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immigrati

Foggia, rubano rame da binari e bloccano linea ferrovie per 5 ore: tre arresti

Pubblicato su da Grunf

Scoperti dai Carabinieri, che nelle vicinanze, avevano notato un'autovettura con targhe rumene, nel cui cofano vi erano alcune matasse di condutture elettriche, i militari hanno atteso il loro ritorno al mezzo per catturarli

I carabinieri della Compagnia di Foggia hanno arrestato, in flagranza di reato, Cornel Puscas, 47 anni, Petru Sorin Mihaiasa, 44, e Gheorghe Serban, 35, tutti rumeni, sorpresi mentre stavano rubando alcuni chilometri di cavi elettrici della linea ferroviaria Foggia-Napoli. I militari, allertati dal personale delle Ferrovie dello Stato, che aveva segnalato un tentato furto dei cavi elettrici di quella linea ferroviaria hanno accertato che i pozzetti della linea elettrica nei pressi della Stazione Ferroviaria di Orsara, per un tratto lungo 5 chilometri, erano aperti e i fili gia' tranciati e sfilati della guaina.

Nelle vicinanze, dietro una siepe, c'era un'autovettura con targhe rumene, nel cui cofano vi erano alcune matasse di condutture elettriche mentre altre erano per terra, pronte per essere caricate sul mezzo. Ritenendo che i ladri sarebbero tornati per completare il lavoro, i carabinieri si sono appostati in zona e nella notte, dalla boscaglia, hanno notato spuntare tre uomini diretti proprio verso l'auto.

Accortisi dell'arrivo dei militari, hanno tentato la fuga ma sono stati raggiunti e arrestati. All'interno della loro auto, oltre a tutto l'occorrente per tranciare le linee elettriche, vi erano 3 quintali di rame prelevati dalla linea ferroviaria, restituiti agli incaricati delle Fs. Il furto ha comportato l'interruzione, per 5 ore, del traffico ferroviario. L'intervento di circa 40 operai, tutt'ora impegnati nelle operazioni di ripristino della linea elettrica, ha consentito in breve tempo di ripristinare il traffico ferroviario attraverso l'attivazione della linea aerea di emergenza.

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Hacker romeno prosciuga il conto "Poste Pay" di una 27enne col "trucco" del phishing,

Pubblicato su da Grunf

Imperia - Lo straniero era riuscito ad avere le chiavi di accesso alla carta della donna, utilizzando il cosiddetto phishing. In pratica aveva inviato una mail alla giovane imperiese, chiedendo di rinnovare i dati di sicurezza del suo conto corrente postale.

Un immigrato romeno, di 49 anni, G.M., residente a San Giorgio di Susa (Torino) è stato denunciato per truffa dai carabinieri della Stazione di Nava per aver prosciugato i soldi di una carta "Poste Pay" (in totale 180 euro), denaro che ha giocato su un sito di scommesse clandestine, appartenente a una giovane donna, di 26 anni, T.C., di Nava.

Lo straniero era riuscito ad avere le chiavi di accesso alla carta della donna, utilizzando il cosiddetto phishing. In pratica aveva inviato una mail alla giovane imperiese, chiedendo di rinnovare i dati di sicurezza del suo conto corrente postale. La pagina internet, naturalmente, era identica a quella utilizzata dalle Poste.

Lei ha inserito i codici di sicurezza, grazie ai quali il romeno è riuscito a trasferire il denaro: dalla carta "Poste Pay" al suo conto "Smai" (sito di scommesse).

Quando la giovane si è accorta di non avere più soldi sulla carta di debito, si è subito rivolta ai carabinieri, che grazie alle tracce lasciate dal romeno nelle operazioni di trasferimento del denaro sono riusciti a risalire al colpevole.

Ci vorrebbe una NERBATA per ogni euro sottratto...
180,00€ = 180 NERBATE sulla schiena

Grunf

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Lecco, beccati tre immigrati specialisti nei furti alle massaie

Pubblicato su da Grunf

Lecco - Sgominata dagli uomini della Questura di Lecco una banda che aveva nel mirino i clienti dei supermercati: tre immigrati peruviani si appostavano in auto nei parcheggi e, con uno stratagemma, rubavano la borsetta alle massaie. Gli agenti della Volante hanno beccato il terzetto davanti al Bennet di Pescate, dopo che aveva colpito all'Esselunga di Lecco.

TRUCCO DELLA MONETINA. La tecnica adottata dai tre furfanti, di età compresa tra i 30 e i 37 anni, era sempre la stessa e scattava quando la vittima adocchiata, dopo aver scaricato sull'auto la spesa e la borsetta, andava a riporre il carrello. A quel punto, uno del trio lasciava cadere a terra una moneta per distrarre la malcapitata e i complici le fregavano la borsetta dalla macchina. Giovedì mattina i peruviani si erano appostati su una Bmw nel parcheggio del Bennet, quando è arrivata una volante della Polizia. Gli agenti si sono insospettiti e, da una rapida verifica, hanno appurato che l'auto era stata notata in occasione di furti ai danni dei clienti degli ipermercati.

RICONOSCIUTO DALLA VITTIMA. Gli stranieri sono stati immediatamente fermati e, poco dopo, i poliziotti hanno avuto notizia di un paio di furti appena compiuti, uno di questi all'Esselunga di Lecco, l'altro al Bennet. Una delle vittime, rintracciata dagli agenti, ha riconosciuto uno dei tre. Addosso a un membro del terzetto, sono state trovate due mazzette di banconote perfettamente corrisponenti, per numero e per taglio, alle somme sottratte e dettagliatamente descritte dalle vittime degli ultimi due furti. Per i tre peruviani sono, così, scattate le manette.

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Operaio Nigeriano molestava bimba di 11 anni Arrestato per violenza sessuale

Pubblicato su da Grunf

Modena, 5 febbraio 2013 - Un operaio nigeriano di 45 anni che per mesi ha molestato una ragazzina undicenne è stato arrestato dalla polizia municipale a Modena. L'uomo, come ricostruito dalle indagini, la importunava da dicembre andando in bicicletta davanti alla scuola, ma anche facendo telefonate sul cellulare. Non mancavano poi regali e ricariche telefoniche a favore della giovane, che però ha parlato coi familiari che poi hanno sporto denuncia alla polizia municipale.

Lunedì scorso la ragazzina è stata contattata dall’uomo che ha chiesto di poterla incontrare. La giovane è tornata a casa con un mezzo pubblico, lo straniero l’ha raggiunta in bicicletta. Nell’appartamento, però, erano già appostati gli operatori pronti ad intervenire. Quando il 45enne ha mostrato in modo inequivocabile le proprie intenzioni, gli agenti sono entrati in scena. Molto movimentato l’arrestato vista la violenza con cui ha reagito l’uomo alla vista delle manette. Due operatori sono finiti al pronto soccorso per farsi medicare.

“Esprimo la mia soddisfazione per l’esito delle indagini - commenta Antonino Marino assessore comunale alla sicurezza - che ha portato all’arresto di una persona sicuramente pericolosa e per la metodologia professionale applicata dalla squadra Nucleo problematiche del territorio. La fiducia che la famiglia ha riposto nella nostra Polizia municipale è un segno distintivo di credibilità e affidabilità. Mi piace poi sottolineare - prosegue Marino - la collaborazione tra il comando e la Procura della Repubblica che ha autorizzato le indagini che hanno consentito di scrivere la parola fine su questo triste episodio”. Il 45enne è ora accusato di violenza sessuale, resistenza e lesioni.

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IN GALERA E BUTTARE LE CHIAVI !!!! :-(

Pubblicato su da Ugo Pennati

IN GALERA E BUTTARE LE CHIAVI !!!! :-(

ORA STIAMO ESAGERANDO ......

Investe due mamme con i bimbi nella carrozzina ,

era drogato alla guida ....

Il Romeno era da poco stato denunciato

a piede libero per rapina.

Stavano passeggiando con i loro bimbi di appena due mesi,

le due mamme che ieri sono state investite da un romeno

risultato positivo al test antidroga.

Il ventunenne Marius Pohrib, operaio e residente ad Aosta,

era stato fermato solo qualche giorno fa per aver partecipato

ad una rapina, il 12 gennaio scorso, ad una tabaccheria a Sarre,

comune del circondario aostano.

Per quel fatto era stato denunciato a piede libero.

Le due mamme non hanno fatto in tempo a rendersi conto

di nulla, l’auto gli è piombata addosso. Loro hanno riportato

solo ferite superficiali e contusioni, è andata peggio ai due

neonati le cui carrozzine sono state sbalzate ad una decina di

metri di distanza.

Le condizioni dei due bimbi sono considerate molto gravi,

uno dei due è più grave ed è stato trasferito d’urgenza a Torino.

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Borgo T.: arrestato sfruttatore albanese con più identità

Pubblicato su da Grunf

Ad un primo controllo dei Carabinieri, che lo avevano fermato per un semplice controllo, aveva fornito delle generalità che gli avrebbero consentito di non destare sospetto alcuno, ma da un più approfondito esame della banca dati delle Forze di Polizia sono emersi a suo carico diversi “alias”. L’albanese infatti risultava essere stato inserito nel data base con più nominativi, tanto che si è reso necessario fermarlo e condurlo presso gli uffici della Compagnia di Arona per accertarne con esattezza l’identità. I riscontro scientifici hanno permesso di dare un nome ed un cognome certi all’uomo, identificato in M.T. 29enne albanese, pluripregiudicato e già condannato per reati in materia di sfruttamento della prostituzione, che era stato espulso dal territorio nazionale con divieto di farvi rientro per un periodo di 10 anni. Evidentemente il richiamo del belpaese è stato più forte del timore dei guai giudiziari relativi alla violazione del decreto di espulsione. In carcere sconterà la pena riportata.

Scontateli tutti sti 10 anni!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Rapinavano studenti sul treno: fermati quattro giovanissimi rumeni

Pubblicato su da Grunf

CERANO, 24 GEN – Un gruppo di minorenni originari di Cerano, nel Novarese, è stato individuato dagli agenti della Polizia ferroviaria di Novara. I giovani, denunciati per rapina in concorso al Tribunale dei minori di Torino, sono quattro ragazzini rumeni, due di 17 e due di 15 anni.

Gli episodi verificati, ma potrebbero essercene anche altri, risalgono al 13 e al 20 novembre scorsi. A cadere vittima dei minori sono stati studenti o calciatori delle giovanili del Novara, che rientravano dagli allenamenti. Sono stati denunciati ben 8 analoghi episodi.

Sembrerebbe che i quattro agissero, scambiandosi i ruoli e minacciando le vittime, mostrando o facendo comunque credere alle vittime di essere armati.

Tra la merce sottratta dai ragazzi, telefoni cellulari, contanti, Ipod. I colpi sono avvenuti sui treni della linea Novara-Milano, tra Novara e Trecate. Vittime sono state per lo più persone residenti nel Milanese. Gli agenti della Polfer hanno dato il via alle indagini e sono riusciti ad arrivare a un importante risultato, quando una vittima ha riconosciuto in stazione uno dei presunti rapinatori. Gli agenti sono giunti sul posto, hanno fermato questo primo componente del gruppo e, così, sono arrivati anche agli altri ragazzi. Sono già stati recuperati alcuni cellulari, uno è anche stato riconsegnato.

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Stupro in centro, tensione a Bergamo: in 200 sotto casa dell'arrestato

Pubblicato su da Grunf

BERGAMO - Circa 200 persone ieri sera si sono radunate sotto casa di Vilson Ramaj, il kosovaro 35enne incensurato e padre di due figli, arrestato ieri pomeriggio per lo stupro di una 24enne incinta a Bergamo. Il presunto violentatore, dopo essere stato interrogato, è stato posto ai domiciliari e la decisione ha scatenato la rabbia di molti abitanti di Bergamo.

Le proteste. Attorno alle 23 la folla si è radunata sotto la sua abitazione e in molti hanno cominciato a inveire contro l'extracomunitario. Sono stati lanciati dai manifestanti fumogeni e bottiglie, mentre lo sgabello di un vicino bar è stato lanciato contro il portone dello stabile. I carabinieri e la polizia sono dovuti intervenire in forze e la strada è stata chiusa al traffico.

Lo stupro. La giovane, in ospedale, durante le visite mediche ha scoperto di essere incinta da alcune settimane. Pare che la violenza non abbia avuto alcuna conseguenza sulla gravidanza. L'aggressione tra venerdì e sabato scorsi, in un parcheggio pubblico di via Alberico da Rosciate, nel quartiere Borgo Santa Caterina, in pieno centro di Bergamo.

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Uccisero 76enne, arrestata banda italo-albanese

Pubblicato su da Grunf

In manette la banda di rapinatori italo - albanese FINALMENTE!!!!!

LICOLA. Un'operazione congiunta dei carabinieri di Pozzuoli e Casal di Principe ha portato a 5 arresti di componenti di una banda italo-albanese specializzata nelle rapine in casa in danno di donne anziane. Tra queste, quella del 19 novembre 2011 nella quale fu uccisa una 76enne a Pozzuoli. Antonietta Gigante, detta Assuntina, fu trovata morta nella sua villetta in localita' Licola mare in via Alice. I carabinieri hanno arrestato una banda di rapinatori autori di alcune violente rapine in appartamento, tra i quali vi sarebbero i responsabili del delitto. Secondo quanto si e' appreso, determinante alla soluzione del caso e' stata una banconota insanguinata trovata dagli investigatori accanto al cadavere della donna. Antonietta Gigante mori' per aver cercato di difendere i risparmi che custodiva in casa. Il 19 novembre 2011 era nella sua casa di Licola a Pozzuoli, nel napoletano, quando una banda di rapinatori fece irruzione nella villetta. Si trattava di malviventi italiani e albanesi che la gettarono sul letto legandole mani e piedi con il nastro adesivo e imbavagliandola, per costringere la 76enne a rivelare in nascondiglio dei risparmi. L'anziana si sarebbe opposta, ma dopo pugni al volto e al torace avrebbe rivelato che i risparmi di una vita, tra gli 11 e i 20mila euro, erano nel piu' classico dei nascondigli, infilati nel materasso. La somma esatta non e' stata mai quantificata, ma gli autori di quella brutale e tragica rapina sono stati tutti identificati e arrestati dai carabinieri delle compagnie di Pozzuoli e di Casal di Principe.

Indagini complesse, arrivate alla svolta decisiva dopo il fermo il 30 novembre scorso di Jeton Jella, un 26enne albanese che i carabinieri ritengono responsabile di una rapina avvenuta una settimana prima dell'omicidio di Antonietta Gigante, sempre a Licola e sempre in casa di un'anziana sola. Il 26enne, messo alle strette, ha ammesso la partecipazione alla rapina dell'11 novembre 2011 e ha anche rivelato agli inquirenti i nomi dei responsabili del colpo compiuto 7 giorni dopo, finito tragicamente. Dalle rivelazioni di Jella ai riscontri compiuti dai carabinieri, che dopo il delitto avevano acquisito tutto il traffico telefonico, registrato prima e dopo la rapina in casa di Antonietta Gigante, e avevano individuato alcuni possibili responsabili. Quegli elementi tornano utili e confermano la ricostruzione del giovane albanese. I carabinieri hanno fermato tutti i componenti della banda italo-albanese, tra i quali anche due donne con un ruolo chiave nell'organizzazione. Maria Domenica Lettieri e Assunta Di Silvestro, di 38 e 36 anni, avevano il compito di individuare i possibili bersagli e di creare gli appoggi logistici per preparare il colpo. In particolare, si proponevano come badanti o collaboratrici domestiche. Con questo sistema avevano raccolto la voce che in casa di Antonietta Gigante, vedova di un piccolo imprenditore che viveva da sola, era nascosta una somma considerevole. Al colpo partecipavano poi Giovanni Lettieri, 40enne pregiudicato fratello di Maria Domenica, e Besin Xheli, 26enne albanese. Il 40enne napoletano e' accusato di essere l'aggressore dell'anziana. Del gruppo, solo Jeton Jella non e' accusato del concorso in omicidio. Le indagini proseguono per verificare se la stessa banda possa aver compiuto altre rapine nel giuglianese. Tra gli indizi rivelatori, anche una banconota da 50 euro insanguinata che fu repertata dalla Scientifica durante i sopralluoghi dopo la scoperta dell'omicidio della donna.

La rapina, era il 19 novembre 2011 e il Antonietta Gigante fu ritrovata nella sua casa senza vita. Il suo corpo riverso sul letto in una stanza al secondo piano della sua villetta di Licola. L'anziana presentava il volto tumefatto, aveva alcune escoriazioni sul corpo, le mani legate da un foulard e altri segni evidenti di una violenta aggressione. La sua casa, inoltre, era completamente a soqquadro. Le indagini fecero immediatamente pensare a una rapina finita tragicamente e oggi è stato possibile risalire agli autori dell'efferato delitto e di individuare la banda.

Indagini e intercettazioni. Fu una vicina di casa ed amica della figlia a suggerire alla banda italo - albanese di rapinare Antonietta Gigante, l'anziana donna morta soffocata a causa delle percosse subite durante una rapina avvenuta nel 2011, nella sua abitazione di Licola Mare. E' quanto emerge dal decreto di fermo emesso dal pm Raffaele Tufano e notificato dai carabinieri a Giovanni Lettieri, accusato dell'omicidio. Assunta Di Silvestro, indagata per concorso nell'omicidio, abita, infatti, a poca distanza dalla casa in cui avvenne la tragica rapina e frequentava la figlia della vittima, Adriana. Di Silvestro era venuta a conoscenza che l'anziana possedeva una consistente somma di denaro dalla quale non si separava mai: era la stessa Antonietta Gigante, del resto, a parlare ai vicini della borsa in cui teneva il denaro. I rapinatori furono accompagnati a Licola dall'altra donna indagata per omicidio, Maria Lettieri, sorella di Giovanni, e attesero in casa di Assunta Di Silvestro alcune ore, per essere certi che l'anziana si addormentasse. Di Silvestro, che ha ammesso il proprio ruolo nell'organizzazione della rapina, sostiene di essere stata minacciata da Giovanni Lettieri: saputo dai giornali che Antonietta Gigante era morta, chiese spiegazioni al complice, il quale a suo dire rispose: ''Qual e' il problema? L'ho uccisa io la vecchia, le ho dato un pugno in faccia ed uno in petto. Lo vuoi pure tu un pugno in faccia? Vuoi fare la stessa fine della vecchia, tu e i figli tuoi?''.

Guardiamole bene queste facce da galantuomini!!! puah

Guardiamole bene queste facce da galantuomini!!! puah

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ROMA, LITIGA CON IL FIGLIO E UCCIDE IL CANE: LANCIATO DALLA FINESTRA :*(((

Pubblicato su da Grunf

DONNA DENUNCIATA. LA CARCASSA TROVATA IN CANTINA

Dopo aver avuto una violenta lite con il figlio minore, ha lanciato dalla finestra di casa sua il cane di famiglia, un jack-russel di circa due anni e mezzo. E' successo a Roma. Una tunisina di 35 anni è stata denunciata dalla polizia. Nell'abitazione in cui la donna viveva con i figli, inoltre, è stata trovata una situazione di degrado tanto che l'autorità giudiziaria ha disposto l'affidamento dei figli minori ad una struttura d'accoglienza.

Gli agenti di Torpignattara sono andati nell'abitazione della donna, venerdì scorso in via Enrico Mazzoccolo, dopo che il figlio minorenne si era presentato al commissariato per denunciare quanto accaduto poco prima. Il giovane ha raccontato ai poliziotti che al culmine dell'ennesimo litigio con la madre, quest'ultima aveva lanciato dalla finestra del loro appartamento al secondo piano, il loro cane, uccidendolo. Immediatamente, gli agenti sono andati nell'appartamento e lì hanno trovato due bambine di 2 ed 8 anni che attendevano la madre.

Pochi minuti più tardi la donna, in compagnia di un uomo, è uscita dalla cantina. E, dopo qualche iniziale esitazione, incalzata dagli agenti, li ha accompagnati proprio in cantina. Qui la macabra scoperta: dentro un sacco di plastica, i poliziotti hanno trovato il corpo dell'animale. La donna è stata quindi denunciata in stato di libertà, salvo l'uomo perché risultato estraneo alla vicenda.

Ma altre spiacevoli immagini hanno colpito gli agenti, che hanno trovato anche indumenti sporchi e maleodoranti, giacigli ricavati da materassi sporchi gettati a terra, escrementi e immondizia abbandonati nei vari ambienti. E non solo: bagni in pessime condizioni igieniche, oltre ad alimenti avariati trovati in cucina. Ecco che l'autorita' giudiziaria ha poi disposto l'allontanamento dei figli dalla madre. Gli agenti li hanno accompagnati in una struttura d'accoglienza.

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