Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog

local

Siamo prigionieri dei falsi profughi [ video ]

Pubblicato su da Grunf

La testimonianza di una cittadina di Tonezza del Cimone. "Siamo prigionieri dei falsi profughi"

Leggi i commenti

Riti di purificazione sulle tombe di giovani cusiani, denunciato

Pubblicato su da Grunf

Disponeva in ordine preciso i petali dei fiori posti sulle tombe di giovani scomparsi a seguito di incidenti stradali, e con i fiori recisi, sassolini, lumini, sottovasi e abbigliamento spettrale compiva dei veri e propri riti per la purificazione delle anime. Così gli agenti del Commissariato di Omegna sono riusciti ad intercettare e denunciare un uomo sulla cinquantina, originario del milanese e residente in un paese del Verbano, che già nel passato aveva adottato questo comportamento, procurandosi un foglio di via, sempre per lo stesso motivo da Domodossola. La prima segnalazione era partita da Omegna, sulla tomba di una ragazza morta in un incidente stradale, la sorella per più volte aveva notato i petali disposti in un ordine preciso allertando le forze dell’ordine. I poliziotti di Omegna, sotto le direttive del commissario capo D’Attino, hanno compiuto degli appostamenti e dopo alcuni mesi di indagini sono riusciti ad identificare A.A. che nel cuore della notte si introduceva nei cimiteri di Omegna e Casale Corte Cerro per compiere i riti di purificazione delle anime, e già perché lui alla polizia si è presentato come “Cacciatore di anime”: per lui la denuncia per danneggiamento e vilipendio di tomba, ma anche la richiesta del foglio di via obbligatorio da alcuni comuni del Cusio.

Leggi i commenti

Alla scoperta del Lago Maggiore

Pubblicato su da Grunf

Con l'arrivo delle belle giornate, concedersi una gita fuori porta in compagnia dei bambini è ancora più piacevole. Meglio se fra natura, cultura e divertimento

DANIELA RASPA (NEXTA)

La Riserva Naturale di Fondotoce a Verbania, il Parco dei Lagoni di Mercuragoad Arona e quello del Ticino, accessibile dai paesi di Castelletto Ticino e Sesto Calende; laRiserva di Dormelletto e il Parco Nazionale della Val Grande e, ancora, ilParco Regionale dell'Alpe Veglia e Deveroe l'Oasi Faunistica di Macugnaga, situata ai piedi del Monte Rosa: benvenuti in una delle aree più verdi dell’intero territorio italiano, il favoloso Lago Maggiore che, con le sue valli e le sue colline, regala paesaggi e meravigliosi spettacoli della natura che meritano di essere visitati, almeno una volta nella vita.

L’arrivo della primavera si rivela l’occasione migliore per organizzare una bella gita insieme a tutta la famiglia, una boccata d’aria fresca specialmente per i bambini che abitano nelle grandi città. La natura rigogliosa, le passeggiate alla scoperta di alberi e piante mai viste prima, il contatto con gli animali nelleoasi WWF di Pian dei Sali, in Val Vigezzo, e Bosco Tenso, a Premosello Chiovenda, regaleranno grandi emozioni ai nostri piccoli esploratori.

La bellezza del Lago Maggiore non si esaurisce peraltro all’aspetto naturalistico: cultura, arte e storia si fondono in questo territorio che sprigiona un’atmosfera magica. Come a Villa Pallavicino (Stresa), una dimora costruita a metà dell’ottocento, circondata da un parco di ben 20 ettari che si estende tra viali fioriti, alberi secolari e un grande giardino botanico. Oltre al fascino della costruzione, l’attrattiva principale della gita, specialmente per i più piccini, si rivelerà sicuramente la visita allo Zoo della villa, dove 40 specie di animali, tra mammiferi e uccelli esotici, vivono liberamente. I bambini potranno avvicinarli senza paura. Per i più pigretti o timorosi, inoltre, il parco è visitabile anche a bordo di un trenino che lo attraversa.

Stresa è considerata la regina del Lago Maggiore, grazie alla magnifica posizione panoramica in cui è situata - sotto le verdi pendici del Mottarone - e alle sue molteplici attrazioni: il lungolago fiorito, le sue ville, i parchi, i giardini, le settimane musicali, lo spettacolo sempre cangiante delle Isole Borromee. Queste piccole “perle” del Lago sono raggiungibili in battello, per un’indimenticabile escursione che però richiede il tempo di una giornata. Si parte, appunto, da Stresa, per un tour che prevede tre tappe: l'Isola Bella, con il Palazzo seicentesco costruito dal conte Borromeo e il suo spettacolare giardino; l'Isola dei Pescatori, piccola e caratteristica, con minuscole viuzze che serpeggiano tra vecchie case; infine l'Isola Madre, la più grande, famosa per l’ incantevole giardino botanico dove, fra tantissime specie di piante, passeggiano indisturbati pavoni e fagiani. Per completare questa fantastica escursione con un interessante percorso culturale, è inoltre possibile impreziosire la gita con la visita guidata alla scoperta della storia dei Borromeo.

Se i bambini sono già grandicelli e la vostra vacanza sul Lago Maggiore è abbastanza lunga da potervi permettere di approfondire anche le ricchezze culturali che la località offre, non avrete che l’imbarazzo della scelta fra diversi musei, curiosi ed originali. Dal Museo del Paesaggio a Verbania alla storicaPinacoteca “Rossetti Valentini” di Santa Maria Maggiore, nella Valle dei pittori; dal Museo del Cappello di Ghiffa al Museo dell’ombrello e del parasole di Gignese; dal Museo del design Sul Lago d’Orta al Museo del Rubinetto di San Maurizio d’Opaglio. Nelle valli, infine, troverete molti musei che celebrano la montagna e le sue tradizioni come il Museo della Montagna di Macugnaga o ilMuseo del legno in Val S
trona, sopra il Lago d’Orta.

Leggi i commenti

Tornano i lavori di un tempo: la castanicoltura

Pubblicato su da Grunf

Il castagno, anche soprannominato "albero del pane", ha rappresentato per lungo tempo la principale fonte di alimentazione delle popolazioni dell'area prealpina.

Oggi la castanicoltura ha ridotto la sua funzione economica

ma ha accresciuto il suo valore paesaggistico ed offre alle aziende, che operano su un territorio di montagna, un'opportunità per differenziare l’attività. Comunità montana Valli del Verbano organizza un corso gratuito teorico e pratico rivolto ad imprenditori forestali, proprietari di selve castanili o appassionati al mondo della castanicoltura.
Il ciclo di incontri La gestione dei castagneti da frutto, tenuto dal dottor agronomo Massimo Raimondi, abbraccia diverse tematiche legate al castagno: dall’ inquadramento storico e biologico, all’approfondimento di questioni pratiche come la potatura, gli innesti e la manutenzione della selva. Le due giornate in una delle selve del Consorzio castanicoltori di Brinzio, Orino e Castello Cabiaglio permettono di sperimentare le nozioni teoriche apprese in aula e completano il percorso finalizzato ad imparare come gestire un castagneto da frutto.
Gli incontri sono l'occasione per Comunità montana Valli del Verbano di raccogliere informazioni sulle selve castanili esistenti e valutare la realizzazione di interventi di recupero di alcune aree, grazie alle risorse del Progetto Interreg I castagneti dell'Insubria.
La partecipazione al corso del proprietario di una selva costituisce un titolo di merito per una eventuale graduatoria di interventi sui castagneti. Tra i requisiti delle aree l'Ente montano intende verificare anche la disponibilità dei privati a gestire correttamente la manutenzione.
Gli incontri si terranno tra marzo ed aprile. La partecipazione è gratuita ma è richiesta la compilazione della scheda di iscrizione da restituire entro il 20 marzo 2013. Il calendario completo e la modulistica sono pubblicate sul sito www.castagnetidellinsubria.eu; è possibile contattare il referente Renato Cremonesi inviando una mail renato.cremonesi@vallidelverbano.va.it oppure al numero di telefono 0332 9991001 - 0133

Leggi i commenti

I vigezzini lamentano troppi furti

Pubblicato su da Grunf

Una volta da queste parti si dormiva con la porta aperta

Grunf

Continuano a colpire i ladri in valle Vigezzo e la popolazione sembra veramente non sopportare più questa situazione. E’ di qualche giorno fa la notizia di un altro furto avvenuto a Santa Maria Maggiore, occasione in cui il ladro ha trovato nell’abitazione una donna, qualche spintonamento e poi i malviventi si sono dati alla fuga. Un altro episodio sarebbe avvenuto sempre nel fine settimana, in cui addirittura una seconda casa sarebbe stata svaligiata in valle. “E’ un problema di sicurezza” dice a gran voce la popolazione che sempre più spesso si trova a contatto con questi fenomeni che indistintamente colpiscono abitazioni situate in vie isolate o in centrali piazze. Secondo gli abitanti è un problema in primo luogo per la sicurezza della gente che ha paura anche di potersi trovare i ladri in casa e chiede quindi un maggiore coinvolgimento delle forze dell’ordine. I Carabinieri spiegano che c’è in atto un’attività per fronteggiare questo problema, una situazione che non viene di certo abbandonata, considerati i fatti di cronaca avvenuti nei mesi scorsi, con i numerosi furti in Ossola, uno dei quali culminato con il ferimento di due carabinieri che hanno intercettato i malviventi al Croppo di Trontano.

Leggi i commenti

Cesio nei cinghiali, dopo i casi in Valsesia cresce l'attenzione anche nel Vco

Pubblicato su da Grunf

L'allarme è partito dall'alta Valsesia dove sono stati trovati cinghiali contaminati al cesio 137. Al momento non si sono segnalati casi in provincia, sebbene il territorio dove sono stati rinvenuti i capi sia confinante con quello del  Vco. Cresce però la soglia di attenzione e l'Arpa potrebbe disporre dei controlli. Anche il deputato del Pd Enrico Borghi ha invitato il prefetto a "monitorare la situazione".
 

Leggi i commenti

Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)

Pubblicato su da Grunf

Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
Spesa bio, milanesi in fuga dal supermercato (Foto Gallery)
Un sabato di marzo a Milano al Mercato della Terra, a due passi dal Cimitero monumentale. E' un farmer market, dove i contadini vendono i prodotti sotto la tutela del marchio Slow Food. I milanesi ci vengono come dicono "per sfuggire alla dittatura delle catene sempre più grandi e impersonali", di cui non si fidano più specie dopo i recenti scandali legati al cibo confezionato.

Gazebo bianchi con banchi pieni di alimenti di ogni tipo. Accostamenti ricercati come la crema al cioccolato fondente che si fonde col vino passito e birra artigianale aromatizzata a coriandolo e arancia. Famiglie con bambini, ragazzi e anche anziani alla ricerca dei sapori di un tempo.

"Se passate venite a vedere la cantina" dice una commerciante ai clienti. Il contadino a gran voce: "Ho portato quattro o cinque articoli: i cipollotti...".

Serena è qui con un amico e ha le idee chiare: "Compro qui – racconta a Tgcom24 - per il rapporto diretto con chi coltiva, per scavalcare la mediazione della grande distribuzione, per la voglia di controllare il prodotto e avere la certezza della qualità".

Il nonno porge una fetta di salame alla nipotina mentre un altro anziano con la barba lanuginosa taglia il formaggio con un grosso coltello. Una coppia addenta la pizza e sorride per gli sbaffi di pomodoro: "La nostra scelta è anche etica. Vogliamo scegliere cibi prodotti qua vicino per dare una mano ai piccoli produttori e per rispettare l'ambiente. Non siamo fissati ma cerchiamo di trovare un compromesso tra le necessità di velocità della vita quotidiana e la nostra coscienza".

Anna è una sciura dal piglio deciso, equipaggiata con un trolley da cui fuoriescono gli orli dei sacchetti : "Quando mio marito va a fare la spesa al supermercato lo sgrido sempre (Il marito, accanto a lei, sorride n.d.r.). Non mi fido più dei prodotti industriali. Anche se qui si spende un po' di più, ne sentiamo la necessità".

Una ragazza arriva in bicicletta e dice: "I prodotti sono più buoni, il prezzo è equo. E' una scelta di consumo, preferisco finanziare i prodotti locali piuttosto che le catene. C'è uno stile di vita dietro che detta anche altre scelte: mi muovo in bici, prendo il vino sfuso in enoteca e preferisco le merci che fanno pochi chilometri".

Per alcuni si tratta di anticonformismo come per Luca che fa la fila per prendere la pizza con la madre Germana: "Io ho 46 anni e questa è la mia mamma. Abbiamo attraversato tutto il '68 e gli anni Settanta, siamo fuori dalle regole. In città non comprare nei soliti canali di distribuzione è fuori dalla norma e ci incuriosisce perché ciò che è al di fuori dalle regole crea novità proficue".

Per alcuni, la chiave è una coscienza critica che sta prendendo sempre più piede. Questa l'opinione di Gabriella che ha un banco dove vende lana tinta con metodi ecosostenibili: "La gente comincia a capire che la grande distribuzione non è così sincera e schietta. C'è un filo di consapevolezza in più rispetto al passato".

Alessandro Cecchini di Slow Food, organizzatore del Mercato della Terra, spiega: "E' una scelta che attrae e convince perché ci si fida. La gente si riconosce nella visione di Carlo Petrini del cibo buono, pulito e giusto. Ci offriamo come mediatori per contadini che hanno limitate possibilità commerciali".

Leggi i commenti

Agàro e Salecchio, comunità Walser delle Alpi

Pubblicato su da Grunf

I Walser, che dal XII secolo hanno colonizzato le montagne piemontesi, saranno da oggi raccontati in DiscoveryAlps, attraverso dodici brevi descrizioni storiche. Andando rigorosamente in ordine alfabetico, cominceremo dalle ormai estinte Comunità di Agàro e Salecchio in valle Antigorio, raggiungibili partendo da Goglio, frazione di Baceno, lungo la via che conduce in val Formazza, una delle nostre prossime tappe

Agàro

I de Rodis furono importanti nella storia delle Alpi per essere stati il primo di molti casati feudali a promuovere la colonizzazione delle testate delle valli alpine, con l’impiego dei Walser. Il 20 aprile 1210 a Pavia, Guido I de Rodis venne solennemente investito come “valvassore imperiale” da Ottone IV. Morendo tra il 1210 e il 1220 costui lasciò il feudo della valle Antigorio ai suoi quattro figli: Pietro, Guidobono, Omodeo e Giovanni.

Alla fine del XIII secolo, una consorteria di ben 14 membri del casato Rodis-Baceno concesse in “affitto ereditario” a due gruppi di coloni walser rispettivamente nel 1296 le terre di Ausone a quattro famiglie e quelle di Esigo ad altre due, e nel 1298 quelle di Agàro a dieci famiglie e ad altre tredici quelle di Costa. Tale contratto assicurava loro il possesso perpetuo , per sè e per i propri eredi, delle terre da disboscare e sottoporre a coltura a un canone fisso esigibile ogni anno alla festa di San Martino.

Il canone per Agàro era di 30 libre imperiali, oltre a 8 libre di pepe, sei pernici, mezzo quintale di formaggio per ogni alpe. Non ci è dato di sapere con certezza da dove fossero venuti i primi coloni ma si suppone fossero venuti dal passo dell’Arbola che pone in diretta comunicazione la valle di Baceno in Ossola con la valle di Binn in Vallese, e da dove, nel villaggio di Ernen, capoluogo del “deseno” un ramo dei Rodis primi cugini dei feudatari di Agàro e Ausone si era trasferito da Baceno nella seconda metà del XIII secolo.

Salecchio

La colonizzazione Walser della “montagna di Salecchio” è legata ad un importante ramo del casato de Rodis: i Rodis-Pontemaglio ed avviene con tutta probabilità negli stessi anni di Agàro a cavallo tra il XIII e il XIV secolo, infatti, in una pergamena del 1322 si legge che in quegli anni Giovanni di Pontemaglio (pro-nipote di Guido I de Rodis) sposa Francesca Esperlini di Raron e si trasferisce in Vallese, dando vita al ramo vallesano dei Rodis-Pontemaglio, inoltre i documenti del Vallese mostrano le successioni genealogiche di questo ramo dei Rodis-Pontemaglio, con feudi soprattutto a Leuk.

L’apogeo della loro potenza nel Vallese viene toccato quando Guglielmo di Raron nel 1402 viene consacrato Vescovo di Sion. La denominazione di “montagna di Salecchio” la si trova ancora in uso nel 1588 in occasione della compilazione degli “Statuta Montis Salechij”, 73 articoli che ricalcano per la parte criminale quelli della Curia di Mattarella (Domodossola), e per la parte civile quelli della giurisdizione d’Antigorio. Tuttavia nessun documento attesta direttamente la fondazione di Salecchio, il più antico documento in cui compare è un testamento datato 21 maggio 1451 conservato nell’archivio di Bosco Gurin.

Un altro documento prezioso è datato 1495 e testimonia la discesa a Milano dei nunzi dei de Rodis, ormai decaduti, per implorare presso Ludovico il Moro la riconferma di quello che fu l’antico feudo duecentesco al quale era rimasto solo lo zoccolo duro delle colonie Walser. Nel 1644 il feudo di Salecchio con quello di Agàro, Ausone e Costa viene messo all’asta con la Grida “Feudi da vendere”. Nel 1646 sono acquistati dal conte Giulio Monti di Valsassina per 4360 lire, pagate “direttamente in Spagna”.

Leggi i commenti

Riti "particolari" al Ticino di Cerano? Trovati ceri e paletti rossi

Pubblicato su da Grunf

Uno scherzo di dubbio gusto o un luogo di ritrovo per l’organizzazione di riTI “particolari”? Questo è il dubbio che resta e al quale si sta cercando di dare risposta rispetto al ritrovamento di alcuni strani ceri e paletti di legno dipinti di rosso, posizionati in maniera molto precisa, che sono stati reperiti in località Bagno, tra il Naviglio e il Ticino. La scoperta risale alla scorsa settimana e se ne stanno occupando, oltre agli agenti di Polizia municipale coordinati dall’assessore alla Sicurezza Massimo Fusetto, i militari della Stazione Carabinieri di Trecate. E’ la prima volta che in territorio di Cerano si verifica un simile fatto: il precedente simile e più recente è quello di galli sgozzati che erano stati rinvenuti a Trecate in via Sozzago circa due anni fa.

Leggi i commenti

Prodotti del territorio per incentivare il turismo nell'Alto Lago Maggiore

Pubblicato su da Grunf

I prodotti del territorio "a chilometro zero" possono aiutare a incentivare il turismo nell'Alto Lago Maggiore: ne è convinta la Coldiretti, che l'altro ieri ha incontrato a Cannobio diversi amministratori della zona per condividere una road-map che porterà, nei prossimi mesi, alla creazione di un nuovo Agrimercato a Cannobio.

"Cominceremo con i mesi estivi, poi si vedrà" dice il direttore di Coldiretti Novara-Vco Gian Carlo Ramella, nel sottolineare "la strategicità della location cannobina, già oggi meta di un turismo importante e attento, che richiama visitatori sia dall'Italia che dalla vicina Svizzera e dal centro Europa, in particolare dalla Germania".

Un turismo attento al territorio e che volentieri affianca alla propria vacanza la ricerca di prodotti tipici e di itinerari fra natura, agricoltura ed enogastronomia.

La riunione di lunedì 18 ha riunito a Cannobio ha riunito diversi amministratori della zona (c'erano, oltre al sindaco di Cannobio Giandomenico Albertella, il primo cittadino di Cavaglio Spoccia, Dante Marchesini, e l'assessore di Gurro Ermanno Mazza.

Presente all'incontro anche il presidente della locale sezione Coldiretti, Piera Perli, e il segretario di zona della Coldiretti di Verbania Giuseppe Minocci.

"Le imprese agricole svolgono un ruolo importante nella zona dell'alto lago - dice la presidente Perli - grazie al florovivaismo e alle attività di alpeggio, soprattutto in Valle Cannobina e Valgrande: gran parte del territorio è wilderness, area di grande interesse naturalistico ed ambientale dove l'attività agrosilvopastorale è di preminente importanza".

Prodotti che vanno valorizzati, dunque, attraverso il nuovo Agrimercato che sarà parte integrante del progetto nazionale di Coldiretti volto a creare una filiera agroalimentare tutta italiana a garanzia della salubrità del prodotto, della sua origine nazionale e della trasparenza dei prezzi.

L'obiettivo principale rimane il rilancio della relazione tra produttore e consumatore, creando interesse per la scoperta delle peculiarità, spesso sconosciute o poco note, del "territorio locale". Al consumatore viene in tal senso certificata l'assoluta qualità di ciò che acquista, con il produttore che si espone in prima persona a confermare provenienza, tracciabilità e salubrità dei prodotti, anche sulla base del preciso regolamento/disciplinare stabilito dai "Mercati di Campagna Amica".

Nella riunione di venerdì si è discusso anche della possibile estensione dei servizi unificati, ipotesi che è ritenuta interessante dalla Coldiretti: "Gli imprenditori agricoli - conclude Ramella - ritengono percorribile "l'idea di estendere i servizi unificati di Cannobio e della Val Cannobina a tutti i Comuni dell'alto Lago Maggiore, creando sinergie e lavorando per la crescita del territorio".

Leggi i commenti

<< < 1 2 3 4 5 6 7 8 > >>