Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog

economia

LA GRECIA E' NELLA MERDA MA I MEDIA CORROTTI DAI BANCHIERI NON DICONO NIENTE (Video)

Pubblicato su da Grunf

Leggi i commenti

Draghi massacrato dalla tv tedesca: è nel vero governo mondiale della Goldman Sachs (Video)

Pubblicato su da Grunf

Un servizio sulla tv pubblica tedesca fa a pezzi Mario Draghi, presentato come un uomo del vero e occulto governo mondiale, implicato nella svendita dei grandi patrimoni italiani e, come vicepresidente Goldman Sachs, nei guai della Grecia: poco adatto a ricoprire incarichi pubblici.

Leggi i commenti

Alì, il personal shopper marocchino che fotte sia Monti che Befera

Pubblicato su da Grunf

Se l’Unione sovietica è durata settant’anni, è solo perchè lo Stato non è mai riuscito a debellare il mercato nero, ovvero la voglia di intraprendere (per quel che si poteva) e scambiare liberamente (per quel che si riusciva) dei sudditi del regime. Se il Soviet supremo fosse stato capace di cancellare ogni libera interazione tra individui, l’URSS sarebbe implosa molto prima.

Nelle democrazie occidentali, a furia di legiferare, regolamentare e tassare il controllo del Leviatano sulle nostre vite è asfissiante. Nulla si può fare senza che sia il legislatore a prevederlo. A prescindere, insomma, tutto è vietato. Ora – con la scusa dell’evasione fiscale sempre in voga – il Grande Fratello ha in animo di ridurre ancora di più la libera circolazione del contante. Oggi, grazie a Mario Monti, in banconote non è possibile pagare qualcosa che costi più di 999 euro.

Come nell’ex Unione sovietica, però, il mercato trova sempre una soluzione, anche se – purtroppo – essa è accessibile solamente a chi può permetterselo. Il meccanismo geniale col quale fottere lo Stato me lo ha descritto un amico. Di seguito, ve lo riporto, come da suo racconto.

“Oggi ero in una centralissima via di Milano, ero in coda davanti a Tiffany. La crisi c’è ma solo nel 95% delle famiglie. I ricchi e benestanti ci sono sempre e i saldi non si possono perdere! Ero appunto in coda per entrare nel negozio e accanto a me c’era un giovane di colore, alto 1,85, sui 25 anni, che parlava (in un italiano molto stentato) con una coppia di distinti signori milanesi di una certa età; al polso aveva un orologio Rolex d’oro, indossava un abito estroso di Dolce e Gabbana e sulle spalle aveva un cappotto di cashmere. Eravamo lì in coda da un po’, così a un certo punto è scappata la domanda se si trovava bene a Milano. Alì, questo il suo nome, in un italiano veramente pessimo, mi ha raccontato d’essere marocchino e che due anni fa è arrivato in Italia con il gommone. Per circa un anno si è arrangiato come poteva, vendendo abiti sulle spiagge e facendo qualche lavoretto qua e là. A quel punto io, sempre piu’ sorpreso, gli ho chiesto: “MA ORA CHE LAVORO FAI?” Lui mi dice che lo scorso anno, a Pasqua, si trovava a lavorare a Portofino come lavapiatti. Mentre passeggiava è stato avvicinato da una distintissima signora che gli ha chiesto un favore. Avrebbe dovuto entrare con lei in un negozio di abbigliamento e fingere di pagare, per lei, gli abiti in contanti, mostrando il suo passaporto marocchino. Lui infatti è residente fiscale in Marocco e quindi non ha la limitazione del contante a 1000 euro. IN PRATICA, MI DICE ALI’, DA QUEL GIORNO HO CAMBIATO VITA E LAVORO. ACCOMPAGNAI – CONTINUA ALI’ – LA SIGNORA IN TRE BOUTIQUE, PAGAI IN CONTANTI 29.000 EURO (IN TOTALE) E RICEVETTI 1000 EURO DI MANCIA… Alì – continua la storia – che non è uno stupido (in Marocco gli mancavano due esami alla laurea, quando andò via), mi ha confidato che da allora ha deciso di FARE IL PERSONAL SHOPPER per gente ricca a Milano e Roma (o dove lo chiamano). Ha aperto un sito internet e un profilo su facebook. Chatta su twitter raccontando gli ultimi acquisti fatti per conto terzi (ovviamente in rete ha un nome differente e usa un cellulare prepagato che cambia ogni settimana). Per non dare nell’occhio – in quanto spenderebbe troppo, da solo – ha assunto una decina di marocchini che gli forniscono di volta in volta il loro passaporto e così le spese possono essere fatte in grande quantità. La cosa “divertente” è che poi, una volta finito lo shopping, riesce a recuperare l’iva in quanto è cittadino straniero e gode del recupero delle tasse. Solitamente, di questo extra, fa a metà con chi lo assume. Alì mi ha confidato che lo scorso Natale ha guadagnato in pochi giorni circa 30.000 euro. Se continua così, entro tre anni potrà tornare in Marocco, comprarsi una villa, un piccolo ristorante… e via! CERTO CHE SEI STATO FURBO, GLI HO DETTO IO! E LUI, GUARDANDOMI SORNIONE: ” CARO AMICO…IN REALTA’ IO DEVO RINGRAZIARE TUTTO IL GIORNO IL VOSTRO PREMIER MONTI E IL SIGNOR BEFERA. Senza di loro io sarei a fare lo sguattero a 500 euro al mese”. Invece ora ho un futuro, potrò sposarmi, avere dei figli e tutto grazie a MONTI E BEFERA. L’Italia, mi dice Alì, è veramente una terra che ti offre mille opportunità… BASTA SAPERLE COGLIERE. Altro che l’America! I sacchetti regalo dei due signori milanesi sono già belli pesanti, così Alì li aiuta a trasportarli. Tiffany è l’ultimo negozio, devono acquistare un paio di bracciali in oro per regali alle due figlie. Gli ultimi 12.000 euro e poi a casa”.

Come ha scritto Giacomo Consalez, “comprare qualcosa, pagando con banconote o monete è una delle cose più normali di questo mondo. Eppure in Italia c’è chi vuole farlo passare per un comportamento addirittura incivile”, con i risultati di cui sopra.

Morale della storia di Alì? Lasciamola a Sant’Agostino: “La coercizione dei sovrani è sempre espressione di una superbia contraria alla virtù. Quando qualcuno vuol dominare su chi per natura gli è uguale, la sua superbia si fa intollerabile”. E da cotanta superbia ci perde sempre la libertà, si avvantaggiano sempre i pochi a discapito dei molti, i “furbi” a discapito degli onesti, quelli che nulla hanno da perdere a discapito di chi ha sempre qualcosa da nascondere. Ed essendo io un modesto anarchico – per dirla con Borges – ho avuto la dimostrazione dalla storiella di cui sopra che è sempre meglio credere nell’individuo che nello Stato!

Leggi i commenti

Tre sacchi di letame davanti a Bankitalia, FORZA NUOVA Protesta

Pubblicato su da Grunf

Tre sacchi di letame con sopra scritto: Debito Pubblico, Derivati, e Signoraggio. Con un gesto significativo i militanti di Forza Nuova hanno voluto richiamare l'attenzione di tutti gli Italiani sulla crisi e sui suoi colpevoli, ovvero, a detta dei forzanovisti, le grandi truffe perpetrate dall'alta finanza a danno del Popolo Italiano.

L'altra notte, davanti a tutte le sedi italiane di Bankitalia S.p.A., comprese Firenze e Pisa, sono stati depositati i sacchi.

Forza Nuova accusa di signoraggio Bankitalia S.p.A., ente 'pubblico' ma per il 94% di proprietà dei grossi colossi bancari italiani (Unicredit, Monte dei Paschi, Intesa etc, etc.) e detentrice di circa il 15% delle quote della pure privata Banca Centrale Europea, arricchitasi con l'emissione a debito dell'Euro nei confronti dei cittadini Europei.

Forza Nuova accusa Bankitalia S.p.A. di non porre alcun controllo, anzi di incentivare l'uso, a dir poco ballerino, di derivati finanziari come strumenti di speculazione internazionale perpetrati dai colossi bancari che hanno ormai trasformato i Governi nazionali in eterni debitori. "Si pensi - dicono da Forza Nuova - che nel 2010 vi erano in circolazione 600mila miliardi di dollari di derivati, contro un PIL mondiale di 70mila miliardi di dollari".

Forza Nuova accusa Bankitalia S.p.A. e i governi collaborazionisti di aver reso gli Italiani schiavi di un debito pubblico non creato dal Popolo, "un debito pubblico che oggi puo' e deve essere estinto soltanto non pagandolo, insieme al ritorno ad una economia reale e per il ripristino della sovranità monetaria attraverso l'emissione di moneta a credito, e non più a debito".

Forza Nuova accusa Bankitalia S.p.A. di essere un'associazione a delinquere che truffa ogni giorno i cittadini ignari, in totale combutta con la casta politica italiana.“

„"Siamo consci che, oltre a Forza Nuova, nessun altro partito politico in queste elezioni vuole dare soluzione diretta alla crisi, e il totale blackout mediatico al quale siamo sottoposti lo giustifica ampiamente - afferma in una nota il movimento di estrema destra - persino Grillo ha fatto sparire dal programma la parola 'sovranità monetaria' trasformandosi di fatto da movimento anti-sistema a movimento garante del sistema. Con l'azione nazionale dell'altra notte Forza Nuova ha restituito al mittente una materia che ha ben più valore della carta straccia: mentre il letame consente alla terra di crescere nuova vita con cui sfamare il popolo, l'Euro lo sta avvelenando".“

Leggi i commenti

RAI SENZA VERGOGNA!!!!

Pubblicato su da Ugo Pennati

RAI SENZA VERGOGNA!!!!

Leggi i commenti

CATASTROFE EQUITALIA

Pubblicato su da Ugo Pennati

CATASTROFE EQUITALIA

UNO TSUNAMI SULLE FAMIGLIE:

426.000 CASE PIGNORATE IN 3 ANNI... IN TV VE LO HANNO DETTO?

Leggi i commenti

La Robin Tax toglie ai poveri per ridare ai ricchi. In bolletta 1,6 miliardi in più

Pubblicato su da Grunf

Prendere ai ricchi per dare ai poveri. Per ridare ai ricchi. Sembra questo il risultato del Rapporto dell'Autorità per l'energia, che ha indagato su compagnie e operatori. Ci sono 199 casi, per un totale di circa 1,6 miliardi di incremento dei margini, "dovuti all'effetto prezzo e tali da costituire una possibile violazione del divieto di traslazione". In altre parole, le compagnie, appesantite dai prelievi della "Robin Tax" si sarebbero rifatti sui consumatori, aumentando il prezzo delle bollette.

Una manovra non solo discutibile ma anche vietata dalla legge, che proibisce "di traslare l'onere della maggiorazione d'imposta sui prezzi al consumo", cioè su bollette e carburante. La Robin Tax, così battezzata per richiamarsi all'eroe in calzamaglia che rubava ai ricchi per dare ai poveri, è stata introdotta nel 2008 e consiste in un'addizionale Ires per le imprese energetiche.

L'Autorità ha beccato sul con le mani nella marmellata 199 operatori (sui 476 totali): 105 appartengono al settore energia elettrica e gas e 94 a quello petrolifero. Per l'Autorità "è ragionevole supporre che, a seguito dell'introduzione dell'addizionale Ires, gli operatori recuperino la redditività sottratta dal maggior onere fiscale, aumentando il differenziale tra i prezzi di acquisto e i prezzi di vendita". Lo Stato ha preteso una nuova imposta. E per farla pesare meno sul bilancio, le compagnie hanno pensato bene di sovraccaricare le bollette. L'autorità definisce questa condotta illegale (perché infrande il divieto di traslazione) "uno svantaggio economico per i consumatori finali". Rimborsi in vista? Niente affatto, perché l'Autorità di vigilanza può solo, appunto, vigilare, e non dispone di poteri sanzionatori. In pratica, ha smascherato la magagna, ma non può fare niente per impedirla. E così deve limitarsi a calcolare l'effetto sui prezzi, giusto per far capire quanto è stato scucito dalle tasce degli italiani. Nel secondo semestre 2010 per le aziende elettriche e del gas si tratta di una somma pari a circa 0,9 miliardi di euro in più rispetto al corrispondente periodo pre-tassa, mentre per quelle petrolifere la cifra è appena più bassa e pari a circa 0,7 miliardi di euro. In sostanza, i consumatori sarebbero stati 'appesantiti' di 1,6 miliardi di euro anche per 'rientrarè della Robin Tax.

Ricapitolando: le imprese non ci hanno perso e lo Stato ci ha guadagnato. Molto. Nel 2011 la Robin Tax ha permesso di incassare 1,457 miliardi di euro, 930 milioni in più rispetto all'esercizio precedente. A rimetterci sono stati solo i consumatori.

Leggi i commenti

Tremendamente vera...

Pubblicato su da Ugo Pennati

Tremendamente vera...

Leggi i commenti

Ma se hai una banca....

Pubblicato su da Ugo Pennati

Ma se hai una banca....

Leggi i commenti

Disoccupazione all'11,9%, è il top dal 1999 In un anno mezzo milione in più senza lavoro

Pubblicato su da Grunf

MILANO - Nuovo record certificato dall'Istituto di statistica per quanto riguarda il tasso di disoccupazione in Italia. Secondo i dati provvisori rilasciati stamane dall'Istat, il tasso a dicembre è salito all'11,2%, in rialzo di 0,1 punti percentuali rispetto a novembre e di 1,8 punti su base annua. Il dato resta ai massimi da gennaio 2004, quando sono iniziate le serie mensili dell'Istat, e al top dal primo trimestre del 1999, guardando invece alle trimestrali. Nell'ultimo mese dello scorso anno il numero di disoccupati ha raggiunto quota 2 milioni e 875 mila persone, 4 mila in più rispetto a novembre. Su base annua la disoccupazione è cresciuta del 19,7% (474 mila unità in più), e - nota l'Istat - "l’aumento interessa sia la componente maschile sia quella femminile".

Va leggermente meglio invece sul fronte dei giovani. Le persone in cerca di lavoro tra i 15 e i 24 anni sono infatti 606 mila e rappresentano il 10% della popolazione in questa fascia d’età. Il tasso di disoccupazione giovanile, cioè l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, è al 36,6%, in calo di 0,2 punti rispetto a novembre e in aumento di 4,9 punti nel confronto tendenziale. Sempre rilevante invece il fenomeno di chi neppure cerca lavoro: il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni è aumentato dello 0,6% mensile a dicembre e il tasso sul totale della popolazione si attesta al 36,4%, in crescita di 0,2 punti in termini congiunturali e in diminuzione di 0,6 punti su base annua. Quasi quattro italiani su dieci, cioè, non hanno lavoro e non lo cercano.

Quanto alle differenze di genere, si conferma un trend registrato nel recente passato che vede "meno sfavorite" le donne. Rispetto a novembre, infatti, la disoccupazione di dicembre è aumentata dello 0,8% per la componente maschile e diminuita dello 0,7% per quella femminile. In termini annuali la disoccupazione è cresciuta sia per gli uomini (+22,0%), che per le donne (+17,1%), ma ad un ritmo inferiore per queste ultime.

Sul fronte opposto, cioè quello dell'occupazione, alla fine dello scorso anno gli occupati sono risultati 22 milioni e 723 mila persone, in diminuzione dello 0,5% rispetto a novembre (-104 mila) e dell’1,2% su base annua (-278 mila). Il calo dell’occupazione riguarda sia gli uomini sia le

donne e porta il tasso di occupazione al 56,4%: si tratta del dato più basso da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili) e dal primo trimestre del 2001 se si guardano le serie storiche trimestrali. Il tasso di occupazione maschile, al 66%, diminuisce di 0,2 punti rispetto a novembre e di 1 punti su base annua. Quello femminile, pari al 46,8%, cala di 0,3 punti in termini congiunturali e di 0,2 punti rispetto a dodici mesi prima.

Leggi i commenti

<< < 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 > >>