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I supermercati Tesco sotto accusa: dipendenti sorvegliati con un braccialetto

Pubblicato su da Grunf

Come nel Grande Fratello, la catena usa l'elettronica per verificare la velocità ed efficienza dei lavoratori, quante volte vanno in bagno e quante pause fanno. Punteggi assegnati per ogni operazione completata in tempo, solo 25 minuti concessi per tirare il fiato. I gruppi per la difesa dei diritti civili vanno sulle barricate

LONDRA - Controllati con un bracciale elettronico, per verificare la loro velocità ed efficienza sul lavoro, ma anche quante pause si prendono per andare alla toilette, e poi giudicati in base ai "tempi" che registrano. E' la nuova tecnica usata dalla Tesco, maggiore catena di supermercati britannici, per migliorare il rendimento dei suoi dipendenti, un'iniziativa che tuttavia suscita critiche da parte degli stessi lavoratori, che si sentono monitorati da una specie di Grande Fratello orwelliano, e dai gruppi per la difesa dei diritti civili, secondo cui le nuove misure potrebbero portare a discriminazioni e invasione della privacy.

Il bracciale elettronico è apparso dapprima nei supermarket della Tesco in Irlanda per una fase sperimentale, ma ora si sta diffondendo anche in quelli della Gran Bretagna. Viene fatto indossare allo staff che lavora nei depositi: gli autisti che recapitano la merce dai magazzini ai punti vendita e i lavoratori che li spostano all'interno dei magazzini medesimi. La Tesco afferma che i bracciali servono da un lato a misurare l'efficienza dei dipendenti, dall'altro risparmiano loro l'incombenza di portare con sé carta e penna per segnare le consegne. Ma è indubbio che lo scopo principale è valutare con precisione scientifica la velocità dei lavoratori, per spingerli a fare sempre più in fretta.

Un ex-commesso della Tesco racconta infatti al quotidiano Independent di Londra che il bracciale registra elettronicamente una consegna e poi stabilisce il tempo teoricamente necessario a completarla. Se il lavoratore compie la mansione nel tempo previsto, riceve un voto di 100 punti. Se ci mette più tempo, il voto diminuisce in proporzione. Se fa più in fretta, per esempio se impiega la metà del tempo previsto a compiere l'operazione, riceve 200 punti. E il punteggio cala ulteriormente se per esempio un lavoratore va alla toilette e non registra il tempo perduto come "pausa", uno spazio temporale di non oltre 25 minuti al giorno comprendente il break per il lunch e altre interruzioni. L'ex-commesso afferma che i lavoratori con i punteggi più bassi vengono convocati dai manager e dai capisquadra e avvertiti che non si impegnano abbastanza. "Quelli che ottengono i punteggi più alti, però, alla fine sono sudati fradici e finiscono per gettare la roba di qua e di a' per accelerare le consegne", sostiene la stessa fonte.

Il bracciale elettronico, scrive l'Independent, mette sotto forte pressioni i dipendenti, molti dei quali, perlomeno negli stabilimenti della Tesco in Irlanda, sono immigrati dell'Europa dell'Est con una limitata comprensione della lingua inglese. Secondo Peter Daly, un avvocato specializzato in diritto del lavoro, le aziende che ricorrono a questo tipo di sistemi di controllo (la Tesco non è l'unica) rischiano di subire cause per violazioni dei diritti civili e discriminazione. Inoltre non è chiaro come vengano catalogati i punteggi e altre informazioni raccolte dai bracciali, che in base alle norme sulla privacy dovrebbero essere condivisi con i lavoratori.

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GRECIA: LA GENTE ASSALTA I SUPERMERCATI (+ link correlati)

Pubblicato su da Grunf

“La Grecia è crollata, definitivamente, sotto il peso dei debiti contratti con la BCE.

Stanno assaltando i supermercati. Ma non si tratta di banditi armati. Si tratta di gente inviperita e affamata, che non impugna neanche una pistola, con la complicità dei commessi che dicono loro “prendete quello che volete, noi facciamo finta di niente”. Si tratta della rivolta di 150 imprenditori agricoli, produttori di agrumi, che si sono rfiutati categoricamente di distruggere tonnellate di arance e limoni per calmierare i prezzi, come richiesto dall’Unione Europea. Hanno preso la frutta, l’hanno caricata sui camion e sono andati nelle piazze della città con il megafono, regalandola alla gente, raccontando come stanno le cose.

Si tratta di 200 produttori agricoli, ex proprietari di caseifici, che da padroni della propria azienda sono diventati impiegati della multinazionale bavarese Muller che si è appropriata delle loro aziende indebitate, acquistandole per pochi euro sorretta dal credito agevolato bancario,quelli hanno preso i loro prodotti della settimana, circa 40.000 vasetti di yogurt (l’eccellenza del made in Greece, il più buon yogurt del mondo da sempre) li hanno caricati sui camion e invece di portarli al Pireo per imbarcarli verso il mercato continentale della grande distribuzione, li hanno regalati alla popolazione andandoli a distribuire davanti alle scuole e agli ospedali.

Si tratta anche di due movimenti anarchici locali, che si sono organizzati e sono passati alle vie di fatto: basta cortei e proteste, si va a rapinare le banche: nelle ultime cinque settimane le rapine sono aumentate del 600% rispetto a un anno fa. Rubano ciò che possono e poi lo dividono con la gente che va a fare la spesa. La polizia è riuscita ad arrestarne quattro, rei confessi, ma una volta in cella li hanno massacrati di botte senza consentire loro di farsi rappresentare dai legali. Lo si è saputo perché c’è stata la confessione del poliziotto scrivano addetto alla mansione di ritoccare con il Photoshop le fotografie dei quattro arrestati, due dei quali ricoverati in ospedale con gravi lesioni.

E così, è piombata la sezione europea di Amnesty International, con i loro bravi ispettori svedesi, olandesi e tedeschi, che hanno realizzato una inchiesta, raccolto documentazione e hanno denunciato ufficialmente la polizia locale, il ministero degli interni greco e l’intero governo alla commissione diritti e giustizia dell’Unione Europea a Bruxelles, chiedendo l’immediato intervento dell’intera comunità continentale per intervenire subito ed evitare che la situazione peggiori.

Siamo venuti così a sapere che il più importante economista tedesco, il prof. Hans Werner Sinn, (consigliere personale di Frau Angela Merkel) sorretto da altri 50 economisti, avvalendosi addirittura dell’appoggio di un rappresentante doc del sistema bancario europeo, Sir Moorald Choudry (il vice-presidente della Royal Bank of Sctoland, la quarta banca al mondo) hanno presentato un rapporto urgente sia al Consiglio d’Europa che alla presidenza della BCE che all’ufficio centrale della commissione bilancio e tesoro dell’Unione Europea, sostenendo che “la Grecia deve uscire, subito, temporaneamente dall’euro, svalutando la loro moneta del 20/ 30%, pena la definitiva distruzione dell’economia, arrivata a un tale punto di degrado da poter essere considerata come “tragedia umanitaria” e quindi cominciare anche a ventilare l’ipotesi di chiedere l’intervento dell’Onu”.

Silenzio assoluto.

Nessuna risposta.

Censura totale.

Nessun candidato alle elezioni in Italia ha fatto menzione della situazione greca attuale.

- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

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Lo stupro troppo crudele per essere raccontato (Link corelati + foto album proteste)

Pubblicato su da Grunf

Nemmeno l’ultimo raccapricciante delitto è riuscito a smuovere il paese. Anene Booysen aveva diciassette anni ed è stata stuprata e barbarmente uccisa qualche giorno fa, il suo corpo abbandonato in un cantiere è stato trovato abbandonato dalla alcune guardie giurate della cittadina di Bredasdorp, 80 miglia a Est di Città del Capo, era ancora viva, ma non ce l’avrebbe fatta a sopravvivere. Le ferite e le mutilazioni sul suo corpo erano talmente impressionanti che la famiglia ha chiesto non venissero divulgati dettagli, anche se poi i media in seguito hanno raccontato che i suoi aguzzini le hanno aperto l’addome dallo stomaco fino ai genitali. :((((

L’ACCUSA - Prima di morire Anene Booysen ha fatto in tempo a denunciare uno degli assalitori, un ragazzo che conosceva, anche in Sudafrica come ovunque nel mondo gli stupratori sono raramente sconosciuti sbucati dal nulla e più spesso persone che conoscono la loro preda, questo era il miglior amico del fratello della giovane.

LE INDAGINI CONTINUANO - La polizia ne ha identificato un altro e i due sono già apparsi in tribunale, rischiano l’ergastolo. La polizia avrebbe già identificato un terzo componente del gruppo, ma ha dovuto rilasciarlo per mancanza di prove,le indagini continuano e gli ufficiali che si esprimono sul caso assicurano che riusciranno a prendere tutti i colpevoli.

NON SUCCEDE NIENTE - Le proteste per questo ed altri casi però non riescono a mobilitare l’opinione pubblica in Sudafrica, nemmeno sull’onda dell’emozione per un delitto tanto efferato. Come l’india il Sudafrica soffre di un problema culturale quando s’arriva allo stupro, in questo caso riferito alla cultura patriarcale che combinata a un insano machismo spinge i sudafricani in testa alla classifica mondiale degli stupratori, un primato decisamente negativo.

UN’ALLUVIONE - In Sudafrica viene stuprata una donna ogni quattro minuti, secondo le statistiche, e solo il 12% delle denunce, che sono comunque una minoranza rispetto ai casi reali, termina con una condanna degli stupratori. Questo nonostante il governo non abbia lesinato in leggi e iniziative per combattere il fenomeno.

LA DELUSIONE - Per questo le associazioni delle donne sudafricane hanno provato a cavalcare quest’ultima storia orribile con energia, ma differenza di quanto successo in India al processo c’erano appena un centinaio di persone a protestare e ancora oggi quando si discute pubblicamente del caso emergono chiare tentazioni giustificazioniste. Se infatti c’è un dato che unisce la cultura di di molti, troppi, sudafricani e indiani e proprio quello che vede gli uomini dei due paesi convinti in gran numero che le donne non abbiano alcun valore se non quello di oggetto di piacere dell’uomo.

Lo stupro troppo crudele per essere raccontato (Link corelati + foto album proteste)
Lo stupro troppo crudele per essere raccontato (Link corelati + foto album proteste)
Lo stupro troppo crudele per essere raccontato (Link corelati + foto album proteste)
Lo stupro troppo crudele per essere raccontato (Link corelati + foto album proteste)
Lo stupro troppo crudele per essere raccontato (Link corelati + foto album proteste)

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GUERRA DEL PANE DI ATENE ( Foto Album )

Pubblicato su da Grunf

VIETATO FAR VEDERE LA GRECIA CHE BRUCIA - L’ITALIA DEVE ANDARE AL VOTO SENZA AVERE NOTIZIE DELLA “GUERRA DEL PANE” DI ATENE: PERCHE’? - ASSALTI AGLI SCAFFALI PER DISTRIBUIRE VIVERI IN PIAZZA, RAPINE IN BANCA PER RESTITUIRE QUALCHE SOLDO ALLA POPOLAZIONE, DIMOSTRANTI PICCHIATI IN CELLA - L’EUROPA FRANCO-TEDESCA HA DISTRUTTO UNA NAZIONE E RIDOTTO ALLA FAME UN INTERO POPOLO - LA RIBELLIONE DEGLI AGRICOLTORI…

GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )
GUERRA DEL PANE  DI ATENE ( Foto Album )

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E dopo aver fatto ciò, arrivano le seguenti parole...

Pubblicato su da Grunf

Barbara Bartorelli

"Scusate, ci siamo sbagliati". Dopo anni di ricerche, dopo che milioni di topi e ratti sono stati sacrificati in nome del presunto progresso scientifico, dopo che a centinaia di migliaia di pazienti sono stati somministrati farmaci realizzati e testati sulla base di questo modello animale, i ricercatori americani hanno dimostrato, con uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista "Proceedings of the National Academy of Sciences", che i risultati della sperimentazione sui topi non possono essere trasferiti sul modello umano per almeno tre diversi tipi di patologie (sepsi, traumi e ustioni). Ma i ricercatori si spingono oltre mettendo in dubbio anche l'attendibilità dei test condotti sul cancro e sulle patologie cardiache. E' quanto rivela la versione online del New York Times.

E dopo aver fatto ciò, arrivano le seguenti parole...

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Muos, alta tensione a Niscemi davanti alla base Usa

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Gli attivisti del movimento 'No Muos', stamattina alle 5,30, hanno bloccato alcuni automezzi con una decina di militari Usa che si recavano a dare il cambio ai colleghi di guardia del turno di notte. La zona è presidiata da un centinaio di dimostranti, in prevalenza 'mammè del movimento, ma è anche vigilata dalle forze di polizia

NISCEMI. È tornata alta la tensione davanti ai cancelli della base statunitense di contrada Ulmo, a Niscemi (Caltanissetta), dove gli attivisti del movimento 'No Muos', stamattina alle 5,30, hanno bloccato alcuni automezzi con una decina di militari Usa che si recavano a dare il cambio ai colleghi di guardia del turno di notte. La zona è presidiata da un centinaio di dimostranti, in prevalenza 'mammè del movimento, ma è anche vigilata dalle forze di polizia. Le autorità hanno smentito le voci secondo cui ci sarebbero stati tentativi da parte dei soldati di forzare i blocchi. «La situazione è sotto controllo - ha detto il dirigente del commissariato di polizia, Gabriele Presti - e con i manifestanti c'è un dialogo pacifico, si spera anche proficuo». Anche ieri i blocchi avevano impedito il passaggio dei soldati che, però, sono tornati indietro, facendo rientro nella base di Sigonella. Gli attivisti temono che le autorità militari Usa stiano temporeggiando, per consentire il completamento dei lavori di costruzione del Muos (il sistema satellitare di telecomunicazioni ad altissima frequenza contro cui si battono i residenti) che stanno proseguendo regolarmente. Ma il consolato statunitense di Napoli ha aperto un canale di dialogo con il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, dopo che i militari di Sigonella avevano respinto il funzionario regionale inviato per notificare l'avvio della procedura di revoca delle autorizzazioni per l'allestimento dell'impianto nel territorio di Niscemi.

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Russia, cade meteorite: oltre 400feriti (Foto album)

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Oltre 400 persone sono rimaste ferite, tre in modo grave, dai cristalli di un meteorite caduti nella regione di Cheliabynsk, sui monti Urali. Lo ha riferito il ministero dell'Interno russo. Secondo le prime informazioni, i feriti che hanno fatto ricorso all'assistenza medica, hanno riportato tagli causati dai cristalli. Colpita anche una scuola. Tra i feriti ci sono 10 bambini probabilmente a causa dei vetri mandati in frantumi dal violento spostamento d'aria seguente all'onda d'urto dovuta all'esplosione del meteorite nell'atmosfera. Inizialmente si era pensato a una pioggia di meteoriti. Ma fonti ufficiali russe hanno spiegato che si è trattato di cristalli di un meteorite «sporadico e non associato a una pioggia di meteoriti che si è disintegrato nella parte bassa dell'atmosfera». Il fenomeno si è verificato a circa 80 chilometri dalla città di Satka, nell'omonimo distretto, alle 9,22 ora locale (le 4,22 ora italiana).

COLPITE SEI CITTÀ - I frammenti del meteorite sono caduti in sei città della zona. Pattuglie della polizia stanno ispezionando gli edifici danneggiati. La caduta dei cristalli ha causato forti esplosioni, secondo testimoni che in un primo momento avevano pensato all'esplosione di un aereo in volo. I vetri delle finestre di alcune abitazioni sono andati in frantumi.

Secondo i servizi di emergenza il fenomeno non ha causato un innalzamento dei livelli di radiazioni, che sono rimasti nei parametri abituali per la regione. L'agenzia russa per l'energia atomica Rosatom ha riferito che le installazioni negli Urali non hanno subito danni.

L'ANALISI - «È rarissimo che un meteorite come questo provochi feriti, questa volta purtroppo è successo», commenta Giovanni Bignami, presidente dell'Istituto nazionale astrofisica. «Sarebbe interessante capire la traiettoria di questo meteorite, potrebbe essere passato per pochi secondi anche sull'Italia, ed essere stato visibile come scia infuocata», ha spiegato ancora, rassicurando che questo meteorite non ha nulla a che fare con l'asteroide che sfiorerà in queste ore la Terra.

Russia, cade meteorite: oltre 400feriti (Foto album)
Russia, cade meteorite: oltre 400feriti (Foto album)Russia, cade meteorite: oltre 400feriti (Foto album)
Russia, cade meteorite: oltre 400feriti (Foto album)Russia, cade meteorite: oltre 400feriti (Foto album)

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Russia: Mosca autorizza ronde contro immigrati irregolari :)

Pubblicato su da Grunf

Mosca dichiara guerra agli immigrati irregolari e lo fa autorizzando le ronde. Da mercoledì pomeriggio, infatti, gruppi di volontari vestiti con casacche rosse con su scritto “Controllo immigrazione” sono stati sguinzagliati per le strade della città alla ricerca di immigrati irregolari. Per ora sono trecento ma le autorità puntano ad arrivare a seicento collaboratori. Controllano i documenti, fanno segnalazioni alla polizia e possono persino arrestare, se necessario. Setacciano i mercati, i cantieri edili e i capannoni industriali, i centri commerciali, le stazioni ferroviarie ma anche gli appartamenti privati, se hanno sospetti o indizi.

Le organizzazioni per i diritti umani sono preoccupate. “La xenofobia in Russia sta crescendo sia nelle città che nelle campagne”, racconta a Radio Free Europe Svetlana Gannushkina, attivista per i diritti dei migranti. “Questi raid non verranno condotti dalle forze dell’ordine ma da comuni cittadini e purtroppo riesco a immaginare che tipo di persone vi prenderà parte”. Ma la cosa che destabilizza di più gli attivisti è il fatto che i rondisti potranno anche arrestare i migranti, cioè svolgere tutte quelle funzioni che fino a ieri competevano solo alle forze di sicurezza.

Sebbene le organizzazioni per i diritti ammoniscano sulla pericolosità di questo nuovo ordine di controllo, le ronde, retaggio dell’URSS, vivono una rinascita che trova un precedente e una giustificazione nell’attualità russa più recente. I Cosacchi moscoviti, per esempio, lavorano già da diversi mesi con la polizia locale per incrementare i controlli nelle strade. E così gli attivisti ortodossi, dopo che le Pussy Riot oltraggiarono la Cattedrale del Cristo Salvatore con la loro performance, si sono organizzati in gruppi per presidiare chiese e cimiteri.

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REGNO UNITO, IL GREAT BRITISH CIRCUS RINUNCIA AI GRANDI FELINI

Pubblicato su da Grunf

ERA L'ULTIMO CHE SFRUTTAVA QUESTE SPECIE

Con il "Great British Circus", che in questi giorni ha rinunciato all'impiego di grossi felini nei propri spettacoli, cade definitivamente un tabù: in Inghilterra non ci sono più circhi viaggianti che sfruttano esemplari appartenenti a queste specie. Ma non è tutto perché, come reso noto dal "Guardian", quest'anno sono soltanto due le insegne circensi ad avere richiesto la licenza per la detenzione di animali selvatici o esotici (cammelli, zebre, renne, ad esempio). Questo passaggio, secondo molti analisti autorevoli, potrebbe prefigurare lo stop definitivo al circo con animali.

"Del resto – spiega il direttore scientifico dell'Enpa, Ilaria Ferri -, esiste un preciso impegno in tal senso preso dal precedente governo a maggioranza laburista; un impegno che, l'attuale esecutivo liberal-conservatore ha detto di voler mantenere. In Inghilterra, come in altri Paesi europei, tra cui il nostro, sono cambiati gli orientamenti dell'opinione pubblica, sempre più contraria all'uso di animali negli spettacoli circensi".

"Tuttavia, a differenza di altre realtà e nonostante le numerose sollecitazioni delle associazioni animaliste e della società civile - prosegue Ferri -, il governo italiano non ha ancora preso posizione in merito. Le amministrazioni locali, invece, si sono dimostrate molto virtuose emanando provvedimenti restrittivi per l'attendamento di circhi che, lo ricordo, grazie ai fondi del Fus vivono anche sulle spalle di tutti contribuenti italiani. Perfino di quelli che vogliono finirla con lo sfruttamento degli animali".

"Detenuti in gabbie incompatibili con le loro esigenze etologiche, costretti a forme di addestramento violente e deprivanti, obbligati a sopportare viaggi lunghi e sfiancanti da una tournée all'altra, per gli animali il circo è solo maltrattamento. Inoltre, mostrare ai bambini animali così umiliati e ridotti in tali condizioni mortificanti, non solo è incivile ma per nulla educativo".

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LA CORRIDA PATRIMONIO NAZIONALE, COSI' MADRID ATTACCA BARCELLONA -

Pubblicato su da Grunf

IL VOTO DEL "CONGRESSO" SFIDA LA CATALOGNA

I deputati spagnoli hanno deciso martedì di avviare l'iter parlamentare di una petizione popolare che ha raccolto quasi 600.000 firme per una legge che protegga la corrida come "bene culturale" e quindi la faccia ritornare anche in Catalogna, dov'è bandita dall'anno scorso.

La Camera dei Rappresentanti ha preso la decisione con 180 voti a favore, 40 contrari e 106 astensioni, avviare l'iter parlamentare. Dato che il Partido popular detiene la maggioranza assoluta, è probabile che la proposta diventi legge al più presto.

L'avvio del dibattito parlamentare potrebbe portare nel giro di qualche mese a dichiarare la corrida "patrimonio di interesse culturale" -.la Francia l'ha già dichiarata "patrimonio nazionale" - il che comporterà una maggiore protezione legale ed economica e darà allo stato un maggior potere decisionale in materia

La raccolta di firme è la risposta della Federazione delle organizzazioni taurine di Catalogna alla legge votata nel parlamento regionale da nazionalisti ed ecologisti. Il dibattito sulle "fiestas" cade in un momento di forte tensione tra il governo centrale e quello regionale, sostenuto dal partito repubblicano della Catalogna (ERC) e nel 2014 pronto a indire un referendum di autodeterminazione.

"Il voto con cui la Spagna ha iniziato l'iter per dichiarare la corrida patrimonio nazionale – commenta una nota dell'Enpa - è uno schiaffo alle centinaia di migliaia di persone che nello stesso Paese iberico vogliono voltare pagina rispetto a una presunta forma di spettacolo, ormai desueta e insensata, che attira sempre meno spettatori. Ma è soprattutto uno schiaffo a quelle comunità autonome spagnole, che, come la Catalogna, avevano fatto una scelta coraggiosa e di grandissima civiltà, mettendo finalmente al bando la tauromachia. Siamo convinti che la decisione di cercare di rilanciare la corrida ricorrendo a tale espediente non piacerà neanche ai tantissimi italiani che seguono con grande attenzione le vicende legate ai maltrattamenti di animali. E molti di loro, indignati da questo voto, potrebbero decidere di cambiare la meta delle proprie vacanze".

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