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economiia

SNAI IN MANO AI CINESI? I DIPENDENTI SCIOPERANO PER 24H

Pubblicato su da Grunf

«Questa opzione comporterebbe una forte ricaduta sui livelli occupazionali e sulla sicurezza del servizio ai clienti. I sedicenti imprenditori cinesi, infatti, presentatisi nei giorni scorsi per sopralluoghi tecnici in tutte le agenzie di Bologna, hanno già dichiarato che metteranno a casa tutti i dipendenti».

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Dopo l'omicidio Cox il brexit cala nei sondaggi

Pubblicato su da Grunf

..e la casta Europea brinda

..e la casta Europea brinda

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Le cose che il supermercato non vuole farvi sapere

Pubblicato su da Grunf

Non è una trovata inventata dal giorno alla notte, dietro a queste cose ci sono anni di ricerca (si anni…) milioni spesi dalle catene dei supermercati e gente laureata che non fa altro che studiare il marketing per rendere la vostra visita al supermercato più dispendiosa senza che voi ve ne rendiate conto!!
In che modo? bhè questo è proprio quello che volevo spiegarvi, ma partiamo dal presupposto che tutti, almeno una volta alla settimana andiamo a fare la spesa e non prestiamo molta attenzione a quello che accade una volta entrati…. “I ricercatori del marketing hanno lavorato per anni per essere sicuri che l’ acquirente comune guardi più prodotti possibili durante la spesa, perché più vedono, più comprano” e a dirlo è Marion Nestle, autrice di “What to Eat: An Aisle-by-Aisle Guide to Savvy Food Choices and Good Eating”.
Ecco allora cosa dovreste sapere quando andate a fare la spesa…
1. I carrelli della spesa sono terreno fertile pieno di batteri. Già, su più del 60% dei carrelli controllati sono stati trovati dei batteri coliformi, quelli, tanto per intenderci, che si trovano nelle toelette.
Il Dr. Chuck Gerba, microbiologo dell’ Università dell’Arizona ha spiegato che:”Questi batteri potrebbero venire dalle verdure non ancora lavate, dai salumi non ancora spellati, dalle mani sporche dei clienti o dai bambini che si siedono nei carrelli. Basta pensare che dove avete messo i broccoli pochi minuti prima si trovava il sedere di un bambino”.Ma non basta, sempre secondo Gerba, sui carrelli è possibile trovare più germi che su tutte le superfici che sono state prese in esame, tra cui le tavolette del wc e i poggiatesta dei treni.
Quindi soluzione numero 1: salviette igienizzanti per il manico del carrello e un’accurata pulizia delle mani dopo aver fatto la spesa.
2. I cibi destinati ai bambini sono disposti alla loro altezza. Proprio perchè possano essere loro stessi a gettarli nel carrello in un momento in cui vi distraete. Sempre Marion Nestle afferma che: ”Dico sempre ai genitori di non fare mai la spesa con i figli. Le scatole con su disegnati dei cartoni animati sono sempre posizionati negli scaffali più bassi dove anche i bambini ai primi passi possono arrivare”.
E anche secondo Tara Gidus della American Dietetic Association dice: “I cereali zuccherati sono al livello degli occhi dei bambini, mentre quelli salutari e ricchi di fibre sono negli scaffali più alti“. E se ci fate caso anche quando arrivate alla cassa le caramelle sono strategicamente messe a portata di mano dei bambini per incoraggiare acquisti impulsivi visto che si possono facilmente afferrare mentre uno fa la coda ed attende il proprio turno.
Soluzione numero 2:cerchiamo di andare a fare la spesa senza i bimbi, in modo da non dovergli sempre vietare le cose, o sgridarli perchè afferrano le cose dagli scaffali.
3. I cibi affettati e pronti al consumo costano di più.Certamente acquistare le confezioni di insalata già lavata, meloni e angurie già affettate, oppure polli già speziati o carni già marinate pronte solo da scaldare è un modo semplice di cucinare, ma attenzioni perchè se una anguria cosa X, una sa fetta può costare anche tre-quattro volte di più!!
Soluzione numero 3: controllare il prezzo al chilo e pensare se non siamo in grado di lavare da soli l’insalata!!
4. I cibi salutari sono messi meno in evidenza. Avete mai fatto caso alla pasta integrale? la trovate in alto o molto in basso, i cibi biologici di solito sono imboscati in un angolino lontano dagli occhi e magari dietro una piglia o uno stand e se ci fate caso nel 90% delle volte li trovate vicino ai cibi etnici.
Soluzione numero 4: sforzarsi di cercare anche quello che non è alla portata dell’occhio.
5. Le esposizioni alla fine della corsia sono lì per distrarti dalla tua lista della spesa. E’ proprio Marion Nestle a svelarci questo trucco delle aziende: “Le compagnie alimentari pagano i negozi per posizionare i loro prodotti dove possono essere visti più facilmente, come ad esempio nelle esposizioni alla fine delle corsie”.
Il concetto è quello di posizionare oggetti ad alto profitto o anche gruppi alimentari come le cioccolate per ispirare acquisti compulsivi.
Spesso questo trucco è usato per le offerte, e molte persone acquistano questi prodotti anche se l’offerta non c’è. Il Dr. Brian Wansink direttore delLaboratorio Food and Brand dell’ Università di Cornell e autore di Mindless Eating afferma che:” Le persone comprano il 30% in più di prodotti che sono posizionati nelle esposizione di quelli a metà del corridoio, anche perché pensiamo che il vero affare si trova alla fine”.
Soluzione numero 5: non facciamoci tentare!
6. Alle offerte non si resiste. 3×2, compri 2 e uno gratis, 5 confezioni una gratis… queste offerte ci attirano ammettiamolo… ma anche qui entra a parlare il Dr. Brian Wansink dice: “Ogni volta che vediamo un numero in un cartello pubblicitario su uno scaffale compreremo circa il 30% in più di quel prodotto di quanto intendevamo comprare” e quindi se compri di più di quanto hai bisogno non sarà necessariamente un affare. “Una volta che il prodotto è in casa lo mangerete anche senza volerlo… è così un peccato buttare il cibo”.
Controllate anche la quantità della merce che viene proposta a prezzo inferiore, a volte il prezzo al chilo è più alto! Inoltre non è detto che se c’è scritto “offerta” o “promozione” lo sia davvero, voi ricordate i prezzi di tutti i prodotti? magari la variazione è di pochi centesimi e quindi venite tentati di acquistare anche se non ne avete bisogno… eh ma era in offerta!!
Soluzione numero 6: Prestare molta attenzione ai prezzi e alle quantità, valutando anche i prezzi dei prodotti di marche differenti.
7. Il percorso da seguire nel negozio è studiato a fondo. E si, il percorso che uno fa quando entra in un supermerrcato è praticamente obbligato, un po’ per la disposizione degli scaffali, un po’ perchè i beni primari come pane, pasta, latte, frutta e verdure, sono posti in modo da obbligarvi a passare davanti ad altri mille prodotti, così che l’occhio che vede compra, e puntualmente usciamo dal supermercato dicendo: “dovevo comprare solo due cose ed eccomi qui col carrello pieno!”.
Soluzione numero 7: Paraocchi e via dritti verso l’obiettivo senza fermarsi a guardare le cose che non abbiamo sulla lista della spesa!
8. La pulizia spesso lascia a desiderare. A dirlo sono gli ispettori dell’ Ufficio di Igiene che controllano i supermercati alla ricerca di eventuali irregolarità. rovate però a farlo anche da soli, mosche, polvere sono segni di una scarsa pulizia.
Soluzione numero 8: Evitare di acquistare confezioni ricoperte di polvere o cibi sciolti come carni e formaggi se avvistate mosche o altri insetti aggirarsi tra le bancarelle.

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Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)

Pubblicato su da Grunf

Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
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Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
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Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
Un sabato di marzo a Milano al Mercato della Terra, a due passi dal Cimitero monumentale. E' un farmer market, dove i contadini vendono i prodotti sotto la tutela del marchio Slow Food. I milanesi ci vengono come dicono "per sfuggire alla dittatura delle catene sempre più grandi e impersonali", di cui non si fidano più specie dopo i recenti scandali legati al cibo confezionato.

Gazebo bianchi con banchi pieni di alimenti di ogni tipo. Accostamenti ricercati come la crema al cioccolato fondente che si fonde col vino passito e birra artigianale aromatizzata a coriandolo e arancia. Famiglie con bambini, ragazzi e anche anziani alla ricerca dei sapori di un tempo.

"Se passate venite a vedere la cantina" dice una commerciante ai clienti. Il contadino a gran voce: "Ho portato quattro o cinque articoli: i cipollotti...".

Serena è qui con un amico e ha le idee chiare: "Compro qui – racconta a Tgcom24 - per il rapporto diretto con chi coltiva, per scavalcare la mediazione della grande distribuzione, per la voglia di controllare il prodotto e avere la certezza della qualità".

Il nonno porge una fetta di salame alla nipotina mentre un altro anziano con la barba lanuginosa taglia il formaggio con un grosso coltello. Una coppia addenta la pizza e sorride per gli sbaffi di pomodoro: "La nostra scelta è anche etica. Vogliamo scegliere cibi prodotti qua vicino per dare una mano ai piccoli produttori e per rispettare l'ambiente. Non siamo fissati ma cerchiamo di trovare un compromesso tra le necessità di velocità della vita quotidiana e la nostra coscienza".

Anna è una sciura dal piglio deciso, equipaggiata con un trolley da cui fuoriescono gli orli dei sacchetti : "Quando mio marito va a fare la spesa al supermercato lo sgrido sempre (Il marito, accanto a lei, sorride n.d.r.). Non mi fido più dei prodotti industriali. Anche se qui si spende un po' di più, ne sentiamo la necessità".

Una ragazza arriva in bicicletta e dice: "I prodotti sono più buoni, il prezzo è equo. E' una scelta di consumo, preferisco finanziare i prodotti locali piuttosto che le catene. C'è uno stile di vita dietro che detta anche altre scelte: mi muovo in bici, prendo il vino sfuso in enoteca e preferisco le merci che fanno pochi chilometri".

Per alcuni si tratta di anticonformismo come per Luca che fa la fila per prendere la pizza con la madre Germana: "Io ho 46 anni e questa è la mia mamma. Abbiamo attraversato tutto il '68 e gli anni Settanta, siamo fuori dalle regole. In città non comprare nei soliti canali di distribuzione è fuori dalla norma e ci incuriosisce perché ciò che è al di fuori dalle regole crea novità proficue".

Per alcuni, la chiave è una coscienza critica che sta prendendo sempre più piede. Questa l'opinione di Gabriella che ha un banco dove vende lana tinta con metodi ecosostenibili: "La gente comincia a capire che la grande distribuzione non è così sincera e schietta. C'è un filo di consapevolezza in più rispetto al passato".

Alessandro Cecchini di Slow Food, organizzatore del Mercato della Terra, spiega: "E' una scelta che attrae e convince perché ci si fida. La gente si riconosce nella visione di Carlo Petrini del cibo buono, pulito e giusto. Ci offriamo come mediatori per contadini che hanno limitate possibilità commerciali".

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L'8% delle nostre auto è senza assicurazione

Pubblicato su da Grunf

Se quelle ladre delle assicurazioni facessero pagare meno...

Io per esempio pago 330,00€ per una ca@@o di 600 e senza mai aver fatto un incidente in vita mia (ho 46 anni)... vi sembra normale?

Non dovre pagare nulla perché fin d'ora ho regalato dei gran soldi alle compagnie assicurative senza ricevere nulla in cambio

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"Se la banca ti incatena"(Video)

Pubblicato su da Grunf

L'Ultima Parola 09/11/2012 -"Se la banca ti incatena" di Edoardo Di Lorenzo. Questa è la storia di un pensionato che ha perso i risparmi di una vita per colpa di una banca. E come quelle persone che non trovano altra soluzione che mettere in scena atti eclatanti, anche lui ha pensato alla sua personale protesta.

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