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ingiustizia

Questo partigiano trucidò 54 innocenti. E Renzi lo ha premiato così

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Caro Immigrato vendi pure... per te Italiano è pronto il verbale

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da Lignano Sabbiadoroda Lignano Sabbiadoro

da Lignano Sabbiadoro

Riceviamo e pubblichiamo 

 

In spiaggia passa un "vu cumpra" abusivo ogni 18/20 secondi senza problemi poi trovi L ITALIANO che fa panini nel parcheggio del concerto con 3 (tre) vigili urbani che gli fanno il verbale ! Questo è il nostro paese !!! De merda ovviamente

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Operaio in rianimazione, l’azienda gli manda provvedimento disciplinare

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Quei bravi ragazzi reo confessi dello stupro di Montalto di Castro

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Prendi una ragazzina di 15 anni, tutti 9 a scuola, la vita davanti che è una sorpresa, una sera di festa con le amiche, l’occasione di un compleanno in discoteca per sfoggiare una minigonna con cui si sente fantastica, finalmente donna, il mondo ai propri piedi, o almeno quel microcosmo che può essere costituito da un paese come Montalto di Castro. Prendi poi anche 8 ragazzi, poco più grandi di lei, fai che la conducano nell’angolo più appartato di una pineta e la violentino per tre ore. Il dramma è consumato, l’incubo peggiore, ma non basta. Aggiungi un paese ipocrita e schifosamente radicato ad un puritanesimo mafioso con un sindaco, zio di uno degli otto, pronto a stanziare soldi per il reinserimento di quei ragazzi autori di una semplice “bravata”, e neppure un soldo per la vittima che “se l’è cercata” perché indossava la famigerata minigonna. Condisci il tutto con una giustizia cieca che lascia impuniti dopo 6 anni i colpevoli, rei confessi, avendoli affidati, per ben due volte, in prova ai servizi sociali (nonostante già la prima prova fosse fallita -con uno degli otto ragazzi addirittura accusato di stalking dalla fidanzata- e sospesa dalla Cassazione).

Mescola bene e avrai delle vite distrutte, una ragazzina che dai fatti, accaduti nel 2007, è diventata oggi una donna con 20 kili in meno, costretta dalla malignità più atroce a lasciare il suo paese, vivere nascosta in un’altra città, abbandonare gli studi, perdere ogni fiducia nella giustizia. Raccontale che non solo non c’è stato un tribunale in grado di comminare una pena giusta, ma che non c’è alcuna legge che possa ridarle la gioia che si prova a 15 anni quando del mondo non si sa nulla e tutto pare bello, delle infinite possibilità, racchiuse ora nella ragnatela che è diventata la sua vita; dille che nessuno le leverà più la paura del buio, quello conosciuto in quella pineta maledetta che la tortura ogni notte e ad ogni udienza in cui rivede le facce ridenti dei suoi stupratori e la costringe al vomito, e che nessun legislatore ha mai pensato a restituirle il diritto di sentirsi felice con una gonna, quella che, dalla violenza, non indossa più.

Fai tutto questo e avrai una delle storie più brutte del nostro paese, quelle cui si fa fatica a credere, perché accettarle per vere, costerebbe a ciascuno il dolore e la fatica di interrogarsi su come l’uomo possa trasformarsi in bestia scegliendo non solo di commettere ingiustizia, ma farsi di questa protettore e avvocato difensore. Ritenere vera, come è, la storia dello stupro di Montalto di Castro, come è stato chiamato, mette in discussione la stessa civiltà di un paese che tollera che simili aberrazioni possano rimanere impunite in nome di un malcelato, atavico maschilismo che vede le donne custodi infallibili di una moralità vecchia, eppure ancora in voga, che solo con la volontà della donna stessa può essere macchiata; che fa delle vittime di stupro pubbliche meretrici da sbattere sul banco al posto degli imputati.

E’ quello stesso accettato maschilismo che permette che una donna sia giudicata in base al numero dei suoi amanti, che ben si accosta al gallismo tutto italiano che tanto ci fa ridere ma che resta appannaggio di quello che fu, tristemente, chiamato “sesso forte”. E’ quella malata mentalità che strizza l’occhio a chi fischia o suona il clacson dalle auto o dai tir al passaggio di una donna, come se essa fosse un animale raro o in estinzione. Sono code deboli e poco minacciose di un’ idea che ha i suoi effetti più efferati in casi come quello di cui è, tuttora, vittima questa donna ripiegata nel suo dolore, che ha visto i suoi aguzzini trovare una strana solidarietà ad accoglierli, quella del paese omertoso e connivente, pieno di tante mamme pronte a proteggere i figlioli caduti vittima della tentazione, di un sindaco, ancora oggi regolarmente iscritto ad un partito che si dice dalla parte delle donne, di gente che ha dato agli stupratori lavoro e le proprie figlie in sposa. Una solidarietà ricaduta come un dubbio su una giustizia delicata come una carezza, un’altra madre pronta a concedere a dei bravi ragazzi, non solo una seconda, ma persino una terza possibilità, perché il dubbio, si sa, lavora come un tarlo, specie poi se si hanno alle spalle famiglie abbienti e buoni avvocati.

Oggi che il Ministro Severino ha ripreso in mano le carte del processo, e che sappiamo tristemente tollerata e quindi tollerabile un’ingiustizia di tal misura, resta la domanda più atroce a pesare sulle teste di ciascuno. Quale moto del caso fece sì che in quella pineta, sei anni fa, ci fosse quella ragazzina e non un’altra, una di noi, cresciuta oggi nella consapevolezza che cose analoghe capitano solo alle cattive ragazze che indossano minigonne e vanno in discoteca? E quante altre pinete dovranno ancora trasformare quindicenni inconsapevoli in cattive ragazze?

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W L'ITALIA...

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Precaria fa causa a call center, condannata a pagare le spese processuali (Video)

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Sette contratti in un anno per poi essere lasciata a casa. Così una precaria ha fatto causa al call center per cui lavorava. Peccato che il tribunale di Torino non solo le abbia dato torto, ma l'ha anche condannata a risarcire le spese legali.

" La Com data? ..buono a sapersi"

Pensa te a che punto siamo arrivati... i tribunali che in combutta con le ditte del cazzo cercano di affossare anche gli ultimi diritti che hanno i dipendenti..

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Maldive, 15enne vittima di stupro condannata a 100 frustate

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Lei è una vittima di stupro e le autorità l’hanno accertato ma non per questo le sarà risparmiata una condanna perché ha avuto una relazione sessuale con un uomo. Una relazione fuori dal matrimonio (proibita in base alla legge del suo Paese che si ispira alla sharia) e lei ha appena 15 anni. L’assurda storia arriva dalle Maldive, il calvario della 15enne era stato riportato già tempo fa dai media: lei aveva accusato il patrigno di stupro, quello stesso patrigno accusato anche della morte del bambino frutto della violenza sulla figliastra. Ora è arrivata però la sentenza che la riguarda direttamente: la 15enne è stata condannata da un tribunale delle Maldive a 100 frustate e otto mesi di arresti domiciliari. Le frustate le saranno inferte una volta arrivata alla maggiore età, tuttavia lei può anche scegliere di sottoporsi subito a questa violenza.

La dura reazione degli attivisti per i diritti umani - La sentenza della corte ha suscitato la dura reazione degli attivisti per i diritti umani, e dal governo è anche arrivata la richiesta di clemenza. Per tanti, l’ha detto anche Masood Imad, portavoce del presidente Mohamed Waheed, la 15enne dovrebbe essere trattata come una vittima e non come una criminale, anche se – è stato specificato da Imad – deve “vergognarsi” per ciò che ha fatto. Lo stesso portavoce ha detto che le autorità sono pronte ad aprire un dialogo per modernizzare il codice penale e limitare il ricorso alla fustigazione, pratica disumana che a oggi viene ancora utilizzata come condanna.

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BISERNO (FC), SOLO 207 EURO DI MULTA PER L'UOMO CHE HA UCCISO BELINDA

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FORESTALE: "LA CERBIATTA AMMAZZATA VICINO ALLE CASE"

Graziato con una multa di 207 euro il cacciatore che ha ucciso la cerbiatta Belinda. Vicino alle case di Biserno, il paesino in provincia di Forlì-Cesena che aveva adottato l'animale tre anni fa. Quello sparo era regolare: consentito dalle norme sulla caccia di selezione contro i predatori di animali acciaccati, come Belinda, zoppicante perché non aveva una zampa. Ma il colpo è stato esploso a due passi dal centro abitato dell'Appennino. Ecco perché l'uomo che venerdì 15 ha ammazzato la cerbiatta è stato sanzionato dagli agenti del Corpo forestale dello Stato.

La bestiola era diventata il simbolo di Biserno. Trovata quando non aveva più di mesi, è stata nutrita e coccolata dalla gente del posto. Ma poi la fucilata, che nel borgo romagnolo hanno classificato una vera e propria esecuzione. A Corriere.it il cacciatore si è scusato con tutti: "Se l'avessi riconosciuta non avrei mai sparato - ha detto mortificato -. Le ho dato anche io da mangiare, come tutti". Ma i cittadini non hanno accettato le scuse e hanno fatto partire un esposto contro di lui alle forze dell'ordine. E poco dopo sono arrivate le guardie della Forestale. "Abbiamo condotto accertamenti scrupolosi", precisa Gianpiero Andreatta, il comandante del gruppo di Forlì.

Escluso, quindi, il reato di bracconaggio: quello sparo era perfettamente regolare. L'uomo era in possesso, infatti, dell'abilitazione alla caccia di selezione che prevede corsi e un esame che autorizza l'abbattimento di cinghiali, volpi, nutrie, che attaccano animali da allevamento e da cortile e bestiole ammalate o malferme. Semmai - hanno concluso gli investigatori – la fucilata è stata esplosa troppo vicino alle case. Dentro, quindi, il limite dei 150 metri che delimita la "zona rossa" entro cui non si può assolutamente cacciare. Per questo è arrivata la multa da 207 euro. Se Belinda fosse stata uccisa oltre oltre il perimetro vietato - pensate - non sarebbe arrivata nemmeno la sanzione. Un'assurdità.

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HA ABUSATO DI UNA RAGAZZINA DI 13 ANNI: PENA QUASI AZZERATA PERCHE’ MUSULMANO :(

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<<Riceviamo e pubblichiamo>>

Per ora sta succedendo in Inghilterra ma non mi meraviglierei di sapere che anche in Italia i giudici usino lo stesso metro di giudizio.

Eppure esiste da sempre il principio per cui l’ignoranza della legge non è ammessa “Ignorantia legis non excusat”.

Adil Rashid di 18 anni ha spiegato al giudice di conoscere solo la shariah e che alla scuola islamica gli hanno insegnato che le donne sono inferiori. E che sono paragonabili a dei “leccalecca”

Questa sua giustificazione è stata accolta dal giudice Michael Stokes della corte di Nottingham. Perché, secondo il giudice, il ragazzo ha ricevuto una educazione non adeguata allo standard britannico che lo ha lasciato in uno stato di ingenuità, immaturità e ignoranza e la prigione gli avrebbe fatto più male che bene. Poiché secondo le leggi islamiche i rapporti prima del matrimonio sono vietati il giudice gli ha comminato una pena di nove mesi di lavori socialmente utili, sospesi, però, con la condizionale.

E la ragazzina di 13 anni stuprata non ha avuto giustizia

MV

HA ABUSATO DI UNA RAGAZZINA DI 13 ANNI: PENA QUASI AZZERATA PERCHE’ MUSULMANO :(

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15 ANNI FA LA TRAGEDIA DEL CERMIS (Video)

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