quella porzione di territorio sempre più in pericolo.“
 

Il testo della lettera

Gentile Ministro, siamo una famiglia di agricoltori, da generazioni. Viviamo in azienda non per scelta, ma perché siamo costretti a vigilare per proteggere i nostri pochi beni indispensabili per la nostra attività: le macchine agricole, gli animali. La nostra azienda è situata nei pressi del Cara di Borgo Mezzanone, comune di Manfredonia, provincia di Foggia.

Il nostro lavoro è stato sempre assoggettato alle avversità del clima e agli andamenti dei mercati, ma ultimamente abbiamo un problema molto più grande e molto serio. Il problema che abbiamo oggi sono gli extracomunitari, non quelli del centro ma quelli irregolari che si sono accampati alle spalle sulla cosiddetta ‘Pista’. Accampati per modo di dire, perché in questo “accampamento” vanno sempre camion pieni di materiali da costruzione “cemento, tufi, mattoni, ferro, travi in legno, ecc..” cioè, intendo dire che lì edificano giorno dopo giorno, senza alcun controllo o restrizione. Mentre noi italiani anche per costruire un solo pollaio dobbiamo giustamente presentare la domanda al Comune.

Per non parlare dei furti. Noi abbiamo smesso di denunciarli perché vengono lasciate da parte. Non più di un mese fa, un extracomunitario, probabilmente drogato, è venuto in azienda e ha provocato vari danni. Abbiamo chiamato i carabinieri ma, purtroppo, oltre a ricevere risposte sgradevoli da parte loro nei nostri confronti, nessuna pattuglia è intervenuta ad aiutarci o a controllare. Siamo riusciti ad allontanarlo da solo. Abbiamo poi denunciato tutto questo in caserma, ma tutto è finito lì.

Qualche giorno fa, esattamente il 30 gennaio un altro extracomunitario per rubare degli infissi in legno nella nostra azienda ha rotto tutti i mattoni dell’entrata del fabbricato. Mio figlio appena ventenne, accortosi di quello che stava succedendo, si è avvicinato per invitarlo a smettere e ad andarsene. L’immigrato, come risposta, lo ha prima aggredito con calci e martellate, e poi, per dispetto, ha sfondato tutti i vetri della macchina agricola che mio figlio stava usando per lavorare i nostri terreni. L’extracomunitario è andato via tranquillamente prima che, questa volta, arrivasse una pattuglia dei carabinieri e l’ambulanza che ha trasportato mio figlio al pronto soccorso.

La vita continua con l’aggressore libero e tranquillo dietro i nostri campi. A differenza della nostra famiglia che deve convivere con la paura e lavorare ancora di più solo per ripagare i danni causati alla macchina agricola, perché non ci risarcirà nessuno. Non è possibile che siamo arrivati al punto di non essere più liberi neppure nelle nostre case, di non essere padroni dei nostri campi dove sudiamo ogni giorno per lavorare. In questo terra lo Stato sembra non esistere e ai clandestini tutto è concesso: questo non è assolutamente giusto! Non si tratta di una guerra tra poveri, ma di affermare la differenza tra legalità e illegalità, tutelando la vita stessa dei cittadini.

 

 

 

Vi chiediamo aiuto per garantire, qui, un futuro ai nostri figli. Non fate come un proverbio - usato in Puglia - che dice “il sazio non crede al digiuno”, ovvero che chi non ha problemi non crede a chi li ha. Grazie per aver letto queste righe e per le iniziative che vorrete intraprendere per riprendere il controllo di questo territorio, aiutando le famiglie e gli agricoltori della zona che, con noi, condividono questo grave problema

 

 

 

Potrebbe interessarti: http://www.foggiatoday.it/cronaca/lettera-denuncia-famiglia-agricoltori-cara-borgo-mezzanone-foggia.html
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Il Movimento Animalista in piazza a Ravenna per ricordare i cani uccisi in Sicilia

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La sezione ravennate del Movimento Animalista dall’ex ministro di Michela Vittoria Brambilla  dà appuntamento in piazza del Popolo, a Ravenna, per la manifestazione pacifica di solidarietà “in memoria delle vittime animali della crudeltà umana”. L’appuntamento è organizzato in collaborazione con associazioni animaliste per ricordare in particolare i recenti accadimenti di Sciacca, in Sicilia, dove sono stati avvelenati e uccisi una trentina di cani randagi.

L’appuntamento è alle 10 in piazza a Ravenna, domenica 25 febbraio.

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Rapiscono un bimbo di 5 anni per un debito del padre: arrestati due romeni

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Rapiscono un bimbo di 5 anni per un debito del padre: arrestati due romeni

CATANIA – Pur di rientrare in possesso di 2.000 euro che aveva prestato nel dicembre dello scorso anno ad un connazionale – e di 1.000 euro di interessi – con l’aiuto di due complici un 32enne romeno non avrebbe esitato ieri sera a Catania a rapire il figlio di 5 anni del creditore trascinandolo sulla sua moto ape gridando: “Se vuoi rivedere tuo figlio restituiscimi i tremila euro”.

Il bambino, che i malviventi avevano lasciato nei pressi di un campo nomadi, è stato recuperato e riconsegnato al padre dai carabinieri, che hanno arrestato due dei tre presunti autori del rapimento: il creditore, Adrian Muti, di 32 anni, e uno dei suoi due complici, Gabriel Nicà, di 23.

I due sono stati rinchiusi nel carcere di Piazza Lanza e devono rispondere di concorso in sequestro di persona a scopo estorsivo, lesioni personali e danneggiamento. I militari sono alla ricerca del terzo complice. L’allarme è stato dato intorno alle 21 di ieri sera dal padre, che ha raccontato che mentre percorreva in auto insieme al figlioletto la zona del mercato ortofrutticolo di San Giuseppe La Rena è stato costretto ad arrestare la marcia da una Moto Ape di colore verde con a bordo tre connazionali, uno dei quali è sceso dal mezzo, ha aperto la portiera del lato passeggero della sua autovettura e ha prelevato con violenza il bambino trascinandolo sulla Moto Ape.

L’uomo ha aggiunto che nel tentativo di recuperare il figlio era stato costretto ad affrontare gli altri due complici, che lo avevano colpito a calci e pugni e poi lasciato sanguinante per terra.

I tre, prima di allontanarsi, avevano cosparso di benzina l’auto della vittima e le avevano dato fuoco. Sentito il padre, i militari si sono recati insieme con lui in un palazzo abbandonato di Via Crocefisso, dove hanno bloccato il 23enne che, seppur riconosciuto dal padre del minorenne, ha dapprima negato un suo coinvolgimento nella vicenda ma successivamente, messo alle strette dai militari, ha confessato.

Intimorito, ha anche chiamato al telefono uno dei complici avvertendolo che i carabinieri avevano scoperto tutto e li stavano cercando. Il bambino è stato ritrovato da uno zio.

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Napoli, si ritrova due ladre zingare in casa mentre gioca coi figli: arrestate

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Se le è ritrovate in casa, mentre era coi bambini. Avevano scassinato la porta e cercavano la camera da letto, miravano a gioielli e contanti. Quando lei ha urlato sono scappate, ma sono state rintracciate e bloccate poco dopo nel quartiere. Valentina Trejcovic, incensurata di 19 anni, e Cristina Nikolic, pregiudicata di 20 anni, entrambe residenti nel campo nomadi di Castel Volturno, sono state arrestate dai carabinieri di Bagnoli con l’accusa di tentato furto.

I militari sono intervenuti dopo la segnalazione di una donna di 28 anni di via Cavalleggeri Aosta che, mentre era in casa coi figli, ha sentito dei rumori provenire dall’ingresso. È andata a controllare e ha sorpreso le due nomadi: una era rimasta sulla porta, l’altra era entrata in cucina. È riuscita a metterle in fuga e ha immediatamente chiamato i carabinieri. Le due sono state rintracciate poco dopo, riconosciute grazie alla descrizione della vittima. Al momento dell’arresto avevano addosso cacciaviti e pinze, che avevano usato per scassinare la serratura. Indagini sono in corso per appurare il coinvolgimento delle due giovani in altri furti avvenuti di recente a Bagnoli.

Nei giorni scorsi alcuni cittadini avevano segnalato, col passaparola e tramite Facebook, la presenza di «due giovani rom ben vestite» che si aggiravano nei pressi di appartamenti che poi erano stati svaligiati.

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Profugo nigeriano arrestato a Imperia per resistenza a pubblico ufficiale

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Tornato subito libero...avevate dei dubbi in tal proposito?

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A passeggio nudo per le vie del centro Profugo fermato

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Forse gaveva caldo ciò!

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Due Pakistani per ritorsione spaccano tutte le vetrate di un fast food

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Foggia: aggressione a bordo dell'autobus 34 „Panico all’Intermodale: 32enne Senegalese si lega e non vuole scendere dall'autobus, agente ferito nella colluttazione“

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Cosa aspettano le forze dell'ordine ad adottare i Taser come negli Stati Uniti?

Una buona scarica (ma anche più di una) può essere un ottimo incentivo per fare scendere il manigoldo invasore

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Attacco a FN, la destra unita: "Pestaggio frutto dell'odio di sinistra"

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"Vicini a Massimo! Forza Nuova ti si stringe intorno": sono le prime parole del Segretario Nazionale di Forza Nuova Roberto Fiore dopo il violento pestaggio subito dal segretario provinciale di Forza Nuova, Massimo Ursino.

Tutti uniti

Non solo, dal suo profilo personale e da quello di Forza Nuova, Fiore aggiunge: "Chi arma la mano di questa feccia sono i vari Parenzo, i vari Boldrini e compagnia: piccoli uomini che trovano in branco il coraggio che altrimenti, da soli, non troverebbero mai. Vicini a Massimo! Forza Nuova ti si stringe intorno". E ancora: "Dopo una campagna d'odio seminata dal Gruppo Espresso e seguita da tutta la sinistra inclusa Liberi e Uguali, si scatena l'odio comunista contro Forza Nuova: a Palermo un dirigente Forzanovista è stato colpito sul posto di lavoro, per poi essere legato e vigliaccamente massacrato di botte in dieci contro uno".

A Ursino e a Forza Nuova si unisce anche il partito della tartaruga. A tendere la mano è Simone Di Stefano, segretario nazionale e candidato premier di CasaPound Italia. "L'inaccettabile aggressione a Massimiliano Ursino, a cui va la solidarietà mia e di Cpi, è solo uno dei frutti di una campagna di odio portata avanti negli ultimi mesi dalla stampa e dai partiti di sinistra". "In Italia - prosegue il leader di CasaPound - c'è qualcuno che, per nascondere la macelleria sociale di cui si è reso responsabile negli ultimi anni, sta provando a riscoprirsi di sinistra additando i fascisti, o presunti tali, come obiettivi legittimi di qualunque violenza.

"Non stupisce che poi ci sia chi, prendendo certe parole alla lettera, senta di poter agire nella più totale impunità. Mi auguro che la ricerca dei 'mandanti morali', molto in voga dopo i fatti di Macerata, venga operata anche in questo caso, e con gli stessi metri di giudizio. Un eventuale ritorno alla violenza degli anni di piombo avrebbe precisi responsabili, da individuare negli esponenti di alcuni partiti e nella linea di alcuni gruppi editoriali ben precisi".

Fiore dal canto suo lancia il riscatto: "Invito tutti i militanti di Forza Nuova e tutti gli alleati di Italia agli italiani alla mobilitazione piena per evitare che la violenza comunista unita ai poteri forti soffochi la nostra voce". Sulla stessa linea CasaPound: "Dichiariamo sin d'ora di volerci sottrarre a questa spirale insensata e, pur rivendicando il diritto alla difesa dei nostri spazi, continueremo a fare politica e a parlare di ciò che agli altri, nessuno escluso, sembra non interessare: le nostre proposte per far tornare grande l'Italia”.

"Siamo e rimarremo, e governeremo da democratici. Chiunque usa la violenza è un criminale e un delinquente e come tale va trattato": lo ha detto Matteo Salvini, leader della Lega, in una conferenza stampa oggi al Senato a Roma, in riferimento agli ultimi episodi di Palermo e Perugia, in cui un esponente di Potere al popolo è stato aggredito mentre affiggeva manifesti. Anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia è intervenuta sull'aggressione di Palermo: "Episodio gravissimo di violenza politica a Palermo contro un esponente di Forza Nuova. Qualcuno soffia irresponsabilmente sul fuoco in attesa che ci scappi il morto, magari per riesumare leggi speciali per ridurre gli spazi di agibilità politica. Ferma condanna da parte di Fratelli d’Italia a ogni forma di violenza, senza distinguo di sorta. Mi auguro che nessuno voglia giustificare atti criminali commessi contro gli avversari politici. Ora mi aspetto che lo Stato faccia sentire la sua autorità, senza complici tentennamenti".

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