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La maglietta shock pro-stupro su Amazon :(((

Pubblicato su da Grunf

La maglietta shock pro-stupro su Amazon :(((

“Keep calm and rape them”. Tradotto: “Mantieni la calma e stuprale”. Un invito imbarazzante a compiere molestie sessuali, comparso in quella che è stata definita dai media anglosassoni come la “maglietta dello scandalo”. Un annuncio pubblicato su Amazon, subito sommerso dalle critiche in rete, come spiega il Daily Mail.

AMAZON ACCUSATA PER LA MAGLIETTA PRO STUPRO – Sotto accusa la società di e-commerce statunitense di Seattle, con gli utenti che hanno definito “vergognosa” la t-shirt.

La maglietta riprende e modifica il celebre manifesto britannico “Keep Calm and Carry on” (“Mantieni la calma e vai avanti”), più volte imitata on line nel corso degli ultimi anni e “vittima” di divertenti parodie. Ma questa volta non c’è molto da ridere. Soltanto da denunciare, come spiegano diversi utenti: “Provo disgusto per questa trovata”, hanno commentato diversi su Twitter. La t-shirt è prodotta dal negozio on line Solid Gold Bomb e venduta ad un prezzo compreso tra le 15 e le 17 sterline. E l’annuncio è stato pubblicato su Amazon. “Non immaginate come possano sentirsi le vittime di violenze sessuali con questa trovata”, ha accusato un altro utente on line, sulla pagina Fb del negozio on line. La compagnia si è difesa cercando di spiegare come si sia trattato di un errore del computer che avrebbe autogenerato il messaggio di vendita della maglietta. “Non appena ce ne siamo accorti, abbiamo subito cancellato l’annuncio”, ha spiegato un rappresentate dell’azienda. Ma non è bastato per calmare l’ira degli utenti. Nelle politiche aziendali di Amazon si spiega come la società si riservi il diritto “di valutare l’opportunità degli annunci pubblicati sul nostro sito”, in materia di pornografia o nudo. Di fronte alle richiesta del Daily Mail, nessuno – né da Amazon che da Solid Gold Bomb – ha voluto fornire altre spiegazioni.

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Maldive, 15enne vittima di stupro condannata a 100 frustate

Pubblicato su da Grunf

Lei è una vittima di stupro e le autorità l’hanno accertato ma non per questo le sarà risparmiata una condanna perché ha avuto una relazione sessuale con un uomo. Una relazione fuori dal matrimonio (proibita in base alla legge del suo Paese che si ispira alla sharia) e lei ha appena 15 anni. L’assurda storia arriva dalle Maldive, il calvario della 15enne era stato riportato già tempo fa dai media: lei aveva accusato il patrigno di stupro, quello stesso patrigno accusato anche della morte del bambino frutto della violenza sulla figliastra. Ora è arrivata però la sentenza che la riguarda direttamente: la 15enne è stata condannata da un tribunale delle Maldive a 100 frustate e otto mesi di arresti domiciliari. Le frustate le saranno inferte una volta arrivata alla maggiore età, tuttavia lei può anche scegliere di sottoporsi subito a questa violenza.

La dura reazione degli attivisti per i diritti umani - La sentenza della corte ha suscitato la dura reazione degli attivisti per i diritti umani, e dal governo è anche arrivata la richiesta di clemenza. Per tanti, l’ha detto anche Masood Imad, portavoce del presidente Mohamed Waheed, la 15enne dovrebbe essere trattata come una vittima e non come una criminale, anche se – è stato specificato da Imad – deve “vergognarsi” per ciò che ha fatto. Lo stesso portavoce ha detto che le autorità sono pronte ad aprire un dialogo per modernizzare il codice penale e limitare il ricorso alla fustigazione, pratica disumana che a oggi viene ancora utilizzata come condanna.

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La campagna anti-stupro alla scuola elementare

Pubblicato su da Grunf

La Reuters ci parla della campagna anti-stupro nelle scuole presentata dal presidente del Sudafrica Jacob Zuma il cui obiettivo è quello di raggiungere 10 milioni di alunni degli istituti del suo Paese.

OBIETTIVO RIDURRE LA VIOLENZA - L’obiettivo del Presidente è quello di limitare il più possibile la violenza in un Paese dove gli stupri tra le mura scolastiche hanno una percentuale preoccupante, tra le più alte del mondo. Nel Paese vengono violentati sia donne sia uomini e non parliamo solo di sesso. Ci sono anche il bullismo nelle classi ed i pestaggi nei cortili, al punto che ora molti giovani non sanno cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. “Cio’ che presentiamo oggi -ha spiegato Zuma- non è una campagna per la protezione delle donne ma è destinata a tutti”.

SISTEMA CORROTTO - Come noto, nel Paese il sistema giudiziario spesso non riesce a proteggere le vittime di abusi ed a condannare gli autori di tali violenze. E se un sospetto viene arrestato, solo nel 12 per cento dei casi il processo si conclude con una condanna. Questo mese un uomo libero su cauzione in quanto accusato di due stupri ha violentato una bimba di due anni. La cittadinanza si è però indignata a seguito dello stupro, della mutilazione e dell’omicidio di una 17enne vicino a Città del Capo spingendo l’opinione pubblica a chiedere pene severe per gli autori di tale violenza, tra cui la castrazione chimica.

VOGLIA DI GIUSTIZIA - L’arresto di Oscar Pistorius ha incentivato la protesta già spinta dalle manifestazioni in India. Lo scorso anno una diciassettenne di Soweto è stata stuprata da sette uomini che hanno registrato la scena con un cellulare per poi diffonderla sul web. Per questo sono ancora sotto processo. Parliamo di una serie di atti violentissimi ed efferati ai quali Zuma ha deciso di porre un freno. Da domani le scuole parleranno ai ragazzi ogni settimana dei rischi connessi allo stupro ed agli altri crimini di matrice sessuale spingendo le vittime a parlare e spaventando i potenziali aggressori.

AGIAMO FINCHE’ SONO GIOVANI - Secondo alcune stime in Sudafrica nel 2012 sono state registrate 65 mila violenze che hanno visto protagoniste, nella stragrande maggioranza dei casi, delle donne. Si tratta di un dato spaventoso, il più alto tra i paesi appartenenti all’Interpol. Tich Chikowore, a capo di LifeLine Southern Africa, associazione che si occupa di programmi extrascolastici, ha spiegato che “in generale gli studenti non sanno spiegare cosa sia la violenza sessuale. Per questo bisogna agire quando sono giovani, così da evitare che si perdano da adulti”.

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Giappone: due marinai americani condannati per stupro

Pubblicato su da Grunf

Due marinai americani sono stati condannati rispettivamente a 9 e 10 anni di carcere per lo stupro di una donna giapponese a Okinawa, avvenuto lo scorso ottobre. L'episodio suscito rabbia nell'isola e alimento' la tensione gia' esistente tra i militari a stelle e strisce di stanza e la popolazione locale. A emettere la sentenza nei confronti di Christopher Browning, 24 a nni, e Skyler Dozierwalker, 23 anni, e' stato il tribunale distrettuale di Naha. .

Bonissima giustizia!!!

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L'esercito che usa lo stupro per reprimere il popolo

Pubblicato su da Grunf

Human Rights Watch dice che l’esercito tortura e stupra ancora i Tamil, che a migliaia vivono ancora da rifugiati.

LA STORIA - Le Tigri Tamil sono state schiantate, non son più in attività, niente lotta armata il loro capo ucciso, persino il suo bambino hanno ucciso per evitare tentazioni dinastiche al persistere del mito dell’indipendenza Tamil, che però dopo decenni di lotta si era trasformato in un persecutore temibile che regnava su parte dell’isola di Ceylon. reclamata dagli indipendentisti.

IL PIU’ PULITO - Il governo di Colombo non è però molto più democratico e, anche se ha avuto il via libera e l’aiuto di altri paesi per stroncare le Tigri Tamil, poi ha continuato con lo stile proprio. Human Rights Watch denuncia soprattutto la pratica odiosa dello stupro quasi sistematico come strumento di repressione politica sulle detenute accusate di essere in contrasto con il il governo e questo nonostante la guerra civile che ha incendiato la parte meridionale dell’isola sia finita da ben quattro anni.

LA REPRESSIONE - Ai non Tamil non va molto diversamente, dai giornalisti agli oppositori, tutti possono soffrire incidenti che prevedono atroci permanenze nelle mani delle forze di sicurezza di Colombo, con poche differenze di stile tra esercito e polizie. Non sono solo i Tamil a lamentarsi, ma ricevono poca attenzione e simpatia persino dalla Gran Bretagna, referente coloniale e destinazione privilegiata dalla diaspora dello Sri Lanka, che non è solo Tamil.

BALLE - Secondo il governo invece si tratta di menzogne, secondo il presidente Mahinda Rajapakse di propaganda a favore delle Tigri Tamil e HRW è strumento di un complotto associato con i Tamil e con chissà quali appoggi internazionali per screditare l’ottimo governo eccetera, eccetera

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IL NUOVO REGOLAMENTO VIETA DI UCCIDERE LE TIGRI: SVOLTA IN INDIA

Pubblicato su da Grunf

RECORD DI ESEMPLARI MORTI: 88 NEL 2012

In India un nuovo regolamento proibisce l'eliminazione delle tigri. Lo rende noto oggi The Times of India. L'Autorità nazionale per la tutela delle tigri ha stabilito che gli animali che sconfinano fuori dalle riserve protette "devono essere catturati, immobilizzati con sonniferi e riportati nel loro habitat, ma non devono essere uccisi".

La normativa prevede un'unica eccezione, qualora il felino sia antropofago ("man eater"), ovvero "si nutra abitualmente di umani nonostante la presenza di prede naturali". In questo caso, per l'uccisione si può chiedere uno speciale permesso alle autorità forestali e usare un'arma "adeguata". Il regolamento precisa poi che "nessuna ricompensa deve essere pagata" a chi cattura la tigre killer.

Le tigri del Bengala, una specie in via di estinzione in Asia, sono minacciate dal bracconaggio, dalla crescente urbanizzazione che riduce il loro habitat naturale e dall'aumento del turismo nei parchi naturali. Lo scorso anno c'è stato un record: 88 esemplari uccisi, di cui 59 per mano dei bracconieri che prelevano la preziosa pelle e altri organi usati come rimedi afrodisiaci. Sono i dati forniti oggi al Senato indiano in risposta ad una interrogazione sull'allarmante declino di esemplari negli ultimi tre anni (in totale 197).

Secondo l'ultimo censimento del 2010, in tutto il territorio indiano c'erano 1.706 tigri nelle 42 riserve gestite nell'ambito del "Progetto Tigre" governativo su una superficie complessiva di 53.547 chilometri quadrati.

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Sparatoria in fabbrica in Svizzera, tre morti (tra cui l'aggressore)

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Sono tre i morti, tra cui l'uomo che ha aperto il fuoco, e sette i feriti gravi nella sparatoria avvenuta questa mattina in una fabbrica vicino a Lucerna, nella Svizzera centrale. Il bilancio é stato fornito dalla polizia elvetica, dopo che un giornale locale aveva parlato di cinque morti citando testimoni oculari. Secondo le prime ricostruzioni, un uomo avrebbe aperto il fuoco all'interno della mensa. Il fatto é accaduto a Meznau, in un'azienda austriaca per la lavorazione del legno, il colosso mondiale Kronospan, che aveva appena annunciato una riduzione della produzione a causa di scarsità delle forniture. Nella fabbrica lavora un centinaio di persone. La zona intorno all'impianto é stata transennata e i feriti sono stati portati via in elicottero.

L'incidente segue la sparatoria del 2 gennaio scorso a Daillon, piccolo villaggio nel sud della Svizzera, quando un 33enne con problemi psichici e di droga ha ucciso a colpi di arma da fuoco tre donne e ferito due uomini. La Svizzera è il terzo paese al mondo per il numero di armi detenute dai cittadini, dopo Stati Uniti e Yemen.

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USA, PROPOSTA RIVOLUZIONARIA: UN LEGALE PER GLI ANIMALI A PROCESSO

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IL DISEGNO DI LEGGE NEL CONNECTICUT

Un rivoluzionario disegno di legge che consentirebbe di nominare un avvocato difensore che parli a nome degli animali durante un processo. L'idea è di un legislatore dello Stato del Connecticut. La proposta, dal titolo "Un atto riguardante gli avvocati per animali durante un procedimento giudiziario", è stato presentata dalla democratica Diana Urban. Se approvato, questo disegno di legge permetterebbe ad un veterinario del Dipartimento di Agricoltura di essere designato avvocato di un animale, nel caso in cui il suo benessere o la sua custodia fossero oggetto di un procedimento giudiziario civile o penale.

"Ciò consentirebbe di identificare le lesioni nei confronti di animali come una bandiera rossa per futuri comportamenti violenti. Stiamo cercando di dar vita ad una collaborazione sia pubblica che privata con il Dipartimento Statale di Agricoltura e organizzazioni non-profit come Connecticut Votes for Animals, per cercare persone disponibili a parlare a favore degli animali in tribunale", spiega Diana Urban. Alla conferenza stampa di giovedì la Urban è stata raggiunta da Asa Palmer, studente della scuola superiore di North Stonington, che lo scorso gennaio ha trovato due delle sue mucche ferite da colpi di arma da fuoco al muso. Per uno dei due bovini è stata necessaria la soppressione per la gravità delle ferite riportate. "Se questa legge fosse in vigore oggi - sostiene la deputata - Asa Palmer potrebbe richiedere un avvocato per la sua giovane mucca di nome 'Angel', alla quale hanno sparato sul muso e che è stata lasciata con la mascella distrutta e penzolante".

Pare che il disegno di legge, in attesa di intervento da parte del Comitato legislativo giudiziario del Connecticut, trovi il sostegno e l'approvazione anche di altri giuristi.

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Egitto, esplode mongolfiera: 18 morti e tre superstiti. Il testimone: Si lanciavano in fiamme nel vuoto (Foto gallery)

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Egitto, esplode mongolfiera: 18 morti e tre superstiti. Il testimone: Si lanciavano in fiamme nel vuoto (Foto gallery)
Egitto, esplode mongolfiera: 18 morti e tre superstiti. Il testimone: Si lanciavano in fiamme nel vuoto (Foto gallery)Egitto, esplode mongolfiera: 18 morti e tre superstiti. Il testimone: Si lanciavano in fiamme nel vuoto (Foto gallery)
Egitto, esplode mongolfiera: 18 morti e tre superstiti. Il testimone: Si lanciavano in fiamme nel vuoto (Foto gallery)Egitto, esplode mongolfiera: 18 morti e tre superstiti. Il testimone: Si lanciavano in fiamme nel vuoto (Foto gallery)

Diciotto turisti di varie nazionalità europee e asiatiche ma non italiani, hanno perso la vita quando la mongolfiera sulla quale stavano facendo un tour è esplosa in volo all'alba mentre sorvolava la riva occidentale di Luxor, quella della valle dei re e delle regine. Secondo fonti locali l'esplosione è avvenuta a circa trecento metri di altezza quando la mongolfiera era in fase di atterraggio.

L'esplosione è stata provocata da un manovra errata e da cattiva manutenzione, ha riferito una fonte della sicurezza. Dopo le prime frammentarie notizie è emerso che i turisti sono per la gran parte di Honk Hong e Giappone, oltre a due francesi, due britannici e ad una donna egiziana. Sono sopravvissuti all'esplosione il pilota e due turisti britannici. Il pilota della mongolfiera che stava effettuando la stessa manovra accanto a quella che è precipitata ha raccontato di scene drammatiche nelle quali i passeggeri si gettavano nel vuoto «come sacchettini di carta incendiati».

Le operazioni di soccorso sono state rese più difficili dal fatto che i resti della mongolfiera si sono sparsi su una vasta zona di campi di canna da zucchero che a loro volta hanno preso fuoco. Per questo il bilancio ufficiale del ministero della sanità parla di 14 morti, tre feriti e quattro dispersi.

Questo incidente avviene in un momento di grave crisi del settore del turismo in Egitto dovuto alla instabilità politica e segue di poco meno di un mese quello nel quale una nave da crociera sul Nilo è affondata ad Aswan con oltre cento passeggeri a bordo. In quella occasione, però, non ci furono vittime.

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Carne di maiale nei kebab svizzeri :-DDD

Pubblicato su da Grunf

Dopo la carne di cavallo, è la volta di quella di maiale «non dichiarata». Tracce di carne suina sono state individuate nei kebab venduti in Svizzera da analisi di laboratorio in sette campioni su venti. Lo riferisce l'agenzia di stampa elvetica Ats. La quantità di carne di maiale riscontrata è minima - si precisa - ma il Consiglio Centrale Islamico della Svizzera che ha commissionato i test si dice comunque «scioccato». Campioni di Kebab erano stati prelevati in nove città da membri del Consiglio centrale islamico della Svizzera ed i test sono stati compiuti da un laboratorio di Berna. In una nota, il Consiglio Centrale islamico afferma di non ritenere che la contaminazione sia stata causata coscientemente da malintenzionati, ma in modo accidentale, a causa dell'utilizzo degli stessi strumenti nella preparazione di prodotti diversi.

ANCHE CARNE DI CAVALLO - Il Ccis aveva prelevato la settimana scorsa i campioni in 20 rivenditori ben frequentati di kebab - un piatto tipico della cucina turca - di nove città svizzere. La carne suina è stata trovata in kebab venduti a Berna, Bienne, Lucerna, Ginevra, Kreuzlingen e Winterthur, sebbene in proporzioni sempre inferiori allo 0,1%. Ad allarmare il Consiglio islamico erano state notizie provenienti dalla Germania: l'emittente televisiva tedesca Rtl aveva indicato di aver fatto analizzare campioni di döner venduti in 20 spacci di Berlino e Lipsia e di aver trovato in tre di essi fino al 7% di carne di maiale. In un campione sarebbe stata trovata anche una quantità minima di carne di cavallo non dichiarata. In una nota diramata oggi, l'organizzazione presieduta da Nicolas Blancho dice che sospettava da tempo che i döner kebab venduti in Svizzera non fossero completamente privi di carne suina, vietata ai musulmani. In nessun caso, però - ha detto Blancho - carne suina deve finire in prodotti definiti «halal», ossia «leciti» per i musulmani.

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