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Sciopero anti austerità, la Grecia si ferma (Foto Gallery)

Pubblicato su da Grunf

Sciopero anti austerità, la Grecia si ferma (Foto Gallery)
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Nuova giornata di sciopero nazionale in Grecia contro i tagli agli stipendi e l'aumento delle tasse. Sessantamila persone sono scese in piazza ad Atene al grido: «Ladri, ladri!». E proprio nella capitale ci sono stati scontri con le forze dell'ordine. Gli agenti, più di tremila, hanno lanciato lacrimogeni per disperdere la folla vicino a piazza Syntagma. I manifestanti hanno risposto con un fitto lancio di pietre. Il clima è molto teso. I media ellenici raccontano di un pestaggio a un uomo perché scambiato per un militante di Alba Dorata, il partito neonazista che siede in Parlamento. L'uomo è stato soccorso e portato in ospedale.

LA MOBILITAZIONE - I due principali sindacati ellenici hanno deciso il blocco di gran parte del Paese con un'astensione dal lavoro di 24 ore contro la politica di austerità che, denunciano, ha solo aggravato le condizioni di vita dei greci alle prese con il più alto tasso di disoccupazione europeo (al 27%) ma che nel 2013 è previsto in crescita al 30% nel 2013.

LE RISPOSTE DEL GOVERNO - Il governo di coalizione guidato da Antonis Samaras, al potere da otto mesi, è al lavoro per varere le riforme promesse. In cambio Unione europea e Fondo monetario internazionale hanno concesso ad Atene due pacchetti di aiuti finanziari per oltre 200 miliardi di euro. Il governo ha anche deciso la linea dura verso gli scioperanti e, per due volte quest'anno, ha invocato le leggi d'emergenza precettando i lavoratori del trasporto marittimo e del trasporto pubblico locale dopo alcune proteste che hanno paralizzato Atene e fatto scarseggiare i prodotti alimentari sulle isole greche.

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Ural Motorcycles photo.

Pubblicato su da Ugo Pennati

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Lo stupro troppo crudele per essere raccontato (Link corelati + foto album proteste)

Pubblicato su da Grunf

Nemmeno l’ultimo raccapricciante delitto è riuscito a smuovere il paese. Anene Booysen aveva diciassette anni ed è stata stuprata e barbarmente uccisa qualche giorno fa, il suo corpo abbandonato in un cantiere è stato trovato abbandonato dalla alcune guardie giurate della cittadina di Bredasdorp, 80 miglia a Est di Città del Capo, era ancora viva, ma non ce l’avrebbe fatta a sopravvivere. Le ferite e le mutilazioni sul suo corpo erano talmente impressionanti che la famiglia ha chiesto non venissero divulgati dettagli, anche se poi i media in seguito hanno raccontato che i suoi aguzzini le hanno aperto l’addome dallo stomaco fino ai genitali. :((((

L’ACCUSA - Prima di morire Anene Booysen ha fatto in tempo a denunciare uno degli assalitori, un ragazzo che conosceva, anche in Sudafrica come ovunque nel mondo gli stupratori sono raramente sconosciuti sbucati dal nulla e più spesso persone che conoscono la loro preda, questo era il miglior amico del fratello della giovane.

LE INDAGINI CONTINUANO - La polizia ne ha identificato un altro e i due sono già apparsi in tribunale, rischiano l’ergastolo. La polizia avrebbe già identificato un terzo componente del gruppo, ma ha dovuto rilasciarlo per mancanza di prove,le indagini continuano e gli ufficiali che si esprimono sul caso assicurano che riusciranno a prendere tutti i colpevoli.

NON SUCCEDE NIENTE - Le proteste per questo ed altri casi però non riescono a mobilitare l’opinione pubblica in Sudafrica, nemmeno sull’onda dell’emozione per un delitto tanto efferato. Come l’india il Sudafrica soffre di un problema culturale quando s’arriva allo stupro, in questo caso riferito alla cultura patriarcale che combinata a un insano machismo spinge i sudafricani in testa alla classifica mondiale degli stupratori, un primato decisamente negativo.

UN’ALLUVIONE - In Sudafrica viene stuprata una donna ogni quattro minuti, secondo le statistiche, e solo il 12% delle denunce, che sono comunque una minoranza rispetto ai casi reali, termina con una condanna degli stupratori. Questo nonostante il governo non abbia lesinato in leggi e iniziative per combattere il fenomeno.

LA DELUSIONE - Per questo le associazioni delle donne sudafricane hanno provato a cavalcare quest’ultima storia orribile con energia, ma differenza di quanto successo in India al processo c’erano appena un centinaio di persone a protestare e ancora oggi quando si discute pubblicamente del caso emergono chiare tentazioni giustificazioniste. Se infatti c’è un dato che unisce la cultura di di molti, troppi, sudafricani e indiani e proprio quello che vede gli uomini dei due paesi convinti in gran numero che le donne non abbiano alcun valore se non quello di oggetto di piacere dell’uomo.

Lo stupro troppo crudele per essere raccontato (Link corelati + foto album proteste)
Lo stupro troppo crudele per essere raccontato (Link corelati + foto album proteste)
Lo stupro troppo crudele per essere raccontato (Link corelati + foto album proteste)
Lo stupro troppo crudele per essere raccontato (Link corelati + foto album proteste)
Lo stupro troppo crudele per essere raccontato (Link corelati + foto album proteste)

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Incendiava le chiese del Cusio, donna in manette

Pubblicato su da Grunf

Dieci giorni di indagini, decine di carabinieri impegnati quasi giorno e notte nel controllo di una quarantina di chiese del Cusio e stamattina, finalmente, l'epilogo: la piromane che ha dato fuoco e danneggiato alcune chiese, è stata bloccata e arrestata dai carabinieri della Stazione di Orta San Giulio. L'arresto è avvenuto stamattina attorno alle 9.30 ad Armeno, nella chiesa dedicata a San Giuseppe, ad opera dello stesso comandante di Orta, maresciallo Luigi Leo, che, al pari di altri colleghi appostati in altre chiese, era all'interno della chiesa. La donna arrestata è Gisella Maura di 53 anni residente a Miasino. E' stata bloccata, al termine di una collutazione, mentre con un martello picchiava contro un muro interno della chiesa di san Giuseppe, uno dei luoghi di culto già oggetto di attacchi vandalici da parte della donna. Nella collutazione, prima che il maresciallo Leo riuscisse a chiamare gli altri carabinieri, è rimasto ferito alle mani. Si chiude così una vicenda che aveva allarmato la popolazione del Cusio e tutto l'ambiente religioso e della curia vescovile, provocando sgomento e scalpore tra i fedeli, ma la tenacia dei Carabinieri, supportati e coordinati con ogni ausilio dalla Procura della Repubblica di Verbania con a capo il Procuratore Capo Dr. Giulia Perrotti, dopo giorni e giorni di appostamenti notturni e diurni fisicamente estenuanti in ragione delle rigidissime temperature del periodo invernale in corso e dispendiosi per il numero dei militari impiegati, ha dato i suoi frutti. La donna è stata associata alla sezione femminile del carcere di Vercelli - dovrà spiegare ai magistrati di Verbania i motivi del suo risentimento verso la chiesa cattolica e dei suoi insani gesti. La vicenda e l'arresto nel Cusio se da un lato ha portato tutti a tirare un sospiro di sollievo dall'altra ha però suscitato un sentimento di pietà nei confronti di una donna che sta attraversando un momento particolarmente difficile della vita e che forse voleva con questo gesto richiamare l'attenzione su di sé.

Incendiava le chiese del Cusio, donna in manette
Incendiava le chiese del Cusio, donna in manetteIncendiava le chiese del Cusio, donna in manette
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Anda Alf foto

Pubblicato su da Ugo Pennati

 Anda Alf foto

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Camion resta incastrato tra le sbarre del passaggio al livello di Venegono Superiore. Treni in ritardo...

Pubblicato su da Ugo Pennati

Camion resta incastrato tra le sbarre del passaggio al livello di Venegono Superiore. Treni in ritardo...

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Inghilterra, ritrovato lo scheletro del re Riccardo III (Foto)

Pubblicato su da Grunf

Durante gli scavi in un parcheggio di Leicester

Lo scheletro era stato rinvenuto il 12 settembre scorso nel luogo dove sorgeva la chiesa in cui si pensa venne sepolto Riccardo III, demolita nel 1530. Per aver la certezza è stato paragonato il Dna del re con quello di un discendente di 17esima generazione

Londra, 4 febbraio 2013 - Lo scheletro rinvenuto in un parcheggio della città inglese di Leicester apparteneva, “oltre ogni ragionevole dubbio”, a re Riccardo III. E’ quanto hanno annunciato oggi gli studiosi dell’Università di Leicester, impegnati da mesi nelle ricerche dei resti del re.

Lo scheletro era stato rinvenuto il 12 settembre scorso nel luogo dove sorgeva la chiesa in cui si pensa venne sepolto Riccardo III, demolita nel 1530. Le caratteristiche dello scheletro, quali una spina dorsale deforme e ferite alla testa, collimavano con le informazioni sulla morte del re, avvenuta in battaglia nel 1485.

Gli archeologi hanno condotto gli scavi nel luogo dove sorgeva la chiesa, in cui si pensa venne seppelto Riccardo III. La chiesa venne demolita nel 1530.

Gli scienziati hanno usato il Dna di un lontano parente del re per avere conferma dell’identità dello scheletro. Si tratta di Michael Ibsen, 55 anni, discendente di 17esima generazione di Riccardo III.

Inghilterra, ritrovato lo scheletro del re Riccardo III (Foto)
Inghilterra, ritrovato lo scheletro del re Riccardo III (Foto)
Inghilterra, ritrovato lo scheletro del re Riccardo III (Foto)
Inghilterra, ritrovato lo scheletro del re Riccardo III (Foto)
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La Bianchina a New York city

Pubblicato su da Ugo Pennati

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Castelletto Ticino: a fuoco palazzina di 5 piani (foto gallery)

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Castelletto Ticino: a fuoco palazzina di 5 piani (foto gallery)
Castelletto Ticino: a fuoco palazzina di 5 piani (foto gallery)Castelletto Ticino: a fuoco palazzina di 5 piani (foto gallery)
Castelletto Ticino: a fuoco palazzina di 5 piani (foto gallery)Castelletto Ticino: a fuoco palazzina di 5 piani (foto gallery)

Un incendio di vaste proporzioni si è sviluppato in una palazzina di cinque piani a Castelletto Ticino. Il tetto di circa 400 metri quadri è andato completamente distrutto, probabilmente per una fuga di gas. La palazzina è stata completamente evacuata, ed una persona si sarebbe sentita male, per questo è stato portato in ospedale. L'incendio è avvenuto ieri sera e solo in mattinata i pompieri hanno potuto far ritorno alla base: sono intervenuti i vigili del fuoco da Arona, Borgomanero, Romagnano

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Auto bruciata a Varzo: un guasto all'origine (fotogallery)

Pubblicato su da Grunf

Poco dopo mezzogiorno un'autovettura ha preso fuoco in località San Giovanni nei pressi della galleria che dalla superstrada conduce a Varzo. Ad accorgersi di quanto stava accadendo è stato lo stesso conducente, che mentre si trovava all'interno del tunnel è riuscito a carpire la situazione, portando l'Alfa Gt fuori dalla galleria, fermandosi presso un'area di sosta. Il proprietario della vettura, un uomo di nazionalità svizzera, ha subito chiamato i pompieri, sono intervenuti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Domodossola con due squadre, mentre spegnevano le fiamme, Carabinieri e Polizia Stradale hanno chiuso l'arteria per circa mezz'ora. Particolarmente difficili le operazioni di spegnimento, quando i pompieri sono giunti sul posto la macchina era completamente avvolta dalle fiamme e perdeva benzina, fortunatamente la situazione è stata portata alla normalità dai vigili del fuoco. Probabilmente un guasto tecnico la causa che ha generato il rogo.

Auto bruciata a Varzo: un guasto all'origine (fotogallery)
Auto bruciata a Varzo: un guasto all'origine (fotogallery)Auto bruciata a Varzo: un guasto all'origine (fotogallery)
Auto bruciata a Varzo: un guasto all'origine (fotogallery)Auto bruciata a Varzo: un guasto all'origine (fotogallery)
Auto bruciata a Varzo: un guasto all'origine (fotogallery)Auto bruciata a Varzo: un guasto all'origine (fotogallery)

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