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mistero

Casi irrisolti - L'omicidio di Maura Fondacci, un mistero lungo oltre venti anni

Pubblicato su da Grunf

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Marò, il giallo dell’elicottero che non prelevò i fucilieri

Pubblicato su da Ugo Pennati

Marò, il giallo dell’elicottero  che non prelevò i fucilieri

Assolutamente da non perdere.
Il ministro della Difesa, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, è stato bravissimo nel cancellare le tracce. Ma a me risulta, l’ho detto in Aula due giorni fa, e il governo non mi ha smentito, che la decisione di far entrare la nave dei marò nelle acque territoriali indiane è stata condivisa tra l’armatore civile e il cosiddetto Com, il Centro operativo della Marina’. Così sostiene Fabrizio Cicchitto, l’ex capogruppo del Pdl, in predicato di divenire presidente del Copasir, il comitato di controllo sui servizi segreti – scrive Francesco Grignetti a pagina 10 della Stampa. (…) Fu dunque la Marina militare a mandare i due marò tra le fauci agli indiani? Una fonte militare che chiede l’anonimato rivela un particolare che potrebbe essere rivelatore: ‘Quel giorno, come ormai sappiamo tutti, la petroliera si trovava fuori dalle acque territoriali indiane. Fu invitata a invertire la rotta, come fece, e impiegò oltre due ore per arrivare in porto. In area c’era una nostra nave, la Grecale, in servizio di antipirateria. Sarebbe bastata mezz’ora di elicottero per raggiungere la Enrica Lexie e prelevare i due marò.

http://www.ilvelino.it/it/article/orenove4-maro-il-giallo-dellelicottero-che-non-prelevo-i-fucilieri/fb7a18d9-1f5d-4d13-a587-5818991319cf

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Trovato un altro continente sotto l'Oceano indiano

Pubblicato su da Grunf

Alcune isole dell’Oceano indiano potrebbero essere le vette di un antico continente inabissatosi tra i 50 e 100 milioni di anni fa

Forse Atlantide è esistita davvero e si trovava nell’attuale Oceano indiano. Un’equipe internazionale, coordinata dall’Università di Oslo, ha trovato sui fondali di questa porzione di mare un continente nascosto che si è inabissato, a causa dello spostamento delle zolle tettoniche, tra i 50 e 100 milioni di anni fa.

Il sesto continente: Mauritia

Dagli studi geologici effettuati è risultato che alcune rocce, tipiche della crosta continentale, che sono presenti sulle spiagge di Madagascar, Mauritius, Seychelles e Maldive sono visibili anche sui fondali dell’Oceano indiano, probabilmente grazie all’opera dei vulcani sottomarini. Il nuovo continente, che è stato chiamato Mauritia, si è ritrovato sul fondo del mare a causa dello spostamento dei continenti più grandi che lo hanno “smembrato”.

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Un fantasma in Castello? A Galliate arrivano i ghostbusters (Foto-gallery)

Pubblicato su da Grunf

“ghostbusters” in Castello? Alla ricerca di spettri e fantasmi che ancora si aggirerebbero tra le antiche mura? «Tra tutte le richieste pervenutemi in quasi quattro anni, questa è di gran lunga la più inconsueta»: e il sindaco Davide Ferrari, in genere, non è uno che si stupisce facilmente… Ma quella che gli è giunta dall’Epas (European Paranormal Activity Society) è ben lungi dall’essere uno scherzo. Il gruppo – che, come si legge nella missiva inviata al sindaco – da tempo documenta “fenomeni che si manifesterebbero in posti di significato storico importante e in luoghi che per eventi trascorsi inducono a pensare che vi possano essere tali manifestazioni” – assicura di svolgere “indagini assolutamente a scopo scientifico”, con l’ausilio di attrezzature come “video camere, rilevatori di campi elettromagnetici, rilevatori di temperatura, telecamere a circuito chiuso a visione notturna e rilevatori di movimento”. E dopo aver operato – “con risultati sorprendenti” – in luoghi come il Castello di Trezzo sull’Adda, la Fortezza di Bardi, il Castello in località Saint Marcel, il Castello di Lerici, e ancora a Palazzo Rubini di Gradara, Rocca Maggiore di Assisi, Castell’Arquato, Narni e Vigevano, la richiesta è ora quella di effettuare un’indagine al maniero visconteo-sforzesco di Galliate. “A seguito – scrivono al sindaco – di segnalazioni da parte di nostri fans”.

Che dunque davvero un fantasma si aggiri tra le mura del Castello che sorse per volere di Galeazzo Maria Sforza dal 1476 sulle basi di una precedente fortezza viscontea? D’altronde, come per tutti i monumenti avvolti da un alone di fascino e mistero, le leggende non mancano. E qualche anno fa anche la Pro loco, in occasione del Carnevale, aveva “rispolverato” il fantasma, creando il personaggio del “Fantasgal”, sotto le cui vesti si celava il vulcanico Oliviero Airoldi.

Al “fantasma” del Castello è dedicato anche un intero capitolo della pubblicazione “Il Castello di Galliate nella storia del Borgo”, edita diversi anni fa dal Comune e ancora in vendita. Nel quale è riportata la testimonianza di Maria Novarini, che fino agli anni ’70 aveva abitato proprio nell’ala Nord Ovest del Castello e che, con parole da abile fabulatrice, dà voce alla leggenda: “Un pallido spettro aleggiava tra le torri. ‘Lo spettro, lo spettro!’ era il grido, e risuonava sinistro, si disperdeva per le contrade. Era l’ombra di Gian Galeazzo (Sforza, ndr). Si manifestava là dove la storia l’avrebbe voluto signore (e invece pare fosse morto avvelenato a Pavia senza poter godere degli agi del Castello di cui era divenuto propietario, ndr). La paura era in tutti. Si smetteva il lavoro, le botteghe venivano chiuse…”

Riusciranno i novelli “cacciatori di fantasmi” a incontrare l’ombra errabonda di Gian Galeazzo? Il sindaco, intanto, dà il suo “placet”: «Ben venga la richiesta di questa associazione tanto più perchè gratuita! In fondo, se Galliate ha un castello, non vedo perchè questo non dovrebbe avere il suo fantasma! Al di là della curiosità e della simpatia, credo che ogni iniziativa che metta al centro il Castello di Galliate non potrà che contribuire alla sua promozione»

Un fantasma in Castello? A Galliate arrivano i ghostbusters (Foto-gallery)
Un fantasma in Castello? A Galliate arrivano i ghostbusters (Foto-gallery)Un fantasma in Castello? A Galliate arrivano i ghostbusters (Foto-gallery)
Un fantasma in Castello? A Galliate arrivano i ghostbusters (Foto-gallery)Un fantasma in Castello? A Galliate arrivano i ghostbusters (Foto-gallery)Un fantasma in Castello? A Galliate arrivano i ghostbusters (Foto-gallery)
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Il mistero della nave fantasma ricomparsa in Irlanda

Pubblicato su da Grunf

Il mistero della nave fantasma ricomparsa in Irlanda

Era rimasta per due anni in disuso, poi le autorità avevano deciso di portarla ai Caraibi per essere finalmente rottamata. Ma nel lungo viaggio attraverso l’Atlantico qualcosa era andato storto e della MV Lyubov Orlova si era persa ogni traccia.

ALLA DERIVA - La Lyubov Orlova è una vecchia nave da crociera della flotta Russa. Costruita negli anni Settanta in Jugoslavia, ha viaggiato a lungo nei mari del Nord prima di essere definitivamente dismessa e “parcheggiata” in un porto canadese. Due mesi fa era partita, trainata da un’altra nave, alla volta della Repubblica Dominicana per il suo ultimo viaggio ma, a causa delle altissime onde, la corda si era spezzata e la nave aveva cominciato ad andare alla deriva nell’Oceano Atlantico. Della Lyubov Orlova si era persa ogni traccia.

NAVE FANTASMA - Secondo Gizmodo, le autorità erano convinte di averla persa per sempre: il sistema di geolocalizzazione della nave era stato spento, quindi non c’era modo di sapere dove fosse. Le autorità canadesi hanno ammesso di non avere idea della posizione della nave, sostenendo anche che non si trattasse più di una loro responsabilità in quanto il vascello era uscito dalle acque territoriali del Canada.

IN ROTTA VERSO L’EUROPA - Il 1 primo febbraio la nave è stata avvistata dalla Atlantic Hawk, una nave da rifornimento, ma non ha ricevuto l’autorizzazione necessaria per agganciarla e portarla in un porto sicuro. Così la Orlova è sparita di nuovo, in balia delle correnti atlantiche. È ricomparsa oggi a 2,400 chilometri al largo della costa occidentale dell’Irlanda, in pieno oceano ma in rotta verso l’Europa. La Orlova, forse, vuole tornare a casa.

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Riti "particolari" al Ticino di Cerano? Trovati ceri e paletti rossi

Pubblicato su da Grunf

Uno scherzo di dubbio gusto o un luogo di ritrovo per l’organizzazione di riTI “particolari”? Questo è il dubbio che resta e al quale si sta cercando di dare risposta rispetto al ritrovamento di alcuni strani ceri e paletti di legno dipinti di rosso, posizionati in maniera molto precisa, che sono stati reperiti in località Bagno, tra il Naviglio e il Ticino. La scoperta risale alla scorsa settimana e se ne stanno occupando, oltre agli agenti di Polizia municipale coordinati dall’assessore alla Sicurezza Massimo Fusetto, i militari della Stazione Carabinieri di Trecate. E’ la prima volta che in territorio di Cerano si verifica un simile fatto: il precedente simile e più recente è quello di galli sgozzati che erano stati rinvenuti a Trecate in via Sozzago circa due anni fa.

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Arona, Ufo: nuovi avvistamenti sul lago Maggiore. LE FOTO . Altre testimonianze negli ultimi giorni

Pubblicato su da Grunf

La diatriba sugli ufo continua ad appassionare sia coloro che credono agli oggetti volanti che gli scettici. Di fatto, si sta creando sempre maggiore attenzione mediatica sulla zona del lago Maggiore, più precisamente nei pressi di Arona, dove, a quanto pare, sono stati Avvistati ancora degli “oggetti volanti non identificati”. Si tratta di alcune immagini che riproducono un globo di dimensioni molto grandi, a detta del testimone che ha scattato le foto. Il medesimo globo, non compare nelle foto precedenti, scattate appena sette secondi prima. Un altro caso è quello di una guardia giurata di Arona che ha filmato una strana luce in piena notte.

Il presidente del team C.UFO.M, Angelo Carannante ha dichiarato che negli ultimi giorni, ci sono state molte segnalazioni sul sito www.centroufologicomediterraneo.it che ha un’apposita sezione dedicata agli avvistamenti; tuttavia, come è doveroso fare in questi casi, si sta analizzando tutto con la massima cutela.

Che gli alieni abbiano scelto il nostro lago per la loro prima visita terrestre ufficiale? Che crediate o no agli extraterrestri e a tutto quello che gira attorno a questo fenomeno, è il caso di ricordare un grande filosofo, Giordano Bruno che asseriva, più di 400 anni fa, che esistono “infiniti mondi e infiniti universi”…ai posteri l’ardua sentenza…

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Dietro il sacrificio estremo di un intellettuale le ombre di un rapporto segreto choc

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Non essendo riuscito a cambiare la Curia, Benedetto XVI è arrivato ad una conclusione amara: va via, è lui che cambia. Si tratta del sacrificio estremo, traumatico, di un pontefice intellettuale sconfitto da un apparato ritenuto troppo incrostato di potere e autoreferenziale per essere riformato. È come se Benedetto XVI avesse cercato di emancipare il papato e la Chiesa cattolica dall'ipoteca di una specie di Seconda Repubblica vaticana; e ne fosse rimasto, invece, vittima. È difficile non percepire la sua scelta come l'esito di una lunga riflessione e di una lunga stanchezza. Accreditarlo come un gesto istintivo significherebbe fare torto a questa figura destinata e entrare nella storia più per le sue dimissioni che per come ha tentato di riformare il cattolicesimo, senza riuscirci come avrebbe voluto: anche se la decisione vera e propria è maturata domenica.

Quello a cui si assiste è il sintomo estremo, finale, irrevocabile della crisi di un sistema di governo e di una forma di papato; e della ribellione di un «Santo Padre» di fronte alla deriva di una Chiesa-istituzione passata in pochi anni da «maestra di vita» a «peccatrice»; da punto di riferimento morale dell'opinione pubblica occidentale, a una specie di «imputata globale», aggredita e spinta quasi a forza dalla parte opposta del confessionale. Senza questo trauma prolungato e tuttora in atto, riesce meno comprensibile la rinuncia di Benedetto XVI. È la lunga catena di conflitti, manovre, tradimenti all'ombra della cupola di San Pietro, a dare senso ad un atto altrimenti inesplicabile; e per il quale l'aggettivo «rivoluzionario» suona inadeguato: troppo piccolo, troppo secolare. Quanto è successo ieri lascia un senso di vuoto che stordisce.

E nonostante la sua volontà di fare smettere il clamore e lo sconcerto intorno alla Città del Vaticano, le parole accorate pronunciate dal Papa li moltiplicano. Aggiungono mistero a mistero. Ne marcano la silhouette in modo drammatico, proiettando ombre sul recente passato. Consegnano al successore che verrà eletto dal prossimo Conclave un'istituzione millenaria, di colpo appesantita e logorata dal tempo. E adesso è cominciata la caccia ai segni: i segni premonitori. Come se si sentisse il bisogno di trovare una ragione recondita ma visibile da tempo, per dare una spiegazione alla decisione del Papa di dimettersi: a partire dall'accenno fatto l'anno scorso da monsignor Luigi Bettazzi; e poco prima dall'arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo, che si era lasciato scappare questa possibilità durante un viaggio in Cina, ipotizzando perfino un complotto contro Benedetto XVI.

Ma la ricerca rischia di essere una «via crucis» nella crisi d'identità del Vaticano. Riaffiora l'immagine di Joseph Ratzinger che lascia il suo pallio, il mantello pontificio sulla tomba di Celestino V, il Papa che «abdicò» nel 1294, durante la sua visita all'Aquila dopo il terremoto, il 28 aprile del 2009. Oppure rimbalza l'anomalia dei due Concistori indetti nel 2012 «per sistemare le cose e perché sia tutto in ordine», nelle parole anodine di un cardinale. O ancora tornano in mente le ripetute discussioni col fratello sacerdote Georg, sulla possibilità di lasciare. Qualcuno ritiene di vedere un indizio della volontà di dimettersi perfino nei lavori di ristrutturazione dell'ex convento delle suore di clausura in corso nei giardini vaticani: perché è lì che Benedetto XVI andrà a vivere da «ex Papa», dividendosi col palazzo sul lago di Castel Gandolfo, sui colli a sud di Roma.

L' Osservatore romano scrive che aveva deciso da mesi, dall'ultimo viaggio in Messico. Ma è difficile capire quando l'intenzione, quasi la tentazione di farsi da parte sia diventata volontà e determinazione di compiere un gesto che «per il bene della Chiesa», nel breve periodo non può non sollevare soprattutto domande; e mostrare un Vaticano acefalo e delegittimato nella sua catena di comando ma soprattutto nel suo primato morale: proprio perché di tutto questo Benedetto XVI è stato l'emblema e il garante. «Il Papa continua a scrivere, a studiare. È in salute, sta bene», ripetono quanti hanno contatti con lui e la sua cerchia. «Non è vero che sia malato: stava preparando una nuova enciclica». Dunque, la traccia della malattia sarebbe fuorviante.

Smonta anche il precedente delle lettere riservate preparate segretamente da Giovanni Paolo II nel 1989 e nel 1994, nelle quali offriva le proprie dimissioni in caso di malattia gravissima o di condizioni che gli rendessero impossibile «fare il Papa» in modo adeguato. Ma l'assenza di motivi di salute rende le domande più incalzanti. E ripropone l'unicità del passo indietro. Il gesuita statunitense Thomas Reese calcola che nella storia siano state ipotizzate le dimissioni di una decina di pontefici. Ma fa notare che in generale i papi moderni hanno sempre scartato questa possibilità. Eppure, gli scritti di Ratzinger non hanno mai eluso il problema, anzi: lentamente affiora la realtà di un progetto accarezzato da tempo. «I due Georg sapevano», si dice adesso, alludendo al fratello Georg Ratzinger e a Georg Gänswein, segretario particolare del pontefice.

Forse, però, colpisce di più che fosse all'oscuro di tutto il cardinale Angelo Sodano, ex segretario di Stato e numero uno del Collegio Cardinalizio; e con lui altre «eminenze», che parlano di «fulmine a ciel sereno». È come se perfino in queste ore si intravedesse una singolare struttura tribale, che ha dominato la vita di Curia con amicizie e ostilità talmente radicate da essere immuni a qualunque richiamo all'unità del pontefice. Sotto voce, si parla del contenuto «sconvolgente» del rapporto segreto che tre cardinali anziani hanno consegnato nei mesi scorsi a proposito di Vatileaks, la fuga di notizie riservate per la quale è stato incriminato e condannato solo il maggiordomo papale, Paolo Gabriele. Si fa notare che da oltre otto mesi lo Ior, l'Istituto per le opere di religione considerato «la banca del Papa», è senza presidente dopo la sfiducia a Ettore Gotti Tedeschi. Rimane l'eco intermittente dello scandalo dei preti pedofili, che pure il pontefice ha affrontato a costo di scontrarsi con una cultura del segreto ancora diffusa negli ambienti vaticani.

E continuano a spuntare «buchi» di bilancio a carico di istituti cattolici, dopo la presunta truffa milionaria a danno dei Salesiani: un episodio imbarazzante per il quale il segretario di Stato, Tarcisio Bertone, ha inutilmente cercato la solidarietà e la comprensione della magistratura italiana. È questa eredità di inimicizie, protagonismi, lotta fra correnti, faide economiche con risvolti giudiziari che sembra aver pesato più di quanto si immaginasse sulle spalle infragilite di Benedetto XVI. È come se avesse interiorizzato la «malattia» della crisi vaticana di credibilità, irrisolta e apparentemente irrisolvibile. Conferma il ministro Andrea Riccardi, che lo conosce bene: «Ha trovato difficoltà e resistenze più grandi di quelle che crediamo. E non ha trovato più la forza per contrastarle e portare il peso del suo ministero. Bisogna chiedersi perché».

Ma nel momento in cui decide di dimettersi da Papa, Benedetto XVI infrange un tabù plurisecolare, quasi teologico. Fa capire alla nomenklatura vaticana che nessuno è insostituibile: nemmeno l'uomo che siede sulla «Cattedra di Pietro». E apre la porta a una potenziale ondata di dimissioni. Soprattutto, addita al Conclave la drammaticità della situazione della Chiesa. Dà indirettamente ragione a quegli episcopati mondiali, in particolare occidentali, che da mesi osservano la Roma papale come un nido di conflitti e manovre fra cordate che da tempo pensano solo alla successione. L'annuncio delle dimissioni avviene in coincidenza con l'anniversario dei Patti lateranensi; e nel bel mezzo di una campagna elettorale: al punto che ieri alcuni leader si chiedevano se interrompere per un giorno i comizi. Ma già si guarda avanti. Bertone ha chiesto di incontrare per una decina di minuti il capo dello Stato Giorgio Napolitano prima della festa in ambasciata di oggi pomeriggio. E il «toto-Papa» impazza, con le scommesse fuorvianti sull'«italiano» o il «non italiano». Stavolta, in realtà, sarà un Conclave diverso. Il sacrificio di Benedetto XVI, per quanto controverso, mette tutti davanti a responsabilità ineludibili.

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Strano avvistamento nel cielo di Arona: un Ufo? (Foto album)

Pubblicato su da Grunf

ARONA, 5 FEB – Un oggetto volante non ben identificato e che, in queste ore, sta facendo parlare di un Ufo sul lago Maggiore, precisamente ad Arona, nel Novarese, sarebbe stato avvistato nella mattinata di ieri, lunedì 4 febbraio, intorno alle 12, sui cieli della cittadina lacustre.

Da quanto emerge sinora non sarebbe uno scherzo, ma un vero e proprio avvistamento, certo alquanto anomalo.

A notare l’insolito oggetto volante, una mamma che si era recata a scuola a prendere la sua bambina. La donna lo ha raccontato al quotidiano on-line Lettera43.it e la notizia sta già facendo il giro del web.

Immediato è scattato l’allarme Ufo. L’oggetto pare fosse di grandezza alquanto evidente e la donna, pur di osservarlo meglio, avendo il cellulare con sé, ha zoomato e ha scattato alcune istantanee all’oggetto. Le sembianze erano quelle di una sfera volante colorata per metà di nero e metà di bianco. Ad accorgersi della sua presenza, anche un altro passante e la bambina della testimone. Il racconto della donna è stato raccolto dal team di ufologi del Cufom (Centro ufologico mediterraneo), diretto da Angelo Carannante. Il mistero è ancora tale. Chissà di cosa concretamente si tratti, se realmente di un Ufo (come si augurano gli amanti del settore) o viceversa di qualche altro oggetto volante più simile a una mongolfiera e che, per strani giochi della luce, possa essere stato scambiato per un Ufo.

Strano avvistamento nel cielo di Arona: un Ufo? (Foto album)
Strano avvistamento nel cielo di Arona: un Ufo? (Foto album)Strano avvistamento nel cielo di Arona: un Ufo? (Foto album)
Strano avvistamento nel cielo di Arona: un Ufo? (Foto album)

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Il segreto del lago (Video)

Pubblicato su da Grunf

di Mario Sanna

Nel lago di Scanno, nel Parco nazionale d'Abruzzo, da alcuni anni viene registrato un misterioso elettromagnetismo in una parte dei fondali. La scoperta è stata fatta da alcuni sub durante le numerose "giornate ecologiche" per la pulizia del lago. Gli studiosi dell'INGV (l'Istituto di Geofisica e Vulcanologia) stanno usando tutte le tecniche più avanzate per cercare di svelare il segreto del lago.

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