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religione

Buon inizio ramadan :-D

Pubblicato su da Grunf

Buon Porceddu a tutti!

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"Lasciami stare sono piccolo". Ma il parroco abusava di lui

Pubblicato su da Grunf

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‪#‎Meluzzi‬ spiega cos'è l'‪#‎Islam‬

Pubblicato su da Grunf

STANDING OVATION PER MELUZZI CHE DICE LA VERITA' E ORA CENSURATEMI ANCHE QUESTO !!! Trasmesso da ‪#‎La7‬ trasmissione de ‪#‎LaGabbia‬ del 30/03/2016 http://www.la7.it/…/rivedila7/islam-italia-31-03-2016-179235

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Amina: Sequestrata e drogata dalla mia famiglia

Pubblicato su da Grunf

Sembra ormai un calvario la vita di Amina, la ragazza tunisina che, pubblicando su Facebook alcune sue fotografie in topless cosi' come fanno le attiviste di Femen, ha scioccato il suo Paese e fatto infuriare i fondamentalisti. Ora, dopo essere stata sequestrata e vessata dai suoi familiari, e' riuscita a fuggire e non si tira indietro: "Continuero' la mia battaglia con una nuova protesta in topless", annuncia. Amina, dopo la fuga venerdi' scorso dall'abitazione dei genitori, si trova ora in un luogo segreto, da dove via Skype ha raccontato al sito di Femen quanto le e' accaduto e soprattutto i timori per quel che le potrebbe accadere.

 

Dopo la pubblicazione delle foto in topless (con la scritta sul seno che rivendica alla donna la "proprieta"' del proprio corpo), Amina ha subito un vero e proprio linciaggio mediatico, sostenuto non solo dai siti dell'integralismo islamico - per lei un imam ha ipotizzato la lapidazione, dopo la fustigazione -, ma anche da molti tunisini che da quelle immagini si sono sentiti offesi. Ma gli insulti sono stati solo il primo gradino della vicenda: "Mentre ero in un bar insieme ad alcuni amici - ha raccontato - sono arrivati in macchina mio zio e mio cugino che mi hanno rapita".

 

Prima il rapimento, poi il tentativo, andato a vuoto, di farla "curare" da un terapista, quindi l'incessante visita di persone (ne ha contate trecento) che l'hanno bombardata con un solo messaggio: leggi il Corano. Poi ancora il trasferimento in un villaggio dove ogni giorno era obbligatoria una visita all'imam che le leggeva pagine intere delle parole del Profeta, invitandola a fare un passo indietro. Pressioni psicologiche, ma anche somministrazione di farmaci che la inebetivano per tutto il giorno.

 

"Qualche volta - ha raccontato - sono anche riuscita a scappare, ma nessun automobilista mi ha voluto prendere a bordo perche' non mi conoscevano. E quindi sono stata ripresa, riportata a casa e li' e' ricominciato il solito rituale". Nei giorni scorsi Amina e' stata riportata nella casa dei genitori a Tunisi, dove e' rimasta sino a venerdi', quando e' finalmente riuscita a scappare, come denunciato stamattina anche dalla madre. La donna parla della figlia come di una vittima di strumentalizzazioni e forzature a fini politici, e afferma che la ragazza e' sotto trattamento psichiatrico da sei anni.

 

E nelle prossime ore, chiedera' ufficialmente alla Polizia di avviare le ricerche della figlia. Quella stessa Polizia che Amina dice di temere come e piu' degli islamici che le danno la caccia. Ora la ragazza e' lontana dalla capitale, in un luogo segreto, ma non intende assolutamente lasciare la Tunisia, come pure qualcuno aveva ipotizzato. "Restero' qui - ha detto con convinzione - sino a quando non riusciro' a fare un'altra protesta in topless".

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PAPA FRANCESCO BEATIFICA UNA VITTIMA DEI PARTIGIANI COMUNISTI ITALIANI.

Pubblicato su da Ugo Pennati

PAPA FRANCESCO BEATIFICA UNA VITTIMA DEI PARTIGIANI COMUNISTI ITALIANI.

Il giovane seminarista barbaramente ucciso nel '45 dai partigiani comunisti italiani si chiama Rolando Rivi, nato a Castellarano, in provincia di Reggio Emilia. Il decreto che lo riguarda ne riconosce il martirio. Una svolta storica.

W IL PAPA

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GLI ANIMALISTI AL NUOVO PAPA: LA CHIESA SI IMPEGNI PER GLI ANIMALI

Pubblicato su da Grunf

GLI ANIMALISTI AL NUOVO PAPA: LA CHIESA SI IMPEGNI PER GLI ANIMALI
GLI ANIMALISTI AL NUOVO PAPA: LA CHIESA SI IMPEGNI PER GLI ANIMALIGLI ANIMALISTI AL NUOVO PAPA: LA CHIESA SI IMPEGNI PER GLI ANIMALI
GLI ANIMALISTI AL NUOVO PAPA: LA CHIESA SI IMPEGNI PER GLI ANIMALI
ENPA, OIPA, LAV, LIPU E WWF: "SCELTO NOME STRAORDINARIO"
Nel salutare l'elezione di Papa Francesco I, gli animalisti chiedono al Pontefice di farsi portavoce del messaggio d'amore di San Francesco d'Assisi, promuovendo nelle coscienze dei fedeli il rispetto della vita degli animali e della biodiversità.
"Al Santo Padre chiediamo di rinunciare alle pellicce di ermellino e all'acquisto di oggetti religiosi in avorio o derivati dallo sfruttamento e dalla morte di milioni di animali", commenta l'Enpa. Che continua: "Presenteremo al Pontefice le firme raccolte dalla petizione lanciata su Avaaz, con la quale sollecitiamo le autorità religiose a rinunciare a tali pratiche per rispettare la sensibilità di milioni di persone e raccogliere il messaggio di San Francesco, il primo antispecista della storia moderna, secondo cui gli animali hanno il pieno diritto di abitare il mondo in pace e in armonia con gli uomini".
Altro passo fondamentale per una Chiesa più moderna anche con le politiche internazionali è quello di sottoscrivere la Convenzione di Washington per la tutela degli animali in via d'estinzione, a cui il Vaticano, come pochissimi altri Stati, non ha ancora aderito. Intanto, Carla Rocchi, presidente dell'Enpa, definisce "straordinaria" la scelta del nome. Perché Francesco "è sempre stato considerato dalla Chiesa un santo importante, ma 'fuori linea', lo dimostra il fatto che il suo nome non sia mai stato scelto da nessun papa".
La Protezione animali auspica, ancora, che l'ascesa di Francesco I al soglio pontificio, che ieri ha rinunciato all'ermellino e alla croce d'oro coerentemente con l'ispirazione al santo di Assisi, possa essere l'inizio di un cambiamento epocale per la Chiesa, con evidenti benefici per tutto il pianeta. Un cambiamento che ponga fine, una volta per tutte, allo sfruttamento e alla coercizione perpetrata dall'uomo ai danni degli esseri viventi più indifesi.
Massimo Pradella, presidente internazionale dell'Oipa, chiede che il Papa rompa con alcune tradizioni crudeli nei confronti degli animali, "Jorge Mario Bergoglio, eletto ieri come nuovo Papa della Chiesa cattolica ha scelto per la prima volta nella storia il nome Francesco. Ci aguriamo che questa scelta sia motivata anche dalla sensibilita' e dal rispetto per gli animali che contraddistingue il frate Francesco, poi diventato santo, e che si rifletta sulle scelte che opererà. Come capo della Chiesa cattolica, istituzione che annovera oltre un miliardo di fedeli, avra' infatti il potere di portare spunti di riflessione, dare l'esempio e rompere con alcune anacronistiche e crudeli tradizioni. Speriamo che questa importante opportunita' non vada sprecata", aggiunge Pradella, citando alcune feste religiose locali che, nelle celebrazioni per il patrono, prevedono crudelta' su animali "non previste dal Vangelo": dalle caprette gettate giu' dal campanile della chiesa alle galline uccise appendendole a un filo, passando per l'utilizzo dell'ermellino e la tradizione pasquale dell'agnello.
"Questo Papa potrà dare un segnale diverso sul tema del benessere degli animali", sottolinea Fulvio Mamone Capria, presidente della Lipu. "La scelta del nome - continua il presidente della Lipu - può essere un'opportunità proprio per aumentare la sensibilità e il rispetto nei confronti degli animali e anche per lanciare un forte segnale verso tutti gli Stati affinché vengano recepite le direttive comunitarie, come la convenzione di Washington per la tutela degli animali in via d'estinzione, per contrastare i fenomeni di contrabbando, detenzione e commercio illegale a livello mondiale. Chiediamo, inoltre, al Vaticano di contrastare fermamente tutte quelle sagre e feste tradizionali, soprattutto italiane, dove glianimali vengono utilizzati per giochi o violenze. Ma sarebbe anche importante bloccare l'importazione di avorio e altro materiale utilizzato per la realizzazione di crocifissi e altre suppellettili, mettendo così a serio rischio alcune specie animali". 
"Appena ho sentito il nome 'Francesco' ho sperato subito che la scelta fosse stata ispirata santo di Assisi", dice il presidente della Lav Gianluca Felicetti. "Questo Papa ha un'arma formidabile da utilizzare subito - continua il presidente della Lav - elevando una sua parola in occasione della prossima Pasqua, per evitare la strage delle migliaia di agnelli che ogni anno vengono sacrificati". Sarebbe "un segnale di discontinuita' con i suoi predecessori" che dimostrerebbe "compassione per tutti i viventi, animali compresi, facendo così della festa una Pasqua di resurrezione e quindi di vita. Ci auguriamo che sia un uomo di pace, che applichi il rispetto per tutti gli esseri viventi a 360 gradi proprio nello spirito di San Francesco".
La scelta di Jorge Mario Bergoglio di chiamarsi Francesco "è una cosa bellissima in cui non speravamo, un sogno che non si è mai realizzato e che ora si avvera", così Fulco Pratesi, presidente onorario e fondatore Wwf Italia, commenta l'elezione del nuovo Pontefice e la scelta del nome di "un santo perfetto, segnale di nuova attenzione a piante ed animali". In fondo, aggiunge Pratesi, Bergoglio poteva scegliere un qualsiasi altro nome, ma la decisione presa "lo pone di fronte a un'aspettativa, e cioè che da questa scelta possano nascere atteggiamenti specifici, non solo per l'Italia, ma per tutti quei Paesi in cui la natura è a rischio, considerando anche che il Papa viene da un Paese, l'Argentina, che ha paesaggi a luoghi davvero molto belli".

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Don nello giraudo il prete pedofilo smascherato dalle iene

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Nei giorni in cui la Chiesa vive un momento di grande agitazione per le dimissioni di O’Brien, il cardinale autoesclusosi dal conclave dopo le accuse di “comportamenti inappropriati”, un nuovo caso minaccia il Vaticano e ancora più da vicino l’emerito papa Joseph Ratzinger.

Quando fu prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, organo deputato alla vigilanza della correttezza della dottrina cattolica, Ratzinger era a conoscenza dei fatti di pedofilia che si erano verificati nella Diocesi di Savona. Ma non aveva mai denunciato i fatti alla magistratura. Tutto questo è dimostrabile dai documenti giunti presso la redazione del quotidiano Il Secolo XIX, sequestrati circa un anno fa presso la Procura savonese e prelevati dalla Curia della città ligure.

I documenti dimostrano che Ratzinger, due anni prima dell’elezione a pontefice, fosse a conoscenza dei casi di pedofilia che si erano verificati nella Diocesi di Savona. Il Secolo XIX pubblica parte della lettera che il cardinale Domenico Calcagno, ai tempi vescovo della Diocesi di Savona, indirizza a Joseph Ratzinger, nella quale chiede «la cortesia di un consiglio circa l’atteggiamento da tenere, intendendo il Sacerdote continuare con un impegno pastorale». Inoltre aggiunge «Per quanto possibile, intendo evitare che abbia comunque responsabilità che lo mettano a contatto di bambini o adolescenti». La lettera riguarda Nello Giraudo, il parroco della diocesi savonese, sollevato dall’incarico nel 2012, in quanto indagato dalla procura su una serie di casi di pedofilia che poi lo hanno visto patteggiare un anno di carcere per abusi sessuali compiuti nel 2005, ai danni di una minorenne.

Ieri in tarda serata è andata in onda l’inchiesta della iena, Pablo Trincia, dal titolo “Abusi nascosti dalla Chiesa”, in cui è stata ricostruita una drammatica pagina della storia della Chiesa. Oltre agli interventi delle vittime, sono stati accostati i documenti sequestrati dalla Procura, in cui oltre al nome di Calcagno, compaiono anche i nomi dei vescovi Giulio Sanguineti e Dante Lanfranconi.

Da quello che si evince l’unica preoccupazione della Curia in questi anni è stata quella di salvaguardare l’immagine della diocesi, con il tentativo di mantenere la situazione sotto controllo dal momento che «nulla è trapelato sui giornali e non ci sono denunce in corso», si legge nella lettera di Calcagno a Ratzinger.

Dagli anni ’80 in poi Don Giraudo è stato spostato da una parrocchia all’altra dove ha continuato ad “operare” indisturbato, fin quando non sono arrivate le denuncie che hanno costretto la chiesa a sollevarlo dall’incarico.

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Carne di maiale nei kebab svizzeri :-DDD

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Dopo la carne di cavallo, è la volta di quella di maiale «non dichiarata». Tracce di carne suina sono state individuate nei kebab venduti in Svizzera da analisi di laboratorio in sette campioni su venti. Lo riferisce l'agenzia di stampa elvetica Ats. La quantità di carne di maiale riscontrata è minima - si precisa - ma il Consiglio Centrale Islamico della Svizzera che ha commissionato i test si dice comunque «scioccato». Campioni di Kebab erano stati prelevati in nove città da membri del Consiglio centrale islamico della Svizzera ed i test sono stati compiuti da un laboratorio di Berna. In una nota, il Consiglio Centrale islamico afferma di non ritenere che la contaminazione sia stata causata coscientemente da malintenzionati, ma in modo accidentale, a causa dell'utilizzo degli stessi strumenti nella preparazione di prodotti diversi.

ANCHE CARNE DI CAVALLO - Il Ccis aveva prelevato la settimana scorsa i campioni in 20 rivenditori ben frequentati di kebab - un piatto tipico della cucina turca - di nove città svizzere. La carne suina è stata trovata in kebab venduti a Berna, Bienne, Lucerna, Ginevra, Kreuzlingen e Winterthur, sebbene in proporzioni sempre inferiori allo 0,1%. Ad allarmare il Consiglio islamico erano state notizie provenienti dalla Germania: l'emittente televisiva tedesca Rtl aveva indicato di aver fatto analizzare campioni di döner venduti in 20 spacci di Berlino e Lipsia e di aver trovato in tre di essi fino al 7% di carne di maiale. In un campione sarebbe stata trovata anche una quantità minima di carne di cavallo non dichiarata. In una nota diramata oggi, l'organizzazione presieduta da Nicolas Blancho dice che sospettava da tempo che i döner kebab venduti in Svizzera non fossero completamente privi di carne suina, vietata ai musulmani. In nessun caso, però - ha detto Blancho - carne suina deve finire in prodotti definiti «halal», ossia «leciti» per i musulmani.

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La chiesa tedesca apre alla pillola abortiva

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La conferenza episcopale tedesca ha dato il via libera alla somministrazione della pillola del giorno dopo nelle cliniche cattoliche nei casi di donne che abbiano subito violenza sessuale. L'ok dei vescovi è limitato ai casi in cui il farmaco evita la fecondazione e non provoca l'aborto.

La decisione è stata presa dall'assemblea che si è tenuta a Treviri. I vescovi tedeschi si allineano in questo modo alla posizione espressa giorni fa dal cardinale di Colonia Joachim Meisner, che ha autorizzato le strutture sanitarie cattoliche a prescrivere la pillola del giorno dopo, alle donne che siano state vittime di violenza sessuale.

La svolta della chiesa tedesca arriva dopo le polemiche sollevate dal caso di una donna che si è vista negare la possibilità di assumere la pillola del giorno dopo da due cliniche cattoliche di Colonia. La chiesa tedesca sottolinea anche che un cambiamento del genere è possibile grazie all'esistenza, oggi sul mercato, di prodotti farmaceutici che hanno effetti nuovi. E in questo scenario i vescovi specificano di aver autorizzato la pillola in grado di evitare la fecondazione, e non invece farmaci dagli effetti abortivi.

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HA ABUSATO DI UNA RAGAZZINA DI 13 ANNI: PENA QUASI AZZERATA PERCHE’ MUSULMANO :(

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<<Riceviamo e pubblichiamo>>

Per ora sta succedendo in Inghilterra ma non mi meraviglierei di sapere che anche in Italia i giudici usino lo stesso metro di giudizio.

Eppure esiste da sempre il principio per cui l’ignoranza della legge non è ammessa “Ignorantia legis non excusat”.

Adil Rashid di 18 anni ha spiegato al giudice di conoscere solo la shariah e che alla scuola islamica gli hanno insegnato che le donne sono inferiori. E che sono paragonabili a dei “leccalecca”

Questa sua giustificazione è stata accolta dal giudice Michael Stokes della corte di Nottingham. Perché, secondo il giudice, il ragazzo ha ricevuto una educazione non adeguata allo standard britannico che lo ha lasciato in uno stato di ingenuità, immaturità e ignoranza e la prigione gli avrebbe fatto più male che bene. Poiché secondo le leggi islamiche i rapporti prima del matrimonio sono vietati il giudice gli ha comminato una pena di nove mesi di lavori socialmente utili, sospesi, però, con la condizionale.

E la ragazzina di 13 anni stuprata non ha avuto giustizia

MV

HA ABUSATO DI UNA RAGAZZINA DI 13 ANNI: PENA QUASI AZZERATA PERCHE’ MUSULMANO :(

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