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FA DEBITI PER COMPRARE ALLA FIGLIA IL CUCCIOLO, CHE MUORE IN 3 GIORNI

Pubblicato su da Grunf

UNA STORIA ESEMPLARE SUI CANI DALL'EST

E' davvero un caso esemplare quello raccontato oggi dall'"Eco di Bergamo". Per comprare il cagnolino alla figlia disabile, una signora di Lallio si è indebitata ed ha fatto ricorso ad un finanziamento a rate. Ma il cucciolo era in pessime condizioni di salute, tanto che la donna ha pensato di restituirlo al commerciante 24 ore dopo averlo acquistato. Il cagnolino faticosamente ottenuto "in sostituzione" (con l'intervento del Movimento consumatori di Bergamo) è sopravvissuto appena tre giorni e mezzo. Conclusione: la figlia della signora ha perso un compagno di giochi, consigliato anche dai medici per la "pet therapy", e la madre deve comunque onorare il proprio debito. Entrambi gli animali, due femmine di razza spitz nano, provenivano dall'Ungheria ed erano offerti su internet a 800 euro l'uno da un negozio in provincia di Pavia, che ha provveduto anche al finanziamento. Il contratto di vendita prevedeva una garanzia solo in caso di cimurro e di gastroenterite. L'autopsia sul secondo cane, riferisce l' "Eco", ha stabilito che era positivo al coronavirus, potenzialmente causa di gastroenteriti.

Ma perché non accontentarsi di un piccolo meticcio? "Perché mia figlia – spiega la signora al quotidiano bergamasco - fino a quel momento non sembrava in grado di fare richieste. E così quando ha chiesto il cagnolino, indicando la razza e perfino il colore, bianco, l'abbiamo vissuto come una conquista".

Solo un paio di settimane fa, l'on. Michela Vittoria Brambilla aveva chiesto al ministro della Salute Balduzzi di sospendere cautelativamente l'importazione di cuccioli di cane e di gatto dai Paesi dell'est europeo, anche aderenti all'Ue, e di avviare un'approfondita verifica sull'efficacia dei controlli sanitari.

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Seggi simbolici aperti in tutta Europa Così gli Erasmus votano lo stesso

Pubblicato su da Grunf

Erasmus di tutto il mondo, votate. Non si sono arresi gli oltre 25.000 studenti italiani residenti all’estero per motivi di studio che non avranno la possibilità di esprimere la propria preferenza nelle elezioni del 24 e 25 febbraio. Grazie a un incalzante tamtam sui social media è nata la campagna “Io voto lo stesso” (su Twitter #iovotolostesso). Capitanata da Annalisa Autiero e Antonella Frasca Caccia, studentesse Erasmus a Madrid, l’iniziativa ha raccolto migliaia di adesioni. Già da questa mattina in più di trenta città europee, schede elettorali facsimile alla mano, i giovani cittadini si sono dati appuntamento nelle università e nelle piazze, ben determinati a esercitare il loro diritto di voto. Dopo lo scrutinio, i risultati saranno pubblicati su Facebook.

Una votazione simbolica: la partita per gli studenti Erasmus si è chiusa definitivamente con il decreto del Presidente della Repubblica numero 226 del 22 dicembre scorso. Il punto 2 non lascia spazio ai dubbi: «I cittadini italiani che si trovino temporaneamente all’estero e non appartengano alle tre categorie sopraindicate (cittadini impegnati in missioni internazionali, dipendenti statali e professori e ricercatori universitari in servizio) potranno votare esclusivamente recandosi in Italia presso le sezioni istituite nel proprio comune di iscrizione nelle liste elettorali».

«Con il voto simbolico nelle piazze europee protestiamo contro l’esclusione degli studenti Erasmus e speriamo di mandare un messaggio chiaro: non ci siamo arresi – spiega Marco Nobili della rete di studenti Link – Purtroppo non tutti hanno la possibilità di tornare e affrontare le spese del viaggio. L’unica soluzione è essere iscritti all’Aire, l’anagrafe italiani residenti all’estero, ma può aderire solo chi vive all’estero da più di 12 mesi. E la stragrande maggioranza dei progetti di studio va dai 3 ai 9 mesi». «Non si può far nulla nemmeno con i consolati – continua Luca Zecchini, studente di chimica in trasferta a Santiago di Compostela – Quel che più mi sorprende è che il progetto Erasmus esiste da più di 25 anni, con tanto di registri nelle università ospitanti. Forse qualche cosa in più si poteva fare».

Da Berlino a Parigi, passando per Amsterdam e Varsavia, tutti in piazza. E c’è anche chi per aiutare gli studenti ha creato una piattaforma ad hoc. Il meccanismo di “Adotta un voto Erasmus” è molto semplice e sta tutto nell’idea mettere in contatto giovani determinati a esprimere la propria preferenza e cittadini italiani che invece di andare a votare non ne vogliono proprio sapere. «Ho lasciato tutti i miei dati e dopo poco ho ricevuto una mail con il contatto di un volontario “votante” – spiega Dario Falco, studente di giurisprudenza a Huelva, in Spagna – Se mi fido? Non ho motivi per non farlo. Chi sceglie di partecipare a questa iniziativa spontaneamente perché dovrebbe poi tirarsi indietro?».

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Il mistero della nave fantasma ricomparsa in Irlanda

Pubblicato su da Grunf

Il mistero della nave fantasma ricomparsa in Irlanda

Era rimasta per due anni in disuso, poi le autorità avevano deciso di portarla ai Caraibi per essere finalmente rottamata. Ma nel lungo viaggio attraverso l’Atlantico qualcosa era andato storto e della MV Lyubov Orlova si era persa ogni traccia.

ALLA DERIVA - La Lyubov Orlova è una vecchia nave da crociera della flotta Russa. Costruita negli anni Settanta in Jugoslavia, ha viaggiato a lungo nei mari del Nord prima di essere definitivamente dismessa e “parcheggiata” in un porto canadese. Due mesi fa era partita, trainata da un’altra nave, alla volta della Repubblica Dominicana per il suo ultimo viaggio ma, a causa delle altissime onde, la corda si era spezzata e la nave aveva cominciato ad andare alla deriva nell’Oceano Atlantico. Della Lyubov Orlova si era persa ogni traccia.

NAVE FANTASMA - Secondo Gizmodo, le autorità erano convinte di averla persa per sempre: il sistema di geolocalizzazione della nave era stato spento, quindi non c’era modo di sapere dove fosse. Le autorità canadesi hanno ammesso di non avere idea della posizione della nave, sostenendo anche che non si trattasse più di una loro responsabilità in quanto il vascello era uscito dalle acque territoriali del Canada.

IN ROTTA VERSO L’EUROPA - Il 1 primo febbraio la nave è stata avvistata dalla Atlantic Hawk, una nave da rifornimento, ma non ha ricevuto l’autorizzazione necessaria per agganciarla e portarla in un porto sicuro. Così la Orlova è sparita di nuovo, in balia delle correnti atlantiche. È ricomparsa oggi a 2,400 chilometri al largo della costa occidentale dell’Irlanda, in pieno oceano ma in rotta verso l’Europa. La Orlova, forse, vuole tornare a casa.

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Lo strano caso del graffito scomparso

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Lo strano caso del graffito scomparso

di Riccardo De Palo

Solitamente, il lavoro dei writer viene deprecato per numerose ragioni. Principalmente, perché vengono imbrattati spazi pubblici o privati, laddove nessuno degli artisti in questione si degna di chiedere il permesso di esporre le proprie creazioni. Ma senza sviscerare la solita questione dei murales non richiesti e delle cifre spese dai proprietari dei condomini o delle linee ferroviarie per metterci una pezza e ripulire, cosa succede se il graffito ha un valore di mercato importante? E soprattutto, a chi appartiene?

Il caso di un lavoro del celebre writer britannico Banksy, Slave Labour, è emblematico. Questo bambino intento a cucire a macchina, creato per denunciare le piaghe del lavoro minorile e della schiavitù, era comparso improvvisamente, durante i giorni del Giubileo, sul muro di un palazzo di Haringey, un quartiere a Nord di Londra. Vista l’occasione particolare, era stato anche ornato con bandiere dell’Union Jack, ed era diventato motivo di vanto per i vicini. A un certo punto, però, sono iniziati lavori intorno all’edificio, e l’area è stata improvvisamente nascosta da ponteggi e coperture. Quando gli operai se ne sono andati, i residenti hanno scoperto che il graffito era stato rimosso. Molti hanno così chiesto spiegazioni, e i proprietari del palazzo hanno risposto di avere preso provvedimenti per “preservare” l’opera.

Fin qui sembrava che il caso fosse risolto. Invece, i londinesi si sono resi conto che il graffito di Banksy sta per essere messo all’asta a Miami, dove ci si aspetta di piazzarlo per una cifra oscillante tra i 400mila e i 600mila euro. E sono cominciate le proteste.

"Banksy ha donato liberamente quell’opera alla nostra comunità, e ora ci è stata sottratta”, ha detto il capo del locale municipio, Alan Strickland, alla Bbc.

La casa d’aste non è però di questo avviso: il disegno è stato fatto su una proprietà privata, e chi la possiede può farne ciò che vuole. Meglio ricordarselo, quando l’ennesimo writer viene scovato in possesso di bomboletta e pennelli, e ricoperto d’insulti.

AGGIORNAMENTO

A causa delle proteste dei londinesi, e dopo avere sentito il parere dei propri legali, la casa d'aste ha annullato la vendita di Slave Labour e anche di un altro graffito di Banksy che avrebbe dovuto essere messo all'incanto. La comunità di Haringey ha accolto la notizia con soddisfazione. Quanto al writer, si è sempre detto contrario alla vendita delle sue opere.

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Spagna: manifestazioni contro l'austerità (Video)

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In migliaia hanno manifestato a Madrid contro il "golpe finanziario", nel giorno in cui cade il trentaduesimo anniversario del tentato Colpo di Stato militare in Spagna.

È una protesta contro l'austerità e contro i tagli decisi altrove prima che a Madrid, una protesta contro la finanza internazionale e l'Europa, oltre che contro la politica di rigore applicata dall'esecutivo spagnolo.

Manifestazioni si sono tenute anche in decine di altre città e di fronte alle ambasciate spagnole all'estero.

L'iniziativa, battezzata "marea cittadina", è stata promossa via internet, ed hanno poi aderito anche sindacati ed associazioni.

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Vendute in Francia tre carcasse al fenilbutazone

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Tre delle sei carcasse di cavallo spedite dalla Gran Bretagna in Francia, e contenenti tracce di fenilbutazone, sono state vendute sul mercato della carne e sono ''probabilmente'' entrate nella catena alimentare. Lo ha detto a Parigi un portavoce del ministero dell'Agricoltura.

Il fenilbutazione è una antiinfiammatorio nocivo per l'uomo, che si somministra in genere ai cavalli. Le carcasse equine, arrivate in gennaio, ''sono state trasformate'', ha aggiunto un portavoce, ricordando che l'allerta britannica è arrivata troppo tardi. I prodotti sospetti ancora in circolazione sono stati ritirati dal commercio, ma alcuni sono già stati probabilmente consumati, ha aggiunto il portavoce, sottolineando che il ''rischio per la salute è minimo''.

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Difesa: Pentagono sospende tutti voli F-35 per problemi al motore

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Il Pentagono ha sospeso nuovamente tutti i voli di collaudo del caccia multiruolo F-35 dopo aver rilevato un guasto al motore nel corso di un'ispezione di routine, svolta venerdi' nella base militare di Edwards in California.

Si tratta di una frattura in una delle pale della turbina del reattore, secondo quanto riferito la Difesa Usa che ha parlato di una ''sospensione cautelare''.

L'F-35, di cui l'Italia ne ha ordinato 90 esemplari, gia' il 16 gennaio scorso, nella loro variante B elaborata per il corpo dei Marine, erano stati messi a terra a causa di problemi alla valvola per il rifornimento in volo.

I responsabili del programma, realizzato da Lockheed Martin in collaborazione con le aziende dei Paesi che acquisteranno il jet, hanno fatto sapere di aver avviato una verifica con la societa' costruttrice del motore, la Pratt & Whitney.

(Noi come al solito andiamo a comprarci la M...A degli Americani)

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Cina:Governo ammette:esistono villaggi cancro in zone inquinate

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Il ministero dell'Ambiente cinese ha riconosciuto l'esistenza di "villaggi del cancro", molti anni dopo che circolavano notizie su un numero più elevato della media di casi di tumori in alcune regioni particolarmente inquinate del paese. "Materie chimiche tossiche e nocive hanno provocato numerose situazioni di emergenza idrica e atmosferica e alcune zone contano anche dei 'villaggi del cancro'", ha ammesso il ministero in un rapporto pubblicato questa settimana e annesso al piano quinquennale 2011-2015.

Fino a ora, l'espressione "villaggi del cancro" non era stata utilizzata dalle autorità cinesi, che si confrontano sempre di più con il malcontento della popolazione, alle prese con rifiuti industriali, presenza di sostanze tossiche nell'acqua o nell'aria e un'atmosfera carica di particolato fine.

L'inquinamento è aumentato fortemente in Cina, in seguito alla rapida industrializzazione del paese negli ultimi tre decenni. Un grande numero di metropoli cinesi sono annoverate tra le città più inquinate del pianeta, anche se i problemi non riguardano solo le grandi città.

Non esiste una definizione precisa di "villaggi del cancro", ma l'espressione ha cominciato a circolare sulla stampa, dopo la pubblicazione, nel 2009, da parte di un giornalista cinese di una mappa che indicava diverse decine di questi villaggi.

Il governo cinese ha così riconosciuto che "prodotti chimici tossici e nocivi", in generale vietati nei paesi sviluppati, sono utilizzati in Cina e "mettono potenzialmente in pericolo la salute umana e l'ambiente nel lungo periodo". E' la prima volta che il termine appare su un documento ufficiale, secondo l'avvocato specializzato in questioni ambientali, Wang Canfa, che dirige un centro di aiuto alle vittime dell'inquinamento a Pechino.

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Ammazzato di botte in cella a 26 anni Il video choc che sconvolge il Belgio (video)

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Piange, si dispera, urla. Jonathan Jacob, 26 anni, è completamente nudo, in una cella angusta di Mortsel, in provincia di Anversa. Poi, sale sulla brandina sporca, si rifugia in un angolo attaccandosi a una parete mentre gli agenti, una decina, entrano in cella lanciando un razzo luminoso. In pochi secondi gli sono addosso in cinque o sei. Jacob scompare sotto il peso di manganellate e scudi degli agenti, casco in testa e equipaggiamento antisommossa. Alla fine, una macchia di sangue resta sulla parete, mentre gli uomini somministrano al giovane un'iniezione. Poi, quando tutto finisce, un medico entra in cella. Ma è troppo tardi: Jacob è morto. Era gennaio 2012, ma le immagini, raccapriccianti e violente, sono state mandate in onda per la prima volta solo ieri sul canale di lingua fiamminga «Vrt», durante un reportage del programma «Panorama». Un video choc, visibile online, che ha sconvolto il Paese.

AGGRESSIVO - Fermato per strada dalla polizia a Mortsel perchè sotto l'effetto di anfetamine, il giovane Jonathan Jacob, originario di Affligem, mostrava un comportamento aggressivo. Un parere medico aveva consigliato il ricovero dell'uomo in un ospedale psichiatrico, ma il direttore del nosocomio locale aveva rifiutato l'internamento. Così il giovane era stato condotto in cella, dove la polizia di Mortsel chiese «aiuto» all'equipe d'assistenza speciale della polizia di Anversa.

EMORRAGIA INTERNA - L'autopsia ha stabilito che la causa del decesso di Jacob è stata un'emorragia interna, provocata dalle percosse ricevute dai poliziotti. Un agente e il medico dell'ospedale psichiatrico sono stati rinviati a giudizio: il primo per le botte, il secondo per omissione colposa.

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Francia, sgozzati tre fratelli la madre è ricercata

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MEAUX - Un padre ha scoperto questa mattina i suoi tre figli di 9, 11 e 17 anni sgozzati, nella casa di famiglia in un comune ad una trentina di chilometri da Parigi. La madre, che risulta introvabile, è ricercata dalla polizia. L'allarme è stato lanciato verso le 7,15 dall'uomo, un medico, che stava rincasando. La madre, quarantenne, è ricercata. Secondo una fonte vicina alle indagini, le coppia litigava spesso per problemi legati all'alcol ed era in via di separazione. "I bambini sono stati probabilmente sgozzati ma non abbiamo ancora la conferma del medico legale", ha riferito una fonte giudiziaria, citata dal quotidiano Le Figaro.

La tragedia è avvenuta a Dampmart, a circa 30 chilometri ad Est di Parigi. Il padre, medico nella vicina Lagny-sur-Marne, ha avvertito la polizia in stato di shock, dopo aver trovato i corpi in casa mentre rincasava dal lavoro. Arrivati sul posto, i soccorritori hanno trovato i due figli minori già deceduti con evidenti ferite da arma da taglio sul corpo. Il figlio maggiore di 17 anni era ancora vivo ma è morto poco dopo.

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